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Società Sportiva Lazio

                   
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S.S. Lazio
Calcio Football pictogram.svg
Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Biancocelesti, Biancazzurri, Aquile, Aquilotti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Bianco e celeste
Simboli Aquila
Inno Vola Lazio vola
Toni Malco (1983)
Dati societari
Città Roma-Stemma.png Roma
Paese bandiera Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1900
Presidente Bandiera dell'Italia Claudio Lotito
Allenatore Bandiera della Bosnia ed Erzegovina Vladimir Petković
Stadio Olimpico di Roma
(73.481[1] posti)
Sito web www.sslazio.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppacoppe.png Supercoppaeuropea.png
Scudetti 2
Trofei nazionali 5 Coppe Italia
3 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
« La Lazio è un ente morale, molto di più rispetto ad una semplice società di calcio. »

La Società Sportiva Lazio, nota come S.S. Lazio o più semplicemente Lazio, è una società polisportiva italiana. Fondata a Roma il 9 gennaio del 1900 come Società Podistica Lazio da nove atleti, guidati dal sottufficiale dei Bersaglieri, nonché podista, Luigi Bigiarelli, è nota soprattutto per la sua sezione calcistica. È una delle tre società di calcio italiane (con Juventus e Roma) ad essere quotata in Borsa come S.p.A.[3]

La formazione romana gioca attualmente nella massima serie del campionato italiano di calcio, divisione nella quale ha militato per la maggior parte della sua storia; ha concluso il campionato a girone unico per tre volte al secondo posto e cinque volte al terzo, arrivando sul podio nei 69 campionati di Serie A disputati degli 80 totali nel 14,7% delle occasioni, arrivando anche a giocare per tre volte la finalissima nazionale, prima che venisse costituito il torneo a girone unico. La Lazio si è laureata 2 volte campione d'Italia, ha conquistato 5 volte la Coppa Italia, 3 volte la Supercoppa Italiana e, in ambito europeo, ha vinto per 1 volta la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA,[4] oltre ad 1 Coppa delle Alpi.

La Lazio raggiunse il suo primo maggior successo nel 1958, quando vinse per la prima volta la Coppa Italia. Il primo titolo italiano arrivò nel 1974, il secondo ed ultimo nell'anno 2000, inoltre le Aquile disputarono la finalissima nazionale, valevole appunto per l'assegnazione dello Scudetto, in tre occasioni, nel 1913, 1914 e 1923, senza però centrare in nessun caso la vittoria. Gli anni novanta hanno rappresentato il periodo più vittorioso nella storia della società capitolina, avendo visto il conseguimento di numerosi titoli nazionali ed internazionali, tra cui la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA nel 1999 ed il raggiungimento della finale di Coppa UEFA nel 1998.

I tradizionali colori della Lazio sono il bianco e il celeste, scelti all'epoca della sua fondazione, in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, mentre il simbolo della società è l'Aquila. Lo Stadio Olimpico di Roma, con 72,689 posti a sedere, è l'impianto dove la squadra disputa le gare casalinghe, così come la Roma, storica rivale dei biancocelesti. Le due formazioni romane si affrontano annualmente giocando il Derby della Capitale.[5]

Attualmente, le Aquile sono la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi, dietro Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma.

Nella classifica mondiale per club di tutti i tempi ("All-Time Club World Ranking"), stilata nel dicembre 2009 dall'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS), la Lazio occupa il 20º posto preceduta, in Italia, solamente da Juventus, Milan, Inter, Roma e Parma.[6]

Mentre nella attuale classifica mondiale per club (IFFHS) relativa al periodo giugno 2011/maggio 2012 ("Club World Ranking") pone la Lazio al 50º posto, terza tra le squadre italiane presenti in questa particolare graduatoria.[7]

La S.S. Lazio, inclusa la sezione calcio, partecipa ad un totale di 43 discipline, più di ogni altra polisportiva nel mondo.[8]

Indice

Cenni storici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Società Sportiva Lazio.

Dalle origini al secondo dopoguerra

  Luigi Bigiarelli, principale fondatore della Società Podistica Lazio.

La Società Podistica Lazio (solo nel 1925 rinominata Società Sportiva Lazio), fu fondata il 9 gennaio 1900[9] in piazza della Libertà, nel quartiere Prati di Roma, da un gruppo di 9 ragazzi romani, con a capo il giovane sottoufficiale dei Bersaglieri, oltre che atleta podista, Luigi Bigiarelli.[10] La Lazio, che nelle primissime annate calcistiche della sua storia praticò l'attività sportiva solamente a carattere locale, rivelandosi come la più forte squadra di calcio della Capitale, partecipò alle competizioni ufficiali dal 1912, anno in cui la FIGC incominciò ad organizzare campionati nel Centro e nel Sud Italia; il club romano, il quale visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente tre Campionati dell'Italia Meridionale, raggiunse la finalissima del torneo nazionale in tre occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo prima con la Pro Vercelli nel 1913, poi con il Casale nel 1914 e infine con il Genoa nel 1923.

Nel 1927 la Lazio, grazie al decisivo intervento del Generale Giorgio Vaccaro, fu l'unica società capitolina a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l'A.S. Roma.[11] I biancocelesti parteciparono al primo campionato di Serie A nel 1929 e guidati da Silvio Piola, storico centrattacco della Nazionale, nonché il più prolifico attaccante italiano di tutti i tempi, raggiunse il secondo posto nella stagione 1936-1937, andando a sfiorare quello che sarebbe stato il suo primo Scudetto, e centrando il proprio miglior piazzamento in campionato antecedente alla Seconda guerra mondiale; sempre nel 1937 la formazione capitolina, trascinata ancora una volta dalle reti di Piola, conquista l'accesso alla finale di Coppa dell'Europa Centrale (successivamente ridenominata Coppa Mitropa) in cui fu sconfitta nel doppio confronto dalla compagine ungherese del Ferencvaros.[12]

Gli anni quaranta rappresentano per i colori biancocelesti un decennio vissuto tra alti e bassi, con stagioni di livello, durante le quali la Lazio si attesta subito dopo le grandi squadre del Nord, ma anche con annate che vedono le Aquile attestarsi a metà classifica, soprattutto nel periodo postumo al secondo conflitto mondiale, quando la squadra rimase orfana del bomber Silvio Piola, trasferitosi tra le fila del Grande Torino, dopo aver trascorso nove stagioni in maglia laziale.

I primi successi, il primo Tricolore

Gli anni cinquanta videro la Lazio ottenere risultati altalenanti. Alla fine del decennio arrivò però la vittoria del primo trofeo ufficiale, la Coppa Italia del 1958;[13] nell'occasione, i biancocelesti furono anche la prima squadra italiana a potersi fregiare della coccarda tricolore per il successo nella coppa nazionale. Successivamente, i biancazzurri retrocessero per la prima volta in Serie B nel 1961, ma ritornarono in massima serie due anni dopo.

Dopo alcuni anni con piazzamenti a metà classifica, il club capitolino retrocesse nuovamente nel torneo 1970-1971. Tornata in Serie A la stagione 1972-1973, la Lazio sorprendentemente si dimostrò all'altezza degli altri contendenti al titolo, ovvero Juventus e Milan, e sfiorò la vittoria del Tricolore perdendo all'ultima giornata sul campo del Napoli.

  La Lazio con lo Scudetto sul petto.

La "spina dorsale" di questa squadra era formata dal difensore, nonché capitano, Pino Wilson, dai centrocampisti Luciano Re Cecconi e Mario Frustalupi, dal bomber Giorgio Chinaglia e dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio conquistò l'anno successivo il suo primo titolo in Serie A, nel campionato 1973-1974.[14]

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "banda Maestrelli" con la vittoria dello Scudetto, la Lazio dovette affrontare alcuni avvenimenti che segneranno in maniera profonda le stagioni a venire: le tragiche scomparse di Re Cecconi e Maestrelli e l'improvviso trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il valore della compagine romana scendesse precipitosamente di livello. L'unico conforto fu dato dalle reti segnate dall'attaccante Bruno Giordano che, dopo aver raccolto la pesante eredità di Long John Chinaglia, nel 1979 divenne capocannoniere della massima categoria consentendo alla Lazio di ottenere l'ottavo posto finale.[15]

Gli anni bui

L'anno dopo, la Lazio fu, per sentenza del Giudice Sportivo, retrocessa in Serie B a causa di uno scandalo per scommesse illecite che coinvolse alcuni suoi giocatori ed altri del Milan. La formazione biancoceleste rimase tre stagioni nella serie cadetta, e questo periodo è stato il più buio nella storia del club. Tornò nella massima categoria nel 1983 e riuscì a rimanerci anche l'anno successivo grazie ad una salvezza raggiunta solamente all'ultima giornata. La tormentata stagione 1984-1985 portò ad una nuova retrocessione dato che la squadra si classificò all'ultimo posto, raccogliendo solamente 15 punti, pur avendo in rosa calciatori del calibro di D'Amico, Giordano, Manfredonia e Michael Laudrup.

Nel 1986, la Lazio fu colpita da una nuova penalizzazione di 9 punti (un colpo veramente duro, in un periodo in cui la vittoria comportava solamente due punti) per uno scandalo sempre su illecite scommesse, che coinvolgeva il capitano Claudio Vinazzani. Ci fu in questa annata una dura ed estenuante lotta contro la retrocessione per non sprofondare in C, con la squadra guidata dal tecnico Eugenio Fascetti e trascinata dalle reti di Giuliano Fiorini che la evitò solamente agli spareggi finali contro il Taranto e il Campobasso.[16] Questa fu una vera e propria svolta nella storia della squadra romana, che tornò in Serie A nel 1988 e, sotto un'attenta gestione del patrimonio finanziario da parte del presidente Gianmarco Calleri, si consolidò dal punto di vista economico e tecnico e cominciò così a competere per i primissimi posti della classifica.

L'era Cragnotti: il secondo Scudetto e i trofei internazionali

  Alessandro Nesta, cresciuto nella Lazio ed ex capitano dei biancocelesti.

