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| Calizzano comune |
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|---|---|---|---|---|---|
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![]() Piazza del centro storico |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Pierangelo Olivieri (Lista civica "Obbiettivo comune per Calizzano") dal 07/05/2012 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°14′06.99″N 8°06′55.45″E / 44.235275°N 8.1154028°ECoordinate: 44°14′06.99″N 8°06′55.45″E / 44.235275°N 8.1154028°E | ||||
| Altitudine | 647 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 63,21 km² | ||||
| Abitanti | 1 572[1] (30-06-2011) | ||||
| Densità | 24,87 ab./km² | ||||
| Frazioni | Caragna, Mereta, Vetria | ||||
| Comuni confinanti | Bagnasco (CN), Bardineto, Bormida, Garessio (CN), Magliolo, Massimino, Murialdo, Osiglia, Priola (CN), Rialto | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 17057 | ||||
| Prefisso | 019 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 009017 | ||||
| Cod. catastale | B416 | ||||
| Targa | SV | ||||
| Cl. sismica | zona 3B (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 927 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | calizzanesi | ||||
| Patrono | Madonna delle Grazie | ||||
| Giorno festivo | 2 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
![]() Posizione del comune di Calizzano nella provincia di Savona |
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| Sito istituzionale | |||||
Calizzano (Karitsàn[3] o Calissan[4] in ligure) è un comune italiano di 1.572 abitanti[5] della provincia di Savona in Liguria.
Indice |
L'abitato di Calizzano si trova nell'alta Val Bormida, nell'entroterra ligure della Riviera di Ponente, quasi al confine tra la Liguria e il Piemonte lungo l'ampia e fertile conca del fiume Bormida di Millesimo. La grande faggeta del Colle del Melogno raggiunge il territorio di Calizzano con la foresta detta "della Barbottina" dove vi è la presenza di un grosso albero di faggio di quasi duecento anni, alto trentasette metri e del diametro di 347 centimetri; nei pressi del bosco di Rionero si trova invece un massiccio castagno di cinque metri di diametro e con oltre i 250 anni di vita. Il territorio calizzanese è altresì ricco di corsi d'acqua con ben tredici sorgenti, tra queste la fonte Bauda utilizzata nell'attività d'imbottigliamento.
Il territorio comunale è formato, oltre che dal capoluogo Calizzano, anche dalle tre frazioni di Caragna, Mereta e Vetria e dalle diciannove regioni di Barbassiria, Bosco, Camporosso, Caragnetta, Carisciano, Durante, Ferriera Nuova, Frassino, Giaire, Granei, Marenchi, Maritani, Melogno, Miniera, Riini, Rio Nero, Tomaloni, Valle Superiore, Zerboraglia storicamente riconosciute dallo statuto civico.[6]
Dista da Savona circa 48 km e 94 km da Genova.
Pur distando, in linea d'aria, solo 16 km dal mare, Calizzano gode di un clima temperato oceanico degradato, semi-continentale, con forti escursioni termiche giornaliere durante tutti i mesi dell'anno e moderate escursioni annuali. In gennaio la temperatura media giornaliera si mantiene di pochi decimi al di sopra dello 0°C: le minime notturne registrano infatti valori medi prossimi ai -5°C, ma temperature inferiori ai -10°C si possono ripetere con una certa frequenza durante i periodi in cui prevalgono correnti settentrionali o nelle notti serene, se c'è neve al suolo; le massime diurne invece si attestano mediamente sui +6°C, anche se non sono inusuali pomeriggi più tiepidi e non sono infrequenti neppure le giornate di ghiaccio; (nel 1985 il record di temperatura minima fu di -24 °C). La neve è piuttosto frequente da Novembre a Marzo, e durante le annate più fredde il manto nevoso può resistere tutto l'inverno. In estate i dì sono caldi e moderatamente afosi (con punte di oltre 30 °C), ma le notti sono sempre abbastanza fresche grazie alla notevole escursione termica che può arrivare fino a 25 °C; il mese più caldo è luglio, con una media giornaliera di circa +19°C.
I primi insediamenti umani sembrerebbero risalire al Paleolitico medio, grazie al ritrovamento dei resti di un castellaro pre romano fra gli odierni centri di Calizzano e Bardineto. In epoca romana è citato con il toponimo Caliciana, insediamento di cui non rimane traccia. Nell'alto medioevo il toponimo di Calizzano, conosciuto come Caliciano, apparve solamente nel 1077[7] in un atto di cessione delle terre e della chiesa all'abbazia di Ferrania (Cairo Montenotte).
Possedimento della Marca Aleramica di Bonifacio del Vasto dal 1091, il feudo, nel 1142, viene ceduto ad Enrico I Del Carretto seguendo così le sorti del Marchesato di Finale. Nel 1335 Carlo IV del Sacro Romano Impero confermò il dominio terriero della famiglia Del Carretto quali investitori del castello, del territorio di Calizzano e delle terre circostanti.
