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Chiesa cattolica

                   
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri usi dei termini "Chiesa cattolica", "cattolicesimo" o "cattolico", vedi Cattolicità, Chiesa cattolica (disambigua) e Cattolicesimo (disambigua).
  Papa Benedetto XVI, vescovo di Roma e capo della Chiesa cattolica. Il Papa indossa una mitria dorata che riporta l'immagine della pericope del Buon Pastore raffigurata nel Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna. Da notare il pallio, paramento liturgico della Chiesa cattolica[1].
  Basilica di San Pietro nello stato della Città del Vaticano. È la più grande basilica di Roma, per questa ragione, e per il fatto di essere quella più vicina ai Palazzi Vaticani, questa basilica ha ospitato i due concili Vaticani, nonché le esequie e le proclamazioni dei papi. Essa tuttavia non è la più importante basilica della cristianità cattolica, essendo riservato questo ruolo alla Basilica di San Giovanni in Laterano, sede del vescovo di Roma e quindi della "Cattedra papale".
  Basilica di San Giovanni in Laterano sede del vescovo di Roma e quindi della "Cattedra papale". È la più importante e antica basilica della cristianità cattolica.
  Avignone fu la sede del papato nel XIV secolo

La Chiesa cattolica (dal latino ecclesiastico catholicus, a sua volta dal greco antico: καθολικός, katholikòs, cioè "universale"[2]) è la Chiesa cristiana che riconosce il primato di autorità al vescovo di Roma, in quanto successore dell'apostolo Pietro sulla cattedra di Roma.

Il nome richiama l'universalità della Chiesa fondata da Gesù Cristo, costituita dal "popolo di Dio" a sua volta formato da "tutte le nazioni della terra"[3], la quale viene dichiarata sussistere nella Chiesa cattolica visibilmente organizzata, senza con ciò negare e anzi affermando la presenza di elementi di santificazione e di verità nelle altre Chiese cristiane separate da essa con le quali ritiene invece di dover perseguire un'azione ecumenica[4] e il riconoscimento dei valori spirituali presenti nelle altre religioni[5] essi stessi frutto dello Spirito Santo [6].

Tra le Chiese cristiane, secondo le statistiche, la Chiesa cattolica conta il maggior numero di fedeli a livello mondiale,[7] con un'alta percentuale in America Latina e in Europa.

I suoi fedeli vengono chiamati cattolici.

Indice

  Panoramica

  Immagine devozionale di Gesù Cristo, di cui la Chiesa si considera sposa

La Chiesa cattolica nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium, del Concilio Vaticano II dichiara di essere «l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo apostolico, cioè il Credo professiamo una, santa, cattolica e apostolica e che il Salvatore nostro, dopo la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro (cfr. Gv 21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida» e dichiara che «Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui».

La Chiesa cattolica stabilisce il proprio effettivo giorno di nascita già nel mattino di Pasqua[8], quando Cristo risorto si rese manifesto alle donne e agli apostoli. Da quando gli Apostoli ricevettero lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste essa realizza l'imperativo missionario di Gesù:

« Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. »   (Matteo 28,19-20)

La sua diffusione fu rapida e continua in numerose aree dell'Impero romano, anche se venne riconosciuta come lecita solo nel IV secolo con l'editto di Milano di Costantino I. La sua capacità di conversione fu dovuta anche al fatto di voler manifestare la propria religione non come una credenza associata esclusivamente a un particolare popolo (quale era ad esempio quella ebraica), ma di presentarsi come ecclesia, comunità di credenti aperta a tutti, indipendentemente dall'appartenenza di ognuno. Espressione di una "religione universale", il suo insegnamento, tramite cui si fece interprete della legge morale naturale, fu ed è indirizzato, oltre le divisioni di classe, di razza, di genere[9] e di nazione, a tutti gli uomini[10].

La Chiesa cattolica esiste in forma attuale nella Chiesa retta dal vescovo di Roma, il papa, e da tutti i vescovi in comunione con lui; insegna che «il popolo di Dio restando uno e unico si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli» e per questo la «Chiesa cattolica [...] tende a ricapitolare tutta l'umanità [...] in Cristo capo nell'unità del suo Spirito.»[11]

Il Catechismo della Chiesa cattolica, l'Annuario pontificio, il Codice di diritto canonico e il Codice dei canoni delle Chiese orientali raccolgono gli insegnamenti e le modalità di organizzazione della Chiesa cattolica.

  Dottrina

  Il crocifisso, l'immagine di Gesù sofferente sulla croce, si è diffusa nella chiesa cattolica latina soprattutto dopo l'anno mille
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Dottrina della Chiesa cattolica, Trinità (cristianesimo) e Redenzione (religione).

La Chiesa cattolica afferma l'esistenza di un unico Dio in tre persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo, creatore dell'universo e datore della vita e di bene. L'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, è dotato di libero arbitrio, in grado cioè di scegliere fra il bene e il male. Dio ha progressivamente rivelato sé stesso e ha stabilito un'alleanza dapprima con il popolo d'Israele e poi attraverso Israele a tutte le genti portando l'alleanza a pieno compimento in Gesù Cristo il Messia, Figlio di Dio della stessa natura del Padre; Egli ha compiuto l'Antica Legge, e ha portato la nuova Salvezza a tutti popoli, con una nuova alleanza.

  La Bibbia, che unita alla "Tradizione apostolica" è la fonte della "Rivelazione": immagine della Bibbia di Gutenberg, la prima bibbia stampata (basata sul testo della Vulgata, la bibbia tradotta in latino da san Gerolamo nel V secolo).

L'opera di Gesù Cristo prosegue nella Chiesa cattolica, guidata dallo Spirito Santo e istituita da Dio per la salvezza di tutte le genti.

La missione della Chiesa si esercita con gli insegnamenti, la preghiera, la liturgia e l'amministrazione dei sacramenti attraverso cui Dio offre in dono la grazia. Sono considerate fonti della rivelazione la Bibbia e la tradizione. Per lo sviluppo e l'esposizione della dottrina, vengono considerati autorevoli i canoni di 21 concili ecumenici, di cui i primi sette in comune con le Chiese orientali, e gli scritti dei Padri della Chiesa e il magistero ordinario, con cui il papa insegna in qualità di successore di Pietro.

Una moderna sintesi di tutta la dottrina cattolica può essere trovata nel Catechismo della Chiesa Cattolica, la cui ultima versione è stata redatta nel 1992 sotto papa Giovanni Paolo II da una commissione con a capo il cardinale Joseph Ratzinger, dal 2005 papa Benedetto XVI. Nel 2005 è stato pubblicato il Compendio del Catechismo, con la formula a domande e risposte per una più agile comprensione. La fede cattolica è condensata nel simbolo apostolico che riassume le principali verità del credo.

