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definition - carpino (italia)

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Partecipa all'assemblea di Wikimedia Italia il 20 marzo a Pistoia

Carpino (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

<imagemap>Immagine:Segui progetto.png|20px

default Progetto:Amministrazioni/Comuni italianidesc none</imagemap> Carpino

Stato: Italia
Regione: Puglia
Provincia: Foggia
Coordinate:41°45′0″N 15°50′30″E / 41.75, 15.84167Coordinate: 41°45′0″N 15°50′30″E / 41.75, 15.84167
Altitudine:147 m s.l.m.
Superficie:82,49 km²
Abitanti:
4.4031 luglio 2009 [1] 
Densità:56,3 ab./km²
Comuni contigui:Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo, Vico del Gargano
CAP:71010
Pref. telefonico:0884
Codice ISTAT:071012
Codice catasto:B829 
Class. sismica:zona 2 (sismicità media)
Class. climatica:zona C, 1368 GG
Nome abitanti:carpinesi 
Santo patrono:San Cirillo 
Giorno festivo:18 Maggio - Festa di San Cirillo

16 agosto - Festa di San RoccoOttobre - Festa della Madonna 

Sito istituzionale
Visita il Portale Italia
« Carpino, Italia, Provincia di Foggia, la poesia cade dal cielo come la pioggia, come la pioggia che si porta nel mare il segreto della musica popolare; Carpino, Italia, terra del Gargano, quello che è vicino non cercarlo lontano, non cercare lontano quello che è vicino, a due passi da Napoli, a Carpino. »
(Eugenio Bennato, dalla canzone "Carpino, Italia")

Carpino è un comune italiano di 4.403 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.

Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.

È un noto centro per la produzione di Olio extravergine di oliva e delle Fave di Carpino.

Durante la prima decade di agosto è la location del noto Carpino Folk Festival, un manifestazione dedicata alla riscoperta e alla conservazione della musica popolare italiana, nota a livello internazionale.

Indice

Geografia

Carpino si trova nella parte settentrionale del promontorio del Gargano.

Confina con Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico del Gargano e dista dal capoluogo circa 80 km.Il centro abitato si trova su una collinetta a 157 m slm e il centro storico rappresenta un tipico esempio di architettura garganica e, più in generale, mediterranea. Il centro storico, con case, che sembrano addossate l'una sull'altra, è costituito da un reticolato intricato di piccoli vicoli intervallati da scalinate, fiancheggiate da caratteristici poggioli detti Mugnal, originali balconi a ballatoio che servivano non solo per accedere ai primi piani ma anche per trascorrere un po' di tempo all'aperto.

L'intero territorio comunale, caratterizzato da una notevole escursione altimetrica (843 metri) è prevalentemente collinare e degrada fino al livello del Lago di Varano (0 m slm)

È possibile raggiungerla dalla A14 dall'uscita di Poggio Imperiale-Gargano percorrendo la SSV del Gargano in direzione Vieste.

Clima

Il clima, temperato per latitudine e longitudine, risente in minima parte dell'influenza del mare che mitiga i rigori invernali e le calure estive, nonché dell'influenza del vicino Lago di Varano.

La temperatura media annua è di 16°C. Il mese più freddo è Gennaio (8°C di media) ed i più caldi sono luglio e agosto (27°).

Dal punto di vista legislativo il comune di Carpino ricade nella Fascia Climatica C in quanto i Gradi giorno della città sono 1368, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.[2]

Dati dal 1973 ad oggi,
Stazione: Foggia-Amendola
MesiStagioniAnno
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAut
T. max. mediaC)12131519242832312822171312,719,330,322,321,2
T. mediaC)8810131822252422171298,313,723,71715,7
T. min. mediaC)3357111518181511743,37,717119,8
Precipitazioni (mm)42414336373626274653535714011689152497
Umidità relativa (%)80777471696561646874798179,371,363,373,771,9
Eliofania assoluta (ore al giorno)455789111086544,36,7106,36,8

Storia

Le origini del nome

L'origine del toponimo ruota intorno a due ipotesi:

  1. deriva dall'originario Caprelis (latino volgare caprile), luogo di allevamento di capre e caprioli.
  2. è dovuto ai carpini, piante che un tempo ricoprivano la collina di Pastromele sulla quale è situato parte del paese

Gli abitanti si chiamano carpinesi.

