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| Cerisano comune |
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|---|---|---|---|---|---|
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![]() |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Salvatore Mancina (Lista civica Cerisano al centro) dal 17/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°17′0″N 16°11′0″E / 39.28333°N 16.18333°ECoordinate: 39°17′0″N 16°11′0″E / 39.28333°N 16.18333°E | ||||
| Altitudine | 650 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 15,19 km² | ||||
| Abitanti | 3 306[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 217,64 ab./km² | ||||
| Frazioni | Codicina, Cozzo del Monte, Manche, Pianetto, Valli,Zadiana, Pira. | ||||
| Comuni confinanti | Castrolibero, Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Marano Principato, Mendicino | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 87044 | ||||
| Prefisso | 0984 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 078037 | ||||
| Cod. catastale | C515 | ||||
| Targa | CS | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | cerisanesi | ||||
| Patrono | san Lorenzo | ||||
| Giorno festivo | 10 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
![]() Posizione del comune di Cerisano all'interno della provincia di Cosenza |
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| Sito istituzionale | |||||
Cerisano è un comune di 3.306 abitanti della provincia di Cosenza.
Indice |
Cerisano, come ogni paese, conserva la sua storia fatta da avvenimenti ed eventi che lo portano ad essere oltre un comune di valore storico e culturale, anche un paese ricco di un meraviglioso patrimonio ambientale. Posto ai piedi del monte cocuzzo domina la conca cosentina e dal 1984 Cerisano è stato dichiarato comune di interesse turistico e di grande prestigio. Interessante è il centro storico del paese e ancor più sono le escursioni in montagna con una distesa serie di altipiani con grandi boschi di faggio e castagno. A fine agosto e nei primi giorni di settembre vi si svolge il Festival delle Serre (arrivato alla XIX edizione) con varie sezioni dedicate al cinema, jazz, teatro, musica classica, arti visive ed incontri culturali. Il Centro storico di Cerisano si sviluppa ai piedi del PALAZZO SERSALE e della piazza antistante, che domina in posizione acropolica tutto il borgo, formato da rilassanti strade facilmente percorribili. Interessanti e ricche di pregevoli opere sono le numerose e antiche chiese che sorgono nel centro, tra le quali quelle di S. Ugolino santo e patrono di Cerisano, di S. Domenico, di S. Lorenzo Martire, del Carmine, di Santa Maria degli Angeli e convento dei Riformati (Oasi S. Antonio), della Madonna degli Schiucchi , quella di S. Giovanni Battista nella località Santojanni. Sono presenti anche monumenti di una certa rilevanza artistica e storica fra cui quelli di maggiore attrazione ed interesse sono Palazzo Sersale, Palazzo Zupi, Casino Greco, Monumenti ai Caduti, Villa Zupi.
Secondo alcune ipotesi la località, fondata dagli Enotri, sarebbe stata conosciuta già dai Greci con il nome di Citerium. Le prime testimonianze scritte risalgono al 1247 quando il paese risulta inserito nei registri della tassazione angioina insieme alla sua frazione Schiucchi. Nel periodo feudale Cerisano fu sotto la giurisdizione di vari signori, prima di Andrea Sersale e poi di Carluccio de Martino di Massa e di suo figlio Petrillo. Successivamente sotto il dominio di Luigi III d'Angiò ebbe un breve periodo di autonomia poi Cerisano fu prima proprietà dei De Matera e poi dei Sanseverino di Bisignano che trasformarono il paese in un avamposto militare. Nel 1489 Cerisano fu affidato al capitano regio Gaspare Firrao da Cosenza e poi a Bernardino de Marinis di Gragnano.
L'anno successivo Bernardino Sanseverino rientrò in possesso del centro. Nel 1519, con la morte di Bernardino, alla guida del paese successe il figlio Pierantonio che, dopo l'invasione francese, cercò, senza riuscirci, di difendere la città dall'attacco dell'esercito che marciava verso Cosenza. Cerisano venne quindi occupata per un breve periodo fino a quando l'esercito francese non venne sconfitto.
Nel 1528 il paese fu colpito da una carestia che uccise i dei due terzi della popolazione
Nella seconda metà del XVI secolo iniziò la decadenza dei Sanseverino che vendettero Cerisano a Don Pietro Gonzales de Mendoza che affidò la sua amministrazione alla moglie Eleonora Sanseverino, signora della contea di Rende.
Nel 1572 il possesso del feudo passò a Valerio Telesio, fratello del filosofo Bernardino Telesio. Questi nel 1567 venne accusato di eresia, reato punito con la pena di morte, ma grazie all'aiuto del cardinale Guglielmo Sirleto scampò alla condanna. Venne comunque ucciso il 10 agosto 1579 nella chiesa si San Giovanni a Castelfranco (oggi chiamato Castrolibero). Il feudo venne ereditato quindi dal figlio Roberto, che contrasse ingenti debiti e nel 1583 fu costretto a vendere il feudo a Orazio Sersale che sposò Clarice Telesio, sorella di Roberto. Alla morte di Orazio nel 1594 il feudo passò al figlio Annibale che, dopo una richiesta formale all'autorità regia, ottenne il 25 novembre 1613 il titolo di duca di Cerisano. Dopo la sua morte il feudo passò al figlio, anch'esso chiamato Annibale al quale seguirono poi i fratelli Giulio e Geronimo.
Geronimo Sersale venne nominato principe e duca di Cerisano nel 1657, sposò Porzia Sanseverino di Calvera che nel matrimonio ebbe due gemelli: Orazio e Diego. Per stabilire chi dei due dovesse ereditare il feudo si stabili che Orazio avrebbe ereditato i titoli con il consenso del fratello, quest'ultimo però avrebbe avuto diritto a ricevere la retta mensile.
Nel 1731 la situazione economica del paese, aggravatasi negli anni, fece si che la Regia Udienza della Calabria Citra dispose d'ufficio l'affitto dei beni feudali di casa Sersale. Nel 1758 Domenico, altro figlio di Geronimo, affidò la proprietà al notaio Lorenzo Zupo che continuò ad amministrare Cerisano anche dopo la morte del principe. Per tutta la fine del Settecento e gran parte dell'Ottocento Cerisano rimase sotto l'amministrazione della famiglia Zupo.[2]
Abitanti censiti 