  Storia della Chiesa

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia del cristianesimo.

Se si pone attenzione soprattutto agli svolgimenti delle istituzioni civili in Europa, e alle relazioni della Chiesa con esse, allora si distinguono convenzionalmente 4 fasi della storia della Chiesa:

  • storia della Chiesa in epoca antica: dalla nascita con Gesù Cristo, fino al sorgere del Sacro Romano Impero con Carlo Magno (I-VIII secolo);
  • storia della Chiesa in epoca medievale (dall'VIII al XV secolo): da Carlo Magno fino alla nascita delle monarchie nazionali nel XIV-XV secolo (soprattutto Francia e Spagna);
  • storia della Chiesa in epoca moderna (secoli XV-XVIII): è l'epoca dei grandi concili del XV e XVI secolo, della rottura dell'unità religiosa dell'Europa occidentale, con la nascita del movimento luterano; il periodo termina con la Rivoluzione francese;
  • storia della Chiesa in epoca contemporanea: dalla Rivoluzione francese ai nostri giorni.

  Organizzazione ecclesiastica

  Suddivisioni territoriali

La Chiesa cattolica è composta da tutti i suoi battezzati, e da un punto di vista territoriale è suddivisa in sedi o chiese particolari, chiamate diocesi nella Chiesa latina ed eparchie nelle Chiese orientali. Alla fine del 2004 il numero delle sedi era 2.755 (Annuario Pontificio del 2005). Le diocesi sono affidate ad un vescovo (eparca per le eparchie), che è considerato successore degli apostoli. A capo del collegio dei vescovi sta il vescovo di Roma, il papa, che è considerato il successore dell'apostolo Pietro.

Il territorio delle diocesi è suddiviso in parrocchie, rette da un parroco o da un amministratore parrocchiale. Con il concilio di Trento (XVI secolo) venne data grande importanza anche alle parrocchie rurali, mentre più anticamente erano state le pievi, raggruppamenti di paesi intorno al centro più grande della zona, a segnare la divisione delle diocesi.

  Chiese e riti cattolici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Chiesa particolare, diocesi e Chiesa sui iuris.
  Patriarchi maroniti a Roma, 1906

La Chiesa cattolica è costituita dalla comunione di diverse Chiese sui iuris:

Diversamente dalle "famiglie" o "federazioni" di Chiese formate dal riconoscimento mutuo di corpi ecclesiali distinti, la Chiesa cattolica si considera un'unica chiesa incarnata in una pluralità di chiese locali o particolari, in quanto «realtà ontologicamente e temporalmente preesistente ad ogni chiesa individuale particolare».[12]

La Chiesa cattolica riconosce grande importanza alle chiese particolari, la cui importanza teologica è stata evidenziata dal Concilio Vaticano II; il termine Chiesa particolare ha due usi distinti:

  • può riferirsi ad una diocesi, che nel Decreto sulla pastorale dei vescovi Christus Dominus viene descritta come: «una porzione del popolo di Dio affidata alle cure pastorali del vescovo, coadiuvato dal suo presbiterio, in modo che, aderendo al suo pastore, e da questi radunata nello Spirito Santo per mezzo del Vangelo e della eucaristia, costituisca una Chiesa particolare nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica»;[13]
  • oppure ad una chiesa sui iuris che si differenzia per una maggiore autonomia come riconosciuto dal concilio Vaticano II nel decreto sulle chiese cattoliche orientali Orientalium Ecclesiarum[14] che riconosce le chiese o riti particolari.

  L'Ordine sacro

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ordine sacro e Ordini minori.
  Preti cattolici a Roma

La struttura ecclesiastica cattolica è organizzata secondo tre gradi del sacramento dell'ordine sacro. In ordine decrescente di pienezza essi sono:

  • Vescovo, che rappresenta la successione degli apostoli;
  • Presbitero (o prete, o sacerdote), collabora con il vescovo come suo sostituto;
  • Diacono, collabora con il vescovo e con i presbiteri nella modalità del servizio.

Questi ordini (insieme, in passato, agli ordini minori) costituiscono nel complesso il clero.

A coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'ordine possono poi essere conferiti altri titoli e cariche che non hanno valore sacramentale, ma onorifico o inerente all'ufficio come, ad esempio: cardinale, arcivescovo, monsignore. Lo stesso si può dire del papa che, è dal punto di vista sacramentale, un vescovo.

Ai tre gradi dell'ordine sacro corrispondono diversi munera ossia poteri quanto alla celebrazione, alla potestà di governo ed all'annuncio del Vangelo.

Il diacono svolge eminentemente funzioni di servizio nel ministero dell'altare, della parola e della carità. Può celebrare il sacramento del battesimo e del matrimonio nonché i sacramentali quali la benedizione o il rito delle esequie.

Il presbitero coopera al ministero del vescovo e ne assume alcune potestà quali la celebrazione dei sacramenti (esclusi l'ordine e la confermazione), dei sacramentali, la presidenza delle celebrazioni liturgiche, l'annuncio della parola e la potestà di governo secondo le indicazioni date dal vescovo. Tra queste la più comune è la responsabilità di una parrocchia.

Il vescovo, infine, ha la pienezza dell'ordine sacro. Amministra in prima persona tutti i sacramenti e sacramentali o può delegare altri vescovi o presbiteri, come nel caso della cresima o dell'esorcismo.

  Il papa

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Papa, Primato di Pietro e Primato papale.
  San Pietro, considerato il primo papa dalla Chiesa Cattolica, in un ritratto di Rubens

La Chiesa cattolica afferma che Gesù conferì all'apostolo Pietro l'autorità ultima su tutta la comunità dei suoi discepoli: secondo l'interpretazione cattolica Cristo conferì a Pietro nei pressi di Cesarea di Filippo il primato sugli altri apostoli e su tutta la Chiesa (Matteo 16,13-20) e lo riconfermò dopo la resurrezione nell'apparizione presso il lago di Tiberiade (Giovanni 21,15-19).

Il contesto del primo episodio è quello della domanda di Gesù ai discepoli riguardo alla sua identità. Alla risposta di Pietro «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», Gesù replica: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Nel secondo episodio invece Gesù chiede per tre volte a Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami?», e ogni volta alla sua risposta affermativa replica: «Pasci le mie pecorelle.»

Tali passi sono interpretati dalla Chiesa cattolica nel senso forte di un primato di insegnamento e giurisdizione su tutta la Chiesa, e sono anche interpretati a fondamento della dottrina del primato papale. Essendo stato Pietro il primo vescovo della Chiesa di Roma, il suo primato si trasmette al suo successore nella stessa sede, quindi al vescovo di Roma.

