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Catanzaro

                   
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Catanzaro
comune
Catanzaro – Stemma Catanzaro – Bandiera
Catanzaro – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Calabria – stemma Calabria
Provincia Catanzaro – stemma Catanzaro
Sindaco Sergio Abramo (Popolo della Libertà) dal 10/05/2012
Territorio
Coordinate 38°54′36″N 16°35′15″E / 38.91°N 16.5875°E / 38.91; 16.5875 (Catanzaro)Coordinate: 38°54′36″N 16°35′15″E / 38.91°N 16.5875°E / 38.91; 16.5875 (Catanzaro)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 98,93 km²
Abitanti 92 953[1] (31-12-2011)
Densità 939,58 ab./km²
Comuni confinanti Borgia, Caraffa di Catanzaro, Gimigliano, Pentone, San Floro, Sellia, Settingiano, Simeri Crichi, Tiriolo
Altre informazioni
Cod. postale 88100
Prefisso 0961
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079023
Cod. catastale C352
Targa CZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti catanzaresi
Patrono San Vitaliano da Capua
Giorno festivo 16 luglio
Localizzazione
Catanzaro è posizionata in Italia
Catanzaro
Posizione del comune di Catanzaro all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Catanzaro all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Qui mi sento bene, anzi molto bene, perché è qui che è più bello vivere. Nella mia geografia ancora sta scritto che tra Catanzaro e il mare si trovano i Giardini delle Esperidi»

Catanzaro /ˌkatan'ʣaro/ (Catanzaru in dialetto locale /ˌkatan'ʦaru/, Κατανγτζαριον, Katantza'rion in Greco), è un comune italiano di 92.953 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria.

È il secondo[3] comune della regione per popolazione ed è il centro di una vasta area urbana che conta circa 150.000 abitanti.

Storico capoluogo dell'antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni[4], la città di Catanzaro è sede dell'Università degli Studi "Magna Græcia", il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti[5]. Nei mesi estivi il litorale ionico da Catanzaro a Soverato è soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettive.

Catanzaro è conosciuta come la "Città tra due mari"[6], in quanto è situata nell'istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d'Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È detta inoltre Città dei tre colli[7] corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).

Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la Città delle tre "V", riferite a tre caratteristiche distintive della città, ovvero:

("V V V" era la sigla con cui venivano identificati, sui mercati nazionali ed esteri i velluti, i damaschi ed i broccati provenienti dalla città)[8].

Indice

  Geografia fisica

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Panorama dei due mari visto da Catanzaro nord

  Territorio

Catanzaro si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio, dove secondo alcuni studiosi[9] si trovava il porto del regno dei Feaci, nel quale, come racconta Omero nell'Odissea, Ulisse fu accolto e raccontò la sua storia.[10]

Il territorio comunale si estende dal mare fino a un'altezza di circa 600 metri, La casa comunale sorge a 320 m. Comprende una zona costiera sul mar Ionio che ospita 8 km di spiaggia e un porto turistico, da qui il centro abitato risale la valle della Fiumarella (anticamente detta fiume Zaro) sede di un forte sviluppo urbanistico, fino ai i tre colli: del Vescovado, di San Trifone (o di San Rocco) e di San Giovanni (o del Castello) su cui sorge il centro storico della città e che si ricollegano con la Sila verso Nord. Per la sua particolare orografia il territorio comunale è bagnato dal mare, ma soggetto a fenomeni nevosi d'inverno.

I corsi d'acqua principali sono il torrente Fiumarella (nel dialetto locale Hjiumareddha, anticamente detto Zaro), nel quale confluisce il torrente Musofalo, il torrente Corace (anticamente detto Crotalo) il maggiore in termini di portata d'acqua che delimita il confine comunale a sud e il torrente Alli che delimita il confine comunale a nord. Per loro natura i corsi d'acqua sono a carattere torrentizio ed hanno una scarsa portata nella maggior parte dell'anno, mentre si gonfiano dopo le piogge.

  Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Catanzaro.
« Trovare un amico vero è così raro / come una giornata senza vento a Catanzaro. »
(antico proverbio catanzarese)

Il clima di Catanzaro è tipicamente mediterraneo, è di tipo temperato, caratterizzato dalla presenza costante di fenomeni ventosi anche di forte intensità nei mesi primaverili ed autunnali.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +8,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +24,5 °C.

Il clima, come detto, è segnato dalla presenza del vento, anche di forte intensità, soprattutto nei mesi primaverili ed autunnali. L'intensità media annuale è di circa 4 nodi con picchi che sfiorano la media di 6 nodi nei mesi di aprile e maggio caratterizzati da forti venti di scirocco e libeccio.

Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 1.000 mm e si distribuiscono mediamente in 87 giorni, con un prolungato minimo estivo e un picco tra l'autunno l'inverno[12].


CATANZARO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,5 11,7 13,2 16,1 20,9 25,0 27,8 28,1 25,1 20,5 16,3 13,2 12,1 16,7 27 20,6 19,1
T. min. mediaC) 6,3 6,6 7,7 10,0 14,2 17,9 20,3 20,9 18,2 14,3 10,8 7,8 6,9 10,6 19,7 14,4 12,9
Precipitazioni (mm) 144 118 114 68 39 20 13 17 51 120 119 172 434 221 50 290 995
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 11 10 10 9 5 3 2 2 6 8 9 12 33 24 7 23 87
Vento (direzione-m/s) NW
3,3
SE
3,4
SE
4,6
SE
5,8
SW
5,3
SW
4,7
SW
2,7
SE
2,8
E
4,5
E
5
SE
3,3
NW
2,5
3,1 5,2 3,4 4,3 4

  Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia di Catanzaro.
  Area di probabile insistenza dell'antica colonia magnogreca di Skylletion, successivamente divenuta Minervia Scolacium in epoca romana.
« L'intiera terra fra i due golfi di mari, il Nepetinico [S. Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace], fu ridotta

sotto il potere di un uomo buono e saggio, che convinse i vicini, gli uni con le parole, gli altri con la forza.

Questo uomo si chiamò Italo che denominò per primo questa terra Italia. E quando italo si fu impadronito di questa terra dell'istmo, ed aveva molte genti che gli erano sottomesse, subito pretese anche i territori confinanti e pose sotto la sua dominazione molte città. »

Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di Catanzaro a un'antica colonia greca nel luogo che in seguito divenne l'antica Scolacium, oppure ritengono che sia sorta sulle rovine dell'antica città di Trischines.

  Quartiere Lido visto dal parco archeologico Scolacium

Altre ipotesi più accreditate individuano la fondazione da alcuni insediamenti posti in ordine sparso nella zona dell'attuale Catanzaro Marina, Tiriolo (anticamente Teura), Santa Maria di Catanzaro, sul colle Trivonà (Trischines) e lungo la valle del Corace che formavano l'antica "Terra dei Feaci". E proprio alla foce del torrente, secondo la leggenda, Ulisse fondò l'antica Skilletion. Di recente ritrovamento nel quartiere Germaneto lungo la valle del Corace, una necropoli greca del V secolo a.C. e un antico centro romano[13] testimoniano la presenza di antichi insediamenti lungo la valle del Corace. Dai ritrovamenti archeologici emerge che l'attuale territorio comunale era compreso nell'area abitata fin dall'età del ferro dalla popolazione dei "Vituli", così chiamati perché adoratori del simulacro del vitello, che i greci ribattezzarono "Italoi" (adoratori del vitello) e governati dal famoso re Italo (dal quale in seguito prese il nome tutta la penisola italiana), fratello di Dardano progenitore dei troiani.

  Resti della basilica bizantina

Secondo la leggenda due condottieri bizantini Cattaro e Zaro condussero le popolazioni rivierasche della città magno-greca di Skilletion o Skillakion, corrispondente alla romana Scolacium (nei pressi dell'odierna Catanzaro Marina), prima sullo Zarapotamo (oggi Santa Maria di Catanzaro) poi successivamente sul Trivonà, in una un fortezza militare (secondo alcune ipotesi già esistente da qualche secolo nel luogo che attualmente è il quartiere che porta il nome di Grecìa). La scelta territoriale sarebbe stata legata alle continue incursioni saracene, che spinsero a spostare l'abitato in zone più elevate. Tale fondazione è attribuita tradizionalmente alla seconda metà del IX secolo, per decisione del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, dal quale avrebbe inizialmente preso il nome di "Rocca di Niceforo". Il passaggio da fortezza a centro urbano vero e proprio avvenne ad opera del generale Flagizio che avviò la costruzione di una cittadella, di un recinto fortificato e infine la sistemazione di cisterne e provviste di grani. Potenziato dall'accentramento di popolazione, prese forma urbana ed in seguito fu incastellato e assunse la denominazione di Katantzárion, con il permesso dell'Imperatore ottenuto da Flagizio. Secondo alcune ipotesi, proprio da questo periodo che vide lo sviluppo di officine per la lavorazione della seta importata dall'oriente e delle coltivazioni di gelso, deriva il nome attuale della città dal termine greco "Katartarioi", ovvero filatori di seta.

  Torre del complesso San Giovanni, già castello Normanno

Agli inizi del X secolo la città bizantina fu occupata dai Saraceni, che vi fondarono un emirato[14] e prese il nome arabo di Qatansar. La presenza araba è testimoniata da ritrovamenti ottocenteschi[15] di una necropoli che restituì oggetti con iscrizioni arabe. Durante il periodo Arabo la città si ribellò più volte. Nel 929 a seguito di una nuova rivolta e del rifiuto di pagare i tributi Catanzaro venne duramente saccheggiata dal generale saraceno Al-Mahdi[16].

Intorno al 1000 Catanzaro si ribellò al dominio saraceno, tornando per un breve periodo nuovamente sotto controllo Bizantino. Nel 1069 fu l'ultima città calabrese, dopo mesi di resistenza a cadere sotto l'assedio dei Normanni di Roberto il Guiscardo che eressero il Castello Normanno, e la città fu feudo della famiglia Altavilla con il conte Rodolfo († 1098), figlio di Goffredo d'Altavilla[17]. In quest'epoca conobbe una fioritura di arti e dei mestieri, e in particolare la lavorazione della seta, con scambi commerciali sia con le altre regioni d'Italia che con i paesi orientali ed europei.

