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Ariano Irpino

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default Progetto:Amministrazioni/Comuni italianidesc none</imagemap> Ariano Irpino

Stato: Italia
Regione: Campania
Provincia: Avellino
Coordinate:41°9′0″N 15°5′3″E / 41.15, 15.08417Coordinate: 41°9′0″N 15°5′3″E / 41.15, 15.08417
Altitudine:817 m s.l.m.
Superficie:185,52 km²
Abitanti:
23.1791 maggio 2009 [1] 
Densità:125,58 ab./km²
Frazioni:Ariano Scalo, Camporeale, Cardito, Difesa Grande, Frolice, Manna, Martiri, Orneta, San Liberatore, San Nicola Trignano, San Pietro, Santa Barbara, Tesoro, Valleluogo. 
Comuni contigui:Apice (BN), Castelfranco in Miscano (BN), Flumeri, Greci, Grottaminarda, Melito Irpino, Montecalvo Irpino, Monteleone di Puglia (FG), Savignano Irpino, Villanova del Battista, Zungoli
CAP:83031
Pref. telefonico:0825
Codice ISTAT:064005
Codice catasto:A399 
Class. sismica:zona 1 (sismicità alta)
Class. climatica:zona E, 2410 GG
Nome abitanti:arianesi 
Santo patrono:Sant'Ottone Frangipane 
Giorno festivo:23 marzo 
Sito istituzionale
Visita il Portale Italia

Ariano Irpino (IPA: [a'rjano ir'pino], a'rjæno in dialetto locale) è un comune italiano di 23.179 abitanti della provincia di Avellino in Campania. La città rappresenta il secondo centro demografico della provincia dopo il capoluogo, da cui dista 50 km circa. I suoi 185,52 km² di estensione ne fanno il più vasto comune della regione.

Indice

Geografia

Territorio

Il comune di Ariano Irpino all'interno della provincia di Avellino

Ariano Irpino si trova nell'Appennino campano, a cavallo tra Campania e Puglia, in una posizione quasi equidistante tra i mari Tirreno ed Adriatico. Il territorio rivela una natura particolarmente impervia ed esposta ai venti con un'altitudine che varia tra i 179 e gli 811 m s.l.m. tra piccole valli e rilievi scoscesi dove non mancano i dirupi. Fa eccezione l'area orientale che assume una conformazione abbastanza regolare.

Il centro cittadino sorge su tre colli, Calvario, Castello e San Bartolomeo, i quali vanno a formare un rilevo montuoso a forma di sella che tocca gli 817 metri d'altezza sulla sommità del castello. Per via di tale conformazione orografica Ariano è anche conosciuta col nome di Città del Tricolle. Il centro storico si sviluppa, quindi, in una posizione sopraelevata rispetto alle valli circostanti. Dai punti più panoramici del centro, in particolare dal castello e dalla villa comunale, è possibile ammirare ad ovest i massicci del Taburno e del Partenio, a sud la Baronia di Vico, il Vulture e l'altopiano del Formicoso, ad est il Subappennino Dauno e a nord i Monti del Matese e la Valle del Fortore.

Il territorio è attraversato da due torrenti, il Cervaro e la Fiumarella, mentre i fiumi Ufita e Miscano lo lambiscono.

Montecalvo Irpino
 11 km
Castelfranco in Miscano, Greci
 21 km, 16 km
Savignano Irpino
 14 km
Apice
 19 km
Monteleone di Puglia
 19 km
Melito Irpino
 8 km
Grottaminarda, Flumeri
 12 km, 14 km
Villanova del Battista, Zungoli
 12 km, 14 km

Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ariano Irpino.

Trovandosi nell'entroterra campano, Ariano è caratterizzato da un clima di tipo temperato freddo in cui, come testimoniato dalla classificazione climatica estrema[3], ad inverni rigidi si alternano estati miti.

Le precipitazioni non sono molto abbondanti e si attestano sopra i 600 mm[4] annui, mentre nella parte occidentale della provincia superano i 1200 mm[5]. Durante l'inverno sono possibili le nevicate, anche se di solito non sono né frequenti né abbondanti.In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,8 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +21,6 °C.[3]


ARIANO IRPINOMesiStagioniAnno
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAut
T. max. mediaC)7,17,810,414,518,623,627,127,223,217,412,08,87,914,52617,516,5
T. min. mediaC)0,60,93,06,19,713,716,016,013,99,65,62,71,46,315,29,78,2

Storia

Origini e periodo romano

Le origini di Ariano sono antichissime. Le prime tracce di insediamenti umani nella zona sono stati rinvenuti a seguito di scavi archeologici nell'area a nord-est del centro cittadino, in località Starza. I reperti, provenienti da un villaggio di capanne preistorico risalente al Neolitico inferiore, sono datati a partire dal VII millennio a.C. fino al 900 a.C., quando il sito viene presumibilmente abbandonato.

Alle prime popolazioni dell'Appennino seguirono gli Irpini, una tribù dei Sanniti che fondò poco lontano dall'insediamento della Starza, oggi quasi al confine con il comune di Castelfranco in Miscano, il centro di Aequum Tuticum, che verrà poi romanizzato durante la Terza Guerra Sannitica intorno al 300 a.C. Aequum Tuticum si trovava in una posizione strategica rispetto alle vie di comunicazione dell'antichità in uno snodo tra Sannio, Campania, Apulia e Lucania, al centro dei traffici tra Tirreno ed Adriatico. In particolare, in epoca sannitica la cittadina era sorta sul tragitto del Tratturo Pescasseroli-Candela, assumendo probabilmente la funzione di stazione di sosta. La sua importanza crebbe con i romani, che la ersero a municipio, visto che proprio per Aequum Tuticum passava la via Aemilia, una diramazione della Appia diretta a Luceria.

Il periodo di massimo splendore, comunque, arriva nel tardo impero, quando diventa un punto di passaggio obbligato verso sud con la costruzione dell'Appia Traiana tra il I ed II secolo e la successiva via Herculia nel III secolo, che qui s'incrociano. La città viene citata per la prima volta da Cicerone che in una sua missiva a Pomponio Attico, scriveva proprio da Aequum Tuticum così dicendo: "sosta obbligata verso l'Apulia e città di elevata condizione sociale in quanto fornita di ogni comodità".[7]

Le vie di comunicazione

Tracciato delle vie Appia e Traiana.

Per dare un'idea di quanto fosse strategica la posizione di Aequum Tuticum durante l'età antica si fa di seguito menzione delle arterie che passavano nelle sue vicinanze.