L'insediamento del finanziere romano Sergio Cragnotti, avvenuto nel 1992,[17] cambiò radicalmente la storia del club laziale grazie ai suoi importanti investimenti che portarono i biancocelesti a primeggiare in Italia e in Europa. Cragnotti batté ripetutamente tutti i record riguardo alle valutazioni del calciomercato, acquistando calciatori del calibro di Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente del centravanti argentino Hernán Crespo, acquisito quasi al prezzo doppio del centrocampista Verón.[18]

La Lazio si piazzò seconda in Serie A nel 1995, terza nel 1996 e quarta nel 1997; si attestò nuovamente seconda ad un solo punto dal Milan all'ultima giornata nel 1999 - su cui furono poi forti le polemiche per un presunto aggiustamento del campionato a favore del Milan[19] - per poi finalmente vincere il suo secondo Tricolore nel 2000,[20] anno in cui vinse anche la Coppa Italia, collezionando così (secondo gli standard italiani) un impressionante "Double" con lo svedese Sven-Göran Eriksson (1997-2001) come allenatore.[21] Questi anni videro la squadra capitolina vincere altre due Coppa Italia, nel 1998 e nel 2004, oltre all'ultima Coppa delle Coppe disputata nel 1999, che conferì alla Lazio il primo titolo europeo a livello calcistico.[22] Già nel 1998 la Lazio era arrivata in una finale europea, quella di Coppa UEFA contro l'Inter, ma aveva perso con un netto 3-0.[23] In quell'anno, comunque, i biancocelesti vinsero la loro prima Supercoppa Italiana (successo che sotto Cragnotti si sarebbe anche ripetuto nel 2000) e il loro secondo titolo europeo nel 1999, la Supercoppa UEFA contro gli allora Invincibili del Manchester United.[24] Inoltre, nel 1998 divenne il primo club di calcio italiano ad essere quotato in Borsa.[25]

L'arrivo di Lotito: la ricostruzione

A partire dal 2002, anche a seguito di alcuni problemi finanziari del presidente Cragnotti e della sua società, la Cirio, i risultati della Lazio iniziarono a peggiorare, anche perché il club fu costretto a privarsi delle proprie maggiori stelle, compreso il capitano e simbolo Alessandro Nesta.[26]. Nell'estate 2004, dopo una gestione di due anni guidata dal gruppo bancario Capitalia, con alla guida della società il presidente Ugo Longo, la Lazio si ritrovò sull'orlo della bancarotta, nonostante due aumenti di capitale in gran parte sottoscritti dai tifosi delle Aquile.

  La Lazio festeggia la quinta Coppa Italia della sua storia.

Nel luglio 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquistò infine il club biancoceleste grazie ad un accordo con i vertici di Capitalia, e lo stesso patron laziale riuscì a salvare la società dal fallimento grazie ad una transazione con l'Agenzia delle Entrate per la rateizzazione in 23 anni dei debiti accumulati dalla S.S. Lazio col Fisco nel marzo 2005[27]. Dopo un anno di transizione, che vide il ritorno alla Lazio dell'attaccante Paolo Di Canio, una sconfitta nella finale di Supercoppa Italiana contro il Milan, ed una salvezza tranquilla, nell'anno successivo le Aquile, sotto la guida tecnica del mister Delio Rossi, arrivarono fino alla qualificazione per la Coppa UEFA 2006-2007, ma a causa dello scandalo di Calciopoli fu estromessa dalle competizioni europee e penalizzata di 11 punti, ridotti poi a 3, in campionato per la stagione successiva. In quest'ultima, comunque, la Lazio riuscì a piazzarsi terza guadagnando l'accesso alla Champions League dell'annata seguente.[28]

Il primo trofeo dell'era Lotito risale al 2009, quando la Lazio vinse la sua quinta Coppa Italia.[29] A fine stagione Rossi fu sostituito dal ravennate Davide Ballardini, che mise in bacheca la terza Supercoppa Italiana biancazzurra, battendo nella finale di Pechino i campioni d'Italia in carica dell'Inter.[30] L'attuale allenatore è il goriziano Edoardo Reja, subentrato a Ballardini, il quale fu esonerato nel febbraio del 2010 a causa di una prima parte di stagione alquanto deludente, con la missione di centrare il prima possibile l'obiettivo salvezza; questo traguardo è stato raggiunto, dopo una lunga rincorsa, alla penultima giornata di campionato. L'annata successiva però è quella del riscatto, con la Lazio che si posiziona al quinto posto in classifica, mancando la qualificazione ai preliminari di Champions League solo per differenza reti, riuscendo comunque a conquistare l'ingresso in Europa League, rilanciandosi definitivamente in ambito nazionale ed internazionale.

Cronistoria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stagioni sportive della Società Sportiva Lazio.
Cronistoria della Società Sportiva Lazio[31]
  • 1900 · 9 gennaio, fondazione della Società Podistica Lazio. L'uniforme è una maglia a scacchi bianchi e celesti con calzoncini neri.
  • 1901 · Attività a carattere locale.
  • 1902 · Attività a carattere locale.
  • 1903 · Non prende parte al Campionato Federale.
  • 1904 · Non prende parte al Campionato Federale.
  • 1905 · Non prende parte alla Prima Categoria.
  • 1906 · Attività a carattere locale.
  • 1907 · Attività a carattere locale.
    Vincitrice del Campionato Romano.
  • 1908 · Semifinalista al Torneo Centro-sud-nord.
    Vincitrice del Campionato Interregionale Centro-sud.
  • 1909 · 4ª al Torneo Centro-sud-nord.
    Vincitrice della Coppa Tosti.
    Vincitrice della Coppa Baccelli.
    Vincitrice del Torneo di Napoli.
  • 1910 · Ufficializzazione del settore calcistico
    2ª al Torneo di Sicilia.
    Vincitrice del Campionato Romano.
    Vincitrice del Coppa Baccelli.
  • 1911 · Vincitrice del Campionato Romano.
    Vincitrice della Coppa Italia Sportiva.
    Vincitrice dellla Coppa Gaia Perugini.
  • 1912 · Vincitrice del Campionato Romano.
  • 1912-13 · Vincitrice del Campionato dell'Italia Meridionale di Prima Categoria. Finalista della Finalissima nazionale.
    Vincitrice della Targa Audace.
    Vincitrice della Coppa Branca.
  • 1913-14 · Vincitrice del Campionato dell'Italia Meridionale di Prima Categoria. Finalista della Finalissima nazionale.
    Vince la Coppa di Pasqua.
  • 1914-15 · Vincitrice del Campionato dell'Italia Meridionale di Prima Categoria insieme all'Internazionale Napoli, capoliste rispettivamente dei gironi del Centro e del Sud al momento della sospensione del torneo per lo scoppio della Prima guerra mondiale.
  • 1915 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
    Vincitrice del Campionato Romano.
  • 1916 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1917 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1918 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
    2ª in Coppa di Natale.
  • 1919 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
    Vincitrice della Coppa di Pasqua.
  • 1919-20 · 3ª nel Campionato Laziale di Prima Categoria.
    Vincitrice del Torneo Canalini.
    2ª al Memorial ai Caduti.

Colori e simboli

Colori

  Sante Ancherani indossa la prima maglia della Lazio agli inizi del Novecento.

I colori storici della S.S. Lazio sono il bianco e il celeste, scelti in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, in quanto la società romana fu fondata in un periodo di rinascita dell'antico spirito olimpico, risorto in quanto nel 1896, su impulso del barone francese Pierre de Coubertin, si svolsero i primi Giochi olimpici dell'era moderna.[38]

Per la scelta dei colori determinante fu il giudizio del principale fondatore, Luigi Bigiarelli, segnato dalla rinascita dell'ideale olimpico di cui fu un appassionato cultore e al quale consacrò le sue gesta di emerito sportivo dell'epoca (fu podista e nuotatore), mentre uno dei suoi amici nonché socio fondatore, Olindo Bitetti, fu colui che ispirò la scelta del nome Lazio, escludendo volutamente quello di Roma, in quanto già esistente una società polisportiva dal nome Ginnastica Roma, ma soprattutto per ampliare gli scenari della società anche oltre i confini della Capitale.

Per i colori della loro maglia (la prima completamente bianca e poco dopo a scacchi bianchi e celesti), i giocatori della Lazio sono anche soprannominati Biancocelesti o Biancazzurri.

Evoluzione della divisa

Di seguito sono riportati i modelli delle divise della S.S. Lazio che si discostano da quello tradizionale:

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La prima divisa indossata dalla squadra.
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nel 1931 la divisa della Brasilazio è in stile Argentina.
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nel 1963 la maglia indossata è una Lacoste blu notte.
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa con l'aquila stilizzata indossata negli anni ottanta.
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
La divisa di Coppa delle Coppe vinta nel 1999.
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
La divisa della prima partecipazione in Champions League.
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa della stagione del secondo Scudetto.
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa per il centodecennale della S.S. Lazio.


Numeri ritirati

  • Maglia N° 12 - Curva Nord

La S.S. Lazio ha deciso nella stagione 2003-04, sotto la presidenza dello scomparso presidente Ugo Longo, di ritirare la maglia n°12 come segno di riconoscenza verso la Curva Nord, cuore della tifoseria biancoceleste, considerata il dodicesimo uomo in campo, soprattutto in quella particolare annata durante la quale il club romano versava in condizioni di squilibrio finanziario. Da allora la casacca n°12, pur essendo a disposizione dei calciatori biancazzurri, viene considerata appartenente ai supporters laziali.

Simboli

Lo stemma

Il simbolo della S.S. Lazio è l’Aquila, scelta in quanto emblema di potenza, vittoria e prosperità. Nel 2010 la società capitolina ha adottato un'aquila che, dopo un sondaggio tra i tifosi, ha battezzato col nome di Olimpia,[39] e che richiama il ricordo della sua fondazione ispirata dagli ideali olimpici. Prima di ogni gara casalinga, l'aquila viene fatta volare per qualche minuto all'interno dello stadio sotto il controllo dei propri falconieri, il cui capo è lo spagnolo Juan Bernabè.[40] Il rapace, che vive all'interno del Centro sportivo di Formello, accompagna la squadra biancoceleste anche nel periodo del ritiro estivo e in occasioni delle amichevoli, così come avviene per le gare ufficiali, viene fatto volare sul campo di gioco.[41]

Nel corso degli anni lo stemma della Lazio ha subito varie modifiche: il primo vero logo ufficiale, ideato nel 1909, raffigurava uno scudo a strisce verticali bianche e celesti dove era posata un'aquila che reggeva un nastro sul quale campeggiava il nome della società. Particolare è il simbolo adottato negli anni ottanta, caratterizzato esclusivamente dalla figura stilizzata dell'aquila, molto apprezzata dai tifosi laziali.

Lo stemma attuale della società capitolina, il quale ha subito l'ultimo restyling nel 1993, riprende lo stile di quelli passati, con un'aquila d'oro che si posa sullo scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale è inciso il nome del club. Tale emblema è stato rivisitato in una versione speciale in occasione del centenario laziale ed è rimasto per un anno esatto sulle maglie della Lazio a partire dal 9 gennaio 2000: all'interno dello scudo a bande bianche e celesti sovrastato dall'aquila era presente in forma stilizzata e a grossi caratteri il numero 100, che andava a ricordare gli anni trascorsi dalla fondazione della più antica società calcistica della Capitale.

Alla fine degli anni novanta la Lazio creò la sua mascotte ufficiale: Skeggia, un aquilotto con la divisa biancoceleste e un pallone da calcio, divenuto poi anche il simbolo delle scuole calcio del club romano.