Il ruolo del papa è andato crescendo nel II millennio, fino a raggiungere il suo apice nel XIX secolo con la dichiarazione sull'infallibilità papale del Concilio Vaticano I.

Secondo tale dichiarazione il papa può esercitare il diritto di dare insegnamenti riguardo alla fede ed alla morale, da ritenere parte del deposito della fede, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani», e quando «definisce una dottrina circa la fede e i costumi».

A partire dalla definizione dell'infallibilità del 1870, quest'ultima è stata esercitata formalmente una sola volta dai pontefici, e questo con la promulgazione del dogma dell'Assunzione di Maria da parte di papa Pio XII nel 1950. Tutti gli altri insegnamenti impartiti dai Papi negli ultimi 150 anni non sono stati formalmente definiti "dogmi".

L'infallibilità papale ha portato alla formale accusa di eresia da parte della Chiesa cristiana ortodossa che, nel 1848, e nella figura dei Patriarchi di Costantinopoli, Alessandria e Gerusalemme, unitamente ai loro Sinodi, inviò un'enciclica a papa Pio IX dove condannava tale dottrina come "eresia"[15] e coloro che la sostenevano come "eretici", sulla base della convinzione che il vescovo di Roma e la sua Chiesa avessero abbandonato la conciliarità in favore della monarchia e del monopolio dei doni dello Spirito Santo[16].

La procedura per l'elezione del papa e la nomina dei vescovi ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli: dai tempi moderni (Viterbo, 1271), il papa viene eletto in conclave dai cardinali, i Principi della Chiesa; a lui compete invece di nominare direttamente i membri del clero di gerarchia più elevata di rito latino, a partire dai vescovi (normalmente dopo consultazione con gli altri prelati). Nelle Chiese cattoliche orientali i vescovi vengono nominati dai rispettivi patriarchi, secondo gli usi locali.

Il papa è assistito nei suoi compiti dai cardinali. Tutti i membri della gerarchia ecclesiastica rispondono a lui ed alla Curia Romana nel suo insieme. Ogni papa continua il suo servizio fino alla morte (ciò valeva anche per gli altri vescovi fino al pontificato di Paolo VI[17]) o rinuncia (che è avvenuta una sola volta, con Celestino V, in tutta la storia del papato).

Il papa risiede attualmente nella Città del Vaticano, un piccolo stato indipendente situato nel centro di Roma, del quale egli è monarca assoluto, e riconosciuto dalla maggioranza della diplomazia internazionale come ambito di sovranità della Santa Sede.

  Istituti di Vita consacrata

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Istituti di Vita consacrata.
  Frate francescano
  Suora in clausura

Nel corso dei secoli si sono sviluppate esperienze comunitarie al di fuori della diocesi, chiamati ordini religiosi, soprattutto configurate in monachesimo, ordini mendicanti fino alla nascita della prima congregazione religiosa che diventeranno via via le nuove realtà comunitarie della chiesa.

I primi, a cui si può dare la nascita in occidente con la Regola benedettina, si svilupparono in un momento di crisi (VIII - XII secolo) come tentativo di instaurare un particolare e più intimo legame con Dio. I secondi, nati durante la riforma del XII secolo si caratterizzano nelle loro diversità per la ricerca di attualizzare il messaggio cristiano nella società: tra questi i carmelitani, i francescani e i domenicani. Non sono mancate, dal XIX secolo, le Congregazioni religiose maggiormente attente ai bisogni dei giovani, degli anziani e di altre categorie sociali svantaggiate. Tra esse spiccano le comunità missionarie, con lo scopo precipuo di diffondere la fede cattolica in tutto il mondo.

Dal IV secolo in poi si ha la nascita dei vari ordini religiosi così divisi:

Mentre per arrivare ad una congregazione religiosa si deve aspettare il XVII secolo, tra le più diffuse:

Le due realtà degli ordini e delle congregazioni religiose si differenziano per l'emissione dei voti: per i primi essa avviene in forma solenne, per i secondi in forma semplice; formalmente non ci sono differenze rilevanti.

  Movimenti, associazioni e prelature

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Associazioni e movimenti cattolici.

Nel XX secolo ha preso avvio il fenomeno dei movimenti ecclesiali: questi sono associazioni di fedeli ispirate da un carisma particolare e che si organizzano autonomamente dalla normale gerarchia (vescovi e parroci). La differenza fra i movimenti e le associazioni è che queste ultime non sono organizzate autonomamente dalla gerarchia (come invece avviene per i movimenti), ma collaborano con essa in modo integrato e coordinato, partecipando attivamente in pressoché tutti i momenti della vita parrocchiale e diocesana. Gli aderenti ai movimenti, al contrario, hanno un calendario spesso molto fitto di eventi caratteristici del proprio movimento e celebrano fra di loro la messa domenicale, con l'effetto quindi di limitare o azzerare i contatti con la vita parrocchiale e di consentire una partecipazione quasi sempre marginale ai momenti diocesani.

  Liturgia

  Liturgia del Venerdì Santo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Sacramenti e Liturgia delle ore.

La liturgia è il culto pubblico della Chiesa. Essa consiste nei sacramenti e nella preghiera pubblica, secondo le feste dell'anno liturgico. Le forme sono molto variate nel corso dei secoli e, fino agli anni sessanta del XX secolo, nelle Chiese cattoliche di rito romano e ambrosiano essa era celebrata in latino, ragione per cui la Chiesa cattolica occidentale era anche detta Chiesa latina. Esistono tuttora altri riti latini, conservati in alcune zone:

Le liturgia varia in base ai riti e alle famiglie liturgiche: il più diffuso, specialmente in occidente, è il rito latino che è anche il più seguito in Italia.

La Chiesa cattolica celebra l'eucaristia o messa in modo particolare la domenica e gli altri giorni festivi come celebrazione solenne e festosa della "resurrezione di Cristo", considerata conseguenza diretta del suo sacrificio sul Calvario. Messe feriali sono celebrate tutti i giorni a parte il Venerdì Santo e il Sabato Santo (giorni aliturgici).

Altro pilastro della preghiera liturgica è la Liturgia delle ore (o ufficio divino), che consiste nella "consacrazione" di ore canoniche nel corso del giorno e della notte. Le principali ore sono Lodi e Vespri, rispettivamente preghiera del mattino e della sera. Le preghiere consistono principalmente in salmi. Possono essere aggiunti da uno a tre periodi di preghiera intermedi (Terza, Sesta e Nona) e un'altra preghiera dopo il tramonto (Compieta), ed un altro periodo variabile dedicato principalmente a letture dalla Bibbia o a padri della Chiesa. Come per la messa, la liturgia delle ore ha ispirato importanti composizioni musicali dal canto gregoriano alla polifonia, fino alle complesse orchestrazioni dell'età barocca.