Medioevo

Le origini del nome

L'etimologia del nome deriva problabilmente dal latino Ara Iani, un altare realizzato in onore del dio Giano. Altre ipotesi lo fanno risalire al nome di persona latino Arrius a cui si aggiunge il suffisso -anus che indica appartenenza, oppure alla parola aryale, luogo incolto. L'aggiunta Irpino è identificativa della zona e dovuta alla necessità di distinguere il comune dall'omonimo centro sito nel Polesine.

La decadenza di Aequum Tuticum inizia in concomitanza delle prime invasioni barbariche nel IV secolo, finché nel VI-VII se ne perde ogni traccia. È a quest'epoca che si fa risalire il primo insediamento sul Tricolle, luogo rialzato e facilmente difendibile. Con l'arrivo dei Longobardi, la conquista di Benevento, sottratta ai Greci-Bizantini da Zotone, e la nascita del Ducato Longobardo nel 571, il territorio di Ariano rientra in quella sfera di influenza politica e religiosa, seguendone le alterne vicende fino al suo declino nell'XI secolo. In particolare intorno all'anno 1000 viene eretto il Castello a difesa dai domini Greci.

Dopo l'anno 1000, in un contesto politico frammentato e di continua belligeranza, viene costituita la contea d'Ariano ad opera di un gruppo di cavalieri normanni capeggiato da Gilberto Buatère ed assoldati da Melo di Bari, un nobile di origine longobarda, ribelle al dominio bizantino e alleato coi principi longobardi. La contea, che può essere considerata il primo organismo politico posto in essere dai Normanni nel Mezzogiorno, soppianta il guastaldato tra il 1016 ed 1024. [8]. Con i Normanni, che nel giro di pochi anni cancellarono dall'Italia meridionale Longobardi e Bizantini, Ariano assunse un ruolo di primaria importanza; venne potenziato il castello e la città divenne uno dei centri più importanti del tempo con una contea che comprendeva larga parte del Sannio. Proprio nel castello della città appena ristrutturato nel 1140 Ruggero II d'Altavilla detto Il Normanno, vi tenne il suo primo parlamento in qualità di Re delle Due Sicilie. Qui emanò le Assise di Ariano, la nuova costituzione del Regno di Sicilia. Questo corpus legislativo, una sintesi di tradizioni giuridiche diverse, ispirate al diritto romano, al Codice Giustinianeo, all'Editto di Rotari, al diritto canonico, alle testimonianze bibliche e cristiane, verrà adottato quasi integralmente e con poche variazioni nelle Costituzioni di Melfi di Federico II di Svevia. Nello stesso anno viene battuto il Ducato, moneta che resterà in vigore per ben 7 secoli, fino al 1860.

L'Italia meridionale nell'XI secolo.

Con la fine della dinastia normanna e l'avvento della casa di Svevia sul trono del regno di Sicilia, inizia per la città un periodo infelice fatto di guerre saccheggi e devastazioni. In particolare nel 1255 Manfredi di Svevia - figlio di Federico II - assedia la città, che aveva appoggiato l'esercito papale contro di lui. Ariano resiste duramente all'assedio grazie alle mura ed alla natura combattiva degli abitanti, finché un gruppo di lucerini, fingendosi disertori dell'esercito di Manfredi, viene accolto nella città. Nella notte, in realtà, essi rivelano la loro doppia faccia, saccheggiandola e distruggendola col fuoco, oltre a farne strage degli abitanti. A ricordo del tragico evento c'è ancora una via chiamata per tale motivo "La Carnale".

Più di dieci anni più tardi, nel 1269, Carlo I D'Angiò, dopo aver sconfitto Manfredi nella battaglia di Benevento e conquistato il regno, decide di ricostruire la città. In quell'occasione dona in segno di riconoscenza per la fedeltà dimostrata al papato, due spine della corona di Cristo (donategli dal fratello Luigi IX re di Francia detto Il Santo), ancora conservate in un reliquiario all'interno della Cattedrale romanica della città. Durante il regno degli Angioini, la città viene governata da esponenti della famiglia provenzale dei de Sabran dal 1294 al 1413. Tra i vari conti di questo periodo è da ricordare S. Elzeario, figlio di Ermengao, e la moglie Beata Delfina di Signe, due dei quattro patroni di Ariano. Ai primi del 1400 la città risente delle alterne vicende della lotta tra Angioini ed Aragonesi per il possesso del regno di Napoli. Nel 1417 tutta la contea passa a Francesco Sforza, condottiero e futuro duca di Milano. Nel 1440 viene concessa da Alfonso d'Aragona nelle mani del Gran Siniscalco Inigo de Guevara che si era distinto come uno dei suoi migliori generali durante la conquista del Regno di Napoli. Agli Aragonesi rimmarrà fino al 1485, quando il figlio Pietro perderà la città, a seguito della sua partecipazione alla congiura dei Baroni contro il Re Ferdinando I d'Aragona ed in favore di papa Innocenzo VIII. Nell'anno successivo la città rientra nel Demanio e vi resta fino al 1495.

Veduta della via Russo-Anzani

Il 1493 è un anno funesto per Ariano a causa di un'epidemia di peste che funestò Napoli, danneggiando pesantemente l'economia locale, visto che rimase interdetto il transito da e per il capoluogo partenopeo, mentre furono fortemente limitati gli spostamenti all'interno del regno.

Età moderna

Nel 1495 la città sarà comprata da Alberico Carafa, il quale riceverà dal re Ferdinando II di Napoli, il titolo di “duca di Ariano” nel 1498. I Carafa la conserveranno fino al 1532, quando Carlo V la concederà ai Gonzaga, per poi passare ai Gesualdo nel 1577. Sono questi gli ultimi anni del regime feudale. Il 2 agosto 1585, infatti, Ariano si riscatta, viene reintegrata nel demanio e diventa Città Regia, andando a dipendere direttamente dal Viceré del Regno di Napoli. Questo status la porterà nei secoli successivi a rimanere fedele alla corona e ad opporsi energicamente sia ai moti di Masaniello tra il 1647-48, fino a subire l'assedio ed il saccheggio ad opera dei ribelli napoletani, per aver bloccato il transito del grano a loro destinato dalla Puglia, sia a quelli risorgimentali del settembre 1860.

Dopo l'unità d'Italia

Dopo l'unità d'Italia su sede della sottoprefettura fino al 1926. Nel 1868, la città entrò ufficialmente a far parte della Puglia, acquistando la denominazione di Ariano di Puglia che durò fino al 1930, quando ripassò a far parte della Campania, cambiando così definitivamente il proprio nome in Ariano Irpino [9]. Proprio nel 1930 la cittadina viene violentemente colpita dal terremoto del Vulture. Altro sisma di rilievo è quello del 1962, il cui epicentro viene localizzato nei pressi della città. In quest'occasione risulta danneggiato circa l'ottanta per cento degli edifici[10]. Meno cruenti sono invece gli effetti dovuti al sisma del 1980, il quale provoca danni solo alle strutture più fatiscenti, oltre che ad alcuni monumenti.

