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San Daniele del Carso

                   
San Daniele del Carso
insediamento
Štanjel
Dati amministrativi
Stato bandiera Slovenia
Regione statistica Litorale-Carso
Comune Comeno
Territorio
Coordinate 45°49′24″N 13°50′38″E / 45.8233°N 13.8440°E / 45.8233; 13.8440 (San Daniele del Carso)Coordinate: 45°49′24″N 13°50′38″E / 45.8233°N 13.8440°E / 45.8233; 13.8440 (San Daniele del Carso)
Altitudine 312 m s.l.m.
Superficie 3,75 km²
Abitanti 343 (31-12-2008)
Densità 91,47 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 6222
Prefisso (+386) 5
Fuso orario UTC+1
Provincia storica Litorale
Localizzazione
San Daniele del Carso è posizionata in Slovenia
San Daniele del Carso

San Daniele del Carso[1][2], già San Daniele[3][4] (Štanjel[5] in sloveno, St. Daniel[5][6] in tedesco) è una località slovena posta all'interno del comune di Comeno. Il paese prende nome dal suo patrono San Daniele (Sveti Danijel) anche se talune fonti lo citano come Sant’Angelo[7] (Sveti Angel) o Arcangelo (Arhangel).

La parte antica del paese è costituita da un piccolo borgo di origine medievale posto poco sotto la sommità di un modesto colle (colle Thurn, 364 m) nel Carso occidentale dal quale si gode un'ampia vista. Il borgo ha subito danni nel corso di entrambe le guerre mondiali e tali ferite sono ancora presenti nella località. Questa parte alta della località conserva però ancora la caratteristica abitativa carsica con delle costruzioni a schiera, a struttura romanica e gotica, con strette viuzze che confluiscono in piccoli slarghi spesso dominati da pozzi monumentali. Si è successivamente sviluppata una parte bassa del paese più moderna posta lungo l'asse viario che collega la conca goriziana con il Carso centrale. Possiede anche una stazione ferroviaria lungo la ferrovia Jesenice-Trieste, facente parte del complesso della Transalpina.

Indice

  Storia

  Il castello e la chiesa di S. Daniele
  Il castello di San Daniele del Carso

Zona frequentata già nell'antichità (i primi insediamenti risalgono alla civiltà di Hallstatt, quando sulla cima del colle Thurn sorse il primo castelliere) assunse grande importanza nel periodo romano stante la sua vicinanza con il sistema di fortificazioni creato a protezione delle Alpi Giulie. Sulla sommità del colle vi è la ghiacciaia Ledanica o Gledanica ove si trovano i resti di una torre di avvistamento da cui gli antichi romani potevano controllare facilmente il transito verso l’Italia.

Dopo la caduta dell’Impero romano, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica promossa dall’imperatore Giustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini bizantini.
Dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nell’Italia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, rimase sotto dominio bizantino (il confine tra l’Istria bizantina e il Regno longobardo era fissato su una linea poco più a nord che da Sistiana[8] passava per Sella del Bivio[9]). Dopo una parentesi di dominazione longobarda dal 751 ad opera del loro re Astolfo, questa parte del Carso assieme all’Istria tornò in mano bizantine dal 774.

Annientati i Longobardi, Carlo Magno, re dei Franchi, nel 788 occupò anche l’Istria bizantina inglobandola nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nel 803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l’Istria. Alla morte di Pipino nel 810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo[10].
Con la morte di Carlo Magno nel 814 la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno d’Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nel 828 (dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la marca orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna). Da allora le contee del Friuli e dell'Istria vennero conglobate nella nuova “marca d'Aquileia”, come parte del Regno d'Italia.

In seguito al Trattato di Verdun, nel 843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia[11] in mano a Lotario I e più specificatamente dal 846 della Marca del Friuli, in mano al marchese Eberardo a cui succedettero prima il figlio Urnico e poi l'altro figlio Berengario.

Cessato il dominio franco con la deposizione di Carlo il grosso, Berengario, divenuto re d'Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo Vilfredo che venne poi nell'895 da lui nominato marchese del Friuli e dell'Istria.

Nel 951 passò alla Marca di Verona e Aquileia[12]; dopo un'iniziale sottomissione al Ducato di Baviera dal 952, nel 976 passò al Ducato di Carinzia appena costituito dall’imperatore Ottone II.

Nel 1077 passò al Principato ecclesiastico di Aquileia[13].
Dal 1200 passò ai Conti di Gorizia[13] (in seguito divenne noto come Antiquorum Goritianum Comitum Residentia, ossia Antica residenza dei Conti di Gorizia), in quanto advocati del patriarca, e dai quali acquisirono gradualmente una larga parte dei territori, frazionati in feudi minori fra i loro ministeriali, i veri e propri strumenti di governo comitale sul Carso[14] e la vicina Istria[15].

Nel 1500, assieme al resto della Contea di Gorizia, passò alla Casa d’Asburgo.
Nel 1508, durante la guerra austro-veneta, le truppe venete occuparono il paese per un anno[13].
Tornato alla Contea di Gorizia (il paese venne affidato ai conti di Cobenzl di Prosecco[13]), nel 1512 entrò insieme ad essa nel Circolo austriaco del Sacro Romano Impero, per poi far parte, dal 1754, della Contea di Gorizia e Gradisca[7][16][17].

Con il trattato di Schönbrunn (1809) entrò a far parte delle Province illiriche.

Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel Regno d'Illiria come comune autonomo[3], che comprendeva gli insediamenti di Cippi (Čipnje), Lissiachi (Lisjaki) e Locavizza di San Daniele (Lukovec) dell’attuale comune di Comeno; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 sempre come comune di autonomo[5] a cui si aggiunsero gli insediamenti di Cobidil San Gregorio (Kobdilj), Cobolli (Koboli), Crussevizza di San Daniele (Hruševica) dell’attuale comune di Comeno.
Nel diciottesimo secolo, una volta estinti i Cobenzl, divennero proprietari del castello di San Daniele i Coronini – Cromberg. Dopo di loro con rapida rotazione si ricordano i Ritter de Zahony, i Colloredo e i baroni Parisi di Trieste.

Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al Regno d’Italia e venne congiunto alla Provincia di Gorizia come comune autonomo con le medesime frazioni del periodo asburgico.
In seguito all’abolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla Provincia del Friuli[2].
Nel 1927, con la ricostituzione della Provincia di Gorizia[18] il comune s'ingrandì assorbendo il comune di Còbbia il quale cessò così di esistere.

Tra il 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della Linea Morgan fece parte, assieme a tutto il Carso di Comeno, della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato[19] (AMG); passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.

  Monumenti e luoghi d'interesse

Il feudatario risiedeva in un castello, ricostruito nel XVI sec., oggi in parte adibito a museo storico nonché a museo delle opere del pittore italiano Luigi Spacal, nato a Trieste nel 1907 da genitori originari di Castagnevizza e insignito del premio San Giusto d'Oro nel 1977.

La parrocchiale risale anch'essa al XVI sec., ampliata nel XVIII sec.

Lungo la strada che giunge da sud-est, presso l'ingresso della torre di Kobdilj, è situato il giardino dei Ferrari. Opera dell'architetto Max Fabiani, è stato costruito tra gli anni venti e trenta per conto del cognato, il medico triestino Enrico Ferrari.

Da segnalare poi la tipica casa carsica, posta alla confluenza di tre strade poco sopra la chiesa, adiacente ad uno dei pozzi monumentali.

Nel 2001 fu realizzata, con l'aiuto dell'Unione Europea, la via Fabiani, una passeggiata panoramica che si snoda tra le vie del villaggio fino ai boschi del circondario.

  Alture principali

Turn, 363 m; Hrib, 348 m; Gabršček, 346 m; Ostri vrh, 301 m; Vrhec, 293 m.

  Personaggi celebri

  Altri progetti

  Collegamenti esterni

  Note

  1. ^ San Daniele del Carso in: Carta geologica delle Tre Venezie – Gorizia, Foglio 40a della Carta d’Italia al 100.000 dell’Istituto Geografico Militare – Firenze 1951
  2. ^ a b Regio Decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99
  3. ^ a b Mappa Censuaria della Comune di ST DANIELE, nel Litorale Circolo di Gorizia, Distretto di ST Daniele, 1821 con Bandel (l’attuale Cippi) – Archivio di Stato di Trieste
  4. ^ Prospettiva di S. Daniele ,Castri Sancti Danielis - illustrazione originale del grafico Cappellaris Giovanni Antonio, 1752
  5. ^ a b c indicazione bilingue del comune di Daniel Sct., Štanjel in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906
  6. ^ Blatt 32-46 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887
  7. ^ a b S. Daniele (S. Angelo) in: Der Gœrzer Kreis und der Triester Kreis, Entworfen und Gezeichnet von J. K. Kindermann, gestochen zu Wien von Ch. Juncher – Verlegt bey Franz Xaver Miller – Buchhændlern zu Grætz, 1797
  8. ^ Annali Storici: Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura, edizioni Lint Trieste
  9. ^ Selo na Vipavskem – www.slovenia.info
  10. ^ Mappa dell’Impero carolingio all’ascesa di Ludovico I (814)
  11. ^ la Lotaringia (con l’Italia) (in verde) nell’impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell’anno 843
  12. ^ Mappa dell’Europa centrale tra il 919 e il 1125
  13. ^ a b c d ŠTANJEL - CASTRI SANCTI DANIELIS, Nataša Štupar-Šumi, in lingua slovena
  14. ^ S. Rutar, Završniška gospoščina na Krasu, in Izvestjia Muzejska društva za Kranisko, letnik V (1895), pp. 127 : si attesta la donazione da parte dell'imperatore Corrado II al patriarca di Aquileia Poppone di tutto il territorio carsico (totam Carsiam) per aver respinto nel 1028 gli ungheresi che erano penetrati nella Carniola
  15. ^ P. Štih., op. cit., pp. 23-24; 78; P. Štih. Il posto dei ministeriali nell'organizzazione e nell'amministrazione dei conti di Gorizia in La contea di Gorizia nel Medioevo, a cura di S. Tavano, Gorizia 2002, p. 95.
  16. ^ rielaborazione G.I.S. con i confini attuali e quelli del Josephinische Landesaufnahme (1763-1787), in Isonzo-Soča n.79/80 – Ottobre/Novembre 2008, pg. 18-22, “La Contea di Gorizia tra vecchi e nuovi confini”, Michele Di Bartolomeo
  17. ^ S. Angelo (l’attuale San Daniele del Carso) ad ovest del confine tra Contea di Gorizia e Carniola in: Carta delle Contee di Gorizia, di Gradisca, Distretto di Trieste e del Friuli veneto, dedicata all’Imperiale Regia Società d’Agricoltura delle medesime Contee nuovamente misurata e disegnata dal cesareo regio provincial Ingegnere Giannantonio Cappellaris, in Venezia per P. Santini, 1780
  18. ^ Archivio di Stato di Gorizia
  19. ^ San Daniele del Carso (Štanjel) durante l'Amministrazione Militare Alleata, Olga Abram, Acta Histriae, 12, 2004, 2
   
               

 

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