Allo stato attuale, l'origine dell'insediamento non è certa. Sebbene siano stati rinvenuti numerosi oggetti in pietra scheggiata risalenti all'epoca preistorica e si possano ritrovare tracce di insediamenti di epoca romana.Il primo documento che ne accerta l'esistenza è un documento del giugno 1144 a riguardo di una donazione in favore dell'Abbazia di San Leonardo di Siponto. L'autore del testo è il miles Enrico de Ollia, che si firma come dominus di Carpino e di Vico, oltre che giustiziere regio così come la bolla papale del 1 gennaio 1158, con cui Adriano IV confermava alla badia di Monte Sacro i privilegi sulle chiese di San Pietro e di Santa Maria presso il "Castellum Caprelis" , già concessi dai suoi predecessori Onorio II, Innocenzo II ed Eugenio III.

Tra il 1150 ed il 1160 i Normanni estesero la loro dominazione su tutto il versante settentrionale del Gargano. Per questo motivo a Caprino venne eretto dapprima un torrione come segno di possesso del territorio, a cui seguì la costruzione del castello (restaurato in seguito dagli Svevi) e del sistema murario a protezione del borgo che andava formandosi ad opera delle popolazioni provenienti dalla pianura per sfuggire al flagello dalla malaria. La leggenda vuole che quella popolazione provenisse dalla città di Uria, ricordata da Strabone (63 a.C.-24 d.C.), che sarebbe stata sommersa dal lago di Varano.

Dopo gli Svevi fu feudo dei Della Marra che, in seguito, furono spodestati per disobbedienza del loro erede Giovanpaolo.

Passato ai Di Sangro di Torremaggiore, lo possedettero per circa un decennio, fino a quando venne assegnato da re Federico a Troiano Mormille. Nel 1526 il Sacro Consiglio ordinò la vendita di Cagnano e Carpino per soddisfare i creditori del feudatario Fabrizio Mormille ed il feudo fu acquistato da Antonio Loffredo a cui succedettero i Nava.Nel 1616 signori di Carpino risultano essere Alonso de Vargas e la moglie Zenobia Nava, mentre nel 1680 sono ancora i Vargas a detenere il feudo con il titolo di principato, anche se nel catalogo pubblicato da Francesco Ricciardo risultano baroni di Carpino i Vargas-Cussavagallo.

Ultimi feudatari furono i Brancaccio, come risulta da un lapide murata nell'ex chiesa del Purgatorio. I due feudi di Carpino e di Cagnano pervennero a tale famiglia quando una Vargas sposò un Brancaccio.


Negli anni Trenta del Novecento s'avvantaggiò della bonifica dell'area lacustre a valle, che fornì un rinnovato impulso allo sviluppo agricolo accanto alla pastorizia e alla lavorazione della lana.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiese

La chiesa di San Cirillo

Chiesa di San Cirillo
Portale romanico

La prima notizia in ordine di tempo risale al 1310 da "Rationes Decimarum Italicae" dove al n. 64 è detto: "Frater Franciscus procurator ecclesiae S. Tirilli de Casali Caprili tar. II gr. VIII". È palese che un errore di trascrizione o di interpretazione ha fatto scambiare la c con la t.

Lo stile del piccolo portale dell'entrata attualmente secondaria, ma allora principale, sicuramente romanico-pugliese, è certa testimonianza dell'esistenza di tale chiesa nel secolo tredicesimo. Ma restano tuttora ignoti sia la data di erezione, sia il nome di chi ne ha disposta la costruzione, sia il perché della sua dipendenza dall'abbazia di S. Pietro in Cuppis.La chiesa è intitolata al protettore di Carpino. Ma non sappiamo quando e da chi San Cirillo fu scelto come protettore. Nello stemma del paese figura la sua effigie su un albero.

