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Pistoia (pronuncia: /pis'toja/) è un comune italiano di 90.334 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Toscana nell'Italia centrale.
La città è stata dichiarata, ufficialmente, parte integrante dell'area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia (che supera 1.500.000 abitanti) dal Consiglio Regionale della Toscana con la delibera 130 dell'anno 2000[4].
Indice |
Il territorio comunale di Pistoia è attraversato da diversi corsi d'acqua, nessuno però di grandi dimensioni e tutti caratterizzati da un regime spiccatamente torrentizio. Il principale di essi è l'Ombrone Pistoiese che lambisce ad ovest la città. Giunto nelle vicinanze del quartiere di San Biagio, l'Ombrone Pistoiese ha acque limpide e pulite, in grado di ospitare anche specie ittiche pregiate quali la trota fario, il vairone e lo scazzone. Tuttavia la sua portata (a volte anche eccezionale nei mesi freddi) subisce drastiche diminuzioni d'estate, a causa soprattutto di prelievi indiscriminati per fini agricoli, quindi il torrente può rimanere in secca anche per diversi mesi, con gravi danni alla fauna ittica. Altro corso d'acqua importante è il torrente Brana, che cinge le mura della città a nord-est. Anche in questo caso il torrente giunge alle porte della città con discreta portata e acque abbastanza buone qualitativamente. Tuttavia, giunto nella zona industriale di Sant'Agostino, il Brana risente notevolmente di inquinamenti di varia natura, leggermente mitigati da un impianto di depurazione posto nei pressi della località Armacani. Il torrente Bure nasce dal poggio dell'Acquifredola in due rami, che percorrono le valli di Santo Moro e di Baggio e si riuniscono in prossimità di Candeglia; prosegue a nord della città di Pistoia per gettarsi nel torrente Agna. Altri corsi d'acqua minori risultano: il rio Diecine, affluente del Brana presso i cimiteri; il Vincio di Montagnana, che si getta nell'Ombrone Pistoiese in località Pontelungo; il Vincio di Brandeglio, anch'esso affluente del principale corso d'acqua pistoiese presso la frazione di Gello. Anche questi ultimi piccoli torrenti risentono di prelievi idrici da parte di aziende vivaistiche e, quindi, la parte finale del loro corso è pressoché priva di vita.
L'area in cui si estende il territorio comunale è classificata a rischio sismico, tanto che Pistoia è stata l'epicentro di alcuni eventi sismici anche di forte intensità. Nel 1196 un terremoto raggiunse la magnitudo 4,83 della scala Richter e il VI grado della scala Mercalli; l'11 luglio 1293 si verificò il più forte evento sismico, che raggiunse la magnitudo 5,57 della scala Richter e l'VIII grado della Mercalli; il 4 ottobre 1527 un altro forte terremoto ebbe magnitudo 5,37 della scala Richter ed il VI-VIII grado della Mercalli in base alle zone; infine, il 12 agosto 1815 un altro sisma raggiunse la magnitudo di 4,83 della scala Richter ed il VI grado della Mercalli.[5]
| Per approfondire, vedi le voci Clima della Toscana e Stazione meteorologica di Pistoia. |
Il clima della città è influenzato sia dalla posizione all'estremità nord-occidentale della conca, che dalle vicine alture dell'Appennino e della Montagna Pistoiese.
Le escursioni termiche risultano piuttosto elevate mentre, rispetto alla vicina città di Prato, Pistoia si caratterizza per una minore ventilazione e per una maggiore piovosità (più di 1250 mm annui secondo i dati del Lamma). Pistoia è infatti una delle città più fredde della Toscana durante la stagione invernale (per quanto riguarda la pianura), mentre in estate è caratterizzata da maggiore ventilazione e nottate meno afose. Le termiche di gennaio si attestano sui 6 °C (le minime sono vicine a 0 °C) e spesso la notte si scende sotto lo zero; anche se le ore centrali del giorno sono spesso miti, la sensazione di freddo è acuita dall'alto tasso di umidità; può cadere la neve, anche se poca e con una breve permanenza al suolo. In luglio e agosto il caldo (in estate non è infrequente sfiorare i 40 °C) è accentuato dall'elevato tasso di umidità e le scarse precipitazioni sono esclusivamente in forma di temporali.
