» 
Arabic Bulgarian Chinese Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Finnish French German Greek Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Italian Japanese Korean Latvian Lithuanian Malagasy Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swedish Thai Turkish Vietnamese
Arabic Bulgarian Chinese Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Finnish French German Greek Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Italian Japanese Korean Latvian Lithuanian Malagasy Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swedish Thai Turkish Vietnamese

definition - SCAFATI

definition of Wikipedia

   Advertizing ▼

phrases

Wikipedia

Scafati

                   
Scafati
comune
Scafati – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Salerno – stemma Salerno
Sindaco Angelo Pasqualino Aliberti (centrodestra) dal 16/04/2008
Territorio
Coordinate 40°44′0″N 14°32′0″E / 40.73333°N 14.53333°E / 40.73333; 14.53333 (Scafati)Coordinate: 40°44′0″N 14°32′0″E / 40.73333°N 14.53333°E / 40.73333; 14.53333 (Scafati)
Altitudine 12 m s.l.m.
Superficie 19,69 km²
Abitanti 50 794[1] (31-12-2010)
Densità 2 579,69 ab./km²
Frazioni Bagni, Contrada Cappelle/Ferrovia, Mariconda, Marra-Zaffaranelli, San Pietro, San Vincenzo, Sant'Antonio Vecchio, Trentuno, Ventotto.
Comuni confinanti Angri, Boscoreale (NA), Poggiomarino (NA), Pompei (NA), San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant'Antonio Abate (NA), Santa Maria la Carità (NA)
Altre informazioni
Cod. postale 84018
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065137
Cod. catastale I483
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti scafatesi
Patrono santa Maria delle Vergini (In tutto il territorio comunale), san Pietro (san Pietro), san Vincenzo (san Vincenzo)
Giorno festivo quarta domenica di luglio
Localizzazione
Scafati è posizionata in Italia
Scafati
Sito istituzionale
« Attraversai il Sarno al ponte de La Scafata, proprio vicino al luogo dove Teia, re dei Goti, fu sconfitto e ucciso, nel 553, da Narsete. La Scafata è oggi conosciutissima per la sua chiesa, dedicata a una Madonna che compie i suoi miracoli nell'acqua. Nel giorno della sua solennità viene scavato nei campi adiacenti uno stagno che si riempie quasi istantaneamente di acqua, e migliaia di devoti fanno il bagno per curare varie malattie; nel passato uomini e donne si immergevano in modo promiscuo, ma disposizioni di anni successivi li hanno obbligati a fare il bagno in stagni separati; il segreto di questa straordinaria affluenza di acqua è nel fatto che il terreno si trova così al livello del letto del fiume Sarno o tale è la quantità di vapore acqueo che filtra dalle adiacenti colline, che dovunque si scavi, l'acqua seguirà immediatamente la vanga. »
("Travels in the Two Sicilies" di Henry Swinburne (1777-1780))

Scafati è un comune italiano di 50.719 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Indice

  Geografia fisica

  Territorio

Primo comune dell'agro nocerino sarnese per popolazione, ubicato alle pendici del Vesuvio, il suo territorio è attraversato dal fiume Sarno che taglia la città in due parti. Il territorio si presenta pianeggiante.

Occupa la parte più settentrionale della provincia di Salerno e costituisce un unico agglomerato urbano con la città di Pompei ed è confinante senza soluzione di continuità anche con Castellammare di Stabia, entrambe afferenti alla provincia di Napoli.

  Clima

Il clima è mite. La vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. Il tasso di umidità è abbastanza elevato, soprattutto in estate dove la temperatura percepita, in passato, ha raggiunto anche i 45°.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Scafati.

[2].


SCAFATI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,1 13,6 16,1 19,4 23,2 27,3 29,8 29,8 26,8 22,8 18,1 14,8 13,8 19,6 29 22,6 21,2
T. min. mediaC) 5,4 5,6 7,5 9,8 13,0 16,8 18,6 18,6 16,7 13,5 9,9 7,2 6,1 10,1 18 13,4 11,9

  Storia

Le origini del nome

Il toponimo Scafati deriva dal termine scafa, ossia "battello fluviale", che a sua volta deriva dal latino scapha. Tali mezzi, chiamati poi lontri, simili alle gondole, ma con fondo piatto, erano fondamentali mezzi per la navigazione del fiume Sarno. Ed è proprio per questa ragione, ma anche per il fatto che i palazzi del centro si affacciano pittorescamente sul fiume, la città di Scafati era un tempo indicata con il nome di Piccola Venezia.