La chiesa Madre di San Nicola di Mira

Chiesa di San Nicola di Mira

Nessuna notizia su questo tempio ci è stato possibile rintracciare antecedentemente al Sinodo del 1678.In tale documento invece i ragguagli sono abbondanti.L'arcivescovo Fr. Vincenzo Maria di Mira, la consacrò nel ottobre 1678 in onore di S. Nicola di Mira, mettendovi le reliquie dei SS Martiri Dionisio e Lelio.Degli otto altari esistenti nella parrocchiale, ne interdisse ben cinque perché indecenti.

La chiesa di Santa Croce

La prima notizia risale alla "Mappa sullo stato della Chiesa parrocchiale" del 1818, in cui è detta rurale.Fu costruita da un benestante di Carpino, Paolo Santoro; che però non ultimò l'annessa casa per l'eremita, la cui costruzione si arresto alle mura perimetrali.Fino al 1943 si celebrava la messa ogni venerdì e particolarmente il 3 maggio, giorno della Santa Croce. Un fulmine, nel dicembre 1943 ne demolì il tetto e danneggiò l'intero fabbricato. Si tentò nel 1944 di ripararla, ma l'incomprensione dell'arciprete del tempo fece desistere da ogni attività il comitato che si era appositamente costituito. Il crocifisso che adornava il tempio fu trasferito nella chiesa madre. negli anni 80-90 fu ristrutturata e usata occasionalmente per cresime, comunioni.

La chiesa di S. Anna

Chiesa di Sant'Anna

Per le sue origini, di borgo agricolo, fu costruita la chiesa di Sant’Anna di modo da consentire gli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina.Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant'Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare allo stato di rudere.

Chiese antiche scomparse

Dalla documentazione delle visite pastorali si evince che in passato esistevano le seguenti chiese:

  • Chiesa del Purgatorio
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Chiesa di San Giorgio (oggi diruta)
  • Chiesa di Santa Maria coronata dagli angeli
  • Chiesa di Santa Maria de' Martiri
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie (forse Chiesa di Santa Maria coronata dagli angeli)
  • Chiesa di Santa Maria dei Martinelli (forse Chiesa di Santa Maria de' Martiri)
  • Chiesa di San Bernardino
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di San Vito
  • Chiesa di San Pietro
  • Chiesa di Sant'Elia
  • Chiesa di San Bartolomeo
  • Chiesa di Santa Marina
  • Chiesa di San Salvatore

Inoltre esistono ancora oggi toponimi quali Sant'Elmo e Santa Barbara in alcune contrade che circondano il paese ma la presenza in passato di chiese intitolate a tali santi non è supportata da documentazione.

La Piazza

Piazza di Carpino

Le notizie più antiche risalgono al 1 ottobre 1867, quando fu deliberata la sistemazione dell'allora Piazza S. Cirillo (poi Piazza del Popolo e che durante il fascismo, dall'8 maggio 1927 fino al recente dopoguerra, fu chiamata Piazza della Rivoluzione) e delle strade che allacciano alla Chiesa Madre per renderle carrozzabili.

È questa la piazza dove il popolo si raduna nelle circostanze liete e d'eccezione, e dove ci si reca per apprendere le novità paesane, per vedere persone con le quali parlare e definire interessi.

È la più ampia piazza del paese e vi domina una particolare asimmetria che la rende scenografica. Fu lastricata con pietra locale in seguito a deliberazione del 16 settembre 1886 che volle tale sistema di pavimento, invece di quello a breccioni usato per le altre vie.