L'inverno è generalmente relativamente secco e freddo, con minima assoluta di -13,0 °C registrata l'11 gennaio 1985, mentre l'estate risulta piuttosto calda nelle ore diurne, con massima assoluta di +42,4 °C il 20 agosto 1983 (un improbabile valore di +43,4 °C, dovuto ad un possibile errore di trascrizione o ad un'errata misurazione, è stato registrato il 22 luglio 1982).[6]
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Pistoia. |
Di fondazione Romana, esisteva probabilmente un precedente insediamento etrusco. Divenne nel II secolo a.C. un oppidum di Roma per appoggiare le truppe romane in lotta contro i Liguri. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 a.C. in cui perse la vita Catilina.
Pistoia divenne nel V secolo importante sede vescovile e fu conquista dai Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi. Al passaggio del potente esercito composto di tribù germaniche guidate dall'ostrogoto Radagaiso venne in parte distrutta. Un paio di secoli più tardi, sotto la dominazione longobarda, Pistoia fu elevata al rango di città e grazie alla sua posizione geografica, conobbe un significativo sviluppo demografico ed economico che continuò anche intorno al Mille, quando la città passò sotto l'orbita degli imperatori tedeschi.
Pistoia divenne così libero comune nel 1105, e nel 1117 fu approvato lo statuto dei consoli del Comune di Pistoia (Constitutum, consulum, Communis Pistoriae), la più antica raccolta scritta di leggi, regolamenti e consuetudini dell'età comunale, a noi pervenuta.
Importante centro medievale ghibellino sostenitore dell'Impero, Pistoia fu a lungo alleata di Pisa e di Siena[7]. La posizione geografica, nel crocevia di grandi direttrici commerciali, alimenta la vocazione commerciale della città, e a partire dal XII secolo, emerge un ceto mercantile molto attivo. I pistoiesi, come altri toscani, divennero celebri a livello nazionale e internazionale per le attività bancarie e finanziarie. Le famiglie pistoiesi più importanti di mercanti-banchieri sono gli Ammannati e i Panciatichi, attivi in Francia, i Cancellieri, i Chiarenti, i Dondori, i Partini, i Reali, i Simiglianti, i Vesconti [8][9]. Questo è considerato il periodo di maggior splendore di Pistoia.
Tuttavia, dopo un assedio di undici mesi, l'11 aprile 1306, Pistoia si arrese ai nemici di sempre, i fiorentini e i lucchesi, perdendo così la sua autonomia.
| « poscia fecero disfare le mura e riempire i fossi, disfacendo tutte le fortezze e palagi de Ghibellini e dei Bianchi di Pistoia » | |
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(Istorie Pistolesi ovvero delle cose avvenute in Toscana dal MCCC al MCCCXLVII - Anonimo Pistoiese)
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I numerosi tentativi di ribellione dei pistoiesi furono, di volta in volta, soffocati nel sangue. Con la perdita dell'autonomia, e il controllo dei fiorentini che dominavano la vita pubblica di Pistoia con uomini di fiducia, nel XIV secolo iniziò una crisi sociale ed economica inarrestabile, acuita dalle lotte interne tra guelfi bianchi e guelfi neri, che, secondo lo storico Giovanni Villani ebbero iniziò proprio a Pistoia, per poi propagarsi a Firenze, e nel resto della Toscana.
Con la nascita del Granducato di Toscana, sotto la signoria medicea, ci fu un deciso cambio di tendenza, e si aprì una grande stagione di rinnovamento e di riqualificazione del tessuto urbano. Pistoia ritornò così un importante nodo politico e culturale, con la nascita di circoli o accademie: la più importante fu l'Accademia dei Risvegliati fondata da monsignor Felice Cancellieri e dal nobile Federigo Manni dove si recitavano poemi, poesie e prose e si faceva musica. Le riunioni avvenivano per lo più nei salotti delle case nobiliari ed erano a loro esclusivo uso e divertimento. Alla fine del XVII secolo fu costruito un teatro dove ebbe sede l'accademia sino alla sua estinzione avvenuta nel secolo scorso. Ne fecero parte numerosi esponenti della nobiltà locale tra cui Felice Cancellieri, Roberto Rospigliosi, Vincenzo Manni, Annibale Bracciolini, Domenico Manni e altri.
