» 
Arabic Bulgarian Chinese Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Finnish French German Greek Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Italian Japanese Korean Latvian Lithuanian Malagasy Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swedish Thai Turkish Vietnamese
Arabic Bulgarian Chinese Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Finnish French German Greek Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Italian Japanese Korean Latvian Lithuanian Malagasy Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swedish Thai Turkish Vietnamese

definition - antonio pigafetta (cacciatorpediniere)

definition of Wikipedia

   Advertizing ▼

Wikipedia

Antonio Pigafetta (cacciatorpediniere)

                   
Antonio Pigafetta
Il cacciatorpediniere Antonio Pigafetta in navigazione negli anni trenta
Il cacciatorpediniere Antonio Pigafetta in navigazione negli anni trenta
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Classe Navigatori
Cantiere Quarnaro - Fiume
Impostata 29 dicembre 1928
Varata 10 novembre 1929
Entrata in servizio 1 maggio 1931
Destino finale Catturato dalla Kriegsmarine il 10 settembre 1943
Assegnato alla 9a Flottiglia Torpedoboote come TA 44 il 14 ottobre 1944
Caratteristiche generali
Dislocamento 1908 (standard) t
(pieno carico) 2603
Lunghezza 107,3 m
Larghezza 10,2 m
Altezza 6,5 m
Pescaggio 3,6 m
Propulsione 4 caldaie Yarrow
2 turbine Belluzzo
2 eliche
Potenza: 50000 CV
Velocità 38 nodi
Autonomia 3100 miglia a 15 nodi
800 miglia a 36 nodi
Equipaggio 9 ufficiali, 164 sottufficiali e marinai
Sistemi difensivi 2 paramine per dragaggio in corsa (dal 1938)
Armamento
Armamento all'entrata in servizio:
  • 6 cannoni Ansaldo mod. 1926 da 120/50 in 3 torri binate
  • 2 mitragliere antiaeree Vickers-Terni mod. 1917 da 40/39
  • 4 mitragliere Breda mod. 1931 da 13,2 mm in 2 impianti binati
  • 4 tubi lanciasiluri tipo San Giorgio da 533 mm in 2 impianti binati
  • 2 ferroguide per posa mine (54/56 mine)
Note
Motto L'onore più che la vita
Sigla identificativa PI

[senza fonte]

voci di navi presenti su Wikipedia

Il cacciatorpediniere Antonio Pigafetta della Regia Marina, classe Navigatori, fu impostato nei Cantieri del Quarnaro di Fiume nel 1928, varato nel 1929 ed entrò in servizio nel 1931 come esploratore leggero. Nel 1938, nell'ambito della riorganizzazione della Regia Marina, fu riclassificato cacciatorpediniere. Svolse un'intensissima attività bellica durante la seconda guerra mondiale e venne infine sabotato dall'equipaggio dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Indice

  Storia

  Il Pigafetta, ancora "esploratore", alla metà degli anni trenta

Il Pigafetta ha preso nome dal navigatore italiano Antonio Pigafetta che, all'inizio del XVI secolo accompagnò Ferdinando Magellano nella circumnavigazione del mondo. Riuscito a rientrare in Spagna con soli altri 17 compagni, scrisse poi la famosa cronaca della spedizione.

Il Pigafetta fu l'ultimo della sua classe ad entrare in servizio il 1º maggio 1931 e venne assegnato al 3º Gruppo Esploratori. Nel 1940 l'ammiraglio Enrico Mirti della Valle prese il comando del cacciatorpedinere Pigafetta riuscendo a mantenere incolume l'imbarcazione e riuscendo a terminare numerosissimi convogli durante la sua carica. Ricevuta la bandiera di combattimento il 4 ottobre 1931 a Venezia, operò in tempo di pace nel Mediterraneo come caposquadriglia esploratori: nel 1935 fu di stanza a Lero nel Dodecaneso, mentre durante la guerra civile spagnola (1937-1938) svolse attività di appoggio nella zona di mare a sud della Spagna. Riclassificato cacciatorpediniere nel 1938 e assegnato alla XIVa squadriglia, fu rimandato per pochi mesi nel Dodecaneso nel 1939 con il Da Verazzano e lo Zeno, per poi rientrare in Italia all'inizio del 1940 per essere sottoposto ai grandi lavori di modifica, che terminarono il 27 aprile 1940.

