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Harriet Ann Jacobs

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Harriet Ann Jacobs

Harriet Ann Jacobs (Edenton, 1813Washington, 7 marzo 1897) è stata una scrittrice statunitense, autrice di Incidents in the Life of a Slave Girl, pubblicato con lo pseudonimo di Linda Brent.

Indice

Biografia

Avviso di ricompensa per il ritorno di Harriet Jacobs

Harriet Jacobs nacque schiava a Edenton, Carolina del Nord nel 1813[1] da Daniel Jacobs e Delilah. Daniel Jacobs era uno schiavo mulatto di proprietà del dottor Andrew Knox. Delilah (il cognome è sconosciuto) era una schiava mulatta di proprietà di John Horniblow, taverniere. Harriet ereditò lo status di schiava dalla madre, con la quale visse fino alla morte di lei, intorno al 1819, quando Harriet aveva sei anni. In seguito visse con la padrona, Margaret Horniblow, che le insegnò a leggere, scrivere e cucire. Tuttavia, in "Letter From A Fugitive Slave," Harriet Jacobs sostiene che sua sorella minore aveva quattordici anni quando sua madre era morta, ciò la rende molto più grande, non potendo avere solo sei anni. Nella lettera, inoltre, racconta dei terribili abusi della sorella minore, che non è mai menzionata in "Incidents In The Life Of A Slave Girl,". Stando alla sua biografia, dopo la morte della madre, all’età di dodici anni (nel 1825) divenne di proprietà della nipote di Horniblow's, che in quel momento aveva tre anni. Ciò rende impossibile il fatto di avere una sorella minore di 14 anni e la madre viva allo stesso tempo.

Nel 1825 Margaret Horniblow morì e comandò che la dodicenne Harriet diventasse di proprietà della nipote, il cui padre, James Norcom, divenne così il suo vero padrone. La molestò per quasi dieci anni, rifiutando inoltre di farle sposare qualsiasi altro uomo, qualsiasi fosse stato il loro status. Harriet aveva però un amante, Samuel Sawyer, che era un uomo bianco libero, avvocato, e che in seguito divenne anche senatore. Lei e Sawyer erano genitori di due bambini, anch’essi di proprietà di Norcom. Quast’ultimo minacciò anche di vendere i bambini nel caso Harriet avesse rifiutato le sue avances sessuali.

Nel 1835 la situazione doemstica era diventata ormai insopportabile ed Harriet scappò. Visse per sette anni nell’attico della nonna prima di scappare in barca a Filadelfia. Lì iniziò a vivere da donna libera e nel 1842 si spostò a New York. Trovò lavoro come infermiera prima e durante la guerra civile. Il suo più importante datore di lavoro fu lo scrittore ed editore Nathaniel Parker Willis.

Incidents in the Life of a Slave Girl

Copertina di Incidents in the Life of a Slave Girl (1861)

Jacobs iniziò a scrivere Incidents in the Life of a Slave Girl mentre viveva e lavorava a Idlewild, la casa di Willis sul Fiume Hudson.[2] Il racconto autobiografico iniziò ad essere pubblicato a puntate sul New York Tribune, di proprietà di Horace Greeley. I suoi resoconti degli abusi sessuali vennero considerati troppo scioccanti per la media dei lettori del giornale e la pubblicazione fu quindi interrotta, senza che l'opera fosse portata a termine.

La casa editrice Phillips and Samson di Boston accettò di stampare l’intera opera, a patto che Jacobs convincesse Harriet Beecher Stowe a scrivere una prefazione. Lei non volle chiedere aiuto a Willis e la Stowe rifiutò e poco dopo, comunque, la Phillips and Samson chiuse.[3] Alla fine riuscì a firmare un accordo con la casa editrice Thayer and Eldridge, che chiese una prefazione di Lydia Maria Child.[3] Child curò la pubblicazione del libro e venne presentata a Jacobs. Le due donne rimasero in contatto per molto tempo. Thayer and Eldridge, dichiararono bancarotta prima che l’opera potesse essere pubblicata. Solo nel 1861 Jacobs riuscì a stampare il suo libro da una casa editrice di Boston.

Il racconto era importato in modo da ottenere l’attenzione delle donne bianche, cristiane appartenenti al ceto medio nel Nord, focalizzandosi specialmente sull’impatto della schiavitù sulla castità delle donne. Da schiave, le donne erano virtualmente indifese dalla violenza e dallo stupro – rischio che le donne cristiane potevano percepire come una tentazione della lussuria maschile.

Harriet Jacobs criticava la religione degli Stati Uniti del Sud perché riteneva che perseguisse valori non così cristiani quanto voleva far sembrare, ed enfatizzava il valore dei soldi (“andrò all’inferno, seppellite i miei soldi con me” dice un padrone brutale e maleducato).

Gran parte di Incidents in the Life of a Slave Girl è dedicato alla lotta della Jacobs per liberare i figli dopo la sua fuga. In una scena, Harriet passa sette anni nascondendosi in un piccolo spazio costruito all’interno del fienile della nonna per riuscire ogni tanto ad intravedere e sentire le voci dei suoi bambini. Cambiò il nome di tutti i personaggi del romanzo, compreso il suo, per nascondere le vere identità; nonostante i documenti di autenticità, il romanzo è stato più volte accusato di essere un’opera di pura fantasia. Il padrone cattivo, "Dr. Flint" era chiaramente basato sul suo ex padrone, James Norcom.

La corrispondenza con Child rivela il suo entusiasmo per la proclamazione dell’emancipazione nel 1862, in quanto sentì che la sua gente era finalmente libera. Il tredicesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti del 1865 avrebbe infatti messo fine alla schiavitù.

Ultimi anni

Tomba di Harriet Jacobs al Mount Auburn Cemetery

Jacobs visse i suoi ultimi anni a Washington D.C. Morì il 7 marzo 1897 e, sei giorni dopo, fu sepolta al Mount Auburn Cemetery di Cambridge (Massachusetts). La sua lapide recita: “Paziente nelle tribolazioni, fervente nello spirito servendo il Signore”.[4]

Note

  1. ^ Yellin, 3
  2. ^ Yellin, 126
  3. ^ a b Yellin, 140
  4. ^ Yellin, 260–261

Bibliografia

  • Shockley, Ann Allen. Afro-American Women Writers 1746-1933: An Anthology and Critical Guide, New Haven, Connecticut: Meridian Books, 1989. ISBN 0-452-00981-2
  • Yellin, Jean Fagan. Harriet Jacobs: A Life. Cambridge, Massachusetts: Basic Civitas Books, 2004. ISBN 0465092888

Altri progetti

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