  Torre Cavallara del XV secolo

Alla metà del XIII secolo l'imperatore Federico II fece di Catanzaro un diretto possesso della corona. In seguito la città fu feudo delle famiglie Ruffo, Caraffa e Soriano. Per farne un centro di dominio, i Normanni l'elessero a Contea, conferendola a Pietro Ruffo, grande marescalco di Federico II. Da questi perduta nelle sue lotte contro Manfredi, la città ritornò ai Ruffo quando Carlo I d'Angiò la donò al secondo Pietro Ruffo, nipote del precedente, suo generale nella guerra del Vespro. Per quattordici anni, ad opera del Re Ladislao, rimase nel demanio regio. Nel 1420, ritornò a Nicolò Ruffo, che la diede in dote alla figlia Enrichetta che andava sposa ad Antonio Centelles. In seguito alla ribellione di costui che fomentò le plebi rurali, Alfonso I ne fece di nuovo una città demaniale. Per cui pochi anni dopo (1460) si accese nuova guerra durante la quale Catanzaro trucidò i partigiani di Centelles. Ritornata la pace, la città ebbe concessi nuovi privilegi che favorirono enormemente l'affermarsi della sua industria della seta, per cui i suoi damaschi andavano noti in tutta Europa. Da quel tempo Catanzaro acquista sempre più l'aspetto e l'importanza di quieta città aristocratica ed artigianale. Tuttavia questa condizione le conferisce l'energia di comportarsi eroicamente, nel 1528, e di resistere all'assedio posto dai francesi, meritandosi da Carlo V il titolo di "Fedelissima" e l'autorizzazione a fregiare il proprio stemma con l'aquila imperiale. L'importanza economica, ma soprattutto militare portò, pochi anni dopo, nel 1593 la città ad essere nominata capoluogo della provincia Calabria Ulteriore, ruolo che detenne per oltre 220 anni fino al 1816[4], anno in cui avvenne la divisione amministrativa della provincia.
La sua importanza per tutto il territorio regionale ebbe conferma nel 1970, anno in cui venne nominata capoluogo della regione Calabria.

  Catanzaro sulla rivista Cento Città d'Italia del 1927

  Nomi storici

Catanzaro ha avuto differenti nomi, che corrispondono alle diverse epoche storiche attraversate dalla città:

  Gli statuti dell'arte della seta

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Seta.
Catanzaro, nel suo nome il segreto della seta

Perché l'arte della seta si sia sviluppata solo a Catanzaro è un mistero ancora irrisolto, considerando il fatto che a quei tempi tutto il meridione d'Italia era sotto dominio Bizantino.

  Trattamento di abiti in seta

Alcuni studiosi ritengono che il significato stesso del nome primitivo della città, Katantzárion, potrebbe essere fatto risalire al verbo greco Katartizen, il cui significato è preparare, confezionare ed anche lavorare e denota chiaramente l'azione che appartiene ad un qualche processo preparatorio, con riferimento ad un luogo segreto (ant) posto sotto (katà) le terrazze (anzar) di un monte.

  Antico telaio per la lavorazione della seta

Laggiù (Katacì) oltre il fiume Zaro, il cui accesso, consentito solo a chi conosceva il posto, era controllato dalla porta di Stratò, su cui erano presenti tutte le risorse ambientali per l'impianto di un opificio, l'acqua necessaria in tutte le fasi della lavorazione, il vento per allontanare il cattivo odore, il sole per asciugare la seta. In quel luogo occulto, gli artigiani (Katartarioi) esercitavano la trattura della seta grezza (Katarteon sericon) e con le loro “segrete invenzioni” per la filatura e la torcitura, preparavano il prezioso filo di seta (Katartizein metaxa). La presenza di una tale struttura ovvero uno stabilimento imperiale (risalente alla prima colonizzazione), con manodopera qualificata e speciali attrezzature tecniche, nel quale potrebbero essere confluiti sia gli artigiani espulsi dalle corporazioni e mandati in esilio, sia schiavi orientali giustificherebbe lo sviluppo e la successiva affermazione dell'Arte della seta nella sola Catanzaro, dove più profonde erano le radici bizantine.

« Hora godendo Catanzaro una perfettissima quiete diedesi alla coltura delle piante sudette, appellate Celsi, o come altri dicono Mori, e col beneficio dell'acque, che l'irrigavan, crebbero in breve con le foglie poi delle quali comincionsi a nutrir il Verme; indi da gusci del detto a cavar nell'acqua bollente la seta; con la pratica d'alcuni Orienteli nella Città commoranti imparando molti la testura di quella, ne fecero drappi di varie sorti; onde in modo vi si stabilì l'Arte »
(Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, e fedelissima città di Catanzaro, 1670)

Sulla base di questo testo, si ritiene che l'arte della seta sia stata introdotta a Catanzaro nel 1072, da una casta di Orientali che abitava la città. Secondo una tradizione catanzarese, sia il gelso che il baco sarebbero stati introdotti in Europa, proprio in quel secolo che vide la nascita della città e alcune ipotesi fanno derivare il nome stesso della città dal termine "Katartarioi" ovvero "filatori di seta"[19]. È certo che i primi centri europei dove si lavorò la seta, tra la fine del IX e i primi anni del X secolo d.C., sono italiani, per l'esattezza Catanzaro e Palermo. La spiegazione è abbastanza intuitiva: la prima era sotto il dominio dei bizantini, mentre la seconda era araba e, quindi, tutte e due strettamente legate a culture orientali allora molto forti. Agli inizi del Quattrocento, sotto il dominio Aragonese si ebbe un ulteriore periodo di sviluppo, dovuto all'antica tradizione della lavorazione e del commercio della seta. Nel 1519 Re Carlo V "riconosce" il Consolato dell'Arte della Seta, anche se gli Statuti dell'Arte della Seta,[20], a noi pervenuti sono dell'8 maggio 1568, è certo che a Catanzaro l'Arte della seta era già florida in tempi precedenti, infatti alcuni artigiani furono chiamati in Sicilia (a Palermo nel 1432 e a Messina nel 1468) per insegnare l'arte del velluto, e in Francia (a Lione nel 1466 e Tours nel 1470) quando il re Luigi XI decise di istituire nei propri domini la manifattura della seta, dove comparve il primo telaio meccanizzato attribuito a "Giovanni il Calabrese".

Grande importanza ebbero gli Ebrei, ma quando vennero banditi da tutti i territori dominati dalla Spagna, anche la tradizione manifatturiera declinò, in quanto opera prevalentemente di questa popolazione[20]. Ne resta traccia nel quartiere tuttora chiamato Filanda, dove anticamente erano ubicati i laboratori per la tessitura e la filatura della seta.

  Città fortezza

« Entrò vittorioso Roberto [il Guiscardo] anno 1055 - si fè giurare homaggio e conoscendo, che il dominio della Calabria dipendeva assolutamente dall'assicurarsi di questa Piazza, sì per esser in sito naturalmente inespugnabile, come per star situata nel centro della Provincia, per dove con facilità si può tramandar a gli altri luoghi soccorso in tempo di guerra, vi fondò un fortissimo Castello in quell'estremo della Città, sopra un masso di scoglio al di fuori tagliato, con torri e bastioni sì bene intesi, che alla fortezza sua naturale congiunti, lo resero sicuri di batteria e di scalate... »
(Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, e fedelissima città di Catanzaro, 1670)
  Antica Porta di Mare o Marina

Fin dalla sua fondazione, la città fu costruita con precisi scopi difensivi, capace di resistere a lunghi assedi. Era una città fortezza dotata, di torri, bastioni, porte civiche e racchiusa in una cinta muraria di circa 7 km. L'impianto difensivo era di tipo complesso, la città era difesa dalla sua stessa posizione, accerchiata da profondi e ripide valli ed inoltre in prossimità delle mura c'erano fossati e trincee fortificate. In realtà la struttura difensiva iniziava fin dalla costa, infatti sulle colline che fiancheggiano la valle dove oggi sorgono i quartieri Sala, Santa Maria e Lido, erano costruite un susseguirsi di torri d'avvistamento fino alla costa, una delle torri cavallare è ancora visibile sulle colline del quartiere Aranceto. Le porte di accesso erano 6:

  • Porta Marina o Granara, sicuramente la porta principale perché consentiva l'accesso dalla costa ed era utilizzata per il commercio del frumento, secondo il D'Amato qui erano posizionate 4 torri di guardia, 3 bastioni con cannoni e poco distante il Baluardo dei Palmeti;
  • Porta di San Giovanni o Castellana, posizionata nei pressi dell'attuale piazza Matteotti, adiacente a questa porta vi era un profondo fossato, chiamato fosso rivellino, attraversabile tramite un ponte levatoio;
  • Porta Prattica, consentiva l'accesso da Occidente al rione Paradiso, oggi quartiere Case Arse, di fianco a difesa della porta vi era il Bastione di San Nicola Caracitano;
  • Porta Stratò, situata nell'omonimo rione ad Oriente del centro storico, era una porta civica ad arco a sesto chiuso nascosta dalla chiesetta di Santa Maria della Portella, che svolgeva la duplice funzioni di luogo di culto e di postazione di avvistamento, in quanto in caso di pericolo veniva suonata la campana che avvertiva la popolazione della chiusura delle porte. È tuttora visibile il sentiero che sale dalla valle del Musofalo è giunge fino alla chiesetta. Il nome stesso "Stratò" deriverebbe dal toponimo greco che significa occulto, nascosto;
  • Porta del Gallinaio, era un porta civica secondaria, utilizzata per l'accesso del bestiame;
  • Porta Silana, anch'essa porta civica secondaria, utilizzata per il passaggio di bestiame, consentiva l'accesso alla città dal retrostante altopiano della Sila.

In posizione rialzata rispetto al resto dell'antica città, sul colle del Castello fu costruito il castello Normanno o D'Altavilla, oggi complesso monumentale San Giovanni, sotto il quale erano costruiti lunghi cunicoli sotterranei, i quali possono essere visitati ancora oggi.

  La rivolta di Catanzaro

  Antiche mura della città

Il 1461 fu un anno sanguinoso per la città. Da tempo il potente Marchese Centelles, uomo avido e violento che tiranneggiò in modo spietato sulla città, appoggiato da vari nobili dell'epoca, cercava di organizzare una rivolta contro il sovrano Carlo V.
I primi mesi del 1461 furono particolarmente spietati, per timore di essere scoperto, il Marchese non esitava a far imprigionare o giustiziare chiunque destasse sospetto ai sui occhi.
La pazienza dei catanzaresi terminò l'8 maggio 1461 quando la città intera si ribellò al feudatario tiranno. Durante la notte un gruppo di cittadini tentarono un assalto al castello in cui viveva il Marchese. La notizia si sparse rapidamente in tutta la città dando vita alla sommossa che costrinse il Marchese Centelles alla fuga. Durante gli scontri scoppiò un grande incendio nel quartiere Paradiso adiacente al castello, ma le fiamme (secondo la leggenda per intercessione di San Vitaliano) furono miracolosamente deviate dal mutare del vento contenendo il numero di vittime ed evitando che il fuoco si propagasse all'interno della città.
In seguito a questo evento l'antico rione Paradiso fu ribattezzato con il nome, che tuttora possiede, di Case Arse.