  Caratteristiche costruttive e modifiche

  Il Pigafetta in navigazione con mare grosso. L'angolo di sbandamento è di circa 30º

Le caratteristiche costruttive generali ricalcavano quelle tipiche della classe Navigatori, a cui si rimanda per i dettagli.

Tuttavia il Pigafetta, per il fatto di essere entrato in servizio per ultimo, usufruì dell'esperienza già maturata con le unità precedenti e la sua linea presentava già le migliorie relative alla stabilità (riduzione e abbassamento delle sovrastrutture) realizzate sulle altre unità con il ciclo di lavori del 1930[1].

  Scafo

Nei primi mesi del 1940 il Pigafetta fu sottoposto alle seconde importanti modifiche per il miglioramento della stabilità, comuni a quasi tutte le unità della classe, che consistettero nell'allargamento dello scafo di circa 1 m e nella modifica della prora con una di forma più alta e slanciata, di tipo “oceanico” o “a clipper”. Nel 1943, per migliorare il campo di tiro delle armi antiaeree, fu abbassato il secondo fumaiolo ed eliminato l'albero poppiero e il relativo proiettore da scoperta. Durante gli ultimi grandi lavori dell'estate del 1943 venne anche modificata la coffa per predisporre l'unità all'installazione del radar, ma l'armistizio dell'8 settembre impedì il completamento dei lavori. Dopo la cattura da parte della Kriegsmarine e la rimessa in servizio come TA 44, venne installato un radiotelemetro tipo Fu.Mo. 31, ovviamente di fabbricazione tedesca.

  Profili del cacciatorpediniere Antonio Pigafetta con l'armamento e le livree mimetiche in uso dal 1942.

  Colorazione mimetica

Il Pigafetta entrò in guerra con la livrea grigio chiaro che caratterizzava tutte le unità della Regia Marina, ma nei primi mesi del 1942 ricevette la caratteristica colorazione mimetica curvilinea a due toni di grigio, che mantenne inalterata per tutto il conflitto, solo con piccole variazioni eseguite nel gennaio del 1943 (probabilmente durante le riparazioni di alcuni lievi danni allo scafo verificatisi durante le manovre in porto)[2].

  Armamento

Anche sul Pigafetta, come su tutte le altre unità della classe, l'armamento principale, costituito dai sei cannoni Ansaldo 1926 da 120/50[3] allestiti in tre complessi binati scudati[4], rimase invariato per tutta la vita operativa della nave. Il resto dell'armamento subì varie modifiche durante il corso degli anni, in particolare durante la guerra, per andare incontro alle diverse necessità imposte dall'attività bellica.

Già all'entrata in servizio l'unità disponeva degli impianti lanciasiluri binati (più leggeri) e delle mitragliere Breda mod. 1931 da 13,2 mm in due impianti binati su piattaforme ai lati della controplancia[5], oltre alle due Vickers-Terni 40/39 mod. 1917 sul castello[6] di prora ai lati del blocco plancia. A metà degli anni trenta furono installate altre due mitragliere Breda 13,2 mm binate sulla tuga[7] centrale, a poppavia del secondo fumaiolo, presso il telemetro secondario. Nel 1942 apparve chiaro che l'armamento antiaereo, di concezione sorpassata, era divenuto insufficiente a contrastare i velivoli sempre più prestanti che gli alleati mettevano in campo. Pertanto tutte le mitragliere antiaeree di bordo vennero sostituite con le più moderne Breda 20/65 mod. 1935, aggiungendo una postazione sulla piattaforma dietro il fumaiolo prodiero e eliminando il telemetro secondario dalla tuga centrale. Nello stesso anno il complesso lanciasiluri poppiero fu sbarcato per far posto ad una piattaforma munita di due mitragliere Breda 37/54 mod. 1939 a canna singola. Alla fine del 1942 l'impianto lanciasiluri di prora (binato) fu sostituito con un impianto a tre tubi in linea tipo San Giorgio mod. S.I. 1929 P/3, sempre da 533 mm.

L'armamento antisommergibile era inizialmente limitato ad una "torpedine da rimorchio"[8] tipo Ginocchio, ma già nel 1938 vennero installate a poppa due tramogge per bombe torpedini da getto da 50 e 100 kg e due paramine tipo C per il dragaggio in corsa[9].