Inno ufficiale

L'inno ufficiale della S.S. Lazio è "Vola Lazio vola", composto ed interpretato nel 1983 dal cantautore romano Toni Malco, da sempre sostenitore dei colori biancocelesti. Per la presentazione di questo inno fu organizzata una serata di gala durante la quale lo cantarono anche tre "bandiere" della Lazio come Vincenzo D'Amico, Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, i quali hanno ripetuto la loro performance proprio in occasione dei 25 anni di Vola Lazio vola, recentemente festeggiati.[42] Altro idolo della tifoseria laziale ad aver intonato insieme a Malco l'inno biancoceleste è stato Giuseppe Signori, all'epoca bomber della formazione capitolina. Vola Lazio vola è trasmesso dagli altoparlanti dello Stadio Olimpico alla fine di ogni partita vinta dalla Lazio, mentre poco prima dell'inizio delle gare in casa della formazione capitolina viene diffuso l'inno "Non mollare mai", scritto ed interpretato dal cantautore romano Francesco Scarcelli.

Durante le partite casalinghe viene diffuso anche "Inno alla Lazio - Sò già du ore", un brano di Aldo Donati pubblicato nel 1977, molto caro alla tifoseria poiché è l'inno più antico. Le ultime strofe, pur senza nominarlo, sono un tributo all'indimenticato Tommaso Maestrelli e vengono salutate con l'applauso dai tifosi.

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stadio Olimpico, Stadio Flaminio e Stadio Nazionale.
  Lo Stadio Nazionale, impianto interno dal 1931 al 1953.
  Lo Stadio Olimpico di Roma, campo di gioco della Lazio dal 1953 ad oggi.

Lo Stadio Olimpico, situato nel Foro Italico, è il più grande stadio di Roma. Oltre alle partite della Lazio, ospita quelle dei rivali della Roma, occasionalmente quelle della Nazionale di calcio italiana ed è la sede delle finali della Coppa Italia. Fu aperto per la prima volta nel 1937 e dopo la sua ultima ristrutturazione nel 2008,[43] lo stadio ha una capacità di 72,689 posti a sedere. Ha ospitato le Olimpiadi del 1960, i campionati del mondo di atletica leggera 1987, l'Europeo di calcio del 1980, il Mondiale di calcio 1990 e due finali di Champions League, nel 1996 e nel 2009. In vista dei Mondiali di calcio del 1990 che avrebbe visto l'Olimpico come uno degli stadi ospitanti, l'impianto subì opere di ristrutturazione, e per tale motivo nella stagione 1989-1990 entrambe le compagini capitoline giocarono le rispettive gare casalinghe allo Stadio Flaminio.

Il primo stadio utilizzato dalla società capitolina fu il campo a Piazza d'Armi, prima di trasferirsi nel 1905 al Parco dei Daini. Lì giocò fino al 1913, quando un tiro dell'attacante Fernando Saraceni centrò in pieno volto una nobildonna della Capitale in carrozza: come punizione suo marito "sfrattò" i biancocelesti.

In cerca di un nuovo stadio, i laziali si trasferirono prima al campo della Farnesina e successivamente allo Stadio della Rondinella (che sorgeva nell'area fra gli attuali Stadio Flaminio e Palazzetto dello Sport), dove giocarono fino al 1931.[11] A quel punto entrambe le squadre capitoline si divisero lo Stadio Nazionale, che a quei tempi aveva una capienza di circa 30.000 spettatori.[11][44]

Nel 1953 la Lazio, così come la Roma, si trasferì allo Stadio Olimpico, dove tutt'ora disputa i suoi match casalinghi.

Sede sociale

La sede attuale della Lazio si trova presso gli uffici del Centro sportivo di Formello situato nell'omonimo comune in provincia di Roma. La società la occupa dal 1998, anche se in un breve periodo (dal 2001 al 2004), la sede fu spostata a Roma prima in via Augusto Valenziani 10 e poi in via Borgognona 47, per essere di nuovo trasferita in maniera definitiva in quel di Formello.

La precedente sede era situata in via Umberto Novaro 32, occupata a partire dal 1995.

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Centro sportivo di Formello.

Il Centro sportivo di Formello è situato nell'omonima cittadina in provincia di Roma. Fu costruito nella seconda metà degli anni novanta per volontà dell'allora presidente Sergio Cragnotti e fu inaugurato ufficialmente il 7 aprile del 1997. La squadra ne usufruisce dalla stagione sportiva 1997-1998, utilizzandolo come centro di allenamento quotidiano per i calciatori biancocelesti.

La Lazio nella cultura popolare

  Francobollo delle Poste italiane celebrativo della Lazio laureatasi campione d'Italia nella stagione 1999-00.
  Mario Riva, tifoso biancoceleste e consigliere onorario della Lazio.

La Lazio si è spesso distinta non solo in ambito calcistico, ma anche nella cultura romana ed italiana. La partita di campionato Lazio-Foggia del 28 agosto 1993, prima giornata del campionato italiano di calcio di Serie A 1993-94, fu il primo posticipo della storia del calcio nazionale ad essere trasmesso in televisione, più precisamente alle ore 20:30 dalla piattaforma televisiva commerciale TELE+, con il commento del giornalista sportivo Massimo Marianella. La partita, per la cronaca, terminò con il risultato di 0-0.

La Lazio è entrata a far parte anche del mondo della musica. Sono state dedicate alla squadra capitolina numerose canzoni come Notti biancazzurre ed E vola l'aquila di Toni Malco, La più bella di tutte quante e Quant'è bello esse laziali di Aldo Donati, Caput mundi di Enrico Lenni e Cent'anni insieme, brano composto da vari autori in occasione del centenario della gloriosa società romana ed interpretato tra gli altri da Pino Insegno, Edoardo Guarnera e Mino Reitano, simpatizzante laziale, oltre ai noti "cantori" biancazzurri Malco, Donati e Lenni. Emozionante è il singolo E' già domenica della band italiana degli Statuto, la quale ha voluto dedicare questa canzone alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso laziale scomparso tragicamente l'11 novembre 2007.

Nello spettacolo sono stati molti gli artisti che si sono avvicinati ai colori biancocelesti, ed uno dei più accesi sostenitori è stato l'indimenticabile Mario Riva, storico presentatore de Il Musichiere, durante il quale lo stesso Riva vantava in più occasioni il suo essere laziale, creando simpatici siparietti con il pubblico e gli ospiti. Alla fine degli anni cinquanta il popolare show-man fu elevato alla dignità di consigliere onorario della Lazio dall'allora presidente Siliato.[45]

Riferimenti alla Lazio si trovano in varie pellicole cinematografiche, come ad esempio in Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (film comico del 1982), in cui nel secondo episodio, Gigi Reder recita la parte di un ricco imprenditore, lazialissimo, che si ritrova come genero il romanista Pippo Franco, il quale per entrare nelle grazie del suocero, nonché suo datore di lavoro, si finge di fede biancazzurra. Un altro film che ha preso spunto dai sostenitori delle Aquile è Tifosi, dove Christian De Sica recita nel ruolo di un medico chirurgo nonché accanito supporter laziale, mentre altri riferimenti cinematografici si trovano in entrambi i film comici della serie dedicata alle disavventure dell'allenatore Oronzo Canà, interpretato da Lino Banfi nelle due pellicole L'allenatore nel pallone e L'allenatore nel pallone 2. La Lazio viene citata anche in molti altri film, come Caterina va in città, nella cui soundtrack è presente anche l'inno biancoceleste Vola Lazio vola, e nelle commedie quali Vacanze in America ed Anni 90 - Parte II, dove in entrambi i casi compare il personaggio di un simpatico sacerdote, tifoso laziale, interpretato da Christian De Sica.

La Lazio compare in varie fiction televisive, come nella sesta stagione della serie di Un medico in famiglia e nella terza de I Cesaroni; nell'undicesimo episodio di quest'ultima fiction, girato in gran parte all'interno del Centro sportivo di Formello, compare nel ruolo di se stesso il presidente Claudio Lotito.

L'impegno in campo sociale

La S.S. Lazio è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari.

Le numerose sezioni della Polisportiva ogni anno, attraverso la vendita di gadget firmati dagli atleti (maglie, palloni, motociclette, etc) e l'organizzazione di eventi speciali[46], si impegnano ad aiutare attivamente, insieme all'associazione benefica di Suor Paola D'Auria (So.Spe.) e a quella intitolata alla memoria del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, persone in difficoltà, in particolare donne, bambini e ragazzi vittime di condizioni di disagio.[47][48]

La Sezione Calcio della Polisportiva biancoceleste ha anche sponsorizzato la So.Spe. nel corso del campionato 2007-08, esibendo sulle maglie il logo dell'associazione.[49] Anche nella stagione seguente la Lazio, sempre attraverso una campagna di sponsorizzazione, ha promosso insieme all'industria alimentare Algida una raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto che nel 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.[50]

La S.S. Lazio Calcio, dopo aver adottato nel 2010 l'aquila Olimpia, ha deciso di intraprendere al fianco dell'A.R.F., un'associazione per la tutela e soccorso degli animali operante nel Lazio, una campagna di sensibilizzazione anti-bracconaggio e la raccolta di donazioni in favore del progetto di protezione e cura dei rapaci.[51]

Il 6 novembre 2011, in occasione della gara di campionato Lazio-Parma, sulle maglie della squadra capitolina ha campeggiato il logo della Fondazione "Gabriele Sandri", onlus dedicata alla memoria del giovane tifoso laziale e promotrice di iniziative per lo studio e il contrasto di ogni forma di violenza attraverso la diffusione, soprattutto fra i bambini ed i giovani, di una cultura della civile convivenza e della legalità,[52]

Organico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Società Sportiva Lazio 2011-2012.

Rosa

Rosa e numerazione sono aggiornati al 23 febbraio 2012.[53]

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera dell'Argentina P Albano Bizzarri
3 Bandiera del Brasile D André Dias
5 Bandiera dell'Argentina D Lionel Scaloni
6 Bandiera dell'Italia C Stefano Mauri (vice-capitano)
8 Bandiera del Brasile C Hernanes
9 Bandiera dell'Italia A Tommaso Rocchi (capitano)
11 Bandiera del Brasile C Matuzalém
14 Bandiera della Spagna D Javier Garrido
15 Bandiera dell'Uruguay C Álvaro González
18 Bandiera della Rep. Ceca A Libor Kozák
19 Bandiera della Bosnia ed Erzegovina D Senad Lulić
20 Bandiera dell'Italia D Giuseppe Biava
21 Bandiera della Francia D Modibo Diakité
22 Bandiera dell'Italia P Federico Marchetti [54]
23 Bandiera della Nigeria C Ogenyi Eddy Onazi [55]
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Celeste con aquila.png
24 Bandiera dell'Italia C Cristian Ledesma
25 Bandiera della Germania A Miroslav Klose
26 Bandiera della Romania D Ştefan Radu
27 Bandiera dell'Albania C Lorik Cana
28 Bandiera della Nigeria A Stephen Makinwa
29 Bandiera della Francia D Abdoulay Konko
30 Bandiera dell'Uruguay A Emiliano Alfaro
32 Bandiera dell'Italia C Cristian Brocchi
33 Bandiera della Lituania D Marius Stankevičius
41 Bandiera dell'Italia C Enrico Zampa [55]
53 Bandiera dell'Italia A Antonio Rozzi [55]
78 Bandiera dell'Italia D Luciano Zauri
87 Bandiera dell'Italia C Antonio Candreva
Bandiera dell'Italia D Ivan Artipoli
Bandiera dell'Italia D Federico Chirico

Staff tecnico

Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Staff attuale dell'area sportiva
Staff attuale dell'area sportiva
  • Coordinatore area tecnica: Igli Tare.
  • Allenatore: Vladimir Petković
  • Allenatore in 2ª: Antonio Manicone.
  • Preparatore dei portieri: Adalberto Grigioni.
  • Preparatori atletici: Paolo Rongoni ed Alessandro Fonte.
  • Match analyst: Jesse Fioranelli.
  • Direttore sanitario: dr. Ivo Pulcini.
  • Coordinatore staff sanitario: dr. Roberto Bianchini.
  • Medico sociale: dr. Stefano Salvatori.
  • Preparatore di recupero: Adriano Bianchini.
  • Fisioterapisti: Federico Genovesi, Luigi Novello, Massimo Romano Papola, Stefano Sistilli, Carlo Zazza.
  • Consulente ortopedico: dr. Stefano Lovati.
  • Consulente nutrizionista: prof. Roberto Verna.
  • Allenatore squadra Primavera: Alberto Bollini.
  • Team Manager: Maurizio Manzini.
  • Responsabile organizzativo settore giovanile: gen. Giulio Coletta.
  • Responsabile tecnico settore giovanile: Roberto Sesena.
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Settore giovanile

  Il logo delle scuole calcio biancocelesti con al centro Skeggia, la mascotte laziale.
  Vincenzo D'Amico, campione d'Italia nel 1974 con la Lazio, capitano negli anni '80, è cresciuto nel vivaio delle Aquile.