  Antichità

Non si ha notizia della presenza di un insediamento umano, nell'odierna Scafati, durante la prima età del ferro (IX-VII secolo a.C.); in base ad alcuni scavi eseguiti nella valle in epoche diverse si ha motivo di ritenere che la popolazione del protostorico, nel corso del proprio dislocamento lungo il Sarno, non si insediò nell'area che oggi appartiene al comune di Scafati. La ragione è da ricercarsi nel fatto che il primo nucleo abitativo di Pompei era stato fondato da genti osche dedite al commercio più che all'agricoltura. Il fiume Sarno era il naturale tratto d'unione fra la costa campana e il suo entroterra; su di esso già dai tempi della civiltà osca, correvano le imbarcazioni mercantili. I primi segni di attività economica nel territorio di Scafati si ebbero sul fiume prima dei campi. Due avvenimenti politici segnarono l'estendersi dell'agricoltura verso Scafati: il primo fu conseguenza della politica commerciale di Napoli che orientò le proprie attività verso il retroterra vesuviano, il secondo va collegato a un fenomeno di riversamento dei sanniti più poveri delle montagne verso zone rimaste scoperte. Durante le guerre sannitiche Roma legò Nocera ai suoi interessi economici e militari mediante un patto federale, grazie al quale il territorio della confederazione nocerina sarebbe rimasto esente da ogni influenza di legislazione romana, insomma, in piena autonomia economica e amministrativa.

  Eruzione 79 d.C.

Il territorio pompeiano continuò a godere dei benefici della feracità del suolo e la popolazione a fruire delle conseguenze degli intensi scambi commerciali con le altre regioni italiche, finché il terremoto del 62 e l'eruzione del 79 vennero a turbare una vita fondata sul lavoro e sull'agiatezza. Nella storiografia locale, tutta la campagna dell'Ager Nucerinus viene associata alla stessa sorte delle campagne pompeiane, ma in realtà le cose dovettero andare in altro modo. Infatti i ritrovamenti nella zona dimostrano che essa costituì una via di scampo, dove, chi era riuscito a salvarsi ha potuto rifarsi una vita.

  Medioevo

Quindi la vita economica riprese a dispetto di ogni difficoltà, e la produttività agricola crebbe al punto di destare le mire dei duchi napoletani a partire dal VI secolo. La valle continuò a gravitare nell'area bizantina, finché, nel 601, Arechi, duca di Benevento, l'occupò dopo feroci devastazioni. Nel 652 Sarno passava sotto la dominazione longobarda. Il corso del fiume Sarno cessò di essere la linea di delimitazione tra i due principati. Fu così che il territorio di Scafati rimase ancora assegnato al ducato di Napoli, ma la separazione fra i due stati non garantiva una pace sicura alle popolazioni poste lungo la linea di confine. Infatti, alcuni mutamenti politici portarono alla ridefinizione dell'assetto territoriale e dall'anno 848 il territorio di Scafati entrò a far parte della valle del Sarno, passando dalla denominazione bizantina a quella longobarda del principato di Salerno. Nel 1140 Ruggiero II divenne re di Sicilia e di Puglia. Ciò portò sicurezza nelle campagne, perché determinò la cessazione delle furibonde guerre combattute fra i conti e i principi. Il Catalogus baronum riporta notizia di un Signore a Lettere e di un altro a Nocera, e nulla più. L'assenza di altri baroni nella valle conferma l'ipotesi della demanialità della zona, che era sottoposta a particolare amministrazione per ciò che concerneva il rendimento dei terreni e la loro concessione, ma a nessuna soggezione politica. Quando quella terra si avviò a ridiventare coltivabile e una popolazione iniziò a fermarsi per lavorarla e abitarvi, fu donata a Riccardo Filangieri. Estintasi la famiglia Filangieri, la terra di Scafati ritornò al regio demanio e segnatamente alla corona angioina. La nuova situazione non fu certo migliore: alla tolleranza degli Svevi si sostituì un'ostinata e crudele intrasigenza che impedì all'Italia meridionale e alla Sicilia di raggiungere lo splendore che aveva cominciato ad annunciarsi sotto la caduta dominazione. La presenza di una monarchia stabile a Napoli, pero', determinò miglioramenti nelle condizioni di vita nella città e un nuovo e più intenso rapporto con la vicina campagna. L'Agro Nocerino-Sarnese, si trovò così investito di più larghe e frequenti richieste di vettovagliamento, il che dette impulso allo sviluppo e all'incremento dell'agricoltura. Nel 1284, Carlo II d'Angiò concesse la terra di Scafati al monastero di S. Maria di Realvalle come un feudo nobile. L'abbazia tenne il feudo sino ad alcuni anni prima del 1355, quando la regina Giovanna I lo concesse al Gran Siniscalco del Regno, Niccolò Acciaiuoli. Da qui il feudo tornò nuovamente nelle mani dell'abbazia alla quale fu tolto definitivamente nel 1464 per donazione fattane da papa Pio II a suo nipote Antonio Piccolomini, liberatore della terra scafatese per conto di Antonio Nasti. Con quest'ultimo passaggio si chiuse la lunga serie di infeudazioni cui fu esposta la terra di Scafati.