Altri luoghi di interesse

File:Necropoli Romana a Carpino.PNG
Particolare scavi (Avicenna)
Il castello normanno
Grotte di Minutillo, apertura
  • Scavi archeologici compiuti per trovare tracce della mitica città di Uria, nel 1953 hanno portato alla luce le terme e la necropoli altomedievale della villa romana di Avicenna. Gli scavi sono stati poi interrotti. I centinaia di reperti ritrovati si trovano sparsi in vari musei d'Italia tra i quali Foggia e Pisa.
  • Il complesso delle Grotte di Minutillo situato sul versante est della collina di Pastromele veniva usato in passato anche come tufara. Rimane tutt'ora non completamente esplorato e comprende più di 20 aperture lungo tutto il versante est di notevole interesse naturalistico.
  • Carpino è dal 1977 Riserva naturale biogenetica Statale - una faggeta condivisa col territorio comunale della confinante Ischitella.
  • Castello - sebbene trasformato ed adattato a private abitazioni, appare come una solida e imponente costruzione. La sua torre è formata da una base piramidale quadrangolare, sovrastata da una costruzione cilindrica. Fra le due parti si nota una differente epoca di costruzione. Erano i Normanni ad innalzare dapprima torri isolate su una base piramidale (a forma dei doujons patri) a difesa delle terre conquistate. Poi successivamente accanto sorsero i Castelli.


Evoluzione demografica

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 fontsize:S pos:(20,20) text:fonte ISTAT - elaborazione grafica a cura di Wikipedia

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Cultura

Musica

Carpino è un paese molto noto nell'ambito dell'etnomusicologia perché la musica tradizionale popolare, di origini antichissime, si è conservata fino ad oggi, grazie soprattutto all'opera dei suonatori di chitarra battente che l'hanno tramandata di generazione in generazione.

A tal proposito, sin dagli anni cinquanta si sono susseguite numerose ricerche etnomusicologiche ad opera di Alan Lomax, Diego Carpitella, Roberto Leydi, Roberto De Simone, tanto per citare i più noti.

Oggi, dei suonatori provenienti dalla tradizione, ne è rimasto in attività solo uno, Rocco Cozzola, figlio di un costruttore di chitarre battenti e costruttore egli stesso, essendo scomparso, nel corso del 2006, Andrea Sacco, il più noto suonatore carpinese, e in anni precedenti Rocco Di Mauro, Gaetano Basanisi, Giuseppe Conforte, Angela Gentile, Antonio Di Cosmo, Rocco Valente ed altri depositari della musica tradizionale carpinese.

Oggi i Cantori di Carpino sono per lo più costituiti da giovani accompagnati dagli anziani Antonio Piccininno e Antonio Maccarone. Virtuoso della chitarra battente Roberto Mennona, più numerosi sono invece i suonatori di chitarra francese e di tammorra.Gli Stili musicali prevalenti tra i suonatori di Carpino vengono individuati con i nomi delle località limitrofe: Montanara, Rodianella, Viestesana.

Manifestazioni

Maggio - Festa delle Ginestre

Agosto - La Sagra dell’Olio e delle Fave

Dicembre - Frasca, Fanoia e Olio novello

Carpino Folk Festival

Foto di Angelo Tundis
Per approfondire, vedi la voce Carpino Folk Festival.

Al fine di stimolare la gente di Carpino a riappropriarsi della propria identità ed a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa ma certamente degna di essere rivalutata Rocco Draicchio nel 1996 concepisce l'idea del Carpino Folk Festival, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, che da allora si svolge regolarmente tutti gli anni nella prima decade di Agosto sotto la direzione artistica di Luciano Castelluccia.

Filmografia

I film che hanno per sfondo e ambientazione la località di Carpino:

Discografia

Di primë amorë ti venë a salutà

Di primë amorë ti venë a salutàdi novë ammantë bellë stativ’a sintirësë c’ha lu piacerë ti vole sentirëdalli nu ventë che po’ ‘ddà jì a navëgàquesta barchettë a portë avev’ascìquannë p’nnantë a vui ven’a passàfalli nu segnë d’amorë mittëtë a rirë

Numerosi i nastri, i dischi e i cd che contengono brani della tradizione musicale di Carpino, qui un elenco minimo dei documenti originali:

Cittadini illustri

  • Pasquale Farnese, poeta e giornalista
  • Luigi Di Lella, giurista e docente universitario
  • Augusto Domenico Turchi, giornalista e poeta
  • Giuseppe D'Addetta, storico, giurista e giornalista

Enogastronomia

Cucina tipica

La cucina carpinese - semplice, gustosa e colorata - rispecchia proprio le genuinità e la ricchezza della dieta mediterranea. Le preparazioni tipiche sono tante, indistinte, provengono soprattutto da usanze contadine, povere, naturali.Data la sua particolare collocazione geografica a Carpino si trovano tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie e alle fave, e tutti i prodotti del mare e del lago, della foresta e del bosco.