Fin dall'entrata in servizio il Pigafetta era predisposto per il trasporto e la posa di mine. Nel 1941 fu tra le unità che ebbero le ferroguide[10] allungate fin quasi al castello di prora, aumentando così la capacità di imbarco fin quasi a raddoppiarla. Il pieno carico di mine tuttavia impediva di utilizzare i tubi lanciasiluri, rendendo la nave più vulnerabile.

  Paramine del tipo montato sul Pigafetta. Visibili anche le tramogge per le bombe torpedini da getto e, in basso a sinistra, l'apparato nebbiogeno.
  Esercitazione di lancio siluro dal Pigafetta. Visibile sulla destra il complesso da 120/50 di centro nave.
  Esercitazioni navali del luglio 1933 a Gaeta. Lancio di siluro dal Pigafetta. Notare l'impianto binato di prima installazione.

  Impegno bellico

All'inizio della seconda guerra mondiale il Pigafetta era di base a Taranto inquadrato nella IXª Divisione Corazzate della Squadra, come caposquadriglia della XVª Squadriglia Cacciatorpediniere di cui facevano parte anche le unità gemelle Alvise da Mosto, Giovanni da Verrazzano e Nicolò Zeno. Tuttavia, poiché le modernissime corazzate classe Littorio della IXª Divisione non erano ancora pienamente operative, all'inizio del conflitto la XVª Squadriglia Cacciatorpediniere venne assegnata alla scorta degli Abruzzi della VIIIª Divisione Incrociatori. Il comando dell'unità era affidato al Capitano di Vascello Enrico Baroni che pochi giorni dopo, trasferito al comando della II Squadriglia Cacciatorpediniere con insegna sull'Espero, perdeva eroicamente la vita durante la battaglia del Convoglio Espero.

  1940 – 1941

La prima operazione fu compiuta il 13 giugno 1940 con una missione di caccia sommergibili nel Golfo di Taranto, insieme a Zeno e Malocello (le altre due unità della squadriglia, Da Mosto e Da Verazzano, si trovavano ancora in cantiere per il secondo ciclo di modifiche strutturali).
  Il Pigafetta (in secondo piano) impegnato insieme al Pessagno nella posa dello sbarramento S2 il 28 giugno 1941
Verso la fine di giugno del 1940 subentrò al comando il C.V. Paolo Melodia.
Fino al febbraio del 1941 il Pigafetta svolse la propria attività prevalentemente come cacciatorpediniere di scorta alla Squadra Navale. Infatti in questa fase iniziale del conflitto molte delle attività "minori", come la scorta ai convogli e la posa degli sbarramenti minati difensivi e offensivi[11], vedevano la partecipazione anche delle unità maggiori (Navi da Battaglia e Incrociatori) a protezione dell'attività operativa. In questo periodo il Pigafetta partecipò a 13 missioni di scorta, 2 di caccia a sommergibili, 2 di bombardamento navale in appoggio alla campagna di Grecia e 2 di posa mine (sbarramento 7AN nel Canale di Sicilia e sbarramento VO nel Canale d'Otranto). Dal 16 febbraio al 5 aprile 1941 fu fermo a Trieste per riparazioni. Rientrato in Squadra, da aprile alla fine di agosto fu impegnato prevalentemente in missioni di scorta ad unità maggiori e posa sbarramenti mine (S1, S2, S3, S41, S42, S43 e S44 nel Canale di Sicilia e T presso Tripoli). In questo periodo prese il comando il C.V. Enrico Mirti della Valle che lo mantenne fino all'ottobre del 1942.
I mesi di settembre e ottobre 1941 furono di relativo riposo, con esercitazioni e un'unica uscita operativa per la posa dello sbarramento B (Bengasi) che tuttavia non venne effettuato: infatti quando la formazione italiana (composta dagli incrociatori Duca d'Aosta, Eugenio di Savoia e Montecuccoli e dai cacciatorpediniere Pigafetta, Vivaldi, Da Verazzano, Camicia Nera e Aviere) era già diretta sull'obbiettivo, giunse la notizia che una robusta formazione inglese (2 navi da battaglia, 3 incrociatori e 10 cacciatorpediniere) era uscita da Alessandria e faceva rapidamente rotta verso le nostre navi. L'operazione venne annullata e mai più intrapresa: la "guerra dei convogli"[12] iniziava ad assorbire la maggior parte delle risorse e il Pigafetta (come la maggior parte delle unità similari) non essendo più in grado di mantenere, per le caratteristiche costruttive e per l'usura, le velocità richieste dall'attività di Squadra[13] venne destinato maggiormente ad altri compiti peraltro più estenuanti: scorta convogli per la Grecia e l'Africa Settentrionale, trasporti truppe e materiali, posa mine, operazioni di soccorso e operazioni di sbarco in Corsica e Tunisia.