Stemma del comune di Ariano irpino

Simboli

Lo Statuto comunale della Città di Ariano Irpino[11] afferma che

« Lo stemma del Comune di Ariano Irpino è d'argento ha i tre monti di verde, al naturale, sormontati dalla scritta d'azzurro A I (Ara Iani). »

Monumenti e luoghi d'interesse

Cattedrale Romanica (X sec)

Architetture religiose

La Cattedrale

La chiesa cattedrale di Ariano si presenta in stile romanico con la classica pianta a croce latina. Le tre navate dell'edificio, sormontate da volte a crociera, si intersecano con il transetto posto in una posizione rialzata, andando a terminare nel presbiterio. La cattedrale è intitolata all'Assunzione di Maria Ss. in Cielo ed a Sant'Ottone Frangipane, principale protettore della città. Nel 1984 ha ottenuto da Giovanni Paolo II il titolo di Basilica Minore[12].

Sorta nel X secolo sugli antichi ruderi di un tempio di Apollo, l'edificio è stato sconvolto da terremoti e saccheggi, andando incontro ad innumerevoli rifacimenti nel corso dei secoli. Del suo primitivo complesso si sa solamente che, dopo essere stato rovinato da un terremoto nell'anno 988 (la data è incerta, alcuni dicono 989 o 990), fu velocemente ricostruito per rimanere in piedi fino al 1255. In quell'anno le milizie di Manfredi, dopo essere riuscite ad espunare la cinta muraria, il 5 aprile, lo distrussero insieme a tutta la città, che si era sempre mantenuta fedele al Pontefice. Il nuovo re, Carlo I d'Angiò, dopo aver sconfitto Manfredi, fece riedificare tutti i luoghi distrutti dall'avversario a partire dal 1266. Tra questi vi era anche Ariano col suo Duomo, che, però, fu completato molto più tardi nel 1309. La nuova costruzione fu devastata dal sisma del 1349 e dal grande terremoto del 1456. Il Vescovo di quel tempo, Orso de Leone, si fece carico del restauro, del quale ancora si possono ammirare i resti nell'antico soccorpo e nella parte inferiore dei pilastri interni (ora intonacati). Nulla, invece, rimane dei lavori precedenti.

Nuovi eventi funesti investirono la basilica con i terremoti del 1688, del 1702 e del 1732. In particolare, nell'ultima occasione l'allora vescovo Filippo Tipaldi completò la nuova costruzione del sacro edificio nel 1736, dandole la struttura e la forma che ancora oggi conserva. L'interno venne ricoperto d'intonaco e di stucco in stile barocco, per cui scomparvero i pilastri e gli archi di pietra massiccia, mentre non rimase nulla delle vestigia dei precedenti stili, romanico e gotico. All'esterno troviamo la facciata in stile romanico a capanna, fatta costruire nel 1500 in pietra arenacea verde di Roseto. Fanno parte di questo periodo i tre portali, ma non i rosoni. All'edificio, sopraelevato rispetto alla sede stradale, si accede attraverso un complesso di scale aggiunto in epoca tarda che mal si accorda con lo stile della facciata. Le peripezie che, in tanti secoli, ha subito il Duomo, unite spesso all'inesperienza di persone sfornite di senso artistico, alle quali sovente si è ricorso per le riparzioni, specialmente dal Settecento in poi, hanno snaturato lo stile e l'armonia originaria di una struttura non piccola, che non possono essere più ricondotta al profilo dei complessi angioini o rinascimentali.

Le Chiese

Nel centro storico di Ariano Irpino si trovano diverse chiese o edifici religiosi, più o meno antichi. Quasi tutti sono andati incontro nel corso dei secoli ad opere di restauro o ricostruzione, più o meno fedele, a causa dei frequenti terremoti che hanno scosso il Tricolle.

Chiesa di S. Michele Arcangelo

È stata eretta originariamente nell'XI secolo, per poi essere rivista nel XVI secolo e infine ricostruita nel 1742. Il portale d'ingresso in pietra è del 1747. All'interno si possono ammirare una statua lignea di S. Michele ed il seggio vescovile di stile tardo-catalano del 1563.

Chiesetta di S. Maria del Loreto

Si trova al di fuori del centro storico, su una rupe al di sotto del castello. Venne eretta alla fine del Quattrocento pochi anni dopo il più famoso santuario mariano in provincia di Ancona, cui idealmente si collega. La si trova, infatti, compresa nell'inventario del 1517 presentato al vescovo Diomede Carafa, in cui la si cita con annessa una camera e un “horto". La sua stuttura originaria venne gravemente danneggiata dai terremoti del 1930 e del 1962.

Santuario di Valleluogo

Si trova pochi chilometri dal centro nell'omonima vallata tra Ariano e Montecalvo Irpino, nel luogo di un'apparizione mariana. Secondo una leggenda nel Tardo Medioevo la Madonna apparve ad una pastorella sordomuta, la figlia del proprietario del mulino edificato presso il torrente che solcava il fondo della valle, ora ridotto a piccolo ruscello. La Vergine guarì la bambina e chiese di edificare una cappella nel luogo dell'apparizione. La richiesta fu subito esaudita con il contributo di generose elargizioni. Divenuto meta di pellegrinaggio, la festa viene celebrata il giorno della Pentecoste. Al suo interno viene custodita una statua della Madonna risalente al XV secolo. Nell'area area contigua alla chiesetta è stato realizzato un centro di riabilitazione psico-motoria per disabili.

Chiesa di S. Pietro de' Reclusis

Sita nel rione omonimo ai piedi del centro storico, custodice affreschi del '500. A lato della costruzione si trova un eremo in cui passò gli ultimi anni della sua vita Sant'Ottone Frangipane, patrono della città e della diocesi.

Chiesa di S.Agostino

Sita in piazza Garibaldi, custodisce l'altare della Consolazione del XVI secolo, sovrastato da un arco in pietra grigia di Roseto, adornato da fregi e sculture simboliche.

Chiesa di San Pietro

È ubicata nel Rione Guardia e risale al 1459. Sulla facciata presenta un portale tardo-gotico, mentre al suo interno si può trovare un altare quattrocentesco.

Chiesa del Carmine

Situata lungo corso Vittorio Emanuele ai piedi del rione Tranesi, fu edificata nel XVII secolo.

Chiesa di S. Giovanni Battista

La struttura risale al XVIII secolo, sebbene sulla facciata presenti un portale del XIII secolo. L'edificio dà il nome alla strada in cui sorge.