Il settore giovanile della S.S. Lazio è formato da formazioni che militano nei seguenti campionati: Primavera, Allievi Nazionali ed Allievi Regionali d'Eccellenza Fascia B, Giovanissimi Nazionali, Giovanissimi Regionali d'Eccellenza Fascia B e Giovanissimi Provinciali Fascia B "a", Fascia B "b" e Fascia B "c", Esordienti e Pulcini. Esistono anche diverse società gemellate in tutta la regione, con le quali vi sono rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.[56]

Le attività delle giovanili biancazzurre si svolgono in due punti principali della città di Roma: il campo sportivo Gentili sulla via Cassia, dove è localizzato il polo nord della scuola calcio, ed il campo Dabliu nel quartiere capitolino dell'Eur, dove è invece localizzato il polo sud della scuola calcio laziale. La società ha poi intrapreso numerose iniziative, tra cui l'organizzazione dei Lazio Summer Camp, ovvero campi estivi presenti in molte zone dell'hinterland romano.[57] I ragazzi facenti parti delle varie squadre delle giovanili biancocelesti sono in numero di circa 450 unità.[58]

Attualmente il settore giovanile laziale vede a capo dell'organigramma direttivo due figure ben distinte ma interattive tra di loro: quella del responsabile organizzativo, rappresentata nella persona del Generale Giulio Coletta, approdato alla corte biancoceleste nell'estate del 2004 con l'avvento del presidente Lotito, e quella del responsabile tecnico, ruolo ricoperto da Roberto Sesena, ex calciatore biancoceleste e poi allenatore delle Giovani Aquile. Queste due massime cariche dirigenziale del settore giovanile sono coadiuvate dal lavoro svolto da altri professionisti, tra cui il coordinatore dell'area tecnica della Lazio, l'ex attaccante albanese Igli Tare, che si occupa esclusivamente della formazione Primavera e di quella degli Allievi Nazionali; altri personaggi vicini al "mondo Lazio" sono impegnati nel vivaio biancoceleste in veste di allenatori od osservatori, come il tecnico-supervisore Angelo Crialesi, nonché collaboratore tecnico di prima squadra.[59]

Nel corso dei decenni il vivaio laziale ha da sempre cresciuto numerosi giocatori che hanno contribuito notevolmente all'accrescimento tecnico della prima squadra, dai primissimi anni di attività del club fino ad oggi, basti pensare che nella seconda metà degli anni settanta la formazione biancoceleste era composta per gran parte da elementi usciti dalle squadre giovanili (da D'Amico a Giordano, fino a Manfredonia ed Agostinelli), e che negli anni ottanta la cantera laziale ha formato giocatori del calibro di Mauro Tassotti, Paolo Di Canio e Luigi Di Biagio, fino ad arrivare alla metà degli anni novanta, quando dalla formazione Primavera sono arrivati in prima squadra Marco Di Vaio e soprattutto Alessandro Nesta, divenuto uno dei simboli della società romana. Nelle ultime stagioni è stato il difensore Lorenzo De Silvestri il calciatore più talentuoso che, dopo l'esordio in prima squadra, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante durante la sua permanenza in maglia biancazzurra.

La Lazio ha al suo attivo ben quattro vittorie nel Campionato Primavera (1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01)[60] ed una in Coppa Italia Primavera (1978-79).[61] Tuttavia gli Aquilotti non sono mai riusciti nell'impresa di aggiudicarsi il prestigioso Torneo di Viareggio, pur arrivando a disputare la finale in quattro occasioni.

Giocatori celebri

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Calciatori della Società Sportiva Lazio e Calciatori della Società Sportiva Lazio (1900-1929).
  Silvio Piola, miglior cannoniere italiano di tutti i tempi.
  Giorgio Chinaglia, capocannoniere nella stagione del primo Scudetto.

In più di 112 anni di storia hanno vestito la maglia della Lazio oltre 800 calciatori, in gran parte italiani; alcuni di questi hanno militato nella Nazionale italiana.

Tra i calciatori italiani di rilievo sono annoverati Sante Ancherani, uno dei pionieri della sezione calcio della polisportiva laziale e primo capitano e allenatore biancoceleste, Fulvio Bernardini, primo calciatore della Lazio, romano di nascita e proveniente dal Centro-Sud, ad essere convocato in Nazionale, Ezio Sclavi, estremo difensore laziale tra gli anni anni venti e trenta, Anfilogino Guarisi, detto Filò, oriundo italo-brasiliano campione del mondo nel (1934), Silvio Piola, vero e proprio giocatore simbolo degli anni trenta e quaranta con la maglia della Lazio e della Nazionale azzurra, con la quale ha vinto un mondiale (1938)

Altro celebre calciatore ad aver scritto la storia del club capitolino è stato Bob Lovati, divenuto capitano della squadra negli anni cinquanta e sessanta e successivamente allenatore e dirigente, sia a livello giovanile che di prima squadra. Accanto a lui in quel periodo figurano, tra gli altri, Diego Zanetti, Paolo Carosi e Nello Governato.

Negli anni settanta, con la chiusura della frontiere, nella Lazio militarono giocatori del calibro di Giorgio Chinaglia, il bomber del primo Scudetto biancoceleste e che un decennio più tardi sarebbe divenuto anche presidente della società capitolina, il portiere Felice Pulici, il difensore Pino Wilson, record-man di partite giocate indossando la fascia di capitano, i compagni di reparto Luigi Martini e Giancarlo Oddi, i centrocampisti Mario Frustalupi e Luciano Re Cecconi, e gli attaccanti Vincenzo D'Amico e Renzo Garlaschelli, tutti protagonisti della vittoria del campionato 1973-74.

Negli anni ottanta, anche se non rappresentano un periodo particolarmente felice per i colori biancocelesti, si distinsero, oltre a due storiche "bandiere" come Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, anche Mauro Tassotti, prodotto del vivaio laziale, Domenico Caso, capitano degli Eroi del -9 ed allenatore della Lazio nel 2004, Gabriele Pin, fulcro del centrocampo delle Aquile in quelle stagioni, l'indimenticato Giuliano Fiorini che, in quel Lazio-L.R. Vicenza del 21 giugno 1987, segnò il goal decisivo grazie al quale il club capitolino evitò la retrocessione e andò agli spareggi per la permanenza in Serie B, e Paolo Di Canio, cresciuto nel settore giovanile e divenuto autentico beniamino dei supporters biancazzurri.

  Bruno Giordano, uno dei più grandi bomber ad aver indossato la maglia biancoceleste.
  Beppe Signori, secondo miglior realizzatore nella storia laziale.

Durante gli anni novanta hanno militato nella squadra romana molti giocatori i quali hanno poi formato un blocco importante per la Nazionale italiana, basti pensare al portiere Luca Marchegiani e agli attaccanti Beppe Signori (secondo goleador biancoceleste di tutti i tempi con 127 reti) e Pierluigi Casiraghi, tutti e tre finalisti al mondiale del 1994, oltre a Giuseppe Favalli, record-man di presenze con la maglia delle Aquile (401 in 11 stagioni), Diego Fuser, Roberto Mancini, ex "numero 10" nonché allenatore laziale dal 2002 al 2004, per poi arrivare ad Alessandro Nesta, protagonista del trionfo azzurro nel mondiale del 2006, cresciuto fin da bambino nella società biancoceleste, per la quale è diventato un simbolo, e tuttora capitano più vittorioso nella storia della Lazio.

Agli anni recenti sono legati i nomi di Angelo Peruzzi, uno dei più grandi portieri italiani di sempre ed anch'egli campione mondiale nel 2006, e Tommaso Rocchi, attuale capitano e quinto miglior cannoniere della storia del club romano.

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Lazio si segnalano: negli anni cinquanta il paraguaiano Dionisio Arce, il norvegese Per Bredesen, il turco Şükrü Gülesin, lo svedese Arne Selmosson ed il brasiliano Humberto Tozzi, negli anni sessanta il centrocampista turco Can Bartu e l'attaccante argentino Juan Carlos Morrone, soprannominato El Gaucho.

Fino al 1980 non fu più possibile ingaggiare calciatori non italiani, mentre negli anni ottanta indossarono il biancoceleste giocatori quali João Batista, mediano della Nazionale brasiliana che prese parte al mondiale del 1982, il fantasista danese Michael Laudrup, vincitore con la sua selezione nazionale dell'europeo del 1992, e l'attaccante uruguaiano Rubén Sosa, che con la casacca della Celeste ha conquistato due edizioni della Copa América (1987 e 1995).

Negli anni novanta furono molti i calciatori stranieri a vestire la casacca della Lazio: fra i tanti da citare sono i tedeschi Karl-Heinz Riedle, vincitore del mondiale del 1990 giocato in Italia, e Thomas Doll, l'inglese Paul Gascoigne, talentuoso centrocampista noto anche per le sue vicende extra-calcistiche, l'olandese Aron Winter, campione continentale all'europeo del 1988, il croato Alen Bokšić, il ceco Pavel Nedvěd, insignito del Pallone d'oro, il cileno Marcelo Salas, bomber negli "anni d'oro" della Lazio vincente del presidente Cragnotti, i serbi Siniša Mihajlović e Dejan Stanković, oltre agli argentini Matías Almeyda, Diego Simeone e Juan Sebastián Verón.