  Assedio alla città sotto l'imperatore Carlo V

Quando l'imperatore Carlo V divenne re di Napoli, la città dimostrò la propria fedeltà alla Corona. Nel 1528 il francese Odet de Foix de Lautrec fu incaricato dal re Francesco I di conquistarla al Regno di Francia. Perciò inviò in Calabria due contingenti, al comando rispettivamente di Simone Tebaldi, conte di Capaccio, e di Francesco di Loria da Tortorella. Ad essi si associarono diversi nobili calabresi come il Marchese di Crotone e pugliesi come il Marchese di Taranto parteggianti per la Francia che formarono un esercito di circa 35.000 uomini. Il Viceré della Provincia di Calabria Ulteriore, Don Pedro d'Alarcon de Mendoza, con 11 mila uomini forniti dai nobili rimasti fedeli alla Corona, organizzò la difesa della Calabria Ulteriore eleggendo la città di Catanzaro, considerata inespugnabile, Piazza d'Armi e comando generale delle operazioni.

  Moneta di Catanzaro del XVI secolo

La città venne invano assediata per settimane, nonostante la netta inferiorità numerica, i catanzaresi resistettero eroicamente fino al 28 agosto 1528 dopo la vittoria, l'Imperatore le concesse il diritto di utilizzare come suo simbolo l'Aquila imperiale, recante sul petto uno scudo rappresentante i tre colli della città sormontati da una corona, e reggente col becco un nastro azzurro col motto Sanguinis Effusione . Nello stesso periodo a Catanzaro fu concessa l'esenzione dai tributi regi e la facoltà di battere moneta, del valore di un carlino. Le monete provenienti da Catanzaro recavano su una faccia la scritta "OBSISSO CATHANZARIO" e sull'altra "CAROL. V S IMP".

  Il Capoluogo di Calabria Ultra

Nel 1584 la città di Reggio Calabria riuscì a farsi trasferire da Catanzaro gli Uffici della Regia Udienza di Calabria Ultra. Ma nel 1594, quando per la disastrosa incursione di Bascià Cicala la città di Reggio fu terribilmente saccheggiata, compresi gli archivi e i Tribunali, gli uni e gli altri ebbero definitiva sistemazione in Catanzaro, e la loro permanenza divenne fondamentale per l'affermarsi della città quale sede centrale della vita civile della regione.

  Brigata Catanzaro

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Brigata Catanzaro.
  • Motto: «Sanguinis mortisque colores gestamus ubique victores». «Portiamo i colori del sangue e della morte: ovunque vincitori».
Nastrina della Brigata Catanzaro


  Motto della Brigata Catanzaro
« … nella Brigata Catanzaro fatalmente si muore, speranza non c'è »
(Attilio Frescura, Diario di un imboscato, 1916)

Si formò a Catanzaro nel quartiere Lido, sotto il comando del colonnello Ferella Gaetano, nei primi mesi del 1915. Pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra il reggimento era stanziato in Friuli e faceva parte della Terza Armata (Armata del Carso), agli ordini di Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d'Aosta. Ebbe il battesimo del fuoco partecipando con la Brigata Sassari all'assalto del Trincerone di Bosco Cappuccio che riusci a conquistare con slancio ammirevole. In seguito fu impiegata come brigata d'assalto, in tutte le battaglie dell'Isonzo, fu una delle più valorose e sfruttate unità del Regio Esercito. Formata per lo più da calabresi (circa 6.000), comprendeva il 141º e 142º Reggimento fanteria. Fu protagonista dell'episodio del recupero dei cannoni italiani caduti in mano nemica, dopo un furibondo combattimento in cima al Mosciagh (Altopiano dei Sette Comuni) che si svolse nella notte tra il 27 ed il 28 di maggio. L'ardita impresa fu marcata dalla differenza di armamento che c'era tra la Brigata italiana e i corrispettivi austriaci. Fu in seguito a questo evento che nacque il nuovo motto della Brigata Catanzaro:

« Su Monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone »
  Copertina del La Domenica del Corriere

Lo stesso Cadorna dopo quell'operazione scrisse:

« … Pure, fra tante angosce, una sensazione si faceva strada in me. Era, in principio, assai incerta e debole, e poteva apparire più illusione che speranza. Ma, dal 27 al 28 di maggio mi era parso, a un tratto, che fosse finita per gli austriaci la fase bella del tentativo, l'avanzata irresistibile, quella che ogni giorno ci apriva una ferita di più nella carne … »
(Luigi Cadorna, Corrispondenza di guerra, 1915)

Fu proprio dopo quest'episodio che la Brigata ricevette la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare.

  La rivolta della brigata del 16 luglio 1917

La brigata Catanzaro, come tante altre, aveva avuto i suoi giorni in linea (23 e 24 maggio) e pur con perdite notevoli era stata ricondotta in trincea (Hermada) 10 giorni dopo. Ritirata nuovamente a Santa Maria la Longa, paesino della bassa friulana il 24 giugno (64% gli effettivi) si paventò subito un suo reimpiego. Il malcontento divampò tra i soldati, privati dello sperato riposo. Il parroco del paese aveva avuto sentore che qualcosa si andava tramando, dai discorsi fatti nelle osterie. Credette suo dovere mettere sull'avviso il comandante della Brigata, ma fu tranquillizzato dal fatto che quelle erano ritenute normali lamentele. Quando di lì a qualche giorno la Brigata ricevette l'ordine di tornare al fronte, la sommossa divampò. Alle 22.30 del 15 luglio, con un violento fuoco di fucileria, razzi multicolori ascesero il cielo per dare il segnale della rivolta ad altre Brigate. Viene dato l'allarme al Comando Supremo a Udine. Nel cuore della notte gruppi di artiglieria, carabinieri e squadroni di cavalleria circondano la Brigata Catanzaro.

  Cartolina della legione Catanzaro

Verso le 3.00 del mattino la rivolta è spenta. Si istruì il processo per direttissima a seguito del quale 28 militari furono condannati a morte, passati per le armi e gettati in una fossa comune. Qualche ora dopo, sotto buona scorta la Catanzaro fu rispedita nella bolgia. Lungo la strada altri dieci vennero condannati e fucilati per insubordinazione di fronte al nemico. Facevano parte di quei 114 uccisi con esecuzione sommaria.

Così Gabriele D'Annunzio[21] commentò l'accaduto:

« Di spalle al muro grigio furono messi i fanti condannati alla fucilazione, tratti a sorte dal mucchio dei sediziosi……Siete contadini. Vi conosco alle mani. Vi conosco al modo di tenere i piedi in terra. Non voglio sapere se siete innocenti, se siete colpevoli. So che foste prodi, che foste costanti. La legione tebana, la sacra legione tebana, fu decimata due volte. Espiate voi la colpa? O espiate la patria contaminata?……Il Dio d'Italia vi riarma e vi guarda. »

  I moti di Reggio e il ruolo di capoluogo della Calabria

« Sono lieto di essere qui in Calabria e di trovarmi ora in questa città di Catanzaro, città dinamica che, per la centralità della sua posizione geografica e per le mansioni amministrative che le competono, è chiamata a svolgere un importante ruolo di servizio a favore di tutta la Calabria. »

La tragica vicenda della rivolta di Reggio Calabria per la scelta del capoluogo della regione venne vissuta in maniera meno drammatica a Catanzaro. Dopo le elezioni regionali del 1970, era previsto che la prima riunione del nuovo consiglio regionale si tenesse nelle città sede di Corte d'Appello, quindi, per la Calabria, a Catanzaro. Ma rimaneva e rimase impregiudicato per mesi quale sarebbe stata la scelta della città capoluogo, che spettava comunque al consiglio regionale. Alle manifestazioni reggine c'era il timore che si reagisse con manifestazioni catanzaresi e qualche avvisaglia la si ebbe con l'attentato che, durante una manifestazione antifascista, costò la vita all'operaio Malacaria. La città e la sua classe dirigente dimostrarono nell'occasione maturità civile e democratica. La scelta di suddividere tra Catanzaro e Reggio le nuove istituzioni regionali, concentrando nella prima, nominata capoluogo della Calabria, la giunta e gli assessorati, e nella seconda il consiglio regionale, fu accettata dai catanzaresi come politicamente equa.[22]

  Simboli

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Catanzaro-Stemma.png
« Fa la città per la sua impresa un'aquila imperiale con la testa rivolta a destra, armata di corona, con le ali e coda sparse, in atto di sollevarsi a volo, nel di cui seno, che forma uno scudo, vi sono tre monti in campo vermiglio, sopra dei quali vi è una corona; tiene l'aquila col becco una fascia, nella quale sta questo motto delineato: "Sanguinis effusione" per dimostrare che col sangue dei suoi cittadini, mai sempre sparso, in servigio della Cattolica Corona, ha quell'aquila meritato, che le concesse la sempre gloriosa memoria dell'imperatore Carlo V per aggiungerla alla sua antica insegna »
(Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, fedelissima città di Catanzaro, 1670)

L'elemento centrale dello stemma della città è l'aquila imperiale accordata da Carlo V; lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto "Sanguinis effusione" ("con spargimento di sangue, ottenuta è sottinteso"), motivato dalle perdite riportate in varie battaglie dai combattenti catanzaresi.