  1941 – 1942

  Missione di posa mine nel 1941. Ben visibili sulla destra le mine tipo P200 allineate sulle ferroguide.
Dal novembre 1941 al settembre 1942 il Pigafetta effettuò 30 scorte a convogli, 6 missioni di guerra con navi maggiori, 3 trasporti (materiali o truppe), 1 posa sbarramento mine (Marsa Matruh), 7 trasferimenti e 4 esercitazioni. Tra queste missioni vanno ricordate: la scorta convoglio del 27 maggio 1942 durante la quale vennero affondati per siluramento il Pessagno (con la perdita di metà dell'equipaggio) e il piroscafo Capo Arma; la travagliata scorta al Convoglio D del 17 ottobre 1942, durante la quale vi furono ripetuti attacchi dall'aria e dal mare con l'affondamento, oltre che di alcuni mercantili, anche del Da Verazzano. Con la Squadra Navale partecipò comunque ad alcune operazioni, quando la scarsità di mezzi spingeva Supermarina[14] ad utilizzare qualunque unità fosse disponibile. La più importante di queste missioni si svolse nell'ambito della cosiddetta Battaglia di mezzo giugno alla quale il Pigafetta partecipò inquadrato insieme all'Alpino, il Bersagliere e il Mitragliere, nella XIIIª Squadriglia Cacciatorpediniere, prendendo parte alle operazioni per l'attacco al convoglio Vigorous diretto a Malta. Durante queste operazioni il Pigafetta fu destinato a prestare una rischiosa assistenza all'incrociatore Trento, gravemente colpito da aerosiluranti e successivamente affondato dal sommergibile della Classe U P.35.
Ma oltre ai momenti tragici vi furono anche alcuni eventi curiosi. Il primo riguarda un trasporto di "materiali speciali" effettuato il 15 dicembre 1941 dal solo Pigafetta da Taranto a Bengasi. Le fonti ufficiali[15] parlano di 300 fusti di benzina, mentre altre fonti ufficiose[16] narrano di un trasporto di alcune migliaia di bottiglie di acqua minerale destinata ai piloti della Luftwaffe in Africa Settentrionale. Di questo carico, peraltro testimoniato anche da fonti indubitabili (Incisa della Rocchetta), non vi è traccia alcuna nelle pubblicazioni ufficiali.
L'altro episodio, che poteva essere tragico ma per fortuna si risolse senza danni alle persone, avvenne durante l'Operazione Aprilia (15 maggio 1942): durante un attacco di aerosiluranti al convoglio, qualcosa non funzionò nel sistema di puntamento del Pigafetta e il complesso di poppa fece fuoco fuori punteria centrando una delle motonavi scortate, la tedesca Reichenfels che riportò solo lievi danni al carico.

  1942 – 1943

  Il Pigafetta in navigazione veloce a pieno carico di mine P200.
Dall'ottobre del 1942 il comando del Pigafetta venne assunto dal C.V. Rodolfo Del Minio e contemporaneamente iniziò il periodo di attività più frenetica: le varie missioni di scorta, posa mine e trasporto truppe si susseguivano quasi incessantemente. La situazione bellica in Africa Settentrionale volgeva al peggio per le forze dell'Asse e, nel vano sforzo di mantenere le posizioni, i rifornimenti di materiali e truppe si facevano sempre più incalzanti, rinunciando spesso alla sicurezza e alla manutenzione. I risultati, in termini di perdite di navi e uomini, non tardarono a farsi sentire.
Il Pigafetta tuttavia passò praticamente indenne anche da questo periodo effettuando 7 scorte convogli, 10 pose sbarramenti mine (gli ultimi sbarramenti offensivi del conflitto), 24 trasporti truppe da e per la Tunisia e 1 verso la Corsica, 1 scorta a mezzi da sbarco per l'invasione della Corsica e la "conquista" del porto di Ajaccio (12 novembre 1942), la missione di soccorso al decimato convoglio Da Recco sul Banco di Skerki (2 dicembre 1942) e 15 trasferimenti, l'ultimo dei quali il 21 giugno 1943 da Napoli a Fiume dove la nave sarebbe entrata in cantiere per grandi lavori di manutenzione. Qui si trovava all'annuncio dell'armistizio, l'8 settembre 1943.
Durante il suo servizio bellico effettuò 213 missioni per un totale di 70675 miglia e 4175 ore di moto.