Con l'arrivo dei Lorena, che furono artefici di importanti riforme, Pistoia, come tutta la Toscana, conobbe, a partire dalla seconda metà del Settecento, un significativo risveglio sociale, culturale ed economico. Nell'Ottocento la realizzazione delle linee ferroviarie favorirono lo sviluppo industriale della città. Nel 1861 Pistoia, come il resto della Toscana, venne annessa al Regno d'Italia. Nel 1927 Pistoia divenne provincia e sede di prefettura.
Il comune di Pistoia è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale la cui motivazione è visionabile all'URL: [1]
Le origini della venerazione che i pistoiesi hanno per l'apostolo San Jacopo sono remote. Lo storiografo pistoiese Michelangelo Salvi narra che nell'anno 849, temendo i pistoiesi che la loro città venisse invasa dai Saraceni, che erano giunti alle porte di Roma, chiese all'apostolo San Jacopo la sua protezione, ricordando come in simili circostanza, anche il re Ramiro di Spagna fosse ricorso all'aiuto del Santo.
Pistoia non venne invasa e, in segno di gratitudine per la grazia ricevuta, i pistoiesi elessero San Jacopo a loro patrono e gli edificarono una chiesetta entro il primo cerchio di mura; esse fu costruita nelle vicinanze di un fortilizio della città e fu chiamata San Jacopo in Castellare.
Nei secoli successivi il vescovo spagnolo Atto, che era succeduto al vescovo Ildebrando dei conti Guidi nel governo della diocesi, chiese al vescovo di Compostela (città spagnola della Galizia) una piccola parte della reliquia del corpo del santo. Ranieri, che si trovava come canonico della cattedrale di Santiago, accordò la reliquia (un frammento di osso del cranio del santo) e venne recata con grandi onoranze a Pistoia e deposta in una cappella appositamente costruita nel 1145.
Fu così che la cappella con apposito altare, dedicato a San Jacopo, diventò subito meta di pellegrinaggi inaspettati. Per tanti devoti, con in programma un pellegrinaggio a Compostela, Pistoia si fece spesso capolinea di partenza. Presso la cappella, infatti, si veniva a chiedere protezione per il lungo viaggio. Al ritorno poi si faceva traguardo d'arrivo, con sosta di doveroso ringraziamento per il buon esito dell'impresa.
Fra il 1170 e il 1180 gli statuti comunali ricordano una “festa di San Jacopo”.
Fin da allora, tuttavia, il culto per l'apostolo risultava sotto la tutela non più del vescovo, ma del comune di Pistoia.
Nel corso del Duecento quest'ultimo adottò San Jacopo come proprio protettore e patrono della città, apponendo la sua immagine sui propri sigilli.
Il periodo delle solenni celebrazioni religiose iniziava il giorno antecedente quello della festa con un'imponente processione di tutta la comunità; raggiungeva il suo culmine per il 25 luglio, e poi continuava per i successivi otto giorni (“Ottava di San Jacopo”).
In questo periodo si teneva una grande fiera annuale o “mercato”, che garantiva immunità a chi vi partecipasse, eccetto i criminali ed i banditi. La giornata festiva, caratterizzata durante la mattina da una serie di cerimonie liturgiche molto suggestive in onore del santo patrono, si concludeva nel tardo pomeriggio con una manifestazione concepita come omaggio a San Jacopo: la corsa del “Palio”. Essa prendeva nome dalla lunga pezza di stoffa pregiata (pallio) che ne costituiva il premio. Alla “corsa del Palio” partecipavano cavalli purosangue di razza berbera montati da fantini che spingevano gli animali al galoppo sfrenato lungo un percorso variato durante il tempo. Si trattava perciò di una gara di velocità in lungo, che evidenziava soprattutto le qualità dei cavalli.