« Drappo palato di otto, di giallo e di rosso... »
(Blasonatura del gonfalone)

  Monumenti e luoghi d'interesse

  Centro storico con il Duomo sullo sfondo
  Il Duomo della città
  Chiesa di San Giovanni Battista

  Architetture religiose

  Concerto alla Basilica dell'Immacolata
  • Il Duomo: sorge nel sito della prima cattedrale, eretta nel 1121 in epoca normanna e dedicata a Santa Maria Assunta e agli Apostoli Pietro e Paolo. La chiesa venne fortemente rimaneggiata nel 1511 con una facciata rinascimentale, che crollò a causa del terremoto del 1638. Danneggiata dai bombardamenti nell'agosto del 1943 venne completamente stravolta nel dopoguerra. I bombardamenti provocarono solo il crollo del transetto sinistro e il danneggiamento del campanile. Il resto della sua distruzione fu ad opera di un'anacronistica ristrutturazione.
  • Santissimo Rosario: sorto alle spalle della cattedrale, presenta una facciata rinascimentale e interno a navata unica, coperta da volta a botte lunettata, con transetto e quattro cappelle per lato; all'incrocio tra navata e transetto si eleva una cupola priva di tamburo. La costruzione risale al XV o XVI secolo, con numerosi rifacimenti, dovuti ai danni dei terremoti del 1638, del 1783 e del 1832, dopo il quale era rimasta chiusa fino al 1891. È annessa la Congrega del XVII secolo con intagli lignei e stucchi.
  • San Rocco, settecentesca, presenta navata unica e cappelle laterali e conserva stucchi decorativi e affreschi moderni.
  • La basilica dell'Immacolata: dedicata alla patrona della città, era sorta inizialmente come chiesa dedicata alla Trinità nel 1254. Rimaneggiata tra il 1750 e il 1763 con l'aggiunta delle navate laterali e la cupola. Tra il 1783 e il 1833 svolse le funzioni di cattedrale, essendo stato il Duomo" danneggiato dal terremoto. La facciata venne ricostruita nel 1913 e venne rimaneggiato anche il campanile. Ha tre navate con cappelle gentilizie e transetto.
  • Santa Maria del Carmine: situata nel rione Grecîa fu edificata nel XVII secolo e rimaneggiata nel secolo seguente, presenta una facciata modificata nel XX secolo e l'interno a navata unica con cappelle laterali. La chiesa era annessa all'omonimo convento carmelitano ed all'oratorio del secolo XVII.
  • Santa Teresa, o dell'Osservanza: con l'annesso convento, secondo la tradizione sarebbe sorta in luogo di una precedente cappella, dedicata alla Madonna della Ginestra. All'interno vi si aprono la cinquecentesca cappella del Santo Sepolcro, che ospitava reliquie della Terra Santa, e la cappella del Santissimo Crocefisso. Conserva la statua della Madonna delle Grazie, opera di Antonello Gagini.
  • San Giovanni: sorse sull'elevazione maggiore della città, in corrispondenza dei resti dell'antico castello tra il XV e il XVI secolo e venne rimaneggiata nel Seicento; in seguito venne aggiunta la scalinata ottocentesca. All'interno presenta navata unica, cappelle laterali comunicanti e transetto.
  • Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia: seicentesca, presenta un ricco portale barocco al centro della facciata e interno a croce greca, con incrocio coperto da una cupola priva di tamburo, e cappelle laterali.
  • Chiesa Santa Maria di Portosalvo: costruita agli inizi dell'ottocento è dedicata alla patrona dei pescatori e delle vittime del mare. L'interno è a croce greca con un'unica navata. Si trova nel quartiere Lido.

  Architetture civili

  Il Cavatore
  Palazzo De Nobili, sede del Municipio
  • Palazzo De Nobili: Il Palazzo De Nobili, situato nella zona sud-est del centro storico, è la sede del Comune dal 1863.[1]
  • Fontana monumentale Il Cavatore: ideata e costruita da Giuseppe Rito, scultore alla cui opera si fanno risalire le origini del contemporaneo in Calabria.
  Monumento ai caduti della Grande Guerra
  • Monumento ai Caduti della Grande Guerra 1915-1918: Situato in Piazza G. Matteotti, è un poderoso gruppo scultoreo in bronzo di connotazione classica. Opera di Michele Guerrisi (1893-1963). Inaugurato nel 1933 e parzialmente danneggiato dai bombardamenti del 1943.

  Il ponte di Catanzaro

38°54′24″N 16°35′4″E / 38.90667°N 16.58444°E / 38.90667; 16.58444

  Visione notturna del Ponte di Catanzaro

Il nome vero è Ponte Bisantis, è considerato uno dei simboli della città. Si tratta di un viadotto stradale ad unica carreggiata, costruito su una sola arcata in cemento armato, che collega il centro storico di Catanzaro con il rione De Filippis situato dall'altro lato della valle sulla Fiumarella. Fu costruito su progetto dell'ingegnere Riccardo Morandi e per questo è anche conosciuto come Ponte Morandi. Il ponte è il terzo al mondo tra quelli ad una sola arcata.

Misure:

  • ampiezza d'arco (luce) 231 m;
  • altezza da fondo valle 110 m;
  • lunghezza sede stradale 468,45 m;
  • larghezza della struttura scatolare dell'arco: in chiave 10,50 m e alla base 25 m.

  Altro

Villa Margherita
Statua nella villa
Nella seconda metà del secolo XIX la città di Catanzaro vive una sorta di rinascita socio–economica che si riflette nel campo delle scelte e decisioni tecnico-amministrative in materia di lavori pubblici a livello urbano. In questo clima di frenetica attività urbanistico – edilizia, si concretizza la felice idea di dotare la città di un giardino pubblico che Norman Douglas definì “meraviglioso” e François Lenormant, George Gissing ed altri descrissero per le ammirevoli, intrinseche caratteristiche paesaggistiche. Sindaco dell'epoca fu Francesco De Seta. Per sua volontà, dal 1878 al 1880, un impervio terreno utilizzato ad orto e vigneto venne trasformato nell'attuale villa la cui peculiarità è da individuare proprio nelle caratteristiche orografiche tipiche del versante che ad oriente costituisce le propaggini del più antico agglomerato della città. Il Piano di massima venne redatto nel 1875 e con Regio Decreto del 1876, venne dichiarata la pubblica utilità dei lavori in esso previsti.

Dal punto di vista urbanistico, ed in “chiave” moderna, la realizzazione della Villa comunale, rappresenta il primo intervento di riqualificazione urbana operato nella città di Catanzaro. Il primo giardino pubblico della città, in occasione della visita della Famiglia reale, venne intitolato alla regina Margherita il 21 gennaio 1881. L'epigrafe, sistemata all'ingresso sulla facciata del Museo provinciale, così ricorda l'evento:

« IL MUNICIPIO DI CATANZARO ACCLAMANDO OSPITI

DESIDERATISSIMI IL RE UMBERTO I E LA REALE FAMIGLIA A DI XXI GENNAIO DEL MDCCCLXXXI QUESTI CLIVI CHE ADORNI DI PALME E DI FIORI SCENDONO DAL MATERNO APPENNINO A VIGILARE LE MARINE DEL IONIO INTITOLAVA A LA REGINA MARGHERITA FIORE FRA TUTTI

GENTILE MADRE LODATA FRA TUTTE E DAGLI ULIVI E DAI LAURI LIETI DEL SUO SORRISO A UNA FORTE E PROSPERA ITALIA TRAEVA GLI AUSPICI »
(Targa sulla facciata del Museo provinciale)

Oggi, le eccezionali caratteristiche naturalistiche ed ambientali di “Villa Margherita” risultano protette. Con D.M. 10 gennaio 1972, infatti, la zona comprendente la “Villa”, nonché le aree ed i fabbricati ad essa circostanti, sono stati dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi della L. 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali.

Villa Margherita sullo sfondo i capitelli che raffigurano i volti dei sindaci della città
  Parte del Parco delle Bio Diversità
  • Parco della "Biodiversità mediterranea": è un vasto parco comprendente aree a prato, un giardino botanico all'italiana (comprendente 20.000 piante da siepi, 2.000 piante d'alto fusto e 200 specie) e due laghetti. Sono presenti anche numerose specie di uccelli, mammiferi mediterranei. Al suo interno sono presenti: percorso Jogging e ciclabile di 4,5 km; area pattinaggio di 2.561,28 m²; parco giochi di 3.500 m²; laghetto delle piante acquatiche; laghetto dei Cigni; labirinto Verde; teatro da 700 posti; area bar; servizi igienici; parcheggio di 1.665 m².
  • Pineta e giardino botanico Li Comuni, ubicato nel quartiere Siano, importante centro per il turismo integrato mare-monti. Si estende su una superficie di 700 ettari e al suo interno si sviluppano tracciati vari per circa 30 km. È diviso in tre grandi aree: la prima è interamente salvaguardata a fruibilità ridotta e specializzata (escursioni, itinerari guidati,ecc.); la seconda, a larga fruibilità; la terza in cui si concentrano i parcheggi, gli spazi per la didattica, l'orto botanico, i laghetti e il teatro.
  • La pineta di Giovino, situato nel quartiere Lido, è una vasta pineta parallela alla spiaggia attualmente sono in fase di realizzazione spazi per la didattica, aree campeggio e il prolungamento del lungomare.
  • Giardini di San Leonardo - Piazza Montegrappa 700 m²
  • Villa Pangea - Via De Gasperi/Stretto Cappuccini 750 m²
  • Villa Genziana - viale Tommaso Campanella, quartiere Mater Domini, 2.700 m²
  • Area verde Porta di Mare “Pino Longo” - via D. Marincola Pistoia 3.000 m²
  • Area verde Fortuna – loc. Fortuna di fronte area polifunzionale Magna Grecia
  • Area verde - Viale De Filippis di fronte Regione Calabria 800 m²
  • Area verde - viale dei Normanni, Piano Casa 540 m²
  • Area verde CZ Sala – viale Degli Angioini di fianco Chiesa 200 m²
  • Area verde – quartiere S. Maria 460 m²
  • Area verde - quartiere Gagliano 150 m²
  • Area verde del Lungomare – una lunga striscia di verde di 3.800 m² attraversata da una pista ciclabile
  • Villa Margherita Piazza Trieste – Viale dei Normanni 10.900 m².
  • Monumento al generale Stocco: la statua in marmo del 1898 dello scultore Francesco Scerbo sita in piazza Osservanza creata in onore del generale garibaldino Francesco Stocco
  • Statua dell'Assunta: la statua è installata su un alto piedistallo situato nella cima del campanile dell'omonima basilica è, anch'essa, un'opera del noto scultore calabrese Giuseppe Rito.

  Società

  Evoluzione demografica

Abitanti censiti

  Etnie e minoranze straniere

I cittadini stranieri residenti a Catanzaro sono 2.550[23], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 100 unità):

  1. Bandiera della Romania Romania: 490
  2. Bandiera del Marocco Marocco: 435
  3. Bandiera dell'Ucraina Ucraina: 270
  4. Bandiera della Bielorussia Bielorussia: 205
  5. Bandiera della Polonia Polonia: 171
  6. Bandiera della Bulgaria Bulgaria: 169
  7. Bandiera della Cina Cina: 156
  8. Bandiera delle Filippine Filippine: 145

  Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Dialetti calabresi e Dialetto catanzarese.