  Fine Medioevo - Epoca Spagnola

Intorno all'anno 1532 si verificarono alcuni fattori favorevoli al miglioramento dell'economia agricola: ai terreni vulcanici fertilissimi, si aggiunsero quelli ricavati dalla riduzione dell'area boschiva, rendendo così possibile l'estendersi dell'area messa a coltura; furono impiantati opifici e mulini feudali in località Bottaro e fu aperta la strada regia, lungo la quale si intensificò il traffico commerciale. Erano i segni della nuova mentalità rinascimentale e dell'influenza economica e finanziaria della scoperta dell'America, seguita dal rialzo dei prezzi e dalla rivalutazione dei terreni. Scafati ne fu direttamente investita e così il suo territorio assunse un'importanza mai avvertita prima che la posizionò al centro dei commerci e dei transiti nella valle del Sarno, nel momento in cui i traffici si incrementavano e il passaggio delle merci sul fiume avvertiva un proficuo sviluppo. Questa situazione di benessere richiamò, sul posto più vicino al fiume, nuova gente, e avrebbero di lì a poco dato inizio a una floridezza economica senza precedenti, se il signore di Scafati non avesse modificato l'alveo del fiume, causando il disastroso impaludamento di buona parte dei terreni. Connessa all'incremento demografico ed economico fu l'estensione dell'insediamento urbano. Il centro storico, che ancora oggi viene chiamato Vitrare, cominciò invece a sorgere e a svilupparsi nella seconda metà del XVIII secolo. Infatti il fiscalismo spagnolo, la degradazione ecologica della valle da Scafati a Sarno, il calo della popolazione e le epidemie del secolo, non poterono certo incoraggiare uno sviluppo urbanistico.

  Epoca di Masaniello

Nel biennio 1647-48 la valle fu teatro della guerra fra le forze popolari e quelle baronali come riflesso immediato della rivolta di Masaniello, scoppiata pochi mesi prima a Napoli. La sua caduta in mano alle forze baronali segnò l'inizio di un triste periodo di sottomissione alla volontà dei baroni. L'ideale rivoluzionario della repubblica partenopea, nell'Agro e a Scafati in particolare, ebbe vita brevissima. Le classi intellettuale rimasero indifferenti o volutamente estranei al movimento delle idee, senza lasciarsi travolgere dai fatti. In questa zona la repubblica fu una ventata insignificante che non vide più rivivere l'ardore e il coraggio testimoniati dall'aspra guerra contadina del tempo di Masaniello.