Tra la fine del Settecento e durante l'Ottocento occasionalmente andò ad aggiungersi alla corse del Palio una serie di corse in tondo, lungo il circuito di una piazza, generalmente piazza San Francesco.
La città di Pistoia è particolarmente ricca di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali (in particolare chiese) e soprattutto può vantare una delle più suggestive piazze d'Italia: piazza del Duomo, centro geometrico di Pistoia, monumentale fulcro sia del potere civile che ecclesiastico che comprende svariate architetture di pregio quali:
Di seguito altri monumenti e luoghi d'interesse presenti a Pistoia.
| Per approfondire, vedi la voce Chiese di Pistoia. |
In stile romanico:
In stile barocco:
In stile moderno:
Nei dintorni:
Esistono nei comuni della provincia una serie di ville "pistoiesi":
Pistoia annovera diversi musei:
Il museo è ospitato all'interno del Palazzo Comunale. In esso è rappresentata l'intera storia artistica della città e comprende opere provenienti dalle soppressioni di Settecento e Ottocento, lasciti, donazioni (come la collezione Puccini) e opere di antica proprietà comunale.
Anch'esso ospitato all'interno del palazzo comunale.
All'interno vi è un percorso archeologico e il museo della Cattedrale di San Zeno.
A poca distanza dalla Piazza del Duomo si trova l'imponente edificio donato in anni recenti alla diocesi di Pistoia. Esso ospita il Museo diocesano e il Museo del ricamo. Pistoia e il suo territorio vantano un'antica e affermata tradizione dell'arte del ricamo. Il museo ad essa dedicato comprende un'esposizione permanente e prestiti temporanei. Palazzo Rospigliosi ospita anche il museo omonimo, costituito dall'appartamento che la famiglia volle allestire all'illustre parente Giulio Rospigliosi per le sue eventuali visite in città, e rimasto praticamente intatto nei secoli.
Sede e museo della fondazione dell'omonimo artista che nacque nella città.
Sede di esposizioni permanenti e mostre dedicate all'arte contemporanea. Inoltre vi è la Casa-Studio Fernando Melani. Particolarmente singolare quest'ultima, in quanto non mera contenitrice di opere d'arte ma essa stessa un'opera d'arte, riallestita dopo il restauro come l'artista l'aveva voluta lasciare e dove ogni cosa, anche un sacco di fiammiferi o una scala sommersa di giornali trovano la loro spiegazione nelle parole stesse dell'artista.
Fuori città, nelle campagne di Arcigliano.
| Per approfondire, vedi la voce Mura di Pistoia. |
La città è circondata inoltre da mura trecentesche che in origine includevano quattro porte di accesso: Porta al Borgo, Porta San Marco, Porta Carratica e Porta Lucchese ma di esse non rimane traccia in quanto demolite nei primi anni del Novecento. Di rilievo anche la Fortezza medicea di Santa Barbara, costruita nel Cinquecento dal Granducato di Toscana.
Abitanti censiti 
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 8.007 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
A Pistoia sono presenti diverse biblioteche, fra le più importanti:
La città è stata designata per ospitare dall'anno accademico 2001/2002 una delle sedi distaccate dell'Università degli studi di Firenze. Nella nuova sede in via Sandro Pertini sono presenti la facoltà di Economia (corsi di laurea in Economia Aziendale, Economia e Commercio, Scienze turistiche), la facoltà di Ingegneria (corso di laurea in Ingegneria dei trasporti) e la facoltà di Agraria (corso di laurea in Scienze vivaistiche, ambiente e gestione del verde). Facendo riferimento al mese di giugno del 2007, il numero di studenti immatricolati al polo pistoiese ammonta a 1.337 unità. Per quanto riguarda l'istruzione è stata recentemente inaugurato il nuovo edificio della biblioteca di Pistoia che offre alla cittadinanza e in particolare agli studenti molte possibilità di fare ricerche. La biblioteca San Giorgio è oggi la biblioteca pubblica più grande della Toscana e conserva le raccolte bibliografiche moderne con circa 100.000 volumi di cui circa 13.000 relativi alla sezione ragazzi.