Agli anni recenti sono legati i nomi di Tommaso Rocchi, attuale capitano della squadra, di Mauro Zárate, funambolico attaccante argentino, e quello del centrocampista brasiliano Hernanes, nazionale verdeoro e vincitore nel 2007 del premio come miglior giocatore del Brasileirão.

I capitani

Di seguito un elenco dei 42 capitani della S.S. Lazio dal 1901 ad oggi:

  Pino Wilson, record-man di presenze con la fascia di capitano al braccio.

Calciatori campioni del mondo

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori del campionato mondiale di calcio che hanno militato nella S.S. Lazio:

Calciatori campioni continentali

Europa

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori del campionato europeo di calcio che hanno militato nella S.S. Lazio:

Sud America

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori della Coppa America che hanno militato nella S.S. Lazio:

Africa

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori della Coppa d'Africa che hanno militato nella S.S. Lazio:

Oceania

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori della Coppa d'Oceania che hanno militato nella S.S. Lazio:

Calciatori vincitori della Confederations Cup

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori della Confederations Cup che hanno militato nella S.S. Lazio:

Calciatori vincitori delle Olimpiadi

Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori dei Giochi olimpici che hanno militato nella S.S Lazio:

Presidenti e allenatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Presidenti e allenatori della Società Sportiva Lazio.

Presidenti

In più di 112 anni di storia societaria, alla guida della Lazio si sono avvicendati 32 presidenti, di cui 3 hanno svolto anche il ruolo di commissario straordinario. Il primo presidente del club più antico della Capitale fu il Cavalier Giuseppe Pedercini.

Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Fortunato Ballerini, alla guida della Lazio per 21 anni dal 1904 al 1925; Sergio Cragnotti, presidente dal 1992 al 1994 e poi dal 1998 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia della società.

Da ricordare è Umberto Lenzini, soprannominato dai tifosi Papà Lenzini, presidente del primo Scudetto biancoceleste (1973-74), e Leonardo Siliato, in carica quando la Lazio conquistò il suo primo trofeo ufficiale: la Coppa Italia del 1958.

  Tre personalità che hanno scritto la storia biancoceleste: Umberto Lenzini (a sinistra), Tommaso Maestrelli (al centro) e Fulvio Bernardini (a destra).

Attualmente in carica è l'imprenditore romano Claudio Lotito, divenuto presidente il 19 luglio 2004, quando acquista il 32% del capitale sociale, salvando la storica società capitolina da una situazione che l'avrebbe condotta al fallimento.

Allenatori

Sono 60 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Lazio, tra cui due hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico e tre hanno assunto tale incarico dopo esser stati in stagioni precedenti anche sulla panchina biancoceleste.

Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – atleti, studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi al campo di Piazza d'Armi prima e allo Stadio della Rondinella poi per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, spesso sotto il coordinamento del capitano della squadra.

Il primo vero allenatore della storia biancoceleste fu l'italiano Guido Baccani, scelto dal presidente Ballerini nel 1906, al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Baccani allenò la squadra quasi per un ventennio fino al 1924, quando entrò a far parte della commissione tecnica della Nazionale azzurra.

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora proprio Guido Baccani, rimasto alla guida della squadra per 18 stagioni, compresi gli anni in cui le attività erano sospese a causa della Prima Guerra Mondiale, dal 1906-07 al 1923-24. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per i tecnici del club romano.

Dino Zoff vanta il primato complessivo di panchine ufficiali (202), mentre quello di trofei vinti con il club (7 con le Aquile) appartiene al tecnico svedese Sven-Göran Eriksson.

Da menzionare anche Tommaso Maestrelli, il principale artefice del primo Scudetto biancazzurro, scomparso nel 1976 poco dopo aver condotto la Lazio ad un'insperata salvezza, e Fulvio Bernardini, tecnico negli anni cinquanta e sessanta che nel 1958 regalò ai laziali la prima vittoria di un trofeo ufficiale, ossia la Coppa Italia.

L'attuale allenatore della prima squadra è il bosniaco Vladimir Petković, nato nel 1963, che ricopre l'incarico dal 2 giugno 2012.

Palmarès

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palmarès della Società Sportiva Lazio.

Il palmarès della S.S. Lazio è uno dei più prestigiosi a livello nazionale. Vincitrice del suo primo trofeo ufficiale nel 1958, la Lazio si è aggiudicata in 2 occasioni il campionato nazionale e ha vinto 5 edizioni della Coppa Italia, principale competizione di coppa nazionale del Paese. Il club biancoceleste vanta, inoltre, 3 Supercoppe Italiane, per un totale di 10 vittorie in competizioni nazionali, cui vanno sommate 2 vittorie in competizioni internazionali che danno come somma complessiva 12 trofei ufficiali vinti. Dalla sua fondazione, la Lazio ha conquistato, soprattutto agli inizi del Novecento, numerosi tornei e competizioni a livello cittadino, regionale ed interregionale, arrivando persino a giocarsi lo Scudetto nella finalissima nazionale nel 1913 e 1914, perdendo rispettivamente con Pro Vercelli e Casale, ed anche nel 1923, quando venne superata nella doppia finale dal Genoa.

La formazione laziale può vantare di aver centrato in una occasione il Double, ovvero la vittoria del campionato di massima serie e della coppa nazionale nella stessa stagione (accadute nella stagione 1999-00).

Vincitrice del suo primo trofeo internazionale ufficiale nel 1999 (Coppa delle Coppe, nella circostanza vinta per la prima ed unica volta da un club romano), i suoi 2 trofei vinti in competizioni a livello confederale e FIFA, tra cui una Supercoppa UEFA, vinta nel 1999 battendo gli allora Invincibili del Manchester United, la vedono nel novero delle undici squadre italiane che hanno trionfato fino adesso nelle rassegne continentali riconosciute dalla UEFA, ed attualmente unica formazione capitolina ad essersi aggiudicata titoli internazionali ufficiali. La formazione romana, oltre ai successi in Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA, ha vinto nel 1971 l'undicesima edizione della Coppa delle Alpi, trofeo internazionale che però non è riconosciuto a livello confederale.

La Lazio ha avuto l'onore di essere insignita nel 1967 della Stella d'Oro al Merito Sportivo e nel 2002 del Collare d'Oro al Merito Sportivo.

Il club capitolino, scelto squadra italiana dell'anno dall'Associazione Italiana Calciatori nel 1999, occupa il sesto posto tra i club italiani e il ventesimo a livello mondiale nel ranking stilato dall'IFFHS relativamente al periodo che va dal 1991 al 2009.

Competizioni ufficiali

Competizioni nazionali

  La Lazio vincitrice della Coppa Italia nel 1958, primo trofeo ufficiale della storia biancoceleste.

Scudetto.svg Campionato italiano: 2

Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 5

Supercoppaitaliana.png Supercoppa italiana: 3

Competizioni internazionali

Coppacoppe.png Coppa delle Coppe: 1

Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: 1

Competizioni minori

Nazionali

1968-69

Internazionali

1971

Competizioni giovanili

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palmarès del settore giovanile della Società Sportiva Lazio.

A livello giovanile, la squadra Primavera della Lazio è una delle formazioni più importanti e titolate, avendo conquistato 4 Campionati Primavera, essendo così la quarta squadra con più Scudetti giovanili al pari della Juventus, ed una Coppa Italia Primavera. Anche le squadre di altre categorie hanno ottenuto nel corso degli anni vari successi a livello nazionale (su tutte Berretti, Giovanissimi Nazionali e in passato De Martino, Cadetti e Ragazzi) ed internazionale, come il Torneo Internazionale Carlin's Boys di Sanremo ed il Torneo Memorial Claudio Sassi-Sassuolo.

Competizioni nazionali

Primavera
  Una formazione della squadra De Martino della Lazio laureatasi campione d'Italia nella stagione 1970-71.
1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01
1978-79
Berretti
1976-77
Giovanissimi
1990-91, 1993-94, 2001-02
De Martino
1967-68, 1970-71
Under 23
1973-74
Cadetti
1955-56
Ragazzi
1929-30

Competizioni internazionali

Allievi
1974

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Statistiche e record della Società Sportiva Lazio.

Statistiche di squadra

  Tommaso Rocchi, il miglior marcatore attuale della Lazio, nonché capitano.

In 94 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale, risalente al 3 novembre 1912, la Lazio ha disputato 81 campionati di massima serie (69 campionati di Serie A, 10 di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale), mentre per 1 volta ha partecipato al campionato di Prima Divisione Sud (1926-27) e per 11 volte a quello di Serie B (1961-62, 1962-63, 1967-68, 1968-69, 1971-72, 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1985-86, 1986-87, 1988-89). I biancocelesti hanno terminato il campionato a girone unico 2 volte primi, 3 volte secondi e 5 volte terzi. In 69 stagioni sportive disputate dalla Lazio nel massimo campionato a girone unico ha, dunque, terminato il torneo sul podio nel 14,7% dei casi. Dall'avvento del girone unico la Lazio è stata 3 volte Campione d'inverno (1936-37, 1973-74, 1999-00).

Quella delle Aquile è la formazione italiana ad aver disputato il maggior numero di finalissime nazionali (3 volte, più specificatamente nelle stagioni 1912-13, 1913-14 e 1922-23) ovvero gli incontri che, prima dell'istituzione del campionato a girone unico, mettevano di fronte le compagini campioni del girone Nord e quello Sud per decidere la squadra campione d'Italia.

È stata la quarta squadra italiana, dopo Torino, Juventus e Napoli (e successivamente alle Aquile anche l'Inter), ad aver conquistato, nella stagione 1999-00, il Double, ovvero la conquista nello stesso anno di campionato e coppa nazionale.

In base alle partite ufficiali finora disputate, la vittoria della Lazio con il più ampio scarto è il 9-1 inflitto al Modena il 12 giugno 1932.[62] La sconfitta con il più ampio scarto, invece, è l' 8-1 rimediato nella stagione 1933-1934 in trasferta contro l'Ambrosiana-Inter.[62]

La Lazio è la quinta società italiana, insieme al Torino, per numero di partecipazioni (68) nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico.

La squadra biancoceleste detiene il record assoluto di vittorie fatte registrare in una sola giornata, con 3 successi ottenuti in occasione del Campionato Interregionale Centro-sud vinto nel 1908, quando sconfisse in mattinata il Lucca FC, nel primo pomeriggio la SPES Livorno e successivamente la Virtus Juventusque in finale.

Ha terminato il campionato a girone unico 2 volte prima, 3 volte seconda e 5 volte terza. Nelle 69 stagioni sportive disputate nel campionato a girone unico è dunque terminata sul podio nel 14,7% dei casi. Nelle 11 stagioni sportive disputate nel campionato cadetto a girone unico ha terminato il campionato 1 volta prima, 2 volte seconda e 2 volte terza, terminando sul podio nel 45% delle occasioni.

  La Coppa delle Coppe, il primo trofeo internazionale vinto dalla Lazio, e primo titolo europeo ufficiale per una squadra romana.

L'avversario affrontato più volte dalla Lazio in gare ufficiali è il Milan (146 volte), seguita da Juventus e Roma (144 volte), dall'Inter (143 volte) e dal Bologna (128 volte).