Il dialetto catanzarese è di tipo siciliano, distinguendosi sia da quello cosentino (di tipo napoletano), sia dal dialetto reggino, anch'esso di tipo siciliano ma con maggiore influenza greca.

Proprio per la sua posizione centrale, l'istmo di Catanzaro, fa da linea di demarcazione tra queste due aree presentando una forma linguistica con caratteristiche autonome e nello stesso tempo influenzata da entrambe. Per quanto riguarda la pronuncia l'eredità lasciata dal greco è evidente nella pronuncia aspirata della lettera f accompagnata dalle vocali che trasformano ad esempio fi in hi e quindi fiato in hiatu, mentre dal latino la pronuncia marcata delle lettere t,d e p (molto simile al sardo) e la presenza della lettera u in chiusura di parola in sostituzione della o esempio torno si trasforma in tornu. Molto utilizzata tra la popolazione cittadina l'espressione dialettale Jamma Ja a scopo esortativo, equivalente alle espressioni imperative avanti! - andiamo!, derivata dal termine greco Yagma Ya utilizzato per comandare le cariche in battaglia.

  Istituzioni, enti e associazioni

  Palazzo Alemanni - Sede della Giunta Regionale della Calabria
  Corte d'appello

Tra le istituzioni di cui Catanzaro è sede vi sono:

  Cultura

  Istruzione

  Biblioteche

  Ingresso della Biblioteca provinciale "Bruno Chimirri"
  • Biblioteca comunale "Filippo De Nobili", è la più importante biblioteca cittadina e possiede attualmente circa 120.000 opere tra volumi ed opuscoli;
  • Biblioteca provinciale "Bruno Chimirri", ha una dotazione di oltre 20.000 volumi.
  • Archivio di Stato, costituito da oltre 50.000 documenti, fra cui ben 1359 pergamene (1307-1859). I documenti cartacei datano dal secolo XVI. Sono da segnalare, in particolare, i seguenti fondi: l'Archivio delle Ferriere di Mongiana, la Cassa sacra e la Regia udienza, gli atti notarili antichi, documenti sul brigantaggio e sui moti patriottici.
  • Biblioteca della Camera di Commercio
  • Biblioteca dell'Università "Magna Græcia"
  • Biblioteca Arcivescovile "Antonio Lombardi"
  • Biblioteca "San Pio X" del Pontificio Seminario Regionale "S. Pio X"
  • Biblioteca del Comando Militare Regionale "Calabria"

  Università e accademie

È la seconda università calabrese per numero di iscritti (è imperniata sulle facoltà principali di medicina, farmacia e giurisprudenza) ed è un centro oncologico d'eccellenza.

Istituita con D.P.R. n° 1162 del 30.10.1972, ha una bacino d'utenza che comprende le provincie di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza. L'istituto è composto da 11 dipartimenti.

Istituito all'interno dell'università conta 400 posti circa ed è dotato di avanzate tecnologie per la lotta ai tumori. È inoltre un centro oncologico d'eccellenza

Fondato nel 1912 è un istituto aggregato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale è tra i 15 seminari regionali esistenti in tutta Italia per la formazione di nuovi sacerdoti.

  • Conservatorio musicale

Corsi di formazione musicale di base promossi dal conservatorio musicale F. Torrefranca di Vibo Valentia

Con l'istituto Silvio D'amico di Roma e la scuola civica parificata Paolo Grassi di Milano è il terzo polo artistico nazionale. I corsi sono di durata triennale, alla fine dei quali dopo aver superato un esame, viene rilasciato il diploma di attore professionista riconosciuto in tutta Italia e nei paesi dell'Unione Europea

Istituto per la ricerca, la formazione e l'innovazione educativa. Opera in collaborazione con il MIUR e l'Unione Europea

L'offerta formativa comprende tre corsi di laurea in Giurisprudenza, Economia e Scienze Politiche oltre a diversi corsi di perfezionamento e master.

  Musei

  Il Museo storico militare

Situato nel Parco della Biodiversità Mediterranea, presenta una vastissima collezione di armi, equipaggiamenti militari e mappe d'epoca dal 1600 fino alla seconda guerra mondiale. Tra le caratteristiche del museo è la riproduzione delle trincee, con effetti sonori che riproducono le ambientazioni della Grande Guerra.

  • Museo d'arte moderna e contemporanea di Catanzaro "MARCA".

Polo museale multifunzionale sviluppato su tre piani.

  • Museo provinciale "Villa Margherita"

Contiene collezioni di monete, vari reperti ed una raccolta di materiale preistorico.

  • La casa della memoria

Voluta dall'artista catanzarese Mimmo Rotella, inventore del decollage, si pone come obiettivo la divulgazione e la promozione dell'arte contemporanea.

  • Museo delle carrozze.

Un ampio edificio stile medioevale ospita la collezione di preziose carrozze del barone De Paola utilizzate per le riprese di numerosi film italiani e stranieri tra cui Via col vento, annesso all'edificio si trova un altro museo sulla civiltà contadina.

  • Museo risorgimentale.

Contiene vari cimeli, biffettiere, armi dell'epoca garibaldina e delle guerre d'Africa e di Spagna, carte cospirative, i diari di guerra e i documenti mazziniani. Sito nei locali concessi dal Comando Militare Esercito "Calabria".

  • 'Museo della seta

Presenta collezioni di attrezzature e documentazioni della lavorazione e della commercializzazione della seta.

  • Gipsoteca Jerace

Raccoglie le opere in gesso e marmo del famoso scultore Francesco Jerace.

  • Museo diocesano

Presso l'Arcivescovado, con opere provenienti dal Duomo e da altre chiese.

  Media

  Radio

  • Radio Catanzaro Centro
  • Radio Catanzaro Classic
  • Radio Amica
  • RTC radio catanzaro
  • Radio Amore

  Stampa

Le testate giornalistiche con sede a Catanzaro sono:

Altre testate regionali con sedi distaccate a Catanzaro sono:

  Televisione

Catanzaro è sede delle due più importanti emittenti televisive regionali terrestri e di una satellitare:

  • Telespazio TV, fondata nel 1976 da Tony Boemi, è la principale emittente televisiva calabrese con una copertura del 95% che comprende anche parte delle Basilicata e della Sicilia.
  • Calabria Channel, emittente satellitare, sul canale 875 di Sky con copertura internazionale che comprende tutti gli Stati europei e i Paesi extra europei che si affacciano sul Mediterraneo.

  Teatro

  Teatro Politeama
Maschera tipica "Giangurgolo"
  "Giangurgolo"

Nata in città nel tra il XI e il XII secolo[26], al tempo della Commedia dell'arte, divenne famosa in quanto rappresentava la figura del Capitano di origine spagnola, vanitoso e bugiardo, che ha più del furfante che dell'uomo d'armi. Secondo l'opinione più accreditata, dal punto di vista etimologico Giangùrgolo vuol dire “Gianni l'ingordo”, per la sua caratteristica distintiva: l'ingordigia. La figura è caratterizzata da una maschera rossa con un nasone di cartone, in testa un cappello a forma di cono, di colore nero, con fascia rossa, ornato con una piuma di pavone. Grande mangiatore, consuma carretti di maccheroni, molto pane e intere botti di vino, adopera la spada per inezie, ma è sempre pronto a fuggire come il vento.La simpatica maschera, era protagonista sui palcoscenici dei teatri secenteschi soprattutto perché rappresentava la realtà regionale e dialettale calabrese durante la dominazione spagnola. Intorno al 1600 le rappresentazioni si diffondono in tutta Italia, un importante interprete è Ottavio Sacco.

Ecco cosa si racconta nelle scene: "Nel convento delle Suore di Santa Maria della Stella di Catanzaro,il 24 giugno 1596 nasce il personaggio Giangurgolo.. Il suo nome deriva da Giovanni, in onore del Santo del giorno del suo ritrovamento. Trascorre la sua infanzia presso il Convento dei Cappuccini del Monte dei Morti, dove un Prete, provvede alla sua educazione e insegna al giovane l'arte della caccia. Proprio in una battuta che inizia la sua storia: nei boschi Giovanni cerca di salvare uno spagnolo che era stato aggredito da briganti; lo spagnolo riceve da lui tutte le cure possibili, ma nonostante tutto muore. Poco prima di morire, in segno di riconoscenza, nomina Giovanni suo erede, consegnandogli, oltre alle sue immense ricchezze, una lettera che contiene il modo per salvare Catanzaro. Da questo momento, in onore del defunto spagnolo, Giovanni tramuta il suo nome in Alonso Pedro Juan Gurgolos (Giangurgolo). Egli inizia la sua personale lotta contro l'occupazione spagnola che in quegli anni si abbatteva su Catanzaro: Giangurgolo si organizza con un carrozzone da teatro col quale, insieme ad alcuni suoi amici, propone spettacoli satirico - politici incitando alla rivolta il popolo catanzarese. Questo piano però fallisce quando le sue intenzioni vengono alla luce e Giangurgolo viene condannato a morte. La scoperta delle sue origini nobili gli salva però la vita, costringendolo però a fuggire in Spagna. La permanenza in quel luogo a lui sconosciuto non dura a lungo, ed egli riesce a tornare a Catanzaro, dove però la peste aveva colpito gran parte della città. Al suo ritorno egli riesce a ritrovare il suo amico di teatro Marco, anch'esso malato, e per un abbraccio tra i due la peste viene trasmessa anche a Giangurgolo. La sua morte chiude il sipario della rappresentazione".

La tradizione teatrale della città risale al tardo Seicento quando in occasione della nascita dell'erede al trono spagnolo, ci furono quasi due mesi di rappresentazioni che animarono piazza San Giovanni. Le attività teatrali si continuarono a svolgere nelle piazze cittadine e in un piccolo teatro in piazza Duomo, distrutto dal terremoto del 1783.

In seguito venne costruito lo storico Teatro Comunale, progettato dall'architetto Vincenzo De Grazia nel 1818 e terminato nel 1830. Il teatro rappresentava opere di Pergolesi, Rossini, Goldoni, Giacosa e D'Annunzio, Scribe, Sardou, Mirabeau, Dumas, Ibsen, Tolstoj, Shakespeare, Dostoevskij. Ne calcarono il palcoscenico i più noti artisti del tempo, da Ermete Novelli a Ermete Zacconi, da Giovanni Emmanuel a Gustavo Salvini.

In seguito alla crisi economica e sociale che investì la città dopo la prima guerra mondiale, il teatro declinò e venne infine demolito nel 1938, mentre l'attività teatrale continuò in modo diseguale con il teatro Masciari, fino alla costruzione del teatro Politeama nel 2002.