Roto di Carpino- Preparazione - Ingredienti per 4 persone: 1 kg e mezzo di patate, 1 kg di costine di agnello, prezzemolo, aglio, olio extravergine d’oliva di Carpino, peperoncino, sale q.b., formaggio, "cip’duzz" (già cotte in acqua e sale), mezzo bicchiere d’acqua. Preparare il tutto in una casseruola ed infornare a 170° per un’ora.Nota: È possibile sostituire le costine d’agnello con i “turc’nedd” oppure con salsicce.

Melanzane ripiene

Melanzane ripiene - Preparazione - Ingredienti : 3 melanzane grosse, 30 gr. di pecorino carpinese grattugiato, 2 uova, olio extra vergine di oliva di Carpino, la mollica di pane di carpino, salsa di pomodoro, sale, pepe. Lavate e tagliate in due parti (in senso verticale) le melanzane. Servitevi di un cucchiaio per togliere la polpa interna che sarà tagliata a dadini e lasciata sotto sale per un'oretta. Fare soffriggere in olio bollente sia le coppette che la polpa di melanzane. In una terrina, impastate le uova battute con la mollica di pane, il pecorino grattugiato. Aggiungete al composto la polpa di melanzane e mescolate per bene. In una teglia spargete un po' di salsa di pomodoro e sistematevi le coppette riempite con l'impasto preparato. Ultimate con sale, pepe e la restante salsa di pomodoro. Infornate e fate cuocere per una mezz'oretta.

Anziché infornarle potete di immergerle in una pendola piena di salsa di pomodoro. Il sugo cosi ottenuto è ottimo per le orecchiette.
Fave di Carpino

Cicoria con la purea di fave- Preparazione - Mettere in ammollo le fave di Carpino per max 12 ore. Dopo averle scolate asportare con la punta di un coltello il nasello (parte nera).Immettere le fave in un pentola di acciaio o di terracotta e ricoprirle di acqua. Aggiungere a pezzettoni grandi i pomodori e mezza cipolla. Far cucinare a fuoco lento per 90-120 minuti. Dieci minuti prima della cottura si aggiunge il sale q.b. . Evitare che le fave durante la cottura rimangano fuori dal livello dell’acqua.A parte far sbollentare la cicoria e quindi scolarla.Porre in un piatto fondo del pane raffermo o crostini di pane quindi aggiungere le fave cotte con la purea creatasi durante la cottura. Aggiungere la cicoria precedentemente bollita e un filo d’olio extravergine di oliva.

Orecchiette con le cime di rapa - Preparazione - Selezionate, dalle rape, solo le estremità tenere (le cime di rape) e introducetele nell’acqua bollente nella caldaia preparata anche per le orecchiette che vi verserete al secondo bollore facendole cuocere il necessario. mentre la pasta cuoce preparate un soffritto con l'olio, 2 o 3 spicchi d'aglio pestati e privati di pellicina, eventualmente le acciughe sottolio, se gradite, e qualche seme di peperoncino piccante. prendete della mollica di pane raffermo, grattatela e passatela nel forno sotto al grill. scolate la pasta e le rape, e, fuori dal fuoco rimettetele nella pentola dove aggiungerete il soffritto e la mollica, mescolate e servite.

Pignata di fave e cipolla cruda alla carpinese - Preparazione - Ingredienti: 200g di fave secche, 1 cipolla rossa. Cuocere le fave nel recipiente in coccio, ancora fumanti servire con cipolla cruda rossa a fette sottili e olio extravergine d'oliva novello. Per una variante in questa ricetta unire alle fave cotte aglio tagliato fine ed origano.

