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| Touriseum | |
|---|---|
| Tipo | Storia del turismo in Alto Adige |
| Data fondazione | 15 marzo 2003 |
| Indirizzo | via S. Valentino 51a 39012, Merano |
| Sito | http://www.touriseum.it/ |
Il Touriseum è il Museo provinciale del Turismo (in tedesco Südtiroler Landesmuseum für Tourismus); gli annessi Giardini di Castel Trauttmansdorff (in tedesco Gärten von Schloss Trattmansdorff) sono un orto botanico. Hanno sede a Merano (BZ), all'interno di Castel Trauttmansdorff.
Indice |
Nel luogo dove attualmente sorge Castel Trauttmansdorff si erigeva intorno al 1300 un piccolo castello, chiamato Neuburg. All'inizio del secolo XVI alcuni membri della numerosa famiglia Trauttmansdorff si trasferirono dalla Stiria nel Tirolo meridionale. Lì il giovane Nikolaus von Trauttmansdorff costruì le sue fortune e, oltre a due castelli nei pressi di Trento, acquistò nel 1543 il sopracitato Neuberg (Merano). Due generazioni più tardi questo ramo della famiglia Trauttmansdorff si estinse, segnando il tramonto di un'epoca: la nobiltà perse interesse per i castelli di sua proprietà e si ritirò nelle residenze urbane. La conseguenza fu il decadimento del castello Neuburg nell'anno 1777.
Nel 1846 si stabilì a Merano, neonata "città di cura", il conte Joseph von Trauttmansdorff, che scoprì il castello Neuburg abbandonato precedentemente dai suoi avi. Acquistò l'edificio, ridotto a rovine,e lo ampliò fino alle dimensioni che lo caratterizzano al giorno d'oggi, integrandolo con elementi neogotici. Il castello fu rinominato Trauttmansdorff e fu il primo esempio di castello neogotico nel Tirolo.
Nel 1867 Joseph morì ed il suo corpo venne deposto nella cripta, situata attualmente sotto la cappella del castello. Morto scapolo, il suo ingente patrimonio passò in eredità al cavalier Moritz von Leon, molto probabilmente figlio illegittimo del conte.
Nell'ottobre 1870 arrivò per un soggiorno a Merano Elisabetta di Baviera, Imperatrice d'Austria, che scelse il Castel Trauttmansdorff per risiedere insieme alle sue figlie Gisela e Marie Valerie, rispettivamente di 14 anni la prima e di 2 anni la seconda. Vissero nelle stanze del secondo piano dell'edificio. Il seguito dell'Imperatrice era invece composto da 102 persone e fu sistemato in alcune residenze nei dintorni della struttura. Fu grazie all'Imperatrice Elisabetta che Merano divenne una nota "città di cura". A pochi mesi dal suo arrivo a Merano, infatti, i giornali viennesi annunciarono i progressi fatti dall'Imperatrice, che non godeva di ottima salute, beneficiando del clima mite presente nella città dove si stanziò per sette mesi. Nel settembre 1889 Elisabetta tornò per la seconda volta a Castel Trauttmansdorff, otto mesi dopo che suo figlio Rodolfo d'Asburgo-Lorena, nonché principe ereditario, si era suicidato a Mayerling.
Moritz von Leon, erede del conte Trauttmansdorff e padrone del castello durante le visite dell'imperatrice, fu costretto a cedere le residenze di Pienzenau e Fragsburg, con le relative tenute. Nel 1892 è la volta dello stesso Castel Trauttmansdorff. Il nuovo signore del castello divenne il barone Friedrich von Deuster, proveniente da Kitzingen, non distante da Würzburg. Deuster partecipò attivamente alla vita della città di cura in pieno sviluppo. Diventò membro della direzione corse dell'ippodromo, acquistò Fragsburg, fece allestire frutteti e giardini tutto attorno al castello e rialzò l’ala orientale con una sala in stile neorococò. Con Friedrich von Deuster Castel Trauttmansdorff visse una nuova stagione di splendore che durò sino alla prima guerra mondiale.
In seguito alla prima guerra mondiale, Friedrich von Deuster fu espropriato dei suoi beni, come molti cittadini germanici in Italia. La conseguenza fu che il Castel Trauttmansdorff diventò proprietà dell'Opera Nazionale per i Combattenti (ONC). Nel periodo caratterizzato dal fascismo gli arredi del castello furono quasi completamente perduti e l'edificio diventò cadente. L'ONC tentò di trovare un acquirente per la proprietà del castello, senza però riuscirci.