  Regno delle due Sicilie

Fu importante centro industriale tessile e dell'armeria sotto il Regno delle Due Sicilie. Infatti, l'allora re Ferdinando II istituì un polverificio e realizzò un'opera di rettifica del basso corso del fiume Sarno per il trasporto delle polveri da sparo dall'opificio verso il mare, intervento che risolse anche diversi problemi per la popolazione legati alle continue esondazioni del fiume. Inoltre, sempre sotto la reggenza di Ferdinando II, fu costruito uno scalo ferroviario sulla storica linea Napoli - Portici, la prima ferrovia d'Italia, quando questa fu allungata fino a Nocera Inferiore. Il Comune di Scafati è stato travolto nel 1707 dalla caduta abbondante di piroclasti del vesuvio insieme ai comuni di Striano, Torre del Greco e Boscotrecase. Danni alle coltivazioni, centinaia di feriti.

  Gruppo "28 settembre" e la Battaglia di Scafati

Durante la Seconda guerra mondiale, con le dure rappresaglie che si vivevano nei nostri paesi, i tedeschi ripiegavano rapidamente dato l’imminente arrivo dell’armata del generale Montgomery. Intanto nasceva il primo gruppo armato di resistenza del meridione d'Italia, "Gruppo 28 Settembre" che contribuì alla liberazione del territorio di Scafati.

Il 28 settembre 1943, nel corso di violenti scontri, la Città fu liberata dalla occupazione tedesca grazie all'azione armate e un grosso lavoro d’ intelligence, delle guide Partigiane, "Gruppo 28 Settembre" gli inglesi penetrarono nel centro cittadino senza attraversare il ponte sul fiume Sarno, in piazza Vittorio Veneto (ultimo passaggio di collegamento fra le province di Napoli e Salerno) minato in precedenza dai tedeschi, riuscendo così ad evitare che quest'ultimo fosse abbattuto e scongiurando ulteriori e devastanti spargimenti di sangue. Tre unità che componevano la 134ª Brigata Camionata (rinforzata da unità corazzate), e uno dei tre battaglioni che a loro volta componevano quest’ultima era il 1/6° del Queen's Royal Regiment, ovvero la 7ª Divisione Corazzata britannica, i famosi “Topi del Deserto”(Desert Rats), con al comando il ten. col. Michael Forrester (deceduto il 15 ottobre 2006, all'età di 89 anni,) facendo ripiegare i Tedeschi nella direzione di Napoli. Tra gli episodi, forse il più vile della guerra di Scafati, fu quello dove persero la vita (nessuna vittima tra civili) solo tre famosi corrispondenti di guerra, Alexander Austin, Stewart Sale, William Munday, che a guerra conclusa furono trasportate nel War Cemetery, uno dei più grandi cimiteri di guerra inglese, che si trova a Salerno sulla Strada Statale 18 presso Montecorvino Pugliano.

Solo per dovere di cronaca ospita le spoglie di 1653 inglesi, 27 canadesi, 10 australiani, 3 neozelandesi, 9 sudafricani, 33 indiani, 111 non identificati per un totale di 1846 militari caduti in Italia Meridionale. Oggi i pochi reduci della 2ª guerra mondiale, che prendo parte a gli unici due anniversari: lo Sbarco di Salerno nome in codice Operation Avalanche e La battaglia di Scafati, (ricordati ogni anno dalle amministrazioni locali) con qualche anno in più, tornano sui luoghi che li videro giovani e baldi soldati, guardano con emozione i campi di battaglia e lo stupendo panorama di quelle montagne, nella quale molti dei loro commilitoni dal 1943 lasciarono la loro giovinezza, in una terra definita benedetta da Dio. Il 28 settembre gli Alleati, dopo aver trovato molta resistenza Tedesca e facendoli ripiegare verso Napoli, gli Alleati avevavo conquistato tutta l’area del primo settore il tratto di spiaggia che dal fiume Sele procede in direzione di Salerno, mentre il secondo settore comprendeva quello che va dal fiume fino al Comune di Agropoli (SA).

Anche la costiera Amalfitana venne toccata dagli uomini del Gen. Mark Waine Clark, infatti si ebbero altri due punti di sbarco, a Vietri sul Mare (Commandos) ed a Maiori (Rangers) ormai anche l’Agro vede presto la liberazione, dopo ventidue giorni e 54 chilometri di combattimenti, gli Alleati entrarono a Napoli 1º ottobre ’43..