Attualmente è sede dell'Accademia D'Arte Teatrale "Officina teatrale". Il terzo polo artistico italiano con Milano e Roma.

  Teatro Politeama

38°54′21″N 16°35′39″E / 38.90583°N 16.59417°E / 38.90583; 16.59417
Il teatro Politeama, situato nel centro storico, è stato inaugurato nel 2002, su progetto di Paolo Portoghesi. Occupa lo spazio dove si trovava l'omonimo cinema e teatro costruito negli anni trenta e un vicino mercato coperto della stessa epoca. Il palcoscenico è uno dei più avanzati in Italia dal punto di vista tecnologico ed è il "cuore" del teatro: largo 22,30 m e profondo 20 m, ha un'altezza di 30 m. La sala centrale a forma di ferro di cavallo, intorno a cui si articola l'edificio, riprende la tradizione del teatro classico all'italiana. Lo spazio disponibile è di 53.000 m3 e di 5.700 m2.

  Tradizioni e folclore

Il culto di San Vitaliano da Capua venne introdotto, con la traslazione delle reliquie del santo, giunte dal santuario di Montevergine e da Benevento, in un'apposita cappella della cattedrale voluta dal conte Pietro Ruffo nel 1311. Dopo la rovina della cappella le reliquie furono trasferite ufficialmente dal vescovo Nicolò Orazio nel 1583. Secondo la tradizione dal suo sepolcro sarebbe trasudato un liquido miracoloso detto "manna".

Il santo è ricordato il 16 luglio, in ricordo probabilmente della prima traslazione delle reliquie, ma viene celebrato a Catanzaro anche in occasione della domenica in albis. Nel 1922 fu celebrato solennemente il settimo centenario dell'arrivo delle reliquie.

  Cucina

  U'Morzeddhu nella pitta
  I vermituri

La gastronomia di Catanzaro, che affonda le sue radici nella tradizione tipicamente mediterranea, è caratterizzata da una forte presenza di sapori forti e aromatici. Frequente l'uso del peperoncino piccante, presente in quasi tutti i piatti tradizionali, spesso associato ad altre spezie aromatiche come l'origano, il basilico e l'alloro.

Il piatto forte della gastronomica locale è il morzeddhu, di solito servito caldo nella pitta, pane casereccio piuttosto schiacciato e dalla forma circolare, tagliato a libretto. L'ingrediente base è costituito dalle interiora di vitello (diuneddhi), con conserva di peperoni piccanti, sale, origano, alloro, e vino rosso. Simile al morzeddu è il suffrittu, che i catanzaresi amano mangiare a cena la vigilia di Capodanno. E' un piatto a base di carne magra di maiale che viene soffritta nella tiana pentola di terracotta e insaporita con alloro, origano, vino bianco e concentrato di pomodoro. Anche il soffrittu si serve nella pitta.

  Granita di mandorle con la brioche
  Il cocktail piccante Momò

Altro piatto tipico locale sono i vermituri ossia le lumache di terra bollite al sugo con l'aggiunta di peperoncino. Il piatto ha radici molto antiche, vengono raccolte durante le prime piogge nel mese di Ottobre e la preparazione è rimasta intatta nel tempo. L'usanza prevede che siano lavate bene per eliminare la terra, poi lasciate riposare in un recipiente forato munito di coperchio per 24 ore. Dopo vengono risciacquate e fatte bollire per più di mezz'ora in una padella con olio, pomodori, aglio, sale, origano e peperoncino piccante.

Vari i primi piatti: "pasta e ceci con finocchi selvatici", "pasta dei mietitori", con un sugo a base di cipolle, zucchine e patate), la pasta di casa che ha una preparazione tutta particolare e che è condita con un ragù particolare caratterizzato da 'Nduja, carne macinata, carote, patate bollite, peperoni, olio extravergine d'oliva, aglio, cipolla, sale e infine parmigiano o pecorino; e la "pasta con le alici", preparata con alici sotto sale, mollica di pane e peperoncino piccante. Molto utilizzata la carne di maiale e di manzo.

Altra specialità locale del periodo estivo è la granita di mandorle (detta anche orzata) con la brioche. La tradizione vuole che venga consumata al mattino, inzuppando la brioche calda appena sfornata, nella granita di mandorle servita in una coppa di vetro.

Tra i dolci i monaceddi (uova sode farcite di cacao e fritte), la pitta 'nchiusa,le "nipitelle" , mezzelune di pasta frolla farcite con uva passa, noci e miele, tipiche delle feste natalizie, le cuzzupe, ciambelle decorate con uova, tipiche di Pasqua.

Tra i drink da aperitivo si segnala il cocktail piccante di origine catanzarese chiamato Momò. Molto bevuto soprattutto nei mesi estivi, è composto da Bitter Campari, Vecchio Amaro del Capo, Seltz con l'aggiunta di spiedino di frutta è un peperoncino locale interamente immerso nel drink che rende la bevanda leggermente piccante.

  Personalità legate a Catanzaro

  Eventi

  La naca
  • Naca: processione del Venerdì Santo si svolge nel centro storico;
  • processione del Corpus Domini;
  • Notte Marina si svolge nel quartiere Marina ultimo week-end di luglio
  • Festa della Madonna di Porto Salvo: ultima domenica di luglio: parrocchia omonima - piazza A. Garibaldi - quartiere Marina
  • Festa di San Giuseppe: 1º maggio: parrocchia omonima - via Mattia Preti rione Piano Casa
  • Festa di Santa Rita: 22 Maggio: parrocchia Sacro Cuore- quartiere marinaro
  • Festa del pane: 13 giugno: Chiesa del Monte, via XX Settembre
  • Festa di S. Antonio: 13 giugno: parrocchia omonima - via Elvidio Borelli rione S. Leonardo
  • Festa di San Vito: 13-15 giugno:parrocchia Santa Maria di Porto Salvo- Catanzaro Lido
  • Fiera di Sant'Antonio e San Vito- piazza A. Garibaldi- Via Bausan- Catanzaro Lido
  • Festa di San Giovanni- 24 Giugno-quartiere Santo Janni-
  • Festa del patrono san Vitaliano: 16 luglio
  • Mirabilia (rappresentazione storica in costume)) 9/16 luglio in coincidenza con la Festa di San Vitaliano
  • Fiera di San Lorenzo: 5/10 agosto: quartiere Mater Domini
  • Festa della Maria SS. delle Grazie: 1ª domenica di settembre: parrocchia Maria Immacolata - quartiere Pontegrande
  • Festa di S. Maria di Zarapoti: 2ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Santa Maria - quartiere S. Maria * Festa di Santa Croce: 3ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Madonna dei Cieli - rione Pontepiccolo
  • Festa della Madonna dei Cieli: 3ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Madonna dei Cieli - rione Stadio
  • Festa di S. Maria del Carmelo: 3ª domenica di settembre: parrocchia omonima - via Ferdinandea - quartiere Siano
  • Festa dell'Uva e fiera del Vino: 2ª settimana di ottobre
  • Settembre al Parco delle Biodiversità: 1ª settimana di settembre
  • Marinfest: rassegna musicale quartiere Marina - agosto/settembre
  • Festival dell'autunno: settembre/dicembre all'Auditorium "Casalinuovo"
  • Catanzarock: autunno (selezione regionale Arezzo Wave)
  • Fiera della trottola: 2* domenica di ogni mese: corso Mazzini
  • Mostra dei presepi: dicembre
  • CatanzaroJazz: mesi primaverili
  • Carnevale con i carri- Febbraio- Lungomare Catanzaro Lido


  La notte piccante

La "notte piccante" è una manifestazione che viene organizzata ogni mese di settembre a Catanzaro, nel centro storico, sulla scia della Notte Bianca e consiste nell'organizzazione di varie iniziative culturali o di intrattenimento, di spettacoli vari, all'apertura prolungata di negozi e di musei durante tutta la nottata, con particolare attenzione però alle tradizioni folcloristiche e culinarie della città, che la fanno distinguere appunto dalla classica notte bianca. La notte piccante, è articolata in una serie di eventi, mostre, esibizioni, degustazioni, concerti fino all'alba. Nel centro storico, durante la notte piccante, si svolgono contemporaneamente una serie di varie iniziative artistiche, culturali, gastronomiche, musicali, mondane e sportive. Tutti i musei, i palazzi d'epoca e le chiese storiche della città rimangono aperti al pubblico per l'occasione e possono essere visitate con il prezioso supporto di guide che restano a disposizione dei cittadini per organizzare itinerari guidati ed illustrare agli stessi i beni artistici in essi custoditi. I concerti generalmente sono in programma ininterrottamente in Piazza Duomo e in Piazza Prefettura.

La manifestazione ha come filo conduttore il colore rosso tipico ed identificativo della tradizione Catanzarese nel suo complesso ed eno-gastronomico in particolare i cui massimi rappresentanti sono il peperoncino, u morzeddhu,(piatto tipico catanzarese) e il vino locale.

Il nome "notte piccante" per l'appunto trae il nome dalla tradizionale cucina catanzarese, nella quale il peperoncino è un elemento fondamentale e caratterizzante.

La prima edizione della "Notte Piccante" è stata organizzata il 29 settembre 2007 ed è stata replicata da allora ogni anno rispettivamente il 20 settembre 2008, il 3 ottobre 2009(l'edizione 2009 era originariamente prevista per il sabato precedente ma poi rinviata a causa del maltempo), il 25 settembre 2010e il 9-10-11 settembre 2011.

  Geografia antropica

  Urbanistica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce I tre colli di Catanzaro.
  Catanzaro nel 1928, foto scattata dal dirigibile Esperia
  Catanzaro sud

A causa della situazione orografica l'espansione urbanistica della città si è avuta soprattutto dopo la seconda guerra mondiale: verso nord sono sorti i quartieri San Leonardo, Bellamena e Stadio, e quindi, lungo la strada per la Sila, quelli di Pontepiccolo, Pontegrande, Piterà e Sant'Elia. L'espansione urbana si è sviluppata, mediante la costruzione di nuovi ponti verso est con i quartieri Siano, Campagnella e Cava e verso ovest con i quartieri Gagliano, Mater Domini e Sant'Antonio.

Negli ultimi 20 anni l'abitato si è espanso verso la costa, lungo la valle della Fiumarella e del Corace, verso i quartieri di Sala, Santa Maria, Pistoia, Corvo, Lido e Giovino e intorno a preesistenti piccole frazioni che sono state inglobate nella città.