Zuppa di Carpino - Preparazione - Ingredienti: 200g di fave secche 50g zucca gialla 100g di patate alloro cipolla fresca aglio, olio e sale. Mettere le fave in ammollo in acqua la sera prima. Il giorno seguente togliete la loro lunetta scura, mettere il un recipiente in coccio, aggiungere acqua, portare a bollore, man mano che l’acqua si consuma aggiungere altra. Aggiungere cipolla a metà cottura. Tagliare patate e zucca a pezzi grossi. In una teglia mettere olio, aglio e alloro e far consumare, aggiungere acqua Q.B. alla cottura di patate e zucca , calare. A cottura ultimata unire le fave cotte. Irrorare con olio extravergine d'oliva novello di Carpino.

Minestra verde di Carpino - Preparazione - Ingredienti: catalogne, finocchi, sedano, cavolo, carne ed ossa di maiale, ventresca, dado vegetale, pomodori freschi, cipolla, olio extravergine di oliva di Carpino, sedano. Pulite tutte le verdure cuocerle insieme in una pentola molto grande. Quando le verdure sono cotte, aggiungere il sale e scolare. Da parte, preparare un bollito con acqua in abbondanza, due dadi, sedano, pomodoro fresco, cipolla, olio extravergine di oliva di Carpino. Mettere la carne e cuocerla per un’ora. In una teglia, posizionare una fila di verdure cotte, aggiungere il bollito e condire con formaggio. Ripetere l’operazione fino a che la teglia non sia piena. Infornare per 20 minuti. Una volta pronto, lasciare raffreddare per mezz’ora, dopo di che il piatto è pronto per essere servito a tavola.

Cozze Gratinate - Preparazione - Ingredienti: 1 Kg di cozze, pane grattugiato quando basta, 50 gr pecorino grattugiato, aglio, bicchiere di vino bianco, prezzemolo, sale, pepe. Lavare e pulire le cozze, In una padella mettiamo un po' d’olio e ci aggiungiamo le cozze le mettiamo sul fuoco e le facciamo aprire completamente una volta aperte leviamo una parte del guscio e lasciamo il frutto nell’altra parte di guscio. A parte prepariamo un impasto composto da pane grattugiato, formaggio, aglio tritato, sale, pepe bagnando con un po' di vino bianco mescolare il tutto. Una volta ottenuto l’impasto ricopriamo tutte le cozze e le disponiamo in una teglia da forno bagnare con po di olio e cuore fino a quando l’impasto non sarà dorato e croccante.

Seppie ripiene - Preparazione - Ingredienti: Due seppie medie, 3 uova, 200 grammi di formaggio pecorino grattugiato, mollica di pane raffermo; 2 cucchiai di olio extravergine di oliva di Carpino, uno spicchio di aglio, una cipolla bianca, un ciuffo di prezzemolo, sale, una bottiglia da ¾ di salsa di pomodoro fatta in casa. Sbattere bene le uova in una terrina, aggiungere olio, formaggio, aglio e prezzemolo tagliati finemente, infine, mollica di pane quanto basta per raggiungere la consistenza che si vuol dare al ripieno stesso; mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Riempire con esso le seppie, pulite in modo da lasciarle il più possibile integre; fatto questo si "legheranno" con refe bianca per evitare che il ripieno fuoriesca. In una terrina di terracotta mettere della cipolla tritata finemente, l'olio desiderato e adagiarvi le seppie: salarle e cuocerle a fuoco molto lento, avendo cura di muoverle continuamente, senza però rigirarle, fino a quando saranno ben rosolate e la cipolla ben dorata; aggiungere, a questo punto, la salsa di pomodoro. Lasciar cuocere, sempre a fuoco molto lento, per circa 45 minuti, controllando che le seppie non si attacchino.

Prodotti Tipici di Carpino

Tradizionali- Bevande alcoliche, distillati, liquori - Latte di Mandorla, Limoncello, Liquore di Alloro, Liquore di Melograno, Amaro del Gargano, Liquore di Fico d’India.

Tradizionali- Carni Fresche - Musciscka.

Tradizionali- Formaggi - Burrata, Cacio, Caciocavallo, Giuncata, Manteca, Mozzarella o fiordilatte, Pecorino, Ricotta, Ricotta Forte, Scamorza, Vaccino, Pecorino Foggiano, Caciocavallo Podalico Dauno .