  Scafati in una foto d'epoca

  Monumenti e luoghi di interesse

  Architetture religiose

  • Santuario di Maria SS. Incoronata dei Bagni (XVII secolo)
  • Chiesa Madre di S. Maria delle Vergini (XV secolo)
  • Abbazia di Santa Maria di Realvalle (1270)
  • Chiesa di San Pietro Apostolo (X-XI secolo)
  • Chiesa di Sant'Antonio Vecchio (XX secolo)
  • Chiesa Madonna delle Grazie
  • Chiesa Croce Santa
  • Chiesa S. Francesco d’Assisi
  • Chiesa S. Francesco di Paola
  • Nuova Chiesa S. Francesco di Paola
  • Chiesa SS. Vergine del Suffragio
  • Chiesa San Vincenzo Ferreri (XX secolo - Abside di A. Casciello)

  Altro

La Villa comunale o Parco Wenner (1933), conserva un esemplare di Jubaea spectabilis che per dimensioni è il più grande in Europa[3]. Real Polverificio Borbonico.

  Società

  Evoluzione demografica

Abitanti censiti

  Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.885 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Marocco 703 1,38%

  Religione

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica; la Chiesa Madre del comune appartiene alla Diocesi di Nola, così come la maggior parte delle parrocchie. La Chiesa della Madonna dei Bagni è amministrata dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale[4] ADI

Fra altre confessioni religiose è presente anche quella dei Testimoni di Geova con una Sala del Regno in cui si radunano quattro congregazioni (di cui anche una di Pompei). Ogni settimana la Sala del Regno di Scafati è frequentata in totale da circa 500 persone.

  Istituzioni, enti e associazioni

  • Ospedale Mauro Scarlato

Nel corso del 2010 si sta discutendo della chiusura o riduzione dell'intera struttura (E' stato chiuso e smembrato di tutte le sue attrezzature e delle sue professionalità)

  • Istituzione "SCAFATI Solidale"
  • Associazione Orchestra da Camera della Campania

  Tradizioni e folclore

  Forme di musica popolare

La "tammurriata" utilizza particolari strumenti musicali: la già citata tammorra, formata da una pelle tesa su un cerchio di legno su cui sono fissati dei sonagli detti "'e cicere" o "'e cimbale"; le castagnette o nacchere, intagliate nel legno e costituite da due parti unite fra loro da un cordoncino. In alcune zone le castagnette vengono distinte in "maschio" e "femmina" a seconda che vengano suonate rispettivamente con la destra o con la sinistra. «Questo esempio riporta ad un'antica simbologia del corpo secondo la quale l'uomo, il suo corpo in genere, è per metà maschile e per metà femminile. Una visione del genere, tipica del mondo antico ed orientale, si ritrova però anche nella concezione della divinità nel Meridione. Alcune Madonne, ad esempio, hanno nella raffigurazione iconografica il sole (sulla destra) e la luna (sulla sinistra), ovvero il "maschile" e il "femminile"» (Sergio De Gregorio, nell'opuscolo allegato all'LP "Musica e canti popolari della Campania - vol. 1").

Alla tammorra e alle castagnette si possono aggiungere anche: il putipù o caccavella (tamburo a frizione costituito da una pentola di terracotta o scatola di latta ricoperta da una pelle, su cui è fissata una canna); il triccheballacche o scetavajasse (composto da tre martelletti di legno di cui quello centrale fisso, martelletti ai quali possono essere applicati anche dei sonagli); la tromba degli zingari o scacciapensieri o marranzano. Il rappresentante illustre della "Tammurriata" è Antonio Matrone ('O Lion) col suo gruppo definito "A Paranza do’ Lione".

L'altra grande forma di musica popolare è "A Fronna e Limone" (fronda di limone). Quest'ultima è una particolare forma di canto campano, eseguito a distesa e senza accompagnamento strumentale. Per quel che riguarda i testi, in genere si attinge ad un vasto repertorio di "fronne" che però, a seconda della circostanza, possono essere variate, rimescolate o improvvisate in parte dall'esecutore (e ciò avviene massimamente quando le "fronne" sono articolate tra due o tre persone che si rispondono e dialogano con tali canti). Per questa loro disponibilità al dialogo, le "fronne" sono state anche utilizzate come comunicazione con i carcerati. Infatti per il passato, era abbastanza frequente sentir cantare sotto le carceri alcuni tipi di "fronne", articolate da parenti o amici di reclusi. Spesso erano informazioni che si davano al carcerato, messaggi d'amore, parole di conforto, il tutto articolato con un linguaggio oscuro e gergale che sfuggiva anche alla comprensione dei secondini.