A livello di coppe nazionali la Lazio ha disputato 6 finali di Coppa Italia (con 5 vittorie) e 4 finali di Supercoppa italiana (3 successi) per un totale di 10 finali, settima squadra italiana in questa particolare classifica.

In ambito internazionale gli avversari classici in gare ufficiali sono Chelsea e Real Madrid (4 incontri), con i madrileni che non si sono mai imposti all'Olimpico, e Partizan e Villarreal (3 incontri).

Ufficialmente, il più alto numero di spettatori per una partita della Lazio in casa è di circa 80.000 persone per una partita di Serie A contro il Foggia il 12 maggio 1974, la partita che consegnò alla squadra capitolina il suo primo Scudetto. Un simile numero di spettatori era presente sugli spalti anche il 21 giugno 1987, data dello storico match vinto dai biancazzurri sul L.R. Vicenza per 1-0, risultato che consentì alla Lazio di andare agli spareggi per evitare la Serie C. Questi sono due record di presenze per tutta la storia dello Stadio Olimpico, includendo le partite della Roma e della Nazionale di calcio.

Statistiche individuali

A livello individuale, Giuseppe Favalli è il giocatore che detiene il record di presenze in maglia biancoceleste, durante i suoi dodici anni alla Lazio dal 1992 al 2004, ne ha collezionate 401.[63] Il record di presenze per un portiere è di Luca Marchegiani, con i 339 incontri disputati in 10 stagioni.[63] Il record di maggiori partite disputate esclusivamente in campionato è invece di Aldo Puccinelli, con 339 gettoni di presenza tra il 1940 e il 1955.[63]

Il miglior marcatore di tutti tempi della Lazio è Silvio Piola, con 148 gol segnati (esclusi quelli realizzati nelle coppe continentali non riconosciute dalla UEFA).[63] Piola, che giocò ai suoi tempi anche con la Pro Vercelli, col Torino, con la Juventus ed il Novara, è anche il miglior marcatore nella storia della Serie A, con 274 gol totali, 49 al di sopra di chiunque altro.[64]

Simone Inzaghi è il miglior marcatore nelle competizioni europee, con 20 gol realizzati.[63] È anche uno dei sei giocatori nella storia della Champions League ad aver segnato 4 reti in una singola partita della massima competizione europea.[65]

Tra i calciatori della rosa odierna, il miglior marcatore è il capitano Tommaso Rocchi.

Partecipazione ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
A 82 1912-1913 2011-2012
B 12 1926-1927 1987-1988

In 94 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 3 novembre 1912, inclusi 10 campionati di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale, oltre ad 1 di Prima Divisione.

La Lazio e la Nazionale italiana

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nazionale di calcio dell'Italia.
  Fulvio Bernardini, primo biancoceleste, nonché primo calciatore centromeridionale, a debuttare con la maglia della Nazionale italiana.

Il primo giocatore della Lazio ad essere convocato in Nazionale è stato Fulvio Bernardini in occasione dell'incontro amichevole del 22 marzo 1925 contro la Francia, vinto nettamente dagli azzurri per 7-0. Bernardini, nella sua carriera in Nazionale, ha fatto parte anche della spedizione olimpica del 1928, la quale conquistò la medaglia di bronzo.

Successivamente, in occasione della Coppa Internazionale 1931-1932, venne chiamato a vestire la maglia della Nazionale lo storico capitano Ezio Sclavi, uno dei più grandi portieri dell'epoca. Nel 1934, in occasione dei Mondiali, fu convocata l'ala italo-brasiliana Anfilogino Guarisi, mentre la competizione mondiale del 1938, vinta dalla Nazionale italiana, vide come assoluto protagonista il centravanti laziale Silvio Piola. Due anni prima, in occasione dei Giochi olimpici di Berlino, nella vincente spedizione azzurra erano presenti due calciatori biancocelesti: Baldo e Gabriotti.

Gli anni quaranta rappresentarono un periodo difficile nella storia della Lazio, difatti Antonazzi è stato l'unico calciatore laziale ad essere chiamato in Nazionale durante quel decennio in occasione dei Giochi olimpici di Londra. Tuttavia, tra gli anni cinquanta e quelli sessanta, delle spedizioni mondiali ed olimpiche fecero parte alcuni calciatori biancocelesti quali Furiassi, Remondini e Sentimenti IV, oltre a Vivolo e Noletti, i quali parteciparono rispettivamente alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e a quelle romane svoltesi nel 1960.

Nella spedizione mondiale del 1974, l'allora commissario tecnico Ferruccio Valcareggi convocò tre simboli della Lazio fresca vincitrice dello Scudetto, quali il bomber Chinaglia, il centrocampista Re Cecconi e il difensore Wilson. Nel 1978, in vista dei Mondiali, Manfredonia è stato l'unico rappresentante laziale nella compagine azzurra.

Per ben 16 anni nessun calciatore della Lazio ha preso parte alle spedizioni della Nazionale maggiore in occasione di competizioni ufficiali. Spezzarono il digiuno delle convocazioni Casiraghi, Marchegiani e Signori, chiamati a far parte della sfortunata spedizione azzurra nei Mondiali statunitensi del 1994, persi ai calci di rigore contro il Brasile. Due anni dopo le convocazioni (e questa volta per gli Europei del 1996) furono per Di Matteo, Fuser e Nesta, oltre al "solito" Casiraghi.

Tra il 1996 ed il 2002, a parte il campionato eurepeo del 2000, quando fu "accompagnato" dal compagno di squarda e di reparto Negro, Alessandro Nesta, uno dei più grandi capitani della storia biancoceleste, è stato l'unico calciatore della Lazio ad essere annesso alle spedizioni della Nazionale maggiore.

L'Europeo 2004 rappresenta la competizione durante la quale la spedizione azzurra presenta il maggior numero di giocatori laziali, ben cinque: Corradi, Favalli, Fiore, Oddo e Peruzzi. Quest'ultimi due hanno fatto parte anche della compagine azzurra che nella notte berlinese conquista la Coppa del Mondo 2006.

Gli ultimi calciatori della formazione biancoceleste ad essere convocati in una spedizione azzurra sono stati Lorenzo De Silvestri ed il capitano Tommaso Rocchi, in occasione delle Olimpiadi di Pechino nel 2008.

Recentemente hanno vestito la maglia azzurra della nazionale italiana i giocatori della Lazio: Cristian Daniel Ledesma e Stefano Mauri.

I calciatori della Lazio nelle varie spedizioni azzurre

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno fatto parte delle spedizioni della Nazionale italiana durante il periodo di militanza nella S.S. Lazio:

  La Nazionale italiana campione del Mondo nel 1938, condotta al successo finale grazie alle reti del centravanti delle Aquile Silvio Piola (alla destra del CT Vittorio Pozzo).
Competizione Calciatori
Coppa Internazionale 1931-1932 Sclavi[66]
Mondiale 1934 Guarisi[67]
Olimpiade 1936 Baldo, Gabriotti
Mondiale 1938 Piola[68]
Olimpiade 1948 Antonazzi
Mondiale 1950 Furiassi, Remondini, Sentimenti IV[69]
Olimpiade 1952 Vivolo
Olimpiade 1960 Noletti
Mondiale 1974 Chinaglia, Re Cecconi, Wilson[70]
Mondiale 1978 Manfredonia[71]
Mondiale 1994 Casiraghi, Marchegiani, Signori[72]
Europeo 1996 Casiraghi, Di Matteo, Fuser, Nesta[73]
Olimpiade 1996 Nesta
Mondiale 1998 Nesta[74]
Europeo 2000 Negro, Nesta[75]
Olimpiade 2000 Baronio
Mondiale 2002 Nesta[76]
Europeo 2004 Corradi, Favalli, Fiore, Oddo, Peruzzi[73]
Mondiale 2006 Oddo, Peruzzi[77]
Olimpiade 2008 De Silvestri, Rocchi

Struttura societaria

La Società Sportiva Lazio è una società per azioni sotto la denominazione di "S.S. Lazio - S.p.A.".[78] Il Gruppo S.S. Lazio S.p.A. è il gruppo controllato dalla società Capogruppo S.S. Lazio S.p.A.. Il Gruppo opera nel settore del calcio professionistico e gestisce le attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative all’omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, nonché le attività pubblicitarie, di merchandising ed in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio (tramite, a far data dal 29 settembre 2006, la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.).

Il Gruppo ha rapporti con Roma Union Security S.r.l., Gasoltermica Laurentina S.p.A., facenti capo al Dott. Claudio Lotito, e Cirio Lazio Immobiliare S.r.l..

S.S. Lazio Marketing & Communication S.p.A. detiene il 100% del capitale posseduto.[79]

Dal 19 luglio 2004 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Lazio è la "Lazio Events S.r.l.", presieduta da Claudio Lotito, che attualmente detiene il 100% della citata "Lazio Events" e, tramite quest'ultima, il 66,44% del capitale azionario della Lazio.

Il capitale sociale è di Euro 40.643.346,60 i.v. diviso in n. 67.738.911 azioni del valore nominale di euro 1,219 (uno e duecentodiciannove centesimi) ciascuna.

Secondo l'attuale organigramma societario, la Lazio è articolata su un sistema dualistico; la società è guidata da un consiglio di gestione, presidenziato da Claudio Lotito, ed uno di sorveglianza, composto da cinque membri, compreso l'attuale presidente, il Prof. Corrado Caruso.

Dal 27 aprile 1998 la Lazio è quotata presso il mercato di Borsa Italiana S.p.A. a partire nel segmento Standard (Classe 1) (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL), e su tale mercato vengono negoziate le azioni ordinarie circolanti.[80]

Il Centro sportivo di Formello, campo di allenamento della Lazio, risulta essere gravato da ipoteca legale iscritta il 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. Tale garanzia rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l’Agenzia delle Entrate.

In base a quanto emerge dal rapporto annuale effettuatato da "Deloitte Football Money League" e pubblicato da Deloitte & Touche nel 2009, la Lazio risultava essere la ventesima società più ricca al mondo per quantità di ricavi (83,1 milioni di Euro).[81]

Organigramma della società

Dal sito internet ufficiale della società.[78]

  Claudio Lotito, presidente della Lazio dal 2004.
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Staff attuale dell'area amministrativa
Staff attuale dell'area amministrativa

CONSIGLIO DI GESTIONE

CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA

  • Presidente: Prof. Corrado Caruso
  • Vicepresidente: Prof. Alberto Incollingo
  • Consigliere: Prof. Fabio Bassan
  • Consigliere: Prof. Vincenzo Sanguigni
  • Consigliere: Dott. Massimo Silvano

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

  • Presidente: Dott. Claudio Lotito
  • Segretario Generale: Sig. Armando Antonio Calveri
  • Direzione Amm.va e Controllo di Gestione / Investor Relator: Dott. Marco Cavaliere
  • Direzione Legale e Contenziosi: Dott.ssa Francesca Miele
  • Direzione Organizzativa Centro Sportivo di Formello, Uffici, Country Club, Stadio: Sig. Giovanni Russo
  • Delegato Sicurezza Stadio / R.S.P.P.: Sig. Sergio Pinata
  • Responsabile Biglietteria: Sig. Angelo Cragnotti
  • Direzione Settore Giovanile: Gen. Giulio Coletta

STRUTTURA FORMATIVA QUALIFICATA STEWARD

  • Direttore Struttura: Sig. Giovanni Russo
  • Direttore Corsi: Sig. Sergio Pinata
  • Segreteria Corsi: Sig. Stefano Bucci
  • Tutor: Sig. Marco Bordini

S.S.LAZIO MARKETING & COMMUNICATION S.p.A.