Nel 1977 fu sciolta l'ONC e il castello divenne proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano. Si decise per un nuovo utilizzo della struttura: nel 2001 fu inaugurato il "Giardino botanico" sui terreni antistanti il castello, mentre nel 2003 fu inaugurato il Touriseum, il museo provinciale del turismo.
Il Touriseum espone in ordine cronologico la storia del turismo a partire dalla fine del 1700 fino ad oggi. Il percorso è illustrato in tre lingue (italiano, tedesco e inglese) ed è dedicato al turismo nei vari aspetti: mostra il punto di vista della popolazione locale, quello di chi soggiorna in Alto Adige per trascorrere le vacanze, mostra inoltre in che modo il turismo sia nato nel Tirolo e come abbia trasformato il territorio circostante ed i suoi abitanti.
Il percorso inizia in una gola tra pareti rocciose, nella quale giace una carrozza rovesciata, simbolo delle difficoltà e dei rischi ai quali erano esposti i viaggiatori dell'800. Poco più avanti è possibile trovare il modellino di una stazione di posta, elemento volto a far capire ai visitatori che chi viaggiava in quell'epoca disponeva comunque dell'attrezzatura necessaria. Nel 1867 entrò in funzione la linea ferroviaria del Brennero, che rese l'attraversamento delle Alpi più facile e comodo. In un vano del museo, all'interno di una vetrina, è riprodotto il modellino della carrozza con cui l'Imperatrice d'Austria Elisabetta di Baviera, detta Sissi, viaggiava a quel tempo. I soggiorni di Sissi a Merano, avvenuti nel 1870 e nel 1889, contribuirono all'incremento del turismo nella città e nel Burgraviato e provocarono la creazione di associazioni con lo scopo di abbellire il paesaggio circostante.
Continuando il percorso si arriva a cavallo fra l'800 e il '900, epoca in cui il turismo nel Tirolo raggiunse l'apice, poiché molti turisti della borghesia europea vi si recavano in cura, soggiornando negli alberghi di lusso. In una vetrina viene riprodotto l'Hotel Karersee, albergo che rispecchiava i gusti dell'altà società. Al suo interno vi era addirittura un ascensore, un lusso che pochi all'epoca si potevano permettere.
Si arriva poi, continuando il percorso, allo scoppio delle due Guerre Mondiali, un periodo che segnò la fine della Belle Epoque del Tirolo e trasformò il territorio in una zona di guerra, in cui le Dolomiti, prima ammirate per la loro bellezza, divennero improvvisamente linea di fronte. La fine della guerra provocò anche un cambiamento nel turismo: nel 1950, infatti, i primi turisti a soggiornare in Alto Adige furono italiani, ma la progressiva diffusione di massa delle automobili portò molti viaggiatori dalla Germania. L'Alto Adige, che dopo la fine della Prima Guerra Mondiale fu annesso all'Italia, diventò al termine della Seconda Guerra Mondiale un luogo di vacanza.
La mostra continua poi con l'esposizione di una tipica stube in stile anni '50, simbolo della vacanza in famiglia, ricercata soprattutto dalla popolazione germanica. Subito dopo ci si trova nel mezzo di un modello di galleria autostradale: la costruzione dell'autostrada del Brennero comportò l'arrivo di masse di turisti che portarono ad un boom edilizio, il quale trasformò radicalmente il territorio, grazie all'edificazione di alberghi e pensioni.
Negli anni '70 vi fu una sorta di stop all'incremento del turismo: si era arrivati al limite della sopportazione e di conseguenza l'amministrazione provinciale scelse di prestare attenzione alla qualità, invece che alla quantità del turismo. Il percorso termina dando voce ai protagonisti del turismo, con oltre cento interviste a viaggiatori e residenti.
Al secondo piano del Touriseum è situata una parte degli ambienti storici, che mostrano la residenza in cui Sissi trascorreva le sue vacanze a Merano.
Attorno al castello che ospita il Touriseum si sviluppa un ampio orto botanico (12 ettari), che mostra piante di ogni parte del mondo, ma anche repliche di paesaggi altoatesini. Il giardino è aperto dal 1º aprile al 15 novembre.
Accanto ai giardini terrazzati e a quelli acquatici, si trovano il "Giardino dei Sensi" e il "Giardino Giapponese", la "collina dei cactus" e quella delle "succulente", il "Giardino del Sud" (con piante mediterranee e l'oliveto più settentrionale d'Italia). Un settore intero è dedicato ai boschi del mondo.
I padiglioni sono 11, realizzati da diversi artisti, ed al loro interno si possono trovare spiegazioni sul mondo vegetale. Una piattaforma panoramica - progettata dall'architetto Matteo Thun - consente una vista spettacolare su Merano.
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