Nella tradizione più classica, esiste, un repertorio di "fronne" più ritualizzate, le cui tematiche si riferiscono all'amore, a fatti sessuali e alla morte. Il protagonista indiscusso di questa particolare forma di canto e "Zì Giannino Del Sorbo" senza ombra di dubbio il più grande frondaiolo vivente.

  Festa di "Bagni"

Una festa considerata emblematica per tutto l'agro Nocerino Sarnese è la festa della "Madonna dei Bagni" , si svolge a Bagni, località agricola situata in periferia di Scafati al confine con Angri.

Una festa tipicamante primaverile che si consuma nei suoi rituali nelle masserie dove si canta e si danza a ritmo di "tammorra" e "castagnette" (tamburo e nacchere). Scritti antichi ci riportano ai festeggiamenti per i quali la plebe rurale traeva ispirazione dalle "Feste Ilarie", che celebravano la morte e resurrezione di Attis. Antropologicamente nell'antichità pagana il dio della natura rinasce in questo periodo. Festeggiamenti quindi per l'alterna vicenda della natura che fiorisce a nuova vita. Morte e vita, nel mondo rurale si identificano: dalla morte del seme ne consegue la nascita della pianta. Altro elemento di vita è l'acqua. Su queste premesse si innesta il rito religioso che nei giorni della festa dell'Ascensione, sulla Statale 18, nei pressi del seicentesco Santuario, si celebra in onore della "Madonna dei Bagni". La festa, secondo autorevoli studiosi, rientra nel culto delle "Sette Madonne" in Campania. A Bagni, oltre al Santuario di S. Maria Incoronata dei Bagni, risalta la fonte ('o fuosso) che contiene l'acqua ritenuta miracolosa; dove una vecchietta intinge una penna di gallina nell'olio santo, unge e benedice la gente. Altre peculiarità del "fosso" sono: la camomilla, i papaveri e "'o Vacille cu' 'e rrose", bacinella con petali di rose maggiaiole che vengono, secondo la leggenda, benedetti da un "Angelo" che passa nei campi la notte precedente l'Ascensione, donando ai fiori tipici della festa proprietà taumaturgiche e purificatorie. Icona mobile della festa “Il Carrettone” Anticamente i signorotti del napoletano raggiungevano Bagni con il "Bleak", vettura di lusso trainata da cavalli dove prende-vano posto le "maeste ncannaccate", signore con vistosi gioielli al collo.

I contadini invece si servivano dei comuni carretti che per l 'occasione "annoccavano" (addobbavano) con fronde e fiori di carta velina, per copertura, come riparo dal sole, venivano sistemate delle lenzuola. Da tali carretti deriva il nome "'O Carrettone 'e Vagne". Tale mezzo di viaggio, la cui ultima apparizione risaliva al lontano 1954, è stato riproposto, nel pieno rispetto dell'antica tradizione, dal 1982 al 1987, fino a quando la festa non ha subito un processo di trasformazione con l'immissione di elementi spurii che non hanno nessuna congruenza culturale - antropologica con la memoria autentica.

Il "Carrettone" era preceduto, nel suo "viaggio", da un folto gruppo di ragazzi che indossavano "antrite", collane di noccioline e castagne e che "guidavano" il tipico "chirchio", cerchio di bicicletta o di botte, anch'esso "annoccato" con fiori di carta, penna di gallina e immaginetta della Madonna.

La Festa della Madonna dei Bagni conserva oggi il suo fascino in ragione delle esibizioni spontanee della gente che rimane protagonista autentica quando accompagnandosi con le inseparabili "castagnette" si disinibisce e si esprime a lungo in una frenetica "tammurriata" collettiva.

  Geografia

  Distanze stradali

  Geografia antropica

Nel centro cittadino di Scafati in piazza Vittorio Veneto vi si trova la chiesa di Santa Maria delle Vergini, santo patrono della città.