Chiesetta di S. Andrea

Si trova di fianco al Palazzo della Duchessa, non lontana dalla Piazza del Plebiscito. Risale al XV secolo.

Chiesa di S. Anna

Situata in via Mancini alle spalle del Municipio, presenta due altari del Seicento.

Architetture civili

I Palazzi Storici

Palazzo Anzani, XVII secolo, sito in Via Donato Anzani, nel centro storico di Ariano Irpino, a poca distanza dalla centralissima Piazza del Plebiscito. La struttura è adibita a sede del Museo Archeologico.

Palazzo Forte del XV secolo e restaurato nel 1990, già sede della Sottoprefettura di Ariano fino al 1926. Ospita oggi il Museo Civico ed il Centro Europeo di Studi Normanni.

Palazzo Bevere-Gambacorta, risalente agli inizi del Settecento.

Palazzo De Miranda, del XVIII secolo.

Palazzo de Piano-d'Afflitto, noto come Palazzo della Duchessa, dei secoli XVI-XVIII.

Palazzo Vitale-Pisapia, dei secoli XV-XVI.

Palazzo Vitoli-Cozzo, in via Tribunali, risalente al XVIII secolo.

Le Fontane

Un patrimonio della città di Ariano è rappresentato dai "Carpini", le fontane che i viaggiatori incontravano lungo la Strada Regia delle Puglie, la lunga arteria che collegava Napoli alla Terra di Capitanata. Nel territorio, quindi, si possono ancora ammirare alcune di queste fontane, una combinazione di arte, storia e ingegno della società rurale. Le principali fontane giunte fino ai giorni nostri sono: La Fontana di Camporeale, Il Carpino della Pila, La Fontana della Maddalena e il Carpino della Tetta.

La Fontana di Camporeale, oggi più nota con il nome di "Fontana di Ponte Gonnella" fu realizzata per volontà di Carlo III di Borbone nel 1757. Successivamente, nel 1858, fu spostata, reastaurata e abbellita per ordine di Ferdinando II.

Architetture militari

Il Castello Normanno

Il Castello Normanno

Il castello sorge sulla sommità dell'omonimo colle, nella zone più alta e panoramica del territorio cittadino. Edificata in una posizione strategica e di difficile accesso, crocevia tra il Sannio, l'Irpinia e le Puglie, la fortezza domina le valli dell'Ufita, del Miscano e del Cervaro. Come risulta dai documenti pervenuti fino ai giorni nostri,la sua funzione non è stata tanto quella di proteggere la città da eventuali attacchi provenienti dalle zone limitrofe, quanto quella di ergersi a baluardo per sostenere un assedio in caso di guerra, di modo da frenare l'invasione del regno[13].

La struttura presenta le caratteristiche peculiari dell'architettura aragonese e può essere datata per il profilo costruttivo tra i secoli XI e XII. Di forma pessoché trapezoidale, presenta lati di dimensione diversa e torri disposte ai quattro angoli. Ogni torre è articolata al suo interno con alcuni vani di varia dimensione, più grandi in basso e più piccoli in alto. Il loro diametro varia da 13 fino a 16 metri. I muri di cortina sono muniti di contrafforti ora interrati. I lati più corti sono quelli nord e sud, rispettivamente di 40 e 56 metri circa. I lati est ed ovest, invece, corrono per circa 72 ed 81 metri.

Assedi, incuria e terremoti ne hanno accentuato il degrado a partire dal XVI secolo, tanto che nell'Ottocento della costruzione originaria non rimangono che i Torrioni, parte della cinta muraria e poche altre costruzioni oggi immerse nel verde della villa comunale. "Da i terremoti fu molto rovinato, di modo che al presente (1794) non vi esistono, che quattro ben grandi quasi intieri Baloardi, o siano Torrioni, ed alcune altre fabbriche"[14].Recentemente il complesso è stata oggetto di un lungo progetto di restauro non ancora completato.

Le torrette

Nell'area nord-orientale del territorio di Ariano lungo la valle del Cervaro si trovano alcune fortificazioni d'epoca medievale, tre torri di avvistamento poste a presidio del territorio, la Torre delle Ciavole, la Torre Li Pizzi e la Torretta di Camporeale. Le costruzioni sono state utilizzate in epoca successiva come masserie ed oggi, soprattutto le ultime due, si presentano in uno stato precario a causa dell'abbandono. Lo stato di conservazione della Torre delle Ciavole è, invece, relativamente migliore, in quanto è tuttora utilizzata nell'ambito di una masseria.

Siti Archeologici

Nel territorio di Ariano Irpino sono presenti due siti archeologici, entrambi localizzati a nord del centro cittadino a poca distanza l'uno dall'altro; si tratta dell'abitato neolitico della Starza e del centro romano di Aequum Tuticum. Molti dei reperti rinvenuti in queste aree a seguito degli scavi sono esposti nel Museo Archeologico comunale. In entrambi i casi gli scavi, condotti a più riprese nel corso della seconda metà del Novecento, sono attualmente sospesi. I siti non sono visitabili dal pubblico ed attualmente versano in uno stato di abbandono e degrado[15].

La Starza

Il sito archeologico della Starza si trova su una collina alle spalle dell'area PIP di Camporeale. In questa zona, situata tra il fiume Miscano ed i torrenti Cupido e La Starza, è stato rinvenuto un insediamento preistorico risalente al Neolitico Inferiore (VI secolo a.C.), fra i più antichi abitati neolitici nel Vecchio Continente e sicuramente il più antico della Campania.[16]

Gli scavi, avviati dalla Scuola Britannica di Roma tra il 1957 ed il 1962, poi proseguiti dalla locale Sovrintendenza, hanno portato alla luce un'area insediativa, localizzata sotto la cima della collina su una terrazza degradante verso il torrente La Starza. I reperti rinvenuti testimoniano un calo della vitalità del sito nel corso Neolitico medio e quello superiore, anche se questo continua ad essere occupato ininterrottamente durante l'età del Bronzo, quando il villaggio conosce una nuova fase di sviluppo che proseguirà fino all'abbandono a ridosso dell'età del Ferro (900 a.C.). Ad un'epoca immediatamente precedente l'abbandono, si fa risalire la fortificazione dell'insediamento attraverso l'erezione di una cinta muraria.

Tra i rinvenimenti più importanti si possono citare numerosi reperti in ceramica risalenti soprattutto all'età del Bronzo medio (XVI-XIV secolo a.C.), dapprima non ornati e successivamente incisi ed intagliati. A ciò si aggiunge un quartiere artigianale specializzato nella lavorazione dei metalli.[17]

Il sito si trova nei pressi di una cava di gesso aperta ben prima degli scavi ed ora in disuso. L'attività estrattiva, comunque, ha sicuramente portato alla distruzione di parte dell'area a metà del Novecento, quando ancora nessuno aveva intuito il suo valore archeologico.