A Pistoia sono presenti le redazioni di due quotidiani locali ("La Nazione" e "Il Tirreno"), un settimanale a carattere nazionale (La Vita) ed una emittente televisiva (Tv Libera Pistoia). Sono inoltre attive piccole case editrici come, ad esempio, il "Micco", "Settegiorni", "Via del Vento"; pubblica libri e una rivista a carattere storico (i "Quaderni di Fare Storia") anche l'Istituto storico per la resistenza di Pistoia.
Da 110 anni la Società pistoiese di storia patria pubblica regolarmente ogni anno il "Bullettino Storico Pistoiese".
La cucina pistoiese è caratterizzata, come tutta la cucina toscana, dalla parsimonia che la rende sana anche se a prima vista può sembrare povera. Come da tradizione, vengono utilizzati anche ingredienti "di riciclo". Tra gli antipasti è famosa la fett'unta, l'arista sott'olio, i crostini di milza, i crostini di frattaglie di pollo (o crostini neri) ed i crostoni di cavolo nero. Come primi piatti: la zuppa di pane alla pistoiese, la zuppa di pane della montagna pistoiese, il carcerato, la farinata con le leghe ed i maccheroni all'anatra (piatto tipico della festa del patrono San Jacopo). I secondi più rinomati sono lo zimino di lampredotto, la trippa, la rigaglia, il lesso rifatto ed i fegatelli di maiale nella rete. Come contorni infine: i fagioli di sorana al fiasco, i fagiolini serpenti in umido, i funghi trifolati. I dolci tipici sono, invece, il berlingozzo, i cenci (tipici del periodo carnevalesco), oltre ai necci e al castagnaccio tipici della collina pistoiese fatti dalla farina neccia o farina dolce tratta dalla frantumazione delle castagne, i confetti di Pistoia (confetti a forma di riccio), i brigidini.
| Per approfondire, vedi la voce Storia del vivaismo pistoiese. |
Il vivaismo professionale è la più importante attività economica cittadina e vanta una tradizione che parte dal 1859. Oggi Pistoia vanta circa duemila aziende[11][12] che coltivano piante da esterni per la grande distribuzione, per il verde pubblico, per giardini privati, per il paesaggio e per altri fini ornamentali. La maggior parte delle vendite è dovuta alle esportazioni in Europa anche se sono numerose le richieste in Italia e in molti paesi extraeuropei. Le aziende florovivaistiche sono in gran parte a conduzione familiare, nel loro complesso rappresentano circa il 25% dell'intera produzione di piante ornamentali in Italia.
Lo stabilimento AnsaldoBreda è la maggiore impresa pistoiese nel settore della meccanica. L'azienda nacque nel 1907 come officina per la riparazione e la costruzione di materiale rotabile ferroviario, sede distaccata della San Giorgio di Genova.
Nel secondo dopoguerra, fortemente danneggiato dai bombardamenti, divenne la O.M.P. (Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi), iniziando la costruzione di trattori "Ursus", progettati dall'ingegnere Ulisse Bubba.
A partire dal 1971, con la trasformazione in Breda Ferroviaria, riprese la primigenia vocazione produttiva rivolta al materiale rotabile, fino a diventare nel 2001 l'attuale AnsaldoBreda. Questo complesso occupa a circa 2.000 persone fra interne e nell'indotto ed è apprezzato in tutto il mondo per i suoi prodotti ferroviari di avanguardia.
Le frazioni di Pistoia rivestono particolare importanza per l'economia locale. Chiazzano, Masiano e Ramini sono zone della piana ricche dei vivai, che rendono la città di Pistoia nota in Europa per la bellezza dei suoi prodotti della terra.
Tuttavia queste attività hanno anche un notevole rovescio della medaglia: pur essendo citata da molti come la "Capitale del Verde", la città e il centro storico non beneficiano degli spazi verdi che sono così estesi nelle frazioni, ed inoltre viene abbandonato a sé stesso il sistema idraulico della piana. La smisurata e indiscriminata cementificazione portata avanti negli ultimi anni, pur determinando un aumento della industrializzazione della città, ha portato alla saturazione (ed all'inquinamento da pesticidi, provenienti dai vivai, e da amianto, proveniente da discariche industriali) di molte falde acquifere. In autunno le piogge causano spesso problemi perché essendo ormai il terreno pistoiese saturo di cemento, le zone di campagna vengono spesso allagate anche da modesti fossi e torrentelli.