  • Coordinatore Marketing, Sponsorizzazioni ed Eventi: Dott. Marco Canigiani
  • Area Marketing: Massimiliano Burali d'Arezzo, Dott.ssa Laura Silvia Zaccheo
  • Area Licensing e Retail: Sig. Valerio D'Attilia
  • Responsabile Comunicazione/Stampa: Dr. Stefano De Martino
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Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della S.S. Lazio.[82]

  La maglia targata Puma, con la coccarda ed il tricolore sul petto, che la Lazio ha indossato tra il 9 gennaio 2000 e quello del 2001, celebrando il centenario.
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Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1963-64: Lacoste
  • Dal 1971-72 al 1975-76: TuttoSport
  • Dal 1976-77 al 1978-79: NR (Ennerre)
  • 1979-80: Pouchain
  • Dal 1980-81 al 1981-82: Adidas
  • Dal 1982-83 al 1985-86: NR (Ennerre)
  • 1986-87: TuttoSport
  • Dal 1987-88 al 1988-89: Kappa
  • Dal 1989-90 al 1997-98: Umbro
  • Dal 1998-99 al 2011-12: Puma
  • Dal 2012-13: Macron
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Cronologia degli sponsor ufficiali
Cronologia degli sponsor ufficiali

Nella stagione 2008-09 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

PES 2009 nella partita Lazio-Inter (0-3)
Groupama Assicurazioni nella partita Lazio-Roma (4-2)
Cucciolone Algida nelle partite Lazio-Udinese (1-3) e Lazio-Reggina (1-0)
  • Stagione: 2009-10: Edileuropa

Nella stagione 2009-10 nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

Regione Lazio nella finale di Supercoppa Italiana Inter-Lazio (1-2)
Paideia nelle partite Catania-Lazio (1-1) e Lazio-Milan (1-2)

Nella stagione 2010-11 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

Paideia nelle partite Lazio-Napoli (2-0) e Lazio-Genoa (4-2)

Nella stagione 2011-12 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

Paideia nella partita Lazio-Roma (2-1)
Fondazione "Gabriele Sandri" nella partita Lazio-Parma (1-0)
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Sedi sociali e campi di gioco

Di seguito l'elenco delle sedi sociali e dei campi di gioco utilizzati dalla S.S. Lazio nel corso della sua storia.[83]

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Cronologia delle sedi sociali
Cronologia delle sedi sociali
  • 1900: Lungotevere dei Mellini
  • 1900: Vicolo degli Osti, 15
  • Dal 1900 al 1904: Via Valadier, 6
  • Dal 1904 al 1906: Via Pompeo Magno, 94
  • Dal 1906 al 1910: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1910: Via Sistina, 123
  • Dal 1910 al 1913: Casina di Via dell'Uccelliera
  • Dal 1913 al 1914: Via delle Coppelle, 16
  • Dal 1914 al 1924: Via Vittorio Veneto, 7
  • Dal 1924 al 1925: Via Santo Stefano del Cacco, 16
  • Dal 1925 al 1926: Vicolo dei Due Macelli
  • Dal 1926 al 1929: Via Tacito
  • Dal 1929 al 1934: Vicolo D'Ascanio, 11
  • Dal 1934 al 1958: Via Frattina, 89
  • Dal 1958 al 1963: Viale Rossini, 21
  • Dal 1963 al 1966: Via Nizza, 45
  • Dal 1966 al 1987: Via Col di Lana, 8
  • Dal 1987 al 1992: Via Margutta, 54
  • Dal 1992 al 1995: Corso d'Italia, 19
  • Dal 1995 al 1998: Via Umberto Novaro, 32
  • Dal 1998 al 2001: Via di Santa Cornelia, 1000
    (Centro sportivo di Formello)
  • Dal 2001 al 2003: Via Augusto Valenziani, 10
  • Dal 2003 al 2004: Via Borgognona, 47
  • Dal 2004: Via di Santa Cornelia, 1000
    (Centro sportivo di Formello)
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Cronologia dei campi di gioco
Cronologia dei campi di gioco
  • Dal 1901 al 1905: Campo di Piazza d'Armi
  • Dal 1905 al 1913: Parco dei Daini
  • Dal 1913 al 1914: Campo della Farnesina
  • Dal 1/9/1914 al 1931: Stadio della Rondinella
  • Dal 1931 al 1953: Stadio Nazionale
  • Dal 1953 al 1989: Stadio Olimpico di Roma
  • Dal 1989 al 1990: Stadio Flaminio
  • Dal 1990 ad oggi: Stadio Olimpico di Roma
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Tifoseria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Tifoseria della Società Sportiva Lazio.
  Il cuore del tifo laziale: la Curva Nord.

Al momento la S.S. Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi (4,8%) dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma come risulta da un sondaggio effettuato dallo Studio Grizzaffi, azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 17 giugno 2010.

I sostenitori del club capitolino sono quantificabili in circa 1,2 milioni in Italia, secondo il più recente sondaggio di settore condotto e pubblicato dallo Studio Grizzaffi nel giugno 2010: con il 4,8% di preferenze da parte del campione esaminato, le Aquile risultano essere la sesta squadra più sostenuta del Paese.

Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico a Roma e nelle province laziali, è presente anche in altre regioni d'Italia, il che garantisce un seguito alla squadra anche durante gli incontri esterni.

Cenni storici

  La Curva Nord dello Stadio Olimpico gremita dai supporters biancocelesti.

La storia del tifo organizzato laziale comincia nel secondo dopoguerra. Nel 1951 vengono fondati i Circoli Biancocelesti, per cui la tifoseria laziale è stata, dopo quella romanista, la seconda ad aver formato club di sostenitori in Italia.

Verso la fine degli anni sessanta, periodo di sollevazioni giovanili, piccoli gruppi di tifosi, più che altro nati come aggregazioni di quartiere, riempiono le gradinate dello Stadio Olimpico di Roma (Tuparamos, Aquile, Ultras, Vigilantes, NAB, CAST, Marines, CML), facendo sentire il loro incitamento alla Lazio in modo spontaneistico.

Il gruppo degli Eagles' Supporters, che li riunisce nel 1977 sotto un unico striscione di 54 metri (il più lungo d'Italia), concentra il tifo ultras biancazzurro con un sostegno di massa colorato, rumoroso e incessante, nonostante le difficili stagioni che la squadra romana affronta sia a livello sportivo che finanziario.

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del derby, viene tolta la vita a Vincenzo Paparelli, supporter laziale raggiunto in Curva Nord da un razzo sparato dalla Sud per mano di un tifoso romanista. Da allora i gruppi organizzati di tifosi biancocelesti, prima riuniti nelle gare casalinghe in Curva Sud, decisero di spostarsi definitivamente nella Nord dell'Olimpico.[84]

Durante la partita casalinga contro il Padova del 1987, in Curva Nord appare uno striscione lungo 10 metri di un nuovo gruppo: gli Irriducibili creati da Antonio "Grinta". Questi ultimi rivoluzioneranno il modo di tifare: niente più tamburi ma cori all'inglese. Su questo, ma più che altro per motivi politici e di gestione della curva, nascono contrasti con gli Eagles' Supporters, che si scioglieranno all'inizio del 1993 a causa dello scarso ricambio generazionale e delle continue aggressioni subìte dagli ultras emergenti. Con l'arrivo del presidente Sergio Cragnotti la Lazio torna sul palcoscenico europeo. Gli Irriducibili in questo periodo oltre che con interisti e veronesi stringono rapporti con i tifosi organizzati di Real Madrid, Chelsea, Espanyol e Levski Sofia. I laziali conquistano anche gli stadi continentali: 4.000 a Dortmund, Vienna e Madrid, 20.000 a Parigi, 15.000 a Birmingham, 10.000 a Monaco. Sotto la gestione del presidente Ugo Longo la società decide di ritirare la maglia numero 12, in onore dei tifosi della squadra biancoceleste. L'11 novembre 2007 viene ucciso da un agente di Polizia il tifoso laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata poi la curva. Da allora la sua immagine è posta nella parte bassa della Nord.[85] La storia del povero "Gabbo" è stata raccolta nel libro verità 11 Novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica dello scrittore Maurizio Martucci, autore anche del libro sulla storia di Vincenzo Paparelli.

Dal marzo 2010, gli Irriducibili lasciano il comando dopo 23 anni per lasciare la gestione della Curva Nord in mano ai membri della ex Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi sciolti formalmente per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord,[86] coadiuvato da un altro importante gruppo del tifo laziale, ovvero l'Associazione Sodalizio, riunito nel settore della Tribuna Tevere.[87]

Gemellaggi

  Gemellaggio fra tifosi laziali ed interisti il 2 maggio 2009 con l'omaggio dei supporters nerazzurri a Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste scomparso nel 2007.

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[88] Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, in lotta per vincere il campionato con i cugini romanisti, spingendola così verso il mantenimento della vetta della classifica.[89] Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Triestina c'è un vero e proprio gemellaggio che risale agli anni ottanta, quando entrambe le due squadre militavano in B. Successivamente la squadra giuliana, in una partita all'Olimpico contro la Roma, ha esposto i vessilli biancocelesti, saldando ancor di più il rapporto. Con i supporters dell'Hellas Verona non c'è in realtà un vero e proprio gemellaggio, ma soltanto sintonia; stessa cosa vale riguardo al legame con i tifosi di Ascoli e Chieti.

A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l'Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, l'altro, così come quelli con Chelsea e Levski Sofia, nasce da convergenze "pseudopolitiche".[90][91]

Rivalità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Derby di Roma.

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale: la Roma. L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta napoletani e romanisti. Nei confronti della tifoseria rossonera è sempre esistita un'accesa rivalità, soprattutto dopo il campionato vinto in rimonta nelle ultime giornate dal Milan nel 1999 a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della Juventus invece deriva principalmente dall'antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, oltre che per la rivalità fra gli stessi juventini e i sostenitori gemellati dell'Inter. I contrasti con la tifoseria dell'Atalanta nascono alcuni anni fa a causa di forti divergenze politiche; con le tifoserie di Pescara, Perugia e Ternana la rivalità nasce già dagli anni settanta, mentre quella con il tifo organizzato di Sambenedettese, Genoa, Sampdoria e Pisa si manifesta dagli anni ottanta. Nel decennio successivo invece, le rivalità si accesero con Bologna, Fiorentina, Torino, Lecce e Foggia. La causa della rivalità con i tifosi del Brescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi delle Rondinelle e quelli dei rivali milanisti. Con i supporters di Modena e Livorno la rivalita' nasce per le idee politiche dei tifosi emiliani e toscani, notoriamente di estrema sinistra, contrastanti con quelle di estrema destra degli ultras laziali.