Aequum Tuticum

Per approfondire, vedi la voce Aequum Tuticum.

Il sito archeologico di Aequum Tuticum si trova poco lontano da quello della Starza in località S. Eleuterio sulla piana di Camporeale. Scavi compiuti nel corso degli anni novanta hanno rivelato un'occupazione compresa tra il I secolo ed V secolo ed una successiva rioccupazione in età medievale nel corso del XII secolo. Le tracce rinvenute mostrano un abitato sviluppatosi sulla direttice nord-sud, attraversato dalla via Traiana, dall'Aurelia Aeclanensis, che collegava quest'ultima all'Appia e, successivamente, dalla via Herculea. Proprio a nord dell'area nei pressi del fiume Miscano, è stato individuato un tratto della via Traiana. Due aree sepolcrali, invece, sono venute alla luce a sud e ad ovest del sito.[18]

Gli scavi hanno riportato in superficie strutture murarie e testimonianze di epoca romana come ceramiche, iscrizioni, steli funerarie e monete. Il complesso più antico risulta essere una struttura termale risalente al I secolo. L'ambiente centrale, il frigidarium, presenta un mosaico in tessere bianche e nere. A questo si aggiungono una serie di ambienti disposti a schiera del II secolo, probabilmente locali adibiti a magazzino o a bottega, al di sopra dei quali venne probabilmente eretta una villa nel corso del IV secolo, come testimonia il rinvenimento di un mosaico policromo.[19]

Il sito fu abbandonato alla fine dell'età antica, presumibilmente in concomitanza con le invasioni barbariche. Esistono, tuttavia, tracce di una sua rioccupazione in epoca medievale, quando le vecchie mura romane vennero inglobale in quelle di un edificio di nuovo centro.

Altro

La Villa Comunale

La villa comunale

La villa comunale si trova sulla parte più alta della città sul colle del Castello. La sua realizzazione risale al 1876, quando cominciò l'ampliamento di quelli che allora erano i giardini del maniero. Il parco oggi si estende su 35000 mq ca. ed è ricoperto da una vegetazione lussureggiante tra prati, fiori, arbusti e piante ad alto fusto. Tra questi meritano una menzione i secolari Cedri del Libano.[20] Al suo interno si trovano un parco giochi, un campo da tennis, un centro di ritrovo per anziani ed il monumento a P.P. Parzanese. Di fatto si tratta dell'unica area verde del centro cittadino.

Società

Evoluzione demografica

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 fontsize:S pos:(20,20) text:fonte ISTAT - elaborazione grafica a cura di Wikipedia

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Lingue e dialetti

Nel territorio dell'arianese si parla l'Irpino, idioma locale utilizzato in quasi tutta la provincia di Avellino appartenente al ceppo dei dialetti meridionali, che deriva grosso modo dalla lingua napoletana. Trattandosi di una lingua romanza sono frequenti i latinismi, come nel caso di avverbi come «craje» (domani) da «cras», oppure di parole come «ciraso» (ciliegio) da «cerasus». Forte è anche la contaminazione da parte della lingua spagnola, che si può riscontrare nella pronuncia della “b”, la quale in molti casi si trasforma in “v”, in alcune strutture sintattiche, quali l'uso del verbo «stare» («stà»), che ricalca quello di estar, oppure nel lessico. Sono comuni, infatti, termini come Abbuscà (abbu‘ʃka), che può significare secondo i casi “guadagnare” o “prendere schiaffi” e che deriva dal verbo spagnolo «buscar».

Le caratteristiche della parlata arianese, comunque, sono piuttosto peculiari rispetto al dialetto del capoluogo e del resto della provincia per via della posizione geografica del comune. Ariano, infatti, si trova all'estremo lembo orientale dell'Irpinia, a ridosso del territorio pugliese. Per tale ragione i dialetti pugliesi, ed il foggiano in particolare, influenzano fortemente l'"arianese".

Tra i tratti caratteristici della parlata locale c'è la pronuncia della vocale “e” che è quasi sempre chiusa, laddove in Irpino prevale quella aperta. Particolare è, poi, l'uso degli articoli:

Gli articoli "i", "gli", "le" vengono tradotti tutti alla stessa maniera «li». Esempio:

      «Li criature»: i bambini (cfr. napoletano «e criature» , irpino «i criature»)      «Li femmene»: le donne (cfr. napoletano «e femmene», irpino «i femmene»)

Gli articoli "il", "lo" vengono tradotti tutti «lu». Esempio:

      «Lu telefuno»: il telefono (cfr. napoletano «o telefono», irpino «u telefuno»)

Come nell'Irpino i verbi all'infinito della prima coniugazione subiscono il troncamento. Sono soggetti a troncamento anche gli infiniti della terza coniugazione e quelli della seconda con la “e” tonica. Nel caso della seconda coniugazione con “e” atona si perde, invece, l'ultima sillaba. Alcuni esempi sono:

      * «campà» (vivere), «fatià» (lavorare),  «piglià» (prendere), «fravicà» (costruire)      * «caré» (cadere), «viré» (vedere), «murì» (morire), «vinì» (venire)      * «crere» (credere), «scenne» (scendere), «corre» (correre), «rompe» (rompere), «rice» (dire)

Nei tempi composti si usa l'ausiliare "avere":

      «aggio stato io»: sono stato io (cfr. napoletano «sò state ije») 

Per quanto riguarda, invece, l'influenza del dialetto foggiano, a livello sintattico troviamo il fenomeno della metafonesi, vale a dire il cambiamento di una vocale nella parola a causa dell'influsso di altra vocale nel passaggio dal genere maschile a quello femminile, dal singolare al plurale oppure tra le varie persone dei verbi. Di seguito alcuni esempi:

   * «rente» (dente) opposto a «rienti» (denti);   * «pere» (piede) opposto a «pieri» (piedi);   * «rossa» (grande, al femminile) opposto «ruossu» (grande, al maschile)   * «vecchia» (anziana/vecchio al femminile) opposto a «viecchio» (anziano/vecchio al maschile).

Altre influenze sono l'accusativo alla greca (es. «lu faccistuorto»: chi ha la faccia storta) o l'accusativo con preposizione (es. «ha vist'a Mario?» Hai visto Mario?).