Nonostante un atto del 7 giugno 1444 sancì il gesto di fedeltà della popolazione calizzanese verso i marchesi Del Carretto sarà proprio un componente della famiglia carattesca, Marco Del Carretto, signore di Calizzano, nella guerra di dominio tra la Repubblica di Genova e il Marchesato di Finale del 1447-1452, a tradire un altro componente della famiglia (Galeotto Del Carretto) stipulando una sorta di convenzione pacifica tra il borgo con la repubblica genovese. La reazione al tradimento fu tremenda; il borgo venne saccheggiato ed incendiato, il castello distrutto, costringendo alla fuga di Marco Del Carretto ed i suoi cugini e scatenando una profonda crisi economica tra gli abitanti, costretti all'elemosina. Calizzano ritornò sotto il controllo di Galeotto.
Tra il 1530 e il 1540 vennero compiute nuove opere costruttive, come il convento dei Domenicani e la chiesa dell'Annunziata al Pasquale. Successivamente verrà ampliata, grazie all'abbattimento delle mura, anche la chiesa di San Lorenzo.
Nel 1572, a causa dell'alleanza francese del marchese Del Carretto, truppe provenienti dalla Spagna invasero il marchesato e le sue terre feudali, tra cui Calizzano. La popolazione del marchesato non riuscì ad imporre resistenza, soggiogata dalla cessione del borgo a Filippo III di Spagna da parte di Andrea Forza Del Carretto. Calizzano giurerà in seguito la propria fedeltà al nuovo governatore marchesale Don Pedro De Toledo e al regno spagnolo. Il governatore confermò gli stessi statuti, il 27 febbraio 1603, varati dalla famiglia Del Carretto nel 1600.
Il borgo vide così "invasioni" di soldati spagnoli ed alemanni provvedendone al loro sostentamento e alloggio, fino allo scoppio della peste bubbonica nel 1631, che mise in ginocchio il paese intero.
Nel 1713 il Trattato di Utrecht stabilì la fine del dominio spagnolo e il conseguente passaggio del marchesato finalese alla Repubblica di Genova. Nuove guerre locali si scatenarono intorno al 1747-1748 quando truppe piemontesi, comandate dal Regno di Sardegna, cercarono di sottrarre le terre alla repubblica genovese per poi cederle alla famiglia Del Carretto. Il trattato di Aquisgrana (1748) ristabilì il dominio genovese sulle terre.
Durante l'invasione francese del 1797, comandate da Napoleone Bonaparte, il borgo subì gli scontri tra l'esercito d'oltralpe con l'esercito dell'impero austro-ungarico, divenuto possessore delle terre dopo l'occupazione di Genova e della Liguria. Negli incendi, appiccati da entrambi gli schieramenti, finirono bruciate le chiese ed il convento.
Alla caduta di Napoleone Bonaparte, nel 1815, Calizzano passò nel Regno di Sardegna e, nel 1861, al nuovo Regno d'Italia.
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[8] e in vigore dal 1º maggio 2011[9].
| « Aquila bicipite sormontata da una corona marchionale in campo d'oro della parte superiore, nella parte inferiore dello scudo dieci bande trasversali poste diagonalmente e alternate negli smalti porpora e oro » | |
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(Descrizione araldica dello stemma[10])
|
Abitanti censiti 
Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Calizzano sono 100, pari al 6,31% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[11]
Si basa principalmente sull'agricoltura e la silvicultura con le sue rinomate e vaste zone boschive; sono presenti alcune segherie, il turismo è in continua crescita, rinomati i ristoranti e gli alberghi. Ottima la raccolta e la vendita delle castagne e dei funghi, questi ultimi sono un prodotto tipico di Calizzano che vanta per questo una antica tradizione artigiana alimentare (funghi secchi e sott'olio di altissima qualità in vendita nei negozi locali specializzati).
Calizzano è situata lungo la Strada Provinciale 490 del Colle del Melogno la quale collega Finale Ligure con Bagnasco. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Finale Ligure sull'Autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione. È allo studio in fase avanzata una tratta autostradale tra il comprensorio di Albenga e Carcare - Predosa (AL), che prevede un'uscita a Calizzano.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Finale Ligure, sulla linea ferroviaria Ventimiglia - Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1985 | 1990 | Roberto Cannoniero | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 1990 | 1995 | Franco Coppi | Lista civica | Sindaco |
| 1995 | 1999 | Giuseppe Tabò | Partito Socialista Italiano | Sindaco |
| 1999 | 2002 | Giuseppe Tabò | Partito Socialista Italiano | Sindaco |
| 2002 | 2007 | Enrico Mozzoni | Lista civica | Sindaco |
| 2007 | 2012 | Enrico Mozzoni | Lista civica | Sindaco |
| 2012 | in carica | Pierangelo Olivieri | Lista civica "Obbiettivo comune per Calizzano" | Sindaco |
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