Con il recente sviluppo urbanistico si sta delineando un modello di città "tripolare" organizzata per funzionalità, in cui il centro cittadino rimarrà polo d'indirizzo politico e organizzativo, il quartiere Lido centro turistico e il nuovo quartiere Germaneto centro universitario e direzionale.

Lungo la costa si è assistito ad una progressiva conglomerazione con alcune frazioni di comuni limitrofi come Roccelletta di Borgia, Caraffa di Catanzaro, Sarrotino, Simeri Crichi.

  Suddivisioni storiche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Antichi rioni di Catanzaro.

  Suddivisioni amministrative

Il territorio comunale è suddiviso in 22 quartieri a loro volta ripartiti in vari sobborghi e rioni, inizialmente raggruppati in 11 circoscrizioni e successivamente, dopo il 2005, ridotte a 4.

Circoscrizione Quartieri Superficie in km² Popolazione Densità ab./km²
I Sant'Elia - Pontegrande - Pontepiccolo - Gagliano - Mater Domini - Sant'Antonio 43,25 17.285 399,67
II Stadio - Centro storico - San Leonardo 10,11 27.981 2.767,66
III Sala - Siano - Santa Maria - Germaneto 32,08 25.759 802,97
IV Aranceto - Corvo - Fortuna - Lido 17.81 24.974 1.402,25

  Economia

  Centrale a turbogas della Edison
  Stabilimento produttivo della Cal.Me

Catanzaro con un reddito pro-capite di 18.416[27] € annui è il capoluogo di provincia calabrese con il reddito più elevato. L'economia è stata caratterizzata da periodi di forte sviluppo alternati a fasi di declino. Agli inizi del secolo è sede del primo Congresso eucaristico della regione, oltre ad essere un punto di riferimento commerciale e industriale; risale a questo periodo la nascita di numerose fabbriche, situate nella zona sud, come la "Tonnina" (produzione del tannino) di proprietà francese, la "Ladoga" e la "Gaslini" oltre ad altre fabbriche situate nelle zone di Santa Maria e Sala. Durante la seconda guerra mondiale si assiste ad un declino economico dovuto alla chiusura della maggior parte della precedenti attività produttive. Nel dopoguerra inizia un forte ripresa; in questo periodo è sede della prima Fiera Campionaria del meridione. Attualmente l'economia è incentrata nei settori dei servizi telematici alle imprese e alle amministrazioni pubbliche. Il settore della pubblica amministrazione fa registrare il più alto numero di addetti, seguito da quello dei servizi. Il settore industriale è per lo più rappresentato da aziende di media e piccola dimensione incentrato su produzioni per il mercato locale e nazionale (esempi di aziende catanzaresi degne di nota sono: Guglielmo Caffè, Telespazio Tv, RTC Telecalabria, Cal.Me, SIARC, AZ spa distributore del marchio Sidis per la Calabria). Di recente costruzione la centrale di turbogas della Edison situata all'entrata della città in prossimità del torrente Alli. Catanzaro è il principale mercato agricolo della regione, sede del COMALCA (Centro agroalimentare regionale) ed è anche un importante centro alimentare con numerosi oleifici, pastifici e distillerie.

Settore Industrie Servizi Amministrazione Altro
Numero di imprese 1.151 2.716 633 2.227
Addetti per settore 5.048 5.577 26.673 7.314
Percentuale sul totale 11,32% 12,50% 59,79% 16,39%

  Infrastrutture e trasporti

  Strade

Catanzaro non è direttamente servita dalla rete autostradale. L'autostrada più vicina (la A3) corre lungo la costa tirrenica nei pressi di Lamezia Terme, ed è raggiungibile percorrendo la strada statale 280, che ha funzione di raccordo autostradale con caratteristiche di superstrada. La realizzazione di questo collegamento ha comportato la realizzazione di imponenti opere d'arte, necessarie a causa della morfologia della città. Fra di esse spicca il noto Ponte Bisantis, che attraversa la valle della Fiumarella, costruito nel 1962 su progetto dell'ing. Riccardo Morandi.

Un'altra importante arteria che serve Catanzaro è la SS 106 Jonica, che attraversa il quartiere costiero di Lido.

In passato, fino alla realizzazione delle nuove strade a scorrimento veloce, Catanzaro era raggiungibile percorrendo le tortuose strade statali dell'entroterra, la 19 (per Cosenza e Battipaglia) e la 109 (per Petilia Policastro).

Sono in fase di realizzazione le varianti alle strade statali 106 e 280, che permetteranno di connettere le due importanti arterie e di servire il nuovo quartiere direzionale di Germaneto.

  Ferrovie

  I percorsi delle linee ferroviarie all'interno della città.

Catanzaro costituisce un nodo ferroviario di importanza regionale.
La città è servita dalla ferrovia Jonica e dalla trasversale Catanzaro - Lamezia che la collega alla ferrovia Tirrenica. Vi è anche una linea a scartamento ridotto, gestita dalle Ferrovie della Calabria, diretta a Cosenza.

La stazione principale della città, posta nel punto di incontro delle tre linee, è quella di Catanzaro Lido, posta nell'omonimo quartiere. Importante anche la stazione di Catanzaro Germaneto, situata nell'omonima zona di espansione nella valle del Corace, alcuni kilometri ad ovest della città.
Il centro cittadino è invece servito dalla linea per Cosenza delle Ferrovie della Calabria, particolarmente dalle stazioni Catanzaro Sala e Catanzaro Città. La tratta urbana di questa linea, comprendente ben 11 stazioni, costituisce un'importante infrastruttura per la mobilità cittadina; il servizio ferroviario (definito impropriamente "metropolitana"[28]) è integrato con la rete di autobus urbani.

  Porti

38°49′38″N 16°38′5″E / 38.82722°N 16.63472°E / 38.82722; 16.63472

  Porto di Catanzaro
  • Superficie totale = 76.000 m2
  • Superficie avamportuale = 9.800 m2
  • Superficie bacino interno = 67.000 m2
  • Superficie a terra = 48.000 m2

Si tratta di un porto turistico sito nel quartiere Lido, costituito da un molo foraneo e da un molo di sottoflutto leggermente distrutti dal mare. Ad uso soprattutto per i pescatori locali come porto rifugio, attualmente sono in fase di completamento i lavori di ristrutturazione con la creazione di una darsena di 280 ml di banchine d'accosto riservata soprattutto per i pescherecci con pontili d'attracco composti da elementi gallegianti della larghezza di 2,50 m e lunghezza 8,60 m e il potenziamento dei due moli principali che porterà la capacità a circa 400 ormeggi così suddivisi:

Classe Lunghezza in m Ormeggi
A 18,00 16
B 15,00 29
C 12,00 51
D 10,00 60
E 8,00 164
F 5,50 65

  Aeroporti

La città è servita da due aeroporti. Il principale è lo scalo internazionale di Lamezia Terme, posto a circa 30 km di distanza e raggiungibile tramite la statale "dei Due Mari"; l'altro è l'aeroporto di Sant'Anna situato nel comune di Isola di Capo Rizzuto, distante circa 50 km e raggiungibile tramite la statale Jonica.

  Mobilità urbana

Il sistema dei bus urbani, con fermata anche nei comuni di Gimigliano, San Floro, Caraffa di Catanzaro, Roccelletta di Borgia e Pentone comprende 49 linee ed è gestito dalla società AMC (Azienda per la mobilità di Catanzaro).

  Impianti a fune

  Stazione funicolare quartiere Sala

La funicolare di Catanzaro è il mezzo di trasporto più funzionale per chi deve raggiungere il centro provenendo dai quartieri a sud della città. Le stazioni sono tre: "Sala", "Piano Casa" e "Piazza Roma". Il tempo di percorrenza è di circa 5 minuti. Il servizio è gestito dalle Ferrovie della Calabria. Principali caratteristiche dell'impianto:

  • Dislivello: 158,23 m;
  • Lunghezza della linea: 678,37 m;
  • Pendenza media: 28,14 %;
  • Capacità di ogni vettura: 70 persone;
  • Tempo minimo di corsa: 130 secondi;
  • Potenzialità massima per senso di marcia: 1575 persone ogni ora;
  • Velocità massima di esercizio: 7 m al secondo.

La funicolare è stata attivata nel 1998 ricostruendo parte della tratta a funicolare della cosiddetta "tranvia automotofunicolare", funzionante dal 1910 al 1954.

  Lavori in corso

  Valle Corace

Sono in pieno svolgimento i lavori di urbanizzazione della Valle del Corace, area limitrofa ai quartieri di Germaneto, Santa Maria e Lido. Il letto del torrente Corace sarà trasformato in un importante snodo stradale, ferroviario e metropolitano. È in fase di conclusione la variante alla SS 280, che percorrerà in lungo il letto del torrente congiungendosi alla nuova variante della SS 106 all'altezza del quartiere Santa Maria e terminando in prossimità della foce con l'uscita nel quartiere Lido.

  Pendolo e Metropolitana di Superficie

  Stazione metro San Giovanni

È stato approvato il progetto per la costruzione del "Pendolo"[29], una linea ferroviaria che collegherà l'attuale stazione delle Ferrovie della Calabria di Catanzaro Sala alla nuova stazione FS di Germaneto, ricongiungendosi alla esistente linea ferroviaria a scartamento ridotto tra Catanzaro Lido e Catanzaro Città. La costruzione della linea, a doppio binario e non elettrificata, andrà a creare un rapido collegamento tra il futuro centro direzionale e universitario di Germaneto con la città, oggi poco vantaggioso e poco servito per via stradale. Nell'ambito della costruzione del Pendolo, è previsto anche un radicale cambiamento della linea da Catanzaro Sala a Catanzaro Lido, raddoppiando e modernizzando anche questo tratto. Molto probabilmente, come si evince dai prospetti pubblicati, la linea ricalcherà quella FS per Catanzaro Sala, in disuso dal 2008, o tramite terza rotaia o con la totale sostituzione dei binari a scartamento ordinario a favore di quelli a scartamento ridotto. La gestione è prevista da parte delle Ferrovie della Calabria e del comune di Catanzaro, il costo previsto è di 40 milioni di euro e l'inizio dei lavori si prevede per la primavera 2010.