Tradizionali- Prodotti Vegetali allo stato naturale o trasformati - Asparagi sott’olio, Capperi sott’aceto, Carciofini sott’olio, Cotognata, Cotto di Fico, Fave, Fichi Secchi, Funghi spontanei secchi al sole, Funghi spontanei sott’olio, Lampascioni sott’olio, Marmellata di arancio e limone, Marmellata di Fichi, Melanzane secche al sole, Melanzane sott’olio, Olive schiacciate o cazzate, Olive in Salamoia, Olive verdi, Peperoni secchi al Sole, Peperoni sott’olio, Pomodori secchi al sole, Pomodori verdi e maturi secchi sott’olio, Salsa di pomodoro, Vincotto, Zucchine secche al sole, Zucchine sott’olio, Concentrato secco di pomodoro, mostarda di uva e mele cotogne, olio extravergine aromatizzato.

Tradizionali- Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria - Cartellate, Cavatelli, Dolci di Pasta di Mandorle (Pasta reale), Lagane, Orecchiette, Pane di Grano Duro, Ravioli con ricotta, Taralli, Calzoncelli, Cavatelli, Fusilli, Grano dei Morti, Mandorle atterrate, Mostaccioli, Pasta di grano bruciato, Pizza di Grano d’India, Scaldatelli, Semola Battuta, Troccoli.

DOC- vino - Aleatico di Puglia Doc.

IGT- vino - Daunia Igt, Puglia Igt.

DOP- Formaggi - Caciocavallo Podolico e Garganico Dop, Canestrato Pugliese Dop (Canestrato Foggiano o Pecorino Dauno).

DOP- Olio extravergine di oliva - Olio extravergine Dauno Dop.

Geografia Antropica

Il centro storico di Carpino è stato spesso definito come un piccolo presepe di pietra. Grazie all'orografia del posto, le case molto vicine tra loro formano un reticolo stradale, prevalentemente costituito da piccoli vicoli intervallati da scalinate, abbastanza complicato come, del resto, la maggior parte dei tipici borghi garganici.Trovandosi su un’altura a nord del Promontorio del Gargano, Carpino gode di una vista panoramica che permette di scorgere le colline, le alture del Parco Nazionale del Gargano, la bellissima Foresta Umbra e, sull’altro versante, la costa adriatica e con il lago di Varano e il suo istmo addirittura dal centro storico.

Il progetto Auditorium del Gargano

File:Auditorium.gif
Immagini di un possibile progetto dell'Auditorium
L'associazione Carpino Folk Festival si è sempre impegnata per la realizzazione di un auditorium del Gargano

L'idea risale al 2006, anno tragico per il Carpino Folk Festival, ma anche per l'intero Gargano: muore Andrea Sacco, il più noto interprete di canti tradizionali del Gargano, un'icona della cultura folkloristica nazionale.

Fin da subito l'associazione si pone il quesito Come tramandare alle nuove generazioni quello che Andrea Sacco rappresentava e rappresenta?' Vennero pianificati diversi progetti tra cui un Auditorium che fosse identificativo dell'"essere garganici".

Nel giro di pochi anni da un progetto ideale si passa a qualcosa di più realistico e più vicino alle esigenze del territorio della Capitanata: un Auditorium della Musica Popolare multifunzionale che consenta l'utilizzo per ogni aspetto della vita sociale delle terre garganiche, un Auditorium costruito da un grande architetto, garanzia di integrazione con l'ambiente e in generale con l'ecosistema circostante, idoneo alla realizzazione di ogni tipo di evento, artistici e culturali (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni), ma anche economici (fiere, esposizioni) e politici (congressi, dibattiti, comizi), capace, soprattutto, di creare sviluppo.

Il progetto acquista una dimensione regionale e vengono raccolte significative adesioni e approvazioni dell'idea tra cui quelle del regista Ferruccio Castronuovo, nonché di tutte le associazioni garganiche tra cui Il diario Montanaro (Monte Sant'