  Dettaglio attività operativa

TA44
Descrizione generale
War Ensign of Germany 1938-1945.svg
Tipo Torpediniera
Entrata in servizio 10 settembre 1943
Destino finale Affondato il 17 febbraio 1945
Caratteristiche generali
Dislocamento 2125 (standard) t
(pieno carico) 2888
Lunghezza 110 m
Larghezza 11,1 m
Velocità 28 nodi
Autonomia 5000 miglia a 18 nodi
Circa 1200 miglia a 28 nodi
Equipaggio 12/15 ufficiali, 210/215 sottufficiali e marinai
Sensori di bordo Radar Fu.Mo. 31
Armamento
Armamento
  • 6 cannoni Ansaldo mod. 1926 da 120/50 in 3 torri binate
  • 2 mitragliere antiaeree Breda mod. 1938 da 37/54 in impianti singoli
  • 7 mitragliere Breda mod. 1935 da 20/65 in impianti singoli
  • 3 tubi lanciasiluri tipo San Giorgio da 533 mm in 1 impianto trinato in linea
  • 2 ferroguide per posa mine (64/104 mine)
  • 30 B.T.G. tipo W.B "D" da 125 kg + 10 B.T.G. 30/1941 da 30 kg

[senza fonte]

voci di navi presenti su Wikipedia

  Armistizio

Dopo l'armistizio dell'8 settembre il Pigafetta era ancora fermo per lavori. Non potendo quindi muoversi, fu sabotato dal proprio equipaggio nel porto di Fiume: la maggior parte delle apparecchiature fu rimossa e imbarcata su di un mercantile che venne poi affondato in acque profonde.

  Utilizzo nella Kriegsmarine - TA 44

Dopo il sabotaggio e l'abbandono, il Pigafetta venne recuperato dai tedeschi e rimesso in efficienza, rientrando in servizio nella 9a squadriglia Torpedoboote Ausland nel 1944 con la sigla TA 44. Svolse ancora per qualche mese attività bellica in alto Adriatico e venne definitivamente affondato il 17 febbraio 1945 nel porto di Trieste durante un bombardamento aereo alleato. La carcassa semiaffondata venne recuperata e demolita nel 1947 dalla ditta Tripcovich.