Detti e proverbi

Per un approfondimento si rimanda a Proverbi Arianesi

  • «Sparagni e Cumbarisci!» (Risparmi e fai bella figura);
  • «Puozz Fiurì!» (Possa tu fiorire);
  • «Quanno buono buono...» (Se anche fosse…);
  • «Hanno fatto unu sango a lavina» (Hanno stretto un'amicizia indissolubile);
  • «Risse lu pàppulo a la noce, tiembo ci voglio ma ti spirtóso» (Disse il tarlo alla noce: tempo ci vorrà, ma ti forerò);
  • «Tu ruormi e la fava còce» (Mentre tu dormi, la fava volge a cottura);
  • «Ha' truvato la messa ritta e lu prèvito spugliato» (Sei arrivato a messa conclusa con il prete già svestito).

Tradizione e folklore

Istituzioni, enti e associazioni

La città è sede della Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia suffraganea dell'arcidiocesi di Benevento.

Sul territorio comunale è presente una comunità di membri dell'Esercito della Salvezza.

Ariano Irpino è sede della Comunità Montana dell'Ufita, sebbene non faccia più parte dell'ente dal 2009 a seguito di una modifica nella normativa regionale per mancanza dei requisiti demografici. Il comune, infatti, pur essendo caratterizzato da un territorio imprevio con un'altitudine media superiore ai 600 metri s.l.m. fissati dalla legge, ha una popolazione superiore ai 20.000 abitanti[21].

Tra gli altri enti:

  • Compagnia dell'Arma dei Carabinieri
  • Tenenza della Guardia di Finanza
  • Commissariato di Polizia
  • Tribunale di Ariano Irpino
  • Ospedale civile
  • Casa circondariale
  • Presidio del Corpo Forestale dello Stato

Qualità della vita

Cultura

Istruzione

Musei

Il Museo Civico e della Ceramica si trova a Palazzo Forte, in via D'Afflitto. All'interno si possono ammirare una raccolta di ceramica locale risalente al XVII e XVIII secolo ad uso domestico o ornamentale ed una donazione privata di ceramiche meridionali-adriatiche risalente al IV-V secolo a.C. Alle ceramiche si sommano rare edizioni a stampa dei secoli XVI e XVII provenienti dalle librerie di conventi che sorgevano sul territorio e che furono soppressi nel corso dell'Ottocento, nonché la fototeca civica dal 1865 al 1955.

Il Museo Archeologico è ospitato dal Palazzo Anzani. Vi si trovano reperti archeologici rinvenuti nell'insediamento sulla collina della Starza, corredi funebri ritrovati nelle tombe a tumulo di un insediamento sannitico di Casalbore, reperti romani provenienti da Aequum Tuticum ed altri oggetti d'interesse storico rinvenuti nel territorio di Ariano.

Il Museo Degli Argenti ha sede nell'ex Tesoreria della Cattedrale dell'Assunta. Conserva tra i vari oggetti, un ostensorio d'argento di Pietro Vannini, il reliquario contenente le Sacre Spine della corona di Cristo, donate da Carlo I d'Angiò al Vescovo di Ariano, la statua in argento del Santo Patrono della città, risalente al XVII secolo.

Il Museo Diocesano ospita pitture del Seicento e Settecento napoletano, tra cui "l'Annunciazione" del pittore fiammingo Wenzel Cobergher, altre opere lignee e marmoree, per non parlare di oggetti ed arredi sacri. Al suo interno è ubicata la Biblioteca Diocesana che conta circa 10.000 opere e l'archivio storico della Curia Vescovile.

Il Museo Arcucci conserva documenti di archivio delle monache Benedettine Cassinesi di Ariano risalenti al periodo tra il 1565 ed il 1877, volumi della biblioteca, arredi e oggetti sacri.

Biblioteche

La Biblioteca Comunale P.S. Mancini si trova nel centro storico della città e comprende 20.000 volumi ca., nonché stampe che vanno dal Cinquecento al Settecento. La raccolta venne costituita nel 1870 grazie all'acquisizione delle opere custodite nei Conventi Francescani e Scolopi di Ariano, nella Biblioteca dei Francescani di S. Giovanni del Palco a Lauro, dai Francescani di Montecalvo e Casalbore e dagli Alcantarini di Mirabella Eclano.

Nel 1866, infatti, vennero soppressi gli Ordini e le Corporazioni Religiose, mentre i relativi bene furono secolarizzati. A seguito dell'atto di eversione ecclesiastica compiuto dal nascente Stato unitario, tutti i manoscritti che si trovavano negli edifici loro appartenenti vennero devoluti ad istituzioni pubbliche e musei delle rispettive provincie. Per la costituzione della biblioteca arianese fu determinate l'azione di Pasquale Stanislao Mancini, cui la collezione è intitolata.

La Biblioteca Diocesana conta circa 10.000 opera e l'archivio della curia vescovile. La sua ubicazione è all'interno dell'omonimo museo.

Ricerca

Ariano è sede del Centro Europeo di Studi Normanni (CESN). L'istituto è sorto nel 1990 per iniziativa di un gruppo di studiosi italiani, francesi e inglesi, al fine di promuovere attività di ricerca sulla Civiltà Normanna nell'Europa medievale.

Nell'area PIP ha sede il Biogem (Centro di Biotecnologie e genetica Molecolare). Inaugurato il 15 luglio 2007, si tratta di un centro di biotecnologie la cui finalità è cercare d'identificare le alterazioni genetiche da cui derivano tumori, malattie cardiovascolari, metaboliche e immunitarie.

Media

TV

Canale 58 è l'emittente televisiva cittadina, fondata e tuttora diretta da Gianni Raviele, ex vicedirettore del TG1. Nata alla fine degli anni novanta, si caratterizza per un palinsesto focalizzato soprattutto sull'informazione provinciale.

Cucina

La cucina arianese rispecchia le tradizioni contadine e pastorali del luogo. I piatti principali si preparano con prodotti “poveri”, soprattutto verdure; la carne più utilizzata è quella di maiale, di cui praticamente viene sfruttato ogni scarto per gli usi più vari, dal lardo all'osso del prosciutto, mentre le poche pietanze di pesce sono a base di baccalà. I condimenti per eccellenza sono olio d'oliva locale, cui è stato accordata la Protezione Nazionale Transitoria in vista del DOP, e la sugna.

Tipica dell'arianese è la pasta casereccia cucinata con verdure o ragù. I formati più tradizionali sono i Cicatielli, di forma allungata con un'incavatura all'interno ed i Cavaiuóli, ravioli con ricotta di forma circolare.

Tra i primi piatti caratteristici di questa parte dell'Appennino si possono citare:

  • la minesta mmaritata, verdura bollita con pollo e prosciutto;
  • làjne 'e fasùli, fettuccine all'uovo con fagioli;
  • il cardone, cardo a pezzetti cotto in brodo di gallina con polpettine di carne ed uova. Si tratta di una pietanza tipica delle festività;
  • la ciambòtta, uno stufato a base di verdure stagione come patate, pomodori, fagiolini aglio sedano ecc.