Ben diversa la situazione a nord e nord ovest della città. Le piccole frazioni collinari che fanno da cornice a Pistoia rappresentano il più classico paesaggio toscano, dove olivi e cipressi sono protagonisti. La vocazione agricola tipica della mezzadria ha plasmato il paesaggio con terrazzamenti una volta coltivati a vigneto oggi solo ad oliveto. Molte piccole parrocchie affondano la loro origine nell'alto medioevo e talvolta sporadicamente sono venute alla luce testimonianze del periodo etrusco e romano (cippi di tipo fiesolano nel centro cittadino, monete, tombe a fossa, capitelli). La zona sino dall'antichità è stata importante per i vari itinerari che dalla pianura pistoiese-fiorentina attraversando l'Appennino, attraverso la Montagna Pistoiese arrivavano (ed arrivano) nella pianura padana e da lì verso le Alpi ed il nord Europa (via dell'ambra). Un attento piano regolatore preserva questo paesaggio da attacchi edilizi indiscriminati, mentre è favorito il restauro e il riutilizzo di edifici non più agricoli per edilizia di qualità.
Pistoia è collegata alla rete autostradale nazionale tramite la Firenze-Mare che si può raggiungere facilmente dal centro urbano grazie al Raccordo Autostradale di Pistoia. Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada statale 64 Porrettana che la collega con le città emiliane di Bologna e Ferrara, la ex Strada statale 66 Pistoiese che la collega sia con il capoluogo regionale sia con la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero e la ex Strada statale 435 Lucchese che la collega con la Toscana occidentale.
| Bari | 740 km |
| Bologna | 120 km |
| Firenze | 30 km |
| Genova | 200 km |
| Milano | 315 km |
| Napoli | 510 km |
| Palermo | 1220 km |
| Roma | 315 km |
| Torino | 365 km |
| Venezia | 275 km |
Il comune di Pistoia, interessato da traffico ferroviario regionale ma non da quello nazionale per il quale è necessario fare scalo a Firenze, Prato oppure a Pisa, viene attraversato da due linee ferroviarie
Oltre a questi due scali cittadini, Pistoia presenta altre stazioni sparse nel suo territorio comunale
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Stazioni ferroviarie di Pistoia. |
I principali impianti aeroportuali internazionali o intercontinentali più vicini alla città sono Firenze (circa 30 km), Pisa (circa 75 km) e Roma-Fiumicino (circa 340 km).
Il trasporto pubblico locale per la città e la sua provincia è gestito da Blubus s.c.a.r.l..
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1994 | 1998 | Lido Scarpetti | centrosinistra | Sindaco |
| 1998 | 2002 | Lido Scarpetti | centrosinistra | Sindaco |
| 2002 | 2007 | Renzo Berti | Democratici di Sinistra | Sindaco |
| 2007 | 2012 | Renzo Berti | Partito Democratico | Sindaco |
| 2012 | in carica | Samuele Bertinelli | Partito Democratico | Sindaco |
La principale squadra di basket cittadina è il Pistoia Basket 2000, che attualmente milita in Legadue.
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Pistoiese. |
La principale squadra di calcio cittadina è la Pistoiese (colori sociali arancione-blu). La società è stata fondata nel 1921 ed ha conosciuto la Serie A nelle stagioni 1928-1929 e 1980-1981 (tra i giocatori delle stagioni 1980-81 e 1981-82 si ricorda Marcello Lippi, poi allenatore nella stagione 1987-88). Il club nel marzo 2011 vince il campionato regionale di eccellenza toscana girone B e raggiunge la serie D. Il 21 aprile del 2011 compie 90 anni. La festa del sodalizio viene fatta il 16 aprile 2011 in Piazza Duomo davanti ad oltre 2000 persone segno di un ritorno importante di entusiasmo della città verso i colori arancioni.