A livello internazionale, le rivalità sportive più accese, tutte nate negli anni novanta, sono con i francesi dell'Olympique Marsiglia, con gli inglesi dell'Arsenal e con gli spagnoli dell'Atlético Madrid.

La polisportiva Lazio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Polisportiva Lazio.
  Fausto Coppi, uno degli atleti illustri che hanno fatto parte della polisportiva Lazio.

La Società Sportiva Lazio è la società polisportiva più grande del mondo e più antica d'Europa,[92][8] composta da numerose sezioni sportive, in numero di 43, ed attività associate, attualmente in numero di 8.

La presidenza generale della Polisportiva S.S. Lazio è attualmente rappresentata dal Dott. Antonio Buccioni, coadiuvato dal Vice Presidente Generale Vicario Dott. Roberto Pessi e dai vicepresidenti Massimo Moroli, Eutimio Ranieri e Pierluigi Bernabò, ex consigliere del comitato di presidenza. Oltre al segretario generale Andrea Penza, nel dicembre del 2010 sono stati nominati dalla Consulta dei Soci Benemeriti e quella delle Famiglie Storiche come presidenti onorari Giovanni Gilardoni e Giuliano Pollini, quest'ultimo discendente diretto di Luigi Bigiarelli, il fondatore maximo dell'allora Società Podistica Lazio.

La sede ufficiale della Società Sportiva Lazio è ubicata all'interno dello Stadio Flaminio in Roma, struttura che in passato fu amministrata e gestita per circa trent'anni dalla stessa polisportiva laziale.

In numero totale, la S.S. Lazio conta circa 10.000 atleti iscritti, i quali, nel corso della storia ultracentenaria della società, hanno regalato ai colori biancocelesti numerosi titoli e medaglie. Suddetti atleti possono contare sull'apporto di 400 tecnici ed altrettanti dirigenti.[93]

I titoli italiani vinti attualmente sono più di 80, quelli individuali sono oltre 600, mentre quelli in categorie minori e nei settori giovanili sono circa 1000. Le medaglie conquistate dagli atleti della Polisportiva in competizioni ufficiali, quali Campionati del Mondo, d'Europa e Giochi olimpici, sono numerose, e 49 sono le medaglie d'oro vinte nel corso di queste manifestazioni sportive internazionali.

La Società Sportiva Lazio, oltre ad esser stata eretta in Ente Morale nel 1921, è stata insignita nel corso della sua storia ultracentenaria d'importanti onorificenze a livello nazionale, quali la Stella d'Oro al Merito Sportivo, ricevuta nel 1967, ed il Collare d'Oro al Merito Sportivo del 2002. Poche altre realtà sportive posso vantare i riconoscimenti assoluti che ha ricevuto il sodalizio biancoceleste.

Onorificenze

La Società Sportiva Lazio è stata insignita nel corso della sua storia ultracentenaria d'importanti onorificenze a livello nazionale. Poche altre realtà sportive posso vantare i riconoscimenti assoluti che ha ricevuto il sodalizio biancoceleste.

La S.S. Lazio fu eretta in Ente Morale con Regio Decreto del 2 giugno 1921 n°907 per volontà dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione On. Benedetto Croce. Questo importante e prestigioso riconoscimento fu dato alla società romana poiché i dirigenti dell'epoca decisero di trasformare il proprio campo da gioco in orto di guerra allo scopo di sfamare la popolazione durante la Primo Conflitto Mondiale.[94]
La S.S. Lazio, insignita nel 1967 della Stella d'Oro al merito sportivo, si riconosce nel patrimonio morale e sportivo di tale Ente originario, del quale continua la tradizione e sviluppa l'attività in numerose discipline sportive.[95]
La Polisportiva laziale ha ricevuto nel 2002 il Collare d'Oro al Merito Sportivo per i suoi cento anni di attività e per aver onorato la storia dello sport nazionale. Tale onorificenza è assegnata una sola volta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano.[96]

Note

  1. ^ (EN) Stadio Olimpico. ASRoma.it, 02-03-2009. URL consultato in data 05-04-2012.
  2. ^ Giorgio Vaccaro: La Lazio è un ente morale. sslazio1900.it. URL consultato in data 07-11-2009.
  3. ^ Borsa Italiana: SSL
  4. ^ Palmares. SSLazio.it. URL consultato in data 18-01-2010.
  5. ^ (EN) Il Derby della Capitale. cbc.ca. URL consultato in data 18-01-2010.
  6. ^ All-Time Club World Ranking. URL consultato in data 03-06-2010.
  7. ^ Club World Ranking. URL consultato in data 05-07-2011.
  8. ^ a b Polisportiva Lazio, la famiglia si allarga. Corriere dello Sport. URL consultato in data 10-09-2008.
  9. ^ Secondo una recente tesi, il calcio sarebbe stato introdotto a Roma dal Football Club di Roma 1896 (praticava attività calcistica e si sciolse nel 1898). Tracce di un Foot-Ball Club di Roma son presenti anche in cronache di fine ottocento, «“Il Foot-ball Club di Roma e i giovani del Regio Liceo Ennio Quirino Visconti di Roma hanno incominciato le esercitazioni dei giuochi nel Parco dei Daini a Villa Borghese”». Il Popolo Romano, 2-1-1897. Secondo altre fonti, la prima squadra a giocare il calcio a Roma fu invece la Società Ginnastica Roma. Tali fonti traggono spunto da un articolo del Messaggero che tra l’elenco dei Giochi del 21 maggio 1899 menziona una gara di football di cui non vengono riportati né la cronaca né il risultato finale. È da sottolineare come questa sia l’unica occasione nella quale la società viene correlata al football. Tale Cesare Tifi indicato da queste fonti come esponente di spicco della Ginnastica Roma, lo si ritrova però iscritto nell’elenco dei partecipanti al campionato di palla lanciata e nelle cronache dell’epoca compare anche come ginnasta.
  10. ^ Pennacchia, Mario. «All' inizio era una società di podisti», La Gazzetta dello Sport, 03-01-2000, p. 5. URL consultato in data 17-01-2010.
  11. ^ a b c Valentini, Sergio. «Il duce, dalla Lazio alla Roma», Corriere della Sera, 27-04-1997, p. 39. URL consultato in data 17-01-2010.
  12. ^ Mitropa Cup 1937. Rsssf. URL consultato in data 06-09-2010.
  13. ^ Albo d'Oro. Lega Calcio. URL consultato in data 17-01-2010.
  14. ^ (EN) Italy 1973/74. RSSSF.com. URL consultato in data 17-01-2010.
  15. ^ (EN) Italy 1978/79. RSSSF.com. URL consultato in data 17-01-2010.
  16. ^ Campionato 1986-87. Lega Calcio. URL consultato in data 17-01-2010.
  17. ^ Pennacchia Mario, Garinei Lello. «Scandali e retrocessioni: poi spunta Cragnotti», La Gazzetta dello Sport, 08-01-2000, p. 11. URL consultato in data 17-01-2010.
  18. ^ Colombo, Monica. «Lazio, dopo Crespo anche Zenden», Corriere della Sera, 12-07-2000, p. 43. URL consultato in data 17-01-2010.
  19. ^ Un "venduto" confessa: ora il calcio trema. Corriere della Sera. URL consultato in data 06-09-2010.
  20. ^ Campionato 1999-00. Lega Calcio. URL consultato in data 17-01-2010.
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  33. ^ Esclusa dalla Coppa dei Campioni 1974-75 per la squalifica rimediata l'anno prima per gli incidenti in occasione della partita Lazio-Ipswich Town di Coppa UEFA.
  34. ^ Retrocessa per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo del Totonero.
  35. ^ Parte con 9 punti di penalizzazione per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nel secondo scandalo del calcio-scommesse e vince gli spareggi salvezza.
  36. ^ Declassata per delibera della CAF dal 6º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  37. ^ Parte con 11 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3, per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
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Bibliografia

Libri

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  • Egidio Barraco, Nella Lazio ho giocato anch'io. Novantanni in biancoazzurro, Aldo Pimerano, 1992. ISBN 88-85946-09-7
  • Sandro Bocchio; Giovanni Tosco, Dizionario della grande Lazio, Newton & Compton, 2000. ISBN 88-8289-495-9
  • Patrizio Cacciari; Filacchione; Stabile, 1974. Nei ricordi dei protagonisti la storia incredibile della Lazio di Maestrelli, Eraclea Libreria Sportiva, 2004. ISBN 88-88771-10-7
  • Guy Chiappaventi, Pistole e palloni. Gli anni Settanta nel racconto della Lazio campione d'Italia, Limina, 2004. ISBN 88-88551-30-1
  • Giorgio Chinaglia, Passione Lazio, Roma, Lucarini, 1984. ISBN 88-7033-051-6
  • Marco Filacchione, Il volo dell'aquila. Numeri e uomini della grande Lazio, Eraclea Libreria Sportiva. ISBN 88-88771-08-5
  • Simon Martin, Calcio e fascismo. Lo sport nazionale sotto Mussolini, Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55566-1
  • Maurizio Martucci, 11 Novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri, una giornata buia della Repubblica, Sovera Multimedia, 2008. ISBN 978-88-8124-787-5
  • Maurizio Martucci, Cuore Tifoso. Roma-Lazio 1979. Un razzo ha distrutto la mia famiglia. Gabriele Paparelli racconta., Sovera Multimedia, 2009. ISBN 978-88-8124-862-9
  • Maurizio Martucci, Nobiltà ultras dal 1900. Un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996. ISBN
  • Franco Melli, Cara Lazio, Roma, Lucarini, 2000. ISBN 88-7033-297-7
  • Franco Melli, La storia della Lazio, Roma, L'airone Editrice, 2005. ISBN 88-7944-725-4
  • Franco Melli, Saga biancazzurra. La Lazio, Cragnotti, il nuovo potere, Roma, Limina, 2000. ISBN 88-86713-56-8
  • Mario Pennacchia, Lazio patria nostra: storia della società biancoceleste, Roma, Abete Edizioni, 1994. ISBN 88-7047-058-X
  • Mario Pennacchia, Storia della Lazio, Roma, Corriere dello Sport, 1969.
  • Franco Recanatesi, Uno più undici. Maestrelli: la vita di un gentiluomo del calcio, dagli anni Trenta allo scudetto del '74, Roma, L'Airone Editrice, 2005. ISBN 88-7944-844-7
  • Alessandro Tozzi, La mia Lazio. L'Avventura nel meno nove e altre storie biancocelesti, Eraclea Libreria Sportiva, 2005. ISBN 88-88771-14-X
  • Francesco Valilutti, Breve storia della grande Lazio, Roma, Newton & Compton editori, 1997. ISBN 88-7983-859-8

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