Tra i secondi piatti si possono ricordare:

  • pipilli e patane cu lu salisicchio, salsiccia di maiale a tocchetti, fritta con patate e peperoni;
  • mugliatiélli, involtini di interiora e frattaglie di agnello,avvolti con l'intestino;
  • spizzatino Arianese, carne di vitello a tocchetti con salsa di pomodoro;
  • pizza cu li cécole, una pizza di pane con pezzettini di lardo di maiale disciolto;
  • fritticiello, soffritto con interiora di maiale, o agnello, patate e peperoni all'aceto. In passato era un tipico piatto invernale, quando tra dicembre e gennaio si macellavano i suini;
  • cime e baccalà, baccalà cotto con cime di rapa;
  • pipilli chini, peperoni all'aceto ripieni con un impasto di mollica di pane sbriciolata, pinoli, noci, uva passa, aglio, prezzemolo, olio ed altri condimenti. L'accoppiata pipilli chinicime e baccalà è tipica della vigilia di natale.

Per quanto riguarda i dolci, infine:

  • il casatiello, una focaccia dolce farcita di riso. È tipica del periodo pasquale;
  • i malati, tarallucci di pasta bolliti nel vino cotto.

Personalità legate ad Ariano Irpino

Eventi

  • Ariano Folk Festival(Seconda metà di agosto);
  • Rievocazione storica del dono delle Sante Spine;
  • Vicoli ed Arte;
  • Ex Olivis.

Geografia antropica

Economia

Artigianato

La maiolica

La produzione di maiolica arianese è apprezzata in Campania, nel resto d'Italia e persino all'estero. Della maiolica di Ariano Irpino si hanno esemplari risalenti già al XIII secolo. Da documenti angioini si apprende che nel 1200 era attiva ad Ariano una vera e propria corporazione di ceramisti che venivano tassati per la loro attività: "cives laborantes in creta-extranea vendentes vasa terrea vel vitrea" [13]. In quel periodo maestri artigiani islamici avevano attivato in Ariano le proprie fornaci. Gli Arabi erano giunti in città a seguito di Ruggero II il Normanno, sovrano che seppe convivere con i vinti, utilizzando al meglio le loro conoscenze e la loro vasta cultura. Ceramica italo-araba era quella prodotta inizialmente in Ariano, decorata secondo una concezione della vita e del mondo tipicamente orientale e che ci riconduce alla maestria degli artigiani islamici che avevano le proprie fornaci nelle terre conquistate della Sicilia. Testimoniano in tal senso i reperti provenienti dal castello, dal centro cittadino e dalle discariche storiche.

Fino a tutto il sec. XVI le maioliche si presenteranno tutte smaltate in bianco e decorate con sintetici elementi in azzurro. Nel XV secolo le opere dei maestri ceramisti risentiranno dell'influenza esercitata dai maestri di Faenza, portati in città, intorno al 1421, dal conte di Ariano, Francesco Sforza, futuro Duca di Milano. I bianchi faentini, che incontreranno notevole fortuna e verranno prodotti in quasi tutte le botteghe di maiolica italiane del sec. XVII, prenderanno vita in Ariano come a Faenza già nel sec. XVI.

Se di questa tradizione secolare sono testimonianza i repenti rinvenuti sul territori ed i resti di diverse fornaci in località Tranesi, oggi la produzione è più che mai vasta, toccando fiasche, borracce, busti, coppe, targhe, figure, anfore. Tutti pezzi splendidamente decorati dagli artigiani arianesi, e sovente di forma particolarmente fine ed elaborata. Un vasto repertorio di antiche maioliche arianesi è conservato nel Museo Civico della città.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Ariano Irpino è raggiungibile in auto, treno ed autobus. In auto bisogna percorrere l'autostrada A16, uscire allo svincolo di Grottaminarda per poi prendere la Strada Statale 90 delle Puglie in direzione Foggia. Le principali direttrici stradali che attraversano il territorio sono la Strada Statale 90 delle Puglie, Venticano - Foggia, e la Strada Statale 90 Bis, Benevento - Savignano Irpino, che collegano la Campania con la Puglia, in particolare con la Provincia di Foggia. Si tratta per questo motivo di strade molto trafficate, specie la prima che attraversa alcuni Rioni urbani della città. La ex Strada Statale 414, invece, collega Ariano con Montecalvo Irpino.

Altre arterie stradali di rilievo sono la:

  • Strada Provinciale 10 Bivio di Villanova - Difesa Grande, arteria di raccordo tra la SS 90, SP 11 e la ex SS 91bis.
  • Strada Provinciale 11 Tesoro - Tre Torri, collega l'area nord del territorio comunale con la SS 91 della Valle del Sele, passando per il comune di Villanova del Battista.
  • Strada Provinciale 19 Martiri - Cerreto, tra l'area urbana e la stazione ferroviaria in località Cerreto.
  • Strada Provinciale 54 Camporeale - Castelfranco, tra Ariano e Castelfranco in Miscano. In provincia di Benevento prende il nome di SP 61.
  • Strada Provinciale 63 Tesoro - Zungoli, tra Ariano e Zungoli.
  • Strada Provinciale 236 Scarnecchia - Piani, funge da raccordo tra la SS 90 e la SP 11. Attualmente la maggior parte del tracciato si trova in uno stato di abbandono e non è transitabile.
  • Strada Provinciale 237 dell'Orneta.
  • Strada Provinciale 276 Cerreto - SS 90bis, collega la stazione ferroviaria cittadina alla SS 90bis.
  • Strada Provinciale 282 Orneta - Villanova del Battista.
  • Strada Provinciale 287.

Ferrovie

Ariano Irpino ha una propria stazione ferroviaria sulla direttrice Roma - Bari che si trova a 3 km a nord della città in località Ariano Scalo. I collegamenti con il centro della città sono assicurati per mezzo di un bus navetta. La città ed i comuni limitrofi sono interessati dal progetto Alta Capacità Napoli Bari, che prevede l'ammodernamento ed il raddoppio della linea ferroviaria esistente. L'opera prevede una nuova stazione "Irpinia", che sostituirà quella ora esistente, ubicata tra i comuni di Ariano Irpino, Flumeri e Grottaminarda al servizio di tutta la Valle Ufita.

Aeroporti

L'aeroporto di Napoli Capodichino dista circa 100 km di distanza. Gli altri scali di Foggia e Salerno si trovano rispettivamente a 60 km e 100 km. Si tratta, comunque, di strutture entrate in funzione da poco, con voli ridotti ed un numero di passeggeri esiguo.