  Culto mariano

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Mariologia.
  La Madonna, che è vista spesso come immagine stessa della Chiesa che in sé custodisce Gesù

La Chiesa cattolica è stata anche il primo e più vasto centro di culto verso Maria, la Madre di Gesù. Il culto di Maria è presente nella liturgia della Chiesa fin dalle origini, sia come oggetto di venerazione in se stesso, sia come elemento potentissimo di intercessione presso Gesù Cristo. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione.[18]

Dal punto di vista storico, la sua opera di mediazione tra Dio e l'umanità si spiega con l'investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne "donata" agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l'ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l'unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come "Madre di Dio" (Theotókos).

Nell' Esortazione Marialis Cultus di papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l'unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell'Esortazione sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del Santo Rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul Rosario è tornato Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo, Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell'Eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messale comprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine.

  La denominazione Chiesa cattolica romana

Per comprendere la denominazione "Chiesa cattolica", occorre dapprima chiarire cosa si intenda per "cattolico".

  Il termine cattolico

Tre sono i significati principali del termine "cattolico": etimologico, confessionale, teologico.

  • Etimologicamente, il termine "cattolico" viene dal greco καθολικός, che significa propriamente "completo", "tutto insieme". Questo è il significato primo del termine, così come viene esplicitato nel Credo niceno: "Credo la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica...". Con ciò, tutti i cristiani credono che la chiesa sia "universale", ossia chiamata dal suo Fondatore alla diffusione universale del messaggio,
  • Con le separazioni in seno alla Chiesa cristiana originaria, separazioni avvenute già nei primi secoli, ma poi inaspritesi con la separazione dall'Oriente cristiano (1054) e con la Riforma protestante del XVI secolo, il termine "cattolico" ha assunto un significato "confessionale", ad indicare quella parte della Chiesa cristiana, fedele al Vescovo e Papa di Roma, e che riconosce in lui l'autorità suprema della Chiesa.
  • Ciò non toglie che molte confessioni cristiane utilizzano il termine "cattolico" in riferimento a sé stesse in rapporto alla Chiesa universale, dando tuttavia al termine significati teologici differenti.

Il termine compare per la prima volta con Ignazio di Antiochia (I sec.) che si rivolge alla comunità di Smirne: «Là dove c'è Gesù Cristo ivi è la Chiesa cattolica» (Ad Smyrnaeos, 8).

  Storia del nome Chiesa cattolica

Anticamente per Chiesa cattolica si intendevano tutti i cristiani la cui dottrina era considerata ortodossa; Agostino d'Ippona scrisse nel 397 riguardo ad alcune Chiese che considerava eretiche[19]:

« [...] lo stesso nome di Cattolica, che, non senza un motivo, solo questa Chiesa ha ottenuto in mezzo a numerosissime eresie, per cui, benché tutti gli eretici vogliano dirsi cattolici, tuttavia se uno domanda a qualche straniero dove si riunisca la Cattolica, nessuno degli eretici ha l'ardire di mostrare la sua basilica o la sua casa. »
(Agostino d'Ippona, Contro la lettera di Mani, verso 4 )

Fino all'anno Mille, prima dello scisma d'Oriente (1054), con il termine Chiesa cattolica si identificava l'intera Chiesa orientale e occidentale, e prima della Riforma protestante il termine "cattolico" non aveva assunto anche il significato confessionale che ha avuto dal concilio di Trento, che può essere considerato l'evento che ha formato la fisionomia moderna della Chiesa, anche in rapporto alle altre confessioni cristiane.

Oggi, in verità, tutte le Chiese cristiane si professano parte dell'una, santa, cattolica ed apostolica chiesa dichiarata nel simbolo niceno-costantinopolitano[senza fonte], non intendendo con questo la chiesa cattolica come confessione. In conseguenza del significato odierno del termine cattolico alcune chiese protestanti preferiscono la dizione Chiesa universale ed aggiungono l'attributo romana alla dizione della Chiesa cattolica.

  Uso della denominazione Romana

La Chiesa cattolica venne reputata romana riguardo alla dimensione unitaria e direttiva della Chiesa di Roma per tutte le chiese particolari che compongono la Chiesa cattolica genericamente intesa. Fu cioè denominata "romana cattolica" essendo concepita come fondazione di una dimensione ecclesiale in cui essa si svelava madre e maestra delle chiese particolari.

Secondariamente poi il nome di Chiesa cattolica romana appare nel linguaggio ecclesiale definito e stabilito della chiesa romana medesima anche per identificare la chiesa cattolica nel suo rapportarsi alle chiese separate. Così il termine di Chiesa cattolica romana si diffonde ulteriormente dopo delle divisioni causate dagli scismi irrisolti nella compagine della grande Chiesa del millennio precedente, anche per ribadire un senso e una direzione dell'unità da ritrovare.

  Cupola della Basilica di San Pietro, uno dei simboli della Chiesa di Roma

Recentemente si è pure diffuso l'anglicismo Chiesa cattolica romana, derivato dall'inglese Roman Catholic Church. Questa denominazione aveva originariamente un significato polemico ed era intesa come un ossimoro dichiarante la limitazione geografica alla pretesa di universalità della Chiesa cattolica, oltre che essere analoga alla denominazione geografica di alcune chiese di stato protestanti. In realtà il termine vi risulta sottostimato, poiché la Chiesa cattolica romana è formata dalla Chiesa di Roma insieme a tutte le chiese particolari, orientali e occidentali.

L'Oxford English Dictionary, autorità in fatto di lingua inglese, dava la seguente spiegazione della locuzione «Roman Catholic» nel suo contesto culturale protestante, nella sua versione dell'inizio del XX secolo [20]:

« L'uso di questo termine composto in luogo di Romano, Romanista o Romista, che hanno acquisito un significato spregiativo, sembra essere comparsa nei primi anni del XVII secolo. Per ragioni diplomatiche è stato usato nei negoziati con Spanish Match (1618-1624) ed appare in documenti formali legati a questo stampati da Rushworth (I, 85-89). Dopo quella data fu adottato generalmente come un termine non controverso ed è stato riconosciuto legalmente anche in designazioni ufficiali, sebbene nell'uso ordinario il singolo termine "Cattolico" sia utilizzato molto di frequente. »
(New Oxford Dict., VIII, 766)

L'uso della re-interpretazione anglicana del termine "cattolici romani" ha in realtà un'origine più antica; uno scrittore di simpatie puritane, Percival Wiburn, usò il termine «Roman Catholic» ripetutamente nel suo articolo Checke or Reproofe of M. Howlet (in risposta ad un gesuita che aveva scritto sotto lo pseudonimo di Howlet); scrisse ad esempio «voi cattolici romani che chiedete tolleranza» (p. 140), «parlous dilemma or streicht in cui voi cattolici romani siete stati portati» (p. 44).