Dalla piazza centrale, a pochi metri è possibile raggiungere il Municipio chiamato Palazzo Mayer, dove alle sue spalle vi si trova la Villa Comunale chiamata Parco Wenner. Il centro è formato dal corso principale della città Corso Nazionale; altre vie frequentate nel centro storico sono Via Giovanni XXIII e Via Martiri d'Ungheria.

La città è suddivisa in varie frazioni:

  • San Pietro dove è possibile trovare la chiesa di San Pietro in piazza, la Chiesa di Sant'Antonio Vecchio e l'Abbazia di Santa Maria di Realvalle a via Lo Porto.
  • San Vincenzo
  • Frazione 31
  • Frazione 28
  • Bagni
  • Berardinetti
  • Mariconda
  • Mortellari
  • Zaffaranelli Marra

  Cultura

  Musica

Il 7 novembre 1999 a Scafati è stata fondata una "Scuola della canzone napoletana" dedicata a "Roberto Murolo - Città di Scafati", con una serata inaugurale tenuta presso “Villa Nunziante”. Numerosi sono i siti di rilevanza culturale, il più noto è sicuramente il Polverificio Borbonico poi sono da citare Villa Nunziante, l'Abbazia di Realvalle a San Pietro e numerosi reperti archeologici ritrovati in territorio cittadino, come ad esempio la villa romana detta "di Popidio Narciso". Scafati si contraddistingue per la sua profonda e radicata tradizione di musica popolare: nelle sue periferie ancora a vocazione fortemente agricola, si conservano la suggestioni della "Tammurriata" che prende il nome dal tamburo che scandisce il ritmo, detto "tammorra" o "tammurro". Originario di Scafati sarebbe stato, secondo la tradizione, Felippo Sgruttendio (detto per questo "de Scaphato") autore di una raccolta di sonetti e canzoni in dialetto napoletano dal titolo "La tiorba a taccone", pubblicata per la prima volta nel 1646. N. Sapegno così ebbe a definire l'opera: "un canzoniere in vita e in morte di una Cecca, gustosa parodia, ricca di pittoreschi quadretti di vita popolana, dei modi e dei temi della lirica amorosa contemporanea".[5]

  Personalità legate a Scafati

  Infrastrutture e trasporti

  Principali arterie stradali

  • Strada Provinciale 5 Italia.svg Strada Provinciale 5 Pendino-Bivio San Marzano (Confine Poggiomarino).
  • Strada Provinciale 127 Italia.svg Strada Provinciale 127 Innesto SP 5 (S.Marzano)-Trav. Badia-via Torino-Innesto SP 96 (Tricino).
  • Strada Provinciale 185 Italia.svg Strada Provinciale 185 Via Longa-Innesto SS 18-Ortoloreto-Ortalonga-Innesto SS 367.
  • Strada Provinciale 287 Italia.svg Strada Provinciale 287 Innesto SS 18 (Scafati)-confine centro abitato di Angri.
  • Strada Statale 268 Italia.svg Strada Statale 268 Uscita SS 268 del Vesuvio (Scafati)

  Aeroporti

Aereo Gli aeroporti più vicini sono:

  Amministrazione

  Altre informazioni amministrative

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 3 Sarnese Vesuviano.

  Sport

Gli sport più diffusi a Scafati sono il calcio, la pallacanestro,la pallamano e la pallavolo.

  Calcio

La principale squadra di calcio della città è la Scafatese Calcio 1922, che attualmente milita nel girone M di Seconda Categoria. La squadra ha militato in passato anche in due campionati di Serie B, e diversi campionati in Serie C e Serie D.

  Pallacanestro

La Givova Scafati è la prima squadra di pallacanestro di Scafati e gioca in Legadue, seconda categoria professionistica italiana.La squadra ha militato in passato anche a due campionati di Serie A. Il suo Palazzetto dello Sport può contenere 3700 spettatori.

  Pallamano

Nel 1984 la squadra locale di pallamano "Cierre Scafati" è stata campione d'Italia.

  Pallavolo

Questo sport è soprattutto praticato dalle ragazze scafatesi. Il maggior gruppo che lo pratica è la squadra "Michela Elite Scafati" che si trova ai vertici della classifica della serie B1.