Mobilità urbana ed extraurbana

I collegamenti extraurbani su gomma sono gestiti dalla principale azienda di trasporti presente sul territorio, l'AIR. Corse giornaliere vengono garantite per Avellino, Napoli, Benevento, Foggia oltre che con gli altri comuni della provincia. Il servizio di mobilità urbana è, invece, curato per conto del comune da un'azienda municipalizzata, l'AMU.

Distanza dalle principali città italiane

Fonte: Google Maps

Amministrazione

Sindaco: Antonio Mainiero (centrodestra) dal 22/06/2009(1º mandato)
Vice Sindaco: Giuseppe Lo Conte
Indirizzo: P.zza Plebiscito, 1
Centralino del comune: 0825 875100- Fax: 0825 875147
Posta elettronica: info@comune.ariano-irpino.av.it

Amministrazioni precedenti

PeriodoPrimo CittadinoPartitoCaricaNote
28 giugno 200422 giugno 2009Domenico GambacortaPopolari per Ariano (Lista Civica)Sindaco
30 ottobre 200328 giugno 2004Pasquale NapoletanoComm. pref.
200030 ottobre 2003Domenico CovottaPPISindaco
19962000Vittorio Melito...Sindaco
19951996Erminio GrassoL'Orologio (Lista Civica)Sindaco



Sport

Attualmente la principale squadra di calcio di Ariano Irpino è l'ASD Ariano Valle Ufita. La società è nata come espressione del principale rione cittadino, Cardito, assumendone la denominazione. Storicamente la formazione ha sempre militato tra la Prima e la Seconda Categoria fino a raggiungere la Promozione nel campionato 2003/04. Promozione non ottenuta sul campo, bensì mediante l'acquisizione del titolo della Teoreo Montoro, militante appunto in Promozione. A partire dalla stagione 2006/07 ha assunto la denominazione attuale, approfittando del declino della compagine storica del Tricolle, l'US Ariano Irpino. Attualmente l'Ariano Valle Ufita milita nel campionato regionale di Promozione. Terreno di gioco è lo stadio comunale "Silvio Renzulli".

L'US Ariano Irpino è stata in passato la principale compagine calcistica della città. Tra le stagioni 1981/82 e il 1986/87 ha disputato 6 stagioni in Interregionale. La storia si è ripetuta tra il 2002/03 ed il 2005/06. Con il ritorno in Eccellenza nella stagione 2006/07 il titolo della squadra è stato acquistato di "ADS Montella", diventando Ariano-Montella, una squadra che aveva sede nel centro dell'Alta Irpinia, ma disputava le sue gare ad Ariano Irpino. Questa situazione si è protratta fino all'estate 2009, quando l'Ariano-Montella si è fuso con la "Scandone" di Nusco per dar vita alla nuova squadra Felice Scandone, che gioca le gare interne nel campo di Nusco.

Impianti sportivi

  • Palazzetto dello sport
  • Stadio di calcio "Renzulli"
  • Campo da tennis

Note

  1. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/5/2009
  2. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani. URL consultato il 20-07-2009.
  3. ^ a b Profilo Climatico (Archivio climatico DBT dell'ENEA). URL consultato il 01-07-2009.
  4. ^ Dato basato sulle rilevazioni della vicina stazione meteorologica di Trevico distante 15 km ca. in linea d'aria.
  5. ^ Si veda Stazione meteorologica di Avellino.
  6. ^ Classificazioni climatiche dei comuni italiani. URL consultato il 19-07-2009.
  7. ^ Cicerone, Epistulae ad Atticum.
  8. ^ CESN.
  9. ^ AA. VV., Puglia, 4, Touring Club Italiano [1978], 11 ISBN 883650020X
  10. ^ Terremoto dell'Irpinia del 1962.. URL consultato il 10-07-2009.
  11. ^ Statuto comunale all'art.4,comma 2.. URL consultato il 10-5-2009.
  12. ^ Diocesi Ariano Irpino - Lacedonia
  13. ^ a b D'Antuono M. e D'Antuono O., op. cit.
  14. ^ Vitale T., op. cit.
  15. ^ Archemail - Gli scavi di Aequum Tuticum e della Starza, l'archeologia dimenticata. URL consultato il 25-08-2009.
  16. ^ Archemail - L'abitato neolitico de La Starza. URL consultato il 25-08-2009.
  17. ^ Ente Provinciale per il Turismo di Avellino - L'abitato neolitico de La Starza. URL consultato il 25-08-2009.
  18. ^ Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno e Avellino - Il centro di Aequum Tuticum. URL consultato il 25-08-2009.
  19. ^ Archemail - Il centro di Aequum Tuticum. URL consultato il 25-08-2009.
  20. ^ Irpiniacom. URL consultato il 10-08-2008.
  21. ^ Legge Regionale N. 20 del 11 dicembre 2008 della Regione Campania.

Bibliografia

  • Domenico Cambria, Ariano nella storia dai Normanni all'unità d'Italia, Ariano Irpino, Grafiche Lucarelli, 2008.
  • Domenico Cambria, Ariano dalle origini ai Longobardi, Ariano Irpino, Grafiche Lucarelli, 2005.
  • Mario D'Antuono, Ottaviano D'Antuono, Guida Turistica di Ariano Città Capitale, Ariano Irpino, Tipografia Impara, 2001.
  • Ottaviano D'Antuono, La Maiolica delle Antiche Fabbriche di Ariano nel Museo Civico, Ariano Irpino, Grafiche Lucarelli, 2008.
  • Cesare De Padua, Pasquale Giardino, Vol. I, Ariano. Storia e assetto urbano, Ariano Irpino, Associazione Culturale Arnanah, 2008.
  • Nicola Flammia, Storia della città di Ariano, Ariano Irpino, Tipografia Marino, 1893.
  • Gaetano Grasso, Ariano dall'Unità d'Italia alla Liberazione - Libro Primo: 1860-1900, Avellino, Edizioni La Ginestra, 1994.
  • Gaetano Grasso, Ariano dall'Unità d'Italia alla Liberazione - Libro Secondo: dall'inizio del secolo al 1945, Avellino, Edizioni La Ginestra, 1994.
  • Gaetano Grasso, Ariano dalle origini alla fine del '700, Avellino, Edizioni La Ginestra, 2007.
  • Tommaso Vitale, Storia della Regia città di Ariano e sua Diocesi, Roma, Salomoni, 1794.
  • Ortensio Zecchino, Le Assise di Ariano: testo critico, Cava dei Tirreni, Di Mauro, 1984.

Voci correlate

Collegamenti esterni

  • Portale Campania
  • Portale Due Sicilie

 

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