  Note

  1. ^ I "Navigatori" fin dal loro esordio manifestarono gravi problemi di stabilità longitudinale, con angoli di rollio molto marcati, dovuti alla combinazione di uno scafo di forma piuttosto sottile e di una sovrastruttura massiccia e pesante. Per questo motivo le unità entrate in servizio prima del 1930 furono presto richiamate in cantiere per un primo ciclo di lavori di alleggerimento della sovrastruttura.
  2. ^ R. Del Minio, op. cit.
  3. ^ Nell'artiglieria navale le misure dei cannoni e delle mitragliere pesanti viene espressa con una frazione il cui numeratore rappresenta il diametro del proiettile in millimetri (in questo caso 120 mm) e il denominatore rappresenta la lunghezza della canna in "calibri", cioè in diametri del proiettile (in questo caso 50 calibri corrispondono a 120 mm x 50 = 6000 mm cioè 6 metri).
  4. ^ I cannoni Ansaldo 1926 120/50 erano assemblati in complessi "binati", cioè a due canne affiancate e "scudati", cioè protetti su quattro lati (anteriormente, lateralmente e superiormente) da una corazzatura per proteggere i serventi.
  5. ^ La controplancia è la piattaforma, solitamente scoperta, costituita dal "tetto" della plancia. In questo tipo di nave ospitava parte dell'armamento antiaereo e degli strumenti per la conduzione del tiro.
  6. ^ Il "castello" di una nave è una struttura a ponte che si estende al di sopra del ponte di coperta ricoprendolo parzialmente. Può esservi un castello di prora, di poppa o, in alcuni casi, essere presente anche a centro nave.
  7. ^ Con il termine "tuga" si intende qualunque costruzione rialzata sopra il ponte di coperta (cioè il piano orizzontale calpestabile che ricopre superiormente lo scafo) che sia più stretta del ponte stesso. Solitamente contiene locali di servizio, attrezzature o apparati necessari al funzionamento della nave. Le unità della classe Navigatori avevano, oltre alla tuga prodiera a più piani contenente la plancia, altre due tughe più piccole a centro nave e a poppa che ospitavano locali di servizio. Al di sopra di queste vi erano le piattaforme dei complessi binati da 120/50 centrale e poppiero, collegate fra di loro e con il ponte di castello da due passerelle.
  8. ^ Arma esplosiva che veniva trainata tramite un cavo e munita di dispositivi che la mantenevano immersa ad una profondità prefissata. L'esplosione avveniva per contatto contro lo scafo del sommergibile.
  9. ^ Il dragaggio delle mine può avvenire in maniera sistematica, solitamente ad opera di apposite unità dragamine, oppure in condizioni operative di un gruppo navale ad opera di unità di scorta (cacciatorpediniere o torpediniere) che precedono le unità maggiori, intercettando con i paramine eventuali ordigni che si trovassero sulla rotta. In questo caso si parla di "dragaggio in corsa".
  10. ^ Apposite rotaie su cui poggiavano le mine durante il trasporto e potevano poi scorrervi al momento della posa.
  11. ^ Gli sbarramenti "difensivi" venivano posti nei pressi dei porti amici per rendere più difficile l'avvicinamento delle unità nemiche e l'appostamento dei sommergibili nemici. Gli sbarramenti "offensivi" venivano posti in prossimità dei porti nemici e sulle rotte abitualmente percorse dai convogli nemici.
  12. ^ Nella seconda guerra mondiale la Marina italiana fu impegnata quasi totalmente nell'assicurare da un lato i rifornimenti alle truppe italiane e tedesche che combattevano in Africa Settentrionale, rifornimenti che potevano avvenire in forma massiccia solamente via mare. Dall'altro lato nel cercare di intercettare e distruggere i rifornimenti inglesi che attraversavano il Mediterraneo tra Gibilterra, Malta e Alessandria d'Egitto. Per questo motivo la guerra italiana sul mare fu, comunque la si veda, una guerra per i convogli e con tale appellativo viene spesso ricordata. Vedi anche G. Giorgerini, op. cit.
  13. ^ Per scortare efficacemente una corazzata della classe Littorio o i più moderni incrociatori, in grado di mantenere i 30 nodi, le unità di scorta dovevano poter raggiungere una velocità ben superiore, in modo da poter compiere azioni di attacco con siluri o schermare le unità scortate con azioni evasive. I 28 nodi che il Pigafetta e le altre unità della classe Navigatori potevano raggiungere dopo le ultime grandi modifiche allo scafo, non erano quindi sufficienti per poterle utilizzare in questo tipo di missione.
  14. ^ Veniva brevemente chiamato "Supermarina" l'organo operativo dello Stato Maggiore centrale. Alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, esso costituiva in pratica il comando superiore esecutivo delle Forze in mare, con compiti di pianificazione strategica, informazione, comando e supervisione delle operazioni belliche navali. G. Fioravanzo. L'organizzazione della Marina durante il conflitto, op. cit.
  15. ^ G. Fioravanzo, La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1º ottobre 1942 alla caduta della Tunisia, op. cit.
  16. ^ A. Incisa della Rocchetta, op. cit.
  17. ^ Le informazioni riportate sono tratte prevalentemente dall'opera citata di Agostino Incisa della Rocchetta, integrate dai dati ufficiali contenuti nei volumi della serie La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale citata in bibliografia e dagli articoli di R. Del Minio su Storia Militare (op. cit.).