  Personalità sportive legate a Scafati

  • Vincenzo Sicignano: calciatore. Passato in serie A nelle file Parma, Lecce e Chievo. Attualmente al Barletta - Lega Pro Prima divisione
  • Felice Evacuo: calciatore. Esordio in serie A nella Lazio. Attualmente allo Spezia - Lega Pro Prima divisione
  • Roberto Vitiello: calciatore. Attualmente al Siena - Serie A.
  • Leandro Vitiello: calciatore. Attualmente al Grosseto - Serie B.
  • Massimo Rastelli: allenatore. Passato in serie A nel Piacenza
  • Marco Matrone: calciatore originario di Scafati, naturalizzato finlandese

  Curiosità

  • Le due frazioni "ventotto" e "trentuno" si chiamano in tal modo, poiché, si fa riferimento alla numerazione delle cabine dell'acqua che anticamente servivano per irrigare i campi, che stavano lungo l'ex canale Conte Sarno.
  • Nei patti Lateranensi stipulati dalla Chiesa e da Benito Mussolini, "Valle di Pompei" fino ad allora frazione di Scafati, diventa comune autonomo e in cambio Scafati "riceve" Bagni dalla cittadina confinante, Angri.
  • Scafati risulta tra le prime città italiane, dove, durante la Seconda guerra mondiale, sono nati gruppi partigiani. L'anniversario della sua liberazione dal nazifascismo cade il giorno 28 settembre (1943).

  Voci correlate

  Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella climatica sul sito ENEA
  3. ^ Scafati, le chiese
  4. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia
  5. ^ N. Sapegno, Compendio di Storia della Letteratura Italiana, La Nuova Italia, p. 276

  Altri progetti

   
               

   Advertizing ▼

 

All translations of SCAFATI


sensagent's content

  • definitions
  • synonyms
  • antonyms
  • encyclopedia

  • definizione
  • sinonimo

Dictionary and translator for handheld

⇨ New : sensagent is now available on your handheld

   Advertising ▼

sensagent's office

Shortkey or widget. Free.

Windows Shortkey: sensagent. Free.

Vista Widget : sensagent. Free.

Webmaster Solution

Alexandria

A windows (pop-into) of information (full-content of Sensagent) triggered by double-clicking any word on your webpage. Give contextual explanation and translation from your sites !

Try here  or   get the code

SensagentBox

With a SensagentBox, visitors to your site can access reliable information on over 5 million pages provided by Sensagent.com. Choose the design that fits your site.

Business solution

Improve your site content

Add new content to your site from Sensagent by XML.

Crawl products or adds

Get XML access to reach the best products.

Index images and define metadata

Get XML access to fix the meaning of your metadata.


Please, email us to describe your idea.

WordGame

The English word games are:
○   Anagrams
○   Wildcard, crossword
○   Lettris
○   Boggle.

Lettris

Lettris is a curious tetris-clone game where all the bricks have the same square shape but different content. Each square carries a letter. To make squares disappear and save space for other squares you have to assemble English words (left, right, up, down) from the falling squares.

boggle

Boggle gives you 3 minutes to find as many words (3 letters or more) as you can in a grid of 16 letters. You can also try the grid of 16 letters. Letters must be adjacent and longer words score better. See if you can get into the grid Hall of Fame !

English dictionary
Main references

Most English definitions are provided by WordNet .
English thesaurus is mainly derived from The Integral Dictionary (TID).
English Encyclopedia is licensed by Wikipedia (GNU).

Copyrights

The wordgames anagrams, crossword, Lettris and Boggle are provided by Memodata.
The web service Alexandria is granted from Memodata for the Ebay search.
The SensagentBox are offered by sensAgent.

Translation

Change the target language to find translations.
Tips: browse the semantic fields (see From ideas to words) in two languages to learn more.

last searches on the dictionary :

5076 online visitors

computed in 0.047s

   Advertising ▼

I would like to report:
section :
a spelling or a grammatical mistake
an offensive content(racist, pornographic, injurious, etc.)
a copyright violation
an error
a missing statement
other
please precise:

Advertize

Partnership

Company informations

My account

login

registration

   Advertising ▼