Nell'ambito dei collegamenti ferroviari con la costiera jonica e con Lamezia Terme, attualmente gestiti da Trenitalia, le Ferrovie della Calabria hanno raggiunto un accordo con RFI per l'accesso alle linee statali, con l'intento di creare un efficiente sistema di relazioni locali, istitutendo un treno ogni ora da Sibari/Crotone, Lamezia Terme Centrale e Roccella Jonica/Reggio Calabria Centrale, in coincidenza a Catanzaro Lido. Le prove per l'abilitazione e la conoscenza della linea del personale FC sono già iniziate, e probabilmente ci saranno esperimenti a partire dal cambio di orario di dicembre 2009. È allo studio anche la possibilità di riattivare il tratto tra Catanzaro Lido e Catanzaro Sala, che rappresentava la vecchia linea per Lamezia Terme Centrale, attestando i treni provenienti da Soverato/Roccella Jonica/Reggio Calabria Centrale nella stazione di Sala, permettendo l'immediato interscambio con i sistemi di trasporto diretti al centro della città di Catanzaro (ferrovia, funicolare e ascensori).[30]

  Cerniera di Catanzaro

La cerniera di Catanzaro rappresenterà un sistema di infrastrutture che collegherà il centro storico con la stazione ferroviaria nel quartiere Sala. Infatti, per permettere di raggiungere il centro di Catanzaro in breve tempo, arrivando da Lido/Santa Maria, sarà possibile far tappa a Catanzaro Sala e, da lì, prendere la passerella meccanizzata, che collegherà le due stazioni (FS ed FC) con quella di valle della Funicolare che, si ricorda, conduce da Catanzaro Sala a Piazza Roma, in pienissimo centro storico. Al contempo, a breve distanza dalle due stazioni sorgeranno gli ascensori diretti alla zona "Bellavista", che come il nome stesso dice rappresenta un punto molto suggestivo della città, oltre che molto centrale. (Ad oggi, marzo 2012, nessuna opera è stata completata. Le infrastrutture incompiute giacciono in balia delle intemperie e dei vandali.)

  Amministrazione

  Sala del consiglio e gonfalone comunale

L'attuale Sindaco di Catanzaro è Sergio Abramo (Popolo della Libertà), in carica dal 10/05/2012.

  Sport

  Calcio

Calcio a 11

Le altre squadre di calcio della città sono:

  Biglietto d'ingresso per la finalissima di Coppa Italia del 1966

Calcio a 5

  • Enotria Calcio a 5
  • G.S.D. Atletico Catanzaro Stefano Gallo (nata dalla fusione tra l'Atletico Cz e la Stefano Gallo)
  • Tre Colli Futsal

Calcio Femminile

  • A.S.D. Woman Soccer Catanzaro, che disputa sia campionati di calcio a 11, sia campionati di calcio a 5. Nella stagione 2011/2012 ha militato in serie B di calcio a 11. Inoltre ha vinto la Coppa Italia calcio a cinque, ha disputato la finale Coppa Calabria, si è classificata seconda al torneo Regionale Calcio a cinque, ha vinto il Campionato Regionale di calcio a undici, ha partecipato alle final 16 come vincente e rappresentante della Calabria a Velletri Classificandosi terza.

  Beach soccer

  • Catanzaro Beach Soccer, milita nel campionato di serie A ed è una delle squadre più titolate in Italia, con tre scudetti e una supercoppa italiana. Inoltre si è qualificata al terzo posto nel Mondialito di beach soccer per club, svoltosi in Portogallo.
  • Panarea Catanzaro, milita nel campionato di serie A.

  Pallacanestro

  • Planet Basket Catanzaro, attualmente è la principale squadra di basket calabrese e milita nel campionato di B.
  • Virtus Catanzaro, attualmente milita nell campionato di c2

  Pallavolo

  • Stirparo Catanzaro, milita nel campionato di B2.
  • Nuova Tirrenia, milita nel campionato di serie C.
  • Aquila Cz, milita nel campionato di serie C.
  • Ludens Catanzaro, milita nel campionato di serie C.
  • Pallavolo Stella Azzurra, Formazione di Pallavolo Femminile fondata nel 2003 che milita nel Campionato Regionale di Serie D, IIª Divisione, Under 18, Under 16, Under 14, Under 13; Minivolley. Nella stagione 2010/2011 ha raggiunto il record di 140 tesserate.

  Football Americano

  • Highlanders Catanzaro, team fondato nel 2008, disputa il Campionato Arena, campionato a livello nazionale organizzato dalla FIDAF per squadre di Football Americano a 9 giocatori.

  Rugby

  • Catanzaro Rugby

  Pallamano

  • Handball Club Catanzaro, milita in serie C

  Ciclismo

Per sei volte Catanzaro è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1930, l'ultima nel 2008.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Catanzaro
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1930 Reggio Calabria 173 Bandiera dell'Italia Luigi Marchisio Bandiera dell'Italia Luigi Marchisio
1954 Reggio Calabria 172 Bandiera dell'Italia Nino Defilippis Bandiera dell'Italia Giuseppe Minardi
1965 Maratea 103 Bandiera del Belgio Frans Brands Bandiera dell'Italia Bruno Mealli
1972 Cosenza 151 Bandiera della Svezia Gösta Pettersson Bandiera del Belgio Eddy Merckx
1996 Crotone 179 Bandiera della Francia Pascal Hervé Bandiera della Francia Pascal Hervé
2008 Pizzo Calabro 183 Bandiera del Regno Unito Mark Cavendish Bandiera dell'Italia Franco Pellizotti

  Olimpiadi

Il 28 dicembre 2005 Catanzaro è stata tappa del viaggio della Fiaccola olimpica per le Giochi olimpici invernali di Torino 2006.

  Ippica

  • Dal 2009 si disputa il GP di Catanzaro[31], tappa del Gran Premio Internazionale di Ippica.

  Moto d'Acqua

  • Catanzaro è tappa del Campionato Italiano F.I.M. Endurance[32].
  • Catanzaro è tappa del Campionato Italiano FIM Circuito[33]

  Impianti sportivi

  Stadio Nicola Ceravolo
  • Stadio Nicola Ceravolo, costruito agli inizi del 1900 e inaugurato nel 1919, ha una capienza di 14.750 posti (attualmente ridotta a 7.500) ed è lo stadio più antico della regione;
  • PalaGallo (noto come "PalaCorvo") (Basket, calcio a 5, pallavolo, arti marziali, scherma) situato nel quartiere Lido, zona Corvo, ha una capienza di 3.500 posti
  • PalaGreco (Basket, calcio a 5, pallavolo, arti marziali) situato nel quartiere Stadio ha una capienza di 3.000 posti
  • PalaGiovino (Basket, calcio a 5, pallavolo, pallamano) situato nel quartiere Lido, zona Giovino, ha una capienza di 2.000 posti
  • PalaFermi (Basket, calcio a 5, pallamano) situato nel quartiere Lido ha una capienza di 1.000 posti circa
  • Stadio A.Curto (Calcio, Rugby) situato nel quartiere Lido ha una capienza di 1.000 posti
  • Poligiovino (Calcio, Calcio a 5, atletica leggera, nuoto, arti marziali, scherma) impianto sportivo polifunzionale comprendente una campo da calcio con una capienza di 2.500 posti, pista d'atletica, piscina con 750 posti e strutture per la pratica di varie specialità sportive.
  • Centro sportivo Sant'Elia (Calcio, atletica leggera, Rugby)
  • Campo scuola Pontegrande area attrezzata per le specialità d'atletica leggera
  • Piscina Comunale situata nel quartiere Pontepiccolo
  • Campi da Tennis Dopolavoro situati nel quartiere Lido
  • Pista campestre Pineta di Giovino area attrezzata per la corsa campestre.

  Galleria fotografica

Ulteriori immagini di Catanzaro nella galleria su Commons Nuvola apps digikam.png

  Note

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Dato Istat al 31/12/2011
  3. ^ Comuni calabresi per popolazione
  4. ^ a b Secondo
  5. ^ Secondo le statistiche del Ministero dell'Università e della Ricerca gli iscritti per l'anno accademico 2006-2007 sono stati 12.472, contro i 31.771 dell'Università di Arcavacata di Rende e i 10.309 dell'Università di Reggio Calabria.
  6. ^ Slogan del comune
  7. ^ Secondo
  8. ^ La Calabria: storia, geografia, arte (di Cesare Sinopoli, Salvatore Pagano, Alfonso Frangipane)
  9. ^ Hans-Helmut und Armin Wolf, Der Weg des Odysseus : Tunis, Malta, Italien in den Augen Homers,Tübingen : Wasmuth, c1968.
  10. ^ Ulisse sbarcò in Calabria. Archiviolastampa.it, 24 agosto 1988. URL consultato in data 8 agosto 2011.
  11. ^ Classificazione sismica 2010
  12. ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/621%20%5BCatanzaro%5D%20Catanzaro.Txt Tabella climatica
  13. ^ www.ansa.it/site/notizie/regioni/calabria/news/2008-05-30_130176619.html
  14. ^ Del 903 è un riferimento, riportato nel Codice Arabo-Siculo dell'Airaldi, alla conquista della città da parte dell'emiro Aba el Aabass.
  15. ^ Domenico Marincola Pistoia, Notizia storiche intorno a Catanzaro ed alla Calabria.
  16. ^ Anno 929 in Cronologia bizantina (610-1195). URL consultato in data 16-10-2009(archiviato dall'url originale)
  17. ^ (FR) Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve
  18. ^ ORBIS LATINUS - Letter C
  19. ^ Giuseppe Matarese "Catanzaro, nel suo nome il segreto della seta"
  20. ^ a b La Calabria: storia, geografia, arte. URL consultato in data 4-8-2010.
  21. ^ La giustizia militare nella grande guerra
  22. ^ Mario Canino; F.Cozzetto, Calabria difficile, Guida, Napoli, 1972, pp.50 sgg.
  23. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  24. ^ Ministero degli Affari Esteri - Rappresentanze Straniere
  25. ^ Sito ufficiale del Pontificio Seminario Teologico Calabro "S. Pio" di Catanzaro
  26. ^ Giangurgolo maschera di Calabria, Vittorio Sorrenti - Casa editrice Pubblisfera, 1993
  27. ^ Ricchezza dei Comuni
  28. ^ http://www.comunecatanzaro.it/?q=node/1859
  29. ^ Verifica di assoggettabilità ambientale per il Pendolo di Catanzaro (http://www.ferroviedellacalabria.it/comunicati.html)
  30. ^ Ferrovie della Calabria sui binari di RFI(http://www.ferrovie.it/ferrovie.vis/timdettvp.php?id=2582)
  31. ^ Salto Ostacoli - Filippo Moyersoen sigla il primo GP di Catanzaro
  32. ^ http://www.motodacqua.com/calendari/FIMendurance.html
  33. ^ http://www.motodacqua.com/calendari/Calendari.html

  Voci correlate

  Altri progetti

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