  Bibliografia

  • Erminio Bagnasco, Maurizio Brescia. La mimetizzazione delle navi italiane 1940-1945. Parma, Ermanno Albertelli Editore, 2006. ISBN 88-7372-519-8
  • Franco Bargoni. Esploratori Italiani. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1996.
  • Maurizio Brescia. Cacciatorpediniere Classe "NAVIGATORI". Parma, Ermanno Albertelli Editore, 1995. ISBN 88-85909-57-4
  • Aldo Cocchia. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1º ottobre 1941 al 30 settembre 1942. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1962.
  • Aldo Cocchia e Filippo De Palma. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VI: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1958.
  • Luis de la Sierra. La guerra navale nel Mediterraneo: 1940-1943. Milano, Mursia, 1998. ISBN 88-425-2377-1
  • Rodolfo Del Minio. Sulle rotte dei convogli. 1ª parte, Storia Militare, 2006, 151, 23-35.
  • Rodolfo Del Minio. Sulle rotte dei convogli. 2ª parte, Storia Militare, 2006, 152, 26-38.
  • Rodolfo Del Minio. Sulle rotte dei convogli. 3ª parte, Storia Militare, 2006, 153, 44-56.
  • Giuseppe Fioravanzo. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. IV: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1959.
  • Giuseppe Fioravanzo. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. V: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 1º aprile 1941 all'8 settembre 1943. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1960.
  • Giuseppe Fioravanzo. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VIII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1º ottobre 1942 alla caduta della Tunisia. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1964.
  • Giuseppe Fioravanzo. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. XXI: L'organizzazione della Marina durante il conflitto – Efficienza all'apertura delle ostilità. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1972.
  • Giorgio Giorgerini. La battaglia dei convogli in Mediterraneo. Milano, Mursia, 1977.
  • Agostino Incisa Della Rocchetta. Un CT e il suo equipaggio – mare Mediterraneo 1940-43. Ferrara, Giovanni Vicentini Editore, 1988.
  • Pier Filippo Lupinacci. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. XVIII: La Guerra di Mine. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare,1966.
  • Tullio Marcon. L'esigenza C2: Corsica, Storia Militare, 2006, 153, 19-25.
  • Ufficio Storico della Marina Militare. La battaglia dei convogli: 1940-1943. Roma, 1994.

  Voci correlate

  Collegamenti esterni

   
               

 

All translations of antonio pigafetta (cacciatorpediniere)


sensagent's content

  • definitions
  • synonyms
  • antonyms
  • encyclopedia

  • definizione
  • sinonimo

Dictionary and translator for handheld

⇨ New : sensagent is now available on your handheld

   Advertising ▼

sensagent's office

Shortkey or widget. Free.

Windows Shortkey: sensagent. Free.

Vista Widget : sensagent. Free.

Webmaster Solution

Alexandria

A windows (pop-into) of information (full-content of Sensagent) triggered by double-clicking any word on your webpage. Give contextual explanation and translation from your sites !

Try here  or   get the code

SensagentBox

With a SensagentBox, visitors to your site can access reliable information on over 5 million pages provided by Sensagent.com. Choose the design that fits your site.

Business solution

Improve your site content

Add new content to your site from Sensagent by XML.

Crawl products or adds

Get XML access to reach the best products.

Index images and define metadata

Get XML access to fix the meaning of your metadata.


Please, email us to describe your idea.

WordGame

The English word games are:
○   Anagrams
○   Wildcard, crossword
○   Lettris
○   Boggle.

Lettris

Lettris is a curious tetris-clone game where all the bricks have the same square shape but different content. Each square carries a letter. To make squares disappear and save space for other squares you have to assemble English words (left, right, up, down) from the falling squares.

boggle

Boggle gives you 3 minutes to find as many words (3 letters or more) as you can in a grid of 16 letters. You can also try the grid of 16 letters. Letters must be adjacent and longer words score better. See if you can get into the grid Hall of Fame !

English dictionary
Main references

Most English definitions are provided by WordNet .
English thesaurus is mainly derived from The Integral Dictionary (TID).
English Encyclopedia is licensed by Wikipedia (GNU).

Copyrights

The wordgames anagrams, crossword, Lettris and Boggle are provided by Memodata.
The web service Alexandria is granted from Memodata for the Ebay search.
The SensagentBox are offered by sensAgent.

Translation

Change the target language to find translations.
Tips: browse the semantic fields (see From ideas to words) in two languages to learn more.

last searches on the dictionary :

3266 online visitors

computed in 0.047s

   Advertising ▼

I would like to report:
section :
a spelling or a grammatical mistake
an offensive content(racist, pornographic, injurious, etc.)
a copyright violation
an error
a missing statement
other
please precise:

Advertize

Partnership

Company informations

My account

login

registration

   Advertising ▼