Lo stadio Comunale, da poco intitolato al presidente che riportò la squadra in serie A, Marcello Melani, scomparso recentemente, è omologato per ospitare circa 5.000 spettatori, ma ne potrebbe ospitare addirittura 15.000. Fu costruito nel 1966 ed è stato più volte modificato nel corso degli ultimi anni. Nel 1980 è stata costruita la Curva Nord. Negli anni novanta la Curva Sud è stata rifatta più volte con ausilio di ponteggi. È situato nella zona nord della città, in Via delle Olimpiadi.
La tifoseria arancione è stata rappresentata negli ultimi da anni da vari gruppi organizzati fra i quali le Brigate Arancioni, le Vecchie Brigate, gli Ultras Pistoia, i 1982 che erano situati in gradinata. Sono stati stretti gemellaggi con Venezia e Pesaro. Dal 2007 la curva nord è portata avanti dai ragazzi dell'Ultima Guardia.
Attualmente la Pistoiese dopo il fallimento del 2009 quest'anno militerà in serie D.
La Pistoia-abetone è una classica del Podismo nazionale. Ultramaratona di ben 50 km nel 2011 sarà alla 36ª edizione.
Pistoia vanta un'importante tradizione ciclistica. La Firenze-Pistoia è stata la prima gara ciclistica su strada italiana. Fra i ciclisti più noti ricordiamo Serafino Biagioni, Loretto Petrucci e Renzo Soldani.
La frazione di Bottegone e quella di Cantagrillo vantano una tradizione di squadre ciclistiche di livello mondiale dalle quali sono usciti numerosi campioni.
Il 14 maggio 2005 Pistoia ha costituito il traguardo della 7ª tappa del Giro d'Italia 2005 con la vittoria dello spagnolo Koldo Gil Perez.
L'Hockey su prato in città è rappresentato dalle squadre Hockey Club Pistoia e Hockey Pistoia Etrusca.
Il tennis nella città di Pistoia è praticato presso due circoli: Tennis Club Pistoia e Circolo del Dopo Lavoro Ferroviario.
Il Rugby pistoiese è nato grazie al lavoro di Umberto Materazzetti, importante figura del Rugby toscano e non solo, che con il contributo di varie scuole medie superiori è riuscito a creare il Rugby Pistoia asd nell'anno 2005. Ad oggi la società dispone di un settore giovanile e di una squadra che milita nel campionato toscano di C1. Dal 2010 è nata una nuova società satellite: il Rugby Pistoia 2010 militante nel girone C3 del campionato toscano.
| « Vita bestial mi piacque e non umana, sì come a mul ch'i' fui; son Vanni Fucci |
|
|
(Inf.XXIV, vv. 122-126)
|
| « Ahi Pistoia, Pistoia, ché non stanzi d'incenerarti sì che più non duri, |
|
|
(Inf. XXV, vv. 10-12)
|
| « Naturalmente i Pistolesi sono uomini discordevoli, crudeli e salvatichi. » | |
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(Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi, Libro I, 25)
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| « Pistoia ancora ti resta, poco fedele, per essere divisa, e contro al sangue nostro dalle fresche ingiurie irritata. » | |
| « Solevano li antiqui nostri, e quelli che erano stimati savi, dire come era necessario tenere Pistoia con le parti e Pisa con le fortezze; e per questo nutrivano in qualche terra loro suddita le differenzie, per possederle più facilmente. » | |
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(Il Principe, Cap. XX)
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| « Pistoja è la città dei malandrini e quel che c'ho sofferto lo so io, |
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(Anonimo)
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A Pistoia nel 2005 è stato girato il film Ti amo in tutte le lingue del mondo diretto ed interpretato da Leonardo Pieraccioni mentre nel 2006 è stata girata la miniserie televisiva Le ragazze di San Frediano diretta da Vittorio Sindoni. Nel 2010 invece è stata girata una parte del film Amici miei - Come tutto ebbe inizio diretto da Neri Parenti.
Duomo e campanile
Palazzo Manni, via Filippo Pacini (già via dello Spedale)