Robert Crowley, anglicano, nel suo libro A Deliberat Answere, pubblicato nel 1588, pur adottando in preferenza termini quali «cattolici romisti» o «cattolici papisti», scrisse anche al riguardo: «who wander with the Romane Catholiques in the uncertayne hypathes of Popish devises» (p. 86).

Altri scritti simili risalenti al periodo poco successivo alla riforma protestante mostrano come termini quali «romano» fossero usati indifferentemente insieme a «papista» da parte di protestanti che rifiutavano l'uso del termine «cattolico» per definire i soli cristiani che riconoscevano l'autorità del papa.

Alcune Chiese cristiane utilizzano comunque il nome Chiesa cattolica anche in discorsi formali e in documenti da esse sottoscritti, ad esempio i documenti scritti in comune dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione Mondiale delle Chiese Luterane[21] e nelle "Comuni dichiarazioni cristologiche tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa assira orientale"[22]

  Altre Chiese cattoliche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa cattolica (disambigua).

Molte altre chiese cristiane si definiscono «Chiesa cattolica» o una sua parte, tra queste la Chiesa ortodossa d'oriente, la Chiesa ortodossa d'occidente, le Chiese luterane e anglicane, la Chiesa cattolica tradizionalista e altre chiese cristiane.

Fra queste vi è la Chiesa vetero-cattolica che, pur riconoscendo il primato del papa, come successore di Pietro, non ne riconosce l'infallibilità e non è dunque in piena comunione con Roma. Le Chiese vetero-cattoliche si separarono infatti da Roma a seguito del concilio Vaticano I.

  Altre definizioni

Per indicare l'uno o l'altro aspetto della propria dottrina, la Chiesa cattolica dà di sé stessa anche altre definizioni, non esaustive, come ad esempio gli appellativi Corpo mistico di Cristo, Popolo di Dio, Sacramento universale di salvezza (cf. Catechismo della Chiesa cattolica, 748-810).

  Diffusione nel mondo

  Percentuale di battezzati cattolici sugli abitanti di ogni stato[23]

  Numero di appartenenti

Si stima che appartengano alla Chiesa cattolica oltre un miliardo di persone, rappresentanti circa la metà dei 2,1 miliardi di cristiani nel mondo e il 17,3% della popolazione mondiale[24].

L'Annuario pontificio del 2012, basato sui dati forniti dalle diocesi cattoliche l'anno 2010, indica la cifra di 1,196 miliardi di fedeli battezzati,[25] senza includere i cattolici in Cina ed in alcuni altri paesi in cui sussistono ostacoli a contatti regolari con Roma. Secondo la legge canonica sono considerati membri tutti coloro che sono stati battezzati o ricevuti all'interno della Chiesa cattolica avendo fatto una professione di fede, esclusi coloro che hanno formalmente rinunciato ad essere membri[26][27]. Il numero dei battezzati non corrisponde necessariamente al numero dei fedeli praticanti.

  Tendenze

Secondo i dati della Santa Sede[28], il cattolicesimo è passato da poco più di 1098 milioni di battezzati nel gennaio 2005 a 1115 milioni nel dicembre 2006, con un limitato aumento in percentuale e lasciando pressoché invariata la percentuale dei cattolici nel mondo (17,20 %), a causa dell'aumento globale della popolazione mondiale. I dati relativi al 2009, pubblicati nell'Annuario Pontificio 2011, parlano di 1181 milioni di cattolici[29]; per il 2010 viene riportata la cifra di 1196 milioni[30].

Esaminando la situazione per singolo continente, secondo l'agenzia di stampa Zenit [31] se si considera l'America come unico continente il cattolicesimo è in leggero aumento, ma non in singole zone dell'America latina [32]. In Africa è in netto aumento, come in Asia. Diversa la situazione in Europa e Oceania dove c'è un leggero aumento nel numero dei cattolici, ma non nella loro percentuale che rimane invariata o addirittura in leggero calo. Dopo una flessione degli anni settanta-ottanta, la tendenza degli ultimi anni è di un discreto aumento numerico dei cattolici in America Latina, Africa e Asia, e di un leggero calo in Europa e Occidente; anche se sostanzialmente non muta gli equilibri precedenti e la percentuale dei cattolici nel mondo rimane praticamente invariata.

  Chiesa cattolica per continente

  Risorse economiche

Occorre distinguere tra lo Stato della Città del Vaticano e le singole Chiese locali, i cui vescovi sono normalmente organizzati nei sinodi delle Chiese Orientali, nelle Conferenze episcopali di rito latino e in simili organismi.

Lo Stato della Città del Vaticano è amministrato dalla Prefettura per gli Affari Economici, che si occupa della gestione finanziaria dello stato sovrano più piccolo al mondo. Le fonti di reddito principali sono:

  • L'Obolo di san Pietro, costituito dalle elemosine offerte al papa dai fedeli in tutto il mondo: nel 2002 il gettito è stato di 52,8 milioni di euro.
  • Gli incassi dei Musei Vaticani (circa 4 milioni di visitatori all'anno).
  • I profitti realizzati dall'Istituto per le Opere di Religione (IOR), istituto bancario incaricato di investire il patrimonio della Santa Sede.

Le Conferenze episcopali nazionali gestiscono autonomamente il bilancio della Chiesa nei vari Paesi, raccogliendo le offerte dei fedeli e, in alcuni Paesi, godendo di finanziamenti dallo Stato. In Italia, in base al Concordato del 1984, ogni cittadino può scegliere di versare l'8 per mille dell'IRPEF alla Conferenza Episcopale Italiana (936,5 milioni di Euro nel 2004) o ad altre confessioni religiose che hanno concluso con lo Stato Intese che prevedano questa forma di finanziamento.[33][34].

Il contributo dell'8 per mille non serve a finanziare lo Stato Vaticano, ma viene impiegato per il sostentamento del clero e per spese di culto e caritative della Conferenza Episcopale Italiana, sebbene non si disponga di alcun bilancio dettagliato a tal riguardo ma solo di un rendiconto.[35] Inoltre sono attualmente previste dalle normative fiscali agevolazioni (come l'esenzione ICI, l'abbattimento del 50% dell'IRES, agevolazioni IRAP) per le istituzioni religiose, ospedaliere, educative, tra cui anche quelle dipendenti dalla Chiesa cattolica. Inoltre vi sono particolari situazioni di beneficio dovute all'extraterritorialità di alcuni beni del Vaticano. Molti tra i ricavi della Santa Sede vengono elargiti alle popolazioni cattoliche bisognose di aiuto attraverso il Pontificio Consiglio "Cor Unum".

  Relazioni con i cristiani di altre Chiese

Dei 21 concili ecumenici riconosciuti dalla Chiesa cattolica i primi sette sono accettati dalle Chiese ortodosse di tradizione bizantina, la famiglia delle Chiese ortodosse "pre-Calcedoniane" riconosce i primi tre e i cristiani di tradizione nestoriana solo i primi due.

  L'incontro tra il patriarca ortodosso Atenagora I e papa Paolo VI nel 1964 segnò un riavvicinamento tra il cristianesimo ortodosso d'oriente e il cristianesimo cattolico d'occidente.

Il dialogo ha mostrato che benché la separazione sia avvenuta molti secoli fa, le differenze nella dottrina concernono più spesso formule e riti che elementi sostanziali.

Emblematica è la Dichiarazione Cristologica Comune tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Assira Orientale[36] sottoscritta da «Sua Santità papa Giovanni Paolo II, vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, e Mar Dinkha IV, patriarca della Chiesa Assira Orientale» l'11 novembre 1994.

La differenza tra le due Chiese ruota intorno a questioni antiche quali la disputa sulla legittimità dell'espressione «Madre di Dio» o di «Madre di Cristo» riguardo a Maria che emerse nel concilio di Efeso nel 431. Mentre la tradizione della Chiesa cattolica utilizza entrambe le espressioni, la Chiesa assira si riferisce a Maria come «Madre di Cristo nostro Dio e Salvatore». La dichiarazione enuncia che entrambe le chiese riconoscono la natura sia umana che divina di Gesù e che «Entrambi riconosciamo la legittimità e correttezza di queste espressioni della stessa fede e rispettiamo le preferenze di ciascuna Chiesa nella sua vita liturgica».

Le controversie maggiori riguardano il riconoscimento del primato papale e il timore che l'unione ecclesiale si risolva in un assorbimento delle chiese di minore dimensione da parte della numericamente maggiore componente latina della Chiesa cattolica e l'accantonamento o l'abbandono di antiche e ricche eredità teologiche, liturgiche e culturali. Inoltre, le controversie vertono sul culto e sull'adorazione del pane consacrato, sul culto dei santi e della Madonna.

  Martin Lutero, il teologo tedesco che diede inizio allo scisma protestante

Sussistono differenze molto maggiori con le dottrine delle Chiese riformate, che i cattolici ritengono avere rotto con la tradizione del passato mentre esse, per parte loro, ritengono Roma aver rotto con gli insegnamenti degli apostoli, per come si ricavano dal Nuovo Testamento. Tuttavia anche con queste Chiese il dialogo è iniziato almeno dal Concilio Vaticano II, mentre alcune differenze sono andate attenuandosi con la semplificazione del rito della Messa, la diffusione della Bibbia, la comune ricerca storica.

Dal 2009 la Chiesa cattolica, con la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus firmata da Benedetto XVI, ha invece aperto le porte ai fedeli della Chiesa Anglicana desiderosi di entrare in comunione con Roma, con la creazione di ordinariati personali che conservano il patrimonio liturgico e spirituale della Chiesa d'Inghilterra. Tale apertura è stata interpretata dai più come un tentativo di ricostituire l'unità con i tradizionalisti anglicani, fuoriusciti dalla Chiesa d'Inghilterra, in quanto dissenzienti sull'apertura del sacerdozio alle donne e su altre questioni controverse.[37]

  Critiche alla Chiesa cattolica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Critiche alla Chiesa cattolica.

Nel corso dei secoli alla Chiesa cattolica sono state mosse accuse di vario tipo, sia dal punto di vista religioso che politico. Le accuse che si susseguirono negli anni furono: nei primi secoli del cristianesimo, provenienti dagli ambienti popolari della religione tradizionale greco-romana, di infanticidio e incesto; nel Medioevo, provenienti da gruppi pauperistici, di avere abbandonato l'opzione di Gesù in favore dei poveri; con il protestantesimo di avere pervertito le pure dottrine dei tempi antichi e della Bibbia (centro dell'attività dei riformatori); con l'illuminismo e il positivismo di oscurantismo, cioè di voler ostacolare il trionfo della ragione prima e della scienza poi, esemplificato in istituzioni e episodi come l'inquisizione, il processo a Galileo Galilei e a Giordano Bruno. Il comunista russo Trotsky, citando il liberale inglese Lloyd George, definì la Chiesa romana come "la centrale elettrica del conservatorismo". La Chiesa cattolica è stata accusata, anche dai nazisti, di essere un'organizzazione omosessuale[38], soprattutto per quanto riguarda la vita monastica; mentre dalla seconda metà del XX secolo fra le accuse più comuni sono da ricordare quelle relative alla storia del rapporto con l'ebraismo, l'omofobia e il maschilismo nelle istituzioni cattoliche.

Recentemente la scoperta di atti di pedofilia perpetrati da alcuni ecclesiastici ha condotto allo scoppiare dello scandalo dei preti pedofili, che dagli Stati Uniti si è propagato anche in Italia.[39]

La Chiesa cattolica non ritiene assolutamente che da questi fatti si debba desumere che il divieto di matrimonio per i preti possa in alcun modo favorire vocazioni di uomini con problemi sessuali.

Papa Giovanni Paolo II ha riconosciuto pubblicamente che ci sono stati membri sia tra i fedeli laici che tra il clero (inclusi vescovi e papi) che si sono macchiati di colpe e ha invocato il perdono di Dio e degli uomini per i peccati «dei figli e delle figlie della Chiesa», sia riguardo alle azioni che alle omissioni. Alcune persone ed associazioni[vago] hanno affermato che nei casi di pedofilia il papa non abbia chiesto perdono direttamente alle stesse vittime[40]. Tuttavia, questo è in contraddizione con vari eventi; ad esempio, il 12 luglio 2008, in occasione del viaggio apostolico in Australia, a chi gli domandava se si sarebbe scusato, Benedetto XVI ha risposto[41]:

« faremo tutto il possibile per chiarire qual è l'insegnamento della Chiesa e per aiutare nell'educazione, nella preparazione al sacerdozio, nell'informazione e faremo tutto il possibile per guarire e riconciliare le vittime. Penso che questo sia il senso fondamentale del "chiedere scusa". Penso che sia meglio e più importante il contenuto della formula e penso che il contenuto debba spiegare in cosa il nostro comportamento è stato carente, che cosa dobbiamo fare in questo momento, in che modo prevenire e come guarire e riconciliare. »

Il successivo 20 luglio il papa celebrò la Messa con un gruppo di vittime, le cui tristi vicende ha poi ascoltato con attenzione.[42] Anche in occasione della Messa di conclusione dell'Anno Sacerdotale dell'11 giugno 2010 papa Benedetto XVI ha ribadito le sue scuse alle vittime[43]:

« Anche noi chiediamo insistentemente perdono a Dio ed alle persone coinvolte, mentre intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinché un tale abuso non possa succedere mai più »

Ma, sempre secondo Giovanni Paolo II, i peccati degli uomini di Chiesa non implicano che la Chiesa in sé ne sia colpevole[44].

Esistono infine ricorrenti critiche che riguardano i rapporti tra alcuni Stati e Chiesa romana: in particolare, ci sono filoni culturali, ideologici e politici che contestano l'influenza esercitata dalle gerarchie cattoliche sui governi di vari paesi nelle scelte di ordine etico - morale. Da queste la Chiesa cattolica è spesso ritenuta il principale ostacolo allo sviluppo scientifico in alcuni campi come le ricerche che richiedono cellule staminali embrionali e sperimentazioni su embrioni umani. Altre Chiese cristiane presenti in Italia (come quelle protestanti) hanno una visione diversa su questo punto, oltre che, soprattutto, sulla separazione tra Stato e religioni ("Laicità dello Stato").

  Note

  1. ^ In origine il pallio era il mantello indossato dai filosofi e nella arte paleocristiana con questo "mantello" venivano raffigurati Gesù e gli apostoli. Thomas F. Mathews (Cfr. Scontro di dei. Una reinterpretazione dell'arte paleocristiana. Milano, Jaca Book, 2005, pag.27.) evidenzia come l'intenzione iconografica fosse quella di assegnare al fondatore del Cristianesimo e ai suoi primi discepoli quella condizione di distacco dal mondo e di insegnamento di un "altro mondo" che nell'epoca romana tardo imperiale veniva comunemente attribuita ai filosofi.
  2. ^ Dalla locuzione kath'hólu ("nell'insieme", "nel totale") a sua volta formata dalla preposizione katá ("su", "in") e hólos ("tutto").
  3. ^ Cfr. Lumen gentium XIII.
  4. ^ Cfr. a titolo esemplificativo il documento Charta oecumenica siglato nel 2001 da tutte le Chiese cristiane europee.
  5. ^
    « La Chiesa cattolica non rifiuta niente di ciò che è vero e santo nelle religioni. Ella considera con un rispetto sincero questi modi di agire e di vivere, queste regole, queste dottrine che, benché siano diverse in molti dei punti che Ella osserva e propone, tuttavia apportano spesso un raggio di verità che illumina tutti gli uomini »
    Cfr. anche Paolo VI Ecclesiam suam 67.
  6. ^ Giovanni Paolo II Redemptoris missio 29:
    « Il rapporto della Chiesa con le altre religioni è dettato dal duplice rispetto: 'Rispetto per l'uomo nella sua ricerca di risposte alle domande più profonde della vita e rispetto per l'azione dello Spirito nell'uomo »
    In Dominus Jesus la Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda comunque il dovere primario della proclamazione del Vangelo come "pienezza della verità" (5) in quanto la «rivelazione sia su Dio sia sulla salvezza dell'uomo risplende a noi per mezzo di questa rivelazione nel Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione.»
  7. ^ Dati stimati al 2007. (EN) World in The World Factbook. CIA. URL consultato in data 29-06-2010.
  8. ^ J. Comby, Per leggere la storia della Chiesa, Edizioni Borla, Torino 1989
  9. ^ A tal proposito lo storico del Cristianesimo Giovanni Filoramo evidenzia come il ruolo religioso della donna emerga fin dal Medioevo quando
    « grazie all'imporsi del culto di Maria, si è giunti a riconoscere, ad esempio nel campo della mistica, il ruolo centrale delle donne. L'anacoreta Giuliana di Norwich parla di "maternità di Dio", sottolineando la dimensione divina della misericordia, e di Cristo come madre, che col sangue nutre i fedeli. Il suo pensiero è stato ripreso e approfondito dalla recente teologia femminista»
    (Giovanni Filoramo. Cristianesimo. Milano, Mondadori/Electa, 2007, pag.275)
  10. ^
    (EL)
    « οὐκ ἔνι Ἰουδαῖος οὐδὲ Ἕλλην, οὐκ ἔνι δοῦλος οὐδὲ ἐλεύθερος, οὐκ ἔνι ἄρσεν καὶ θῆλυ· πάντες γὰρ ὑμεῖς εἷς ἐστε ἐν Χριστῷ Ἰησοῦ »
    (IT)
    « Non c'è più giudeo né greco, non c'è piu schiavo né libero, non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù »
  11. ^ Lumen Gentium, 13
  12. ^ Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa vista come comunione del 28 maggio 1992 da parte della Congregazione per la dottrina della fede Su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione
  13. ^ Decreto Christus Dominus sull'ufficio pastorale dei vescovi
  14. ^ Decreto Orientalium Ecclesiarum sulle Chiese orientali cattoliche
  15. ^ L'enciclica di condanna della Chiesa ortodossa fu promulgata a seguito della missiva di papa Pio IX che, nello stesso anno, invitava queste Chiese a tornare in seno al "recinto del Signore" ovvero al "Santo Trono di Pietro". Cfr. Patrick Barnes. The Non-Orthodox - The Orthodox Teaching on the Cristhians Outside of the Church. Salisbury, Regina Orthodox Press, 1999, p. 18.
  16. ^ Cfr. Patrick Barnes. The Non-Orthodox - The Orthodox Teaching on the Cristhians Outside of the Church. Salisbury, Regina Orthodox Press, 1999, p. 18.
  17. ^ Con il motu proprio Ingravescentem Aetatem stabilì che all'età di 75 anni i vescovi devono presentare le proprie dimissioni
  18. ^ Il concilio Vaticano II riconosce a Maria un culto speciale detto "iperdulia", distinto dalla semplice venerazione o "dulia" solitamente tributata ai santi, evidenziando come esso confluisca nel culto a dio, ed abbia una particolare funzione di promozione nelle anime dell'adorazione e della glorificazione di Cristo:
    « Maria, perché Madre santissima di Dio, che prese parte ai misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, dopo il Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale.[...] Questo culto, quale sempre fu nella Chiesa, sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato così come al Padre e allo Spirito Santo, e singolarmente lo promuove. »
  19. ^ Contro la lettera di Mani detta del fondamento
  20. ^ Su "Roman Catholic", vedi Catholic Encyclopedia [1]
  21. ^ (ITENDEESPT) Last published documents of the Joint International Commission between representatives of the Catholic Church and the Lutheran World Federation
  22. ^ (EN) Common christological declaration between the Catholic Church and the Assyrian Church of the East
  23. ^ Fonte: dati riportati dall'annuario pontificio 2005 riferiti al 31 dicembre 2004 [2]
  24. ^ Vedi voce religioni maggioritarie e www.adherents.com
  25. ^ Cfr. PRESENTAZIONE DELL’ANNUARIO PONTIFICIO 2012, 10.03.2012.
  26. ^ Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica
  27. ^ "L’abbandono della Chiesa cattolica perché possa essere validamente configurato come un vero actus formalis defectionis ab Ecclesia, anche agli effetti delle eccezioni previste nei predetti canoni, deve concretizzarsi nella a) decisione interna di uscire dalla Chiesa cattolica; b) attuazione e manifestazione esterna di questa decisione;c) recezione da parte dell’autorità ecclesiastica competente di tale decisione. [...] L’atto giuridico-amministrativo dell’abbandono della Chiesa di per sé non può costituire un atto formale di defezione [...] D’altra parte l’eresia formale o (ancor meno) materiale, lo scisma e l’apostasia non costituiscono da soli un atto formale di defezione [...] soltanto la coincidenza dei due elementi – il profilo teologico dell’atto interiore e la sua manifestazione nel modo così definito – costituisce l’actus formalis [...] la stessa autorità ecclesiastica competente provvederà perché nel libro dei battezzati (cfr. can. 535, § 2) venga fatta l’annotazione con la dicitura esplicita di avvenuta “defectio ab Ecclesia catholica actu formali. Rimane, comunque, chiaro che il legame sacramentale di appartenenza al Corpo di Cristo che è la Chiesa, dato dal carattere battesimale, è un legame ontologico permanente e non viene meno a motivo di nessun atto o fatto di defezione.
  28. ^ Annuario pontificio 2007. Città del Vaticano, 13 febbraio 2007
  29. ^ Annuario pontificio 2011, Città del Vaticano, 19 febbraio 2011
  30. ^ [Vocazioni.net - Commento all'Annuario Pontificio 2012 11-03-2012]
  31. ^ In leggero aumento il numero di cattolici e sacerdoti nel mondo . URL consultato in data 02-11-2007.
  32. ^ Catholic Church tested in Brazil. BBC
  33. ^ La maggior parte dei cittadini (circa due su tre) sceglie di non barrare alcuna opzione, ma la ripartizione dell'8 per mille avviene in base non alle singole dichiarazioni, bensì spartendo l'intera somma disponibile in base alla percentuale di scelte. Vale a dire che la Chiesa cattolica, a fronte di una maggioranza relativa ai contribuenti che hanno barrato almeno una scelta, con il 35% di preferenze sul totale (85% di coloro che hanno espresso una scelta) incassa circa l'85% dell'intera somma. In questo senso Mario Patuzzo. «La tassa dell'8 per mille» dalla rivista L'Ateo, n. 0/1996.
  34. ^ Sergio Lariccia. «Esigenze di laicità della società italiana» in Manifesto Laico, pp. 59-65. Laterza, Bari, 1999. È come avviene nelle elezioni, in cui tutti i seggi disponibili vengono distribuiti in base ai voti espressi, senza lasciare posti vuoti in corrispondenza ai voti non espressi.
  35. ^ Rendiconto relativo all’utilizzazione delle somme pervenute nell’anno 2008 all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero e alla Conferenza Episcopale Italiana
  36. ^ (ENFR) Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Dichiarazione cristologica comune tra Papa Giovanni Paolo II ed il Catholicos Patriarca della Chiesa assira dell'Oriente, Khanania Mar Dinkha IV. 1994
  37. ^ [20-10-2009 «Il Papa apre le porte agli anglicani. «Sì al sacerdozio dei chierici sposati»»]. Corriere della Sera.
  38. ^ Testo del discorso segreto tenuto da Heinrich Himmler il 17-18 febbraio 1937 ai generali delle SS in relazione ai "pericoli razziali e biologici dell'omosessualità "
  39. ^ (EN) Sex crimes and the Vatican. BBC News, 1º ottobre 2006. URL consultato in data 20 aprile 2012.
  40. ^ Nel documento Crimen Sollicitationis del 1962 si danno le linee generali del modo di trattare le questioni riguardanti crimini di pedofilia commessi da religiosi; afferma una ricerca dell'associazione "Noi siamo Chiesa": «nei suoi 74 articoli ci sono prescrizioni sul processo canonico e un'ossessiva richiesta di segretezza da parte di tutti, imposta sotto pena di scomunica ipso facto et latae sententiae (cioè automatica al compimento del fatto senza necessità di uno specifico provvedimento dell'autorità ecclesiastica). Il riordino della normativa interna contenuto nella lettera De delictis gravioribus del 18 maggio 2001 (firmata insieme dal card. Ratzinger e da mons. Bertone, allora segretario della CDF, approvata da Giovanni Paolo II e inviata a tutti i vescovi) conferma che ogni questione deve essere affrontata per canali interni (prima dall'Ordinario locale e poi dalla Congregazione per la Dottrina per la fede). Nessun accenno si fa nei due documenti alla tutela delle vittime, nulla si dice sul deferimento alla magistratura qualora la vittima si sia rivolta al vescovo o a qualche esponente ecclesiastico, nulla si dice sul risarcimento alle vittime. Tutti i procedimenti sono soggetti al "segreto pontificio"»
  41. ^ Viaggio Apostolico a Sydney - Intervista concessa ai giornalisti durante il volo
  42. ^ Viaggio Apostolico a Sydney - Comunicato Stampa
  43. ^ Santa Messa in occasione della conclusione dell'Anno Sacerdotale, 11 giugno 2010
  44. ^ Il compendio al catechismo afferma, a proposito dell'articolo di fede sulla chiesa:
    « 165. In che senso la Chiesa è santa?
    823-829 867
    La Chiesa è santa, in quanto Dio Santissimo è il suo autore; Cristo ha dato se stesso per lei, per santificarla e renderla santificante; lo Spirito Santo la vivifica con la carità. In essa si trova la pienezza dei mezzi di salvezza. La santità è la vocazione di ogni suo membro e il fine di ogni sua attività. La Chiesa annovera al suo interno la Vergine Maria e innumerevoli santi, quali modelli e intercessori. La santità della Chiesa è la sorgente della santificazione dei suoi figli, i quali, qui sulla terra, si riconoscono tutti peccatori, sempre bisognosi di conversione e di purificazione. »

  Bibliografia

  • Hans Küng, La Chiesa Cattolica. Una breve storia, Rizzoli, 2001
  • Luigi Giussani, Perché la Chiesa - Volume terzo del Percorso, Bur, aprile 2005.
  • Mario Perniola, Del sentire cattolico. La forma culturale di una religione universale, Bologna, Il Mulino, 2001, ISBN 88-15-08205-0.
  • Thomas E. Woods, Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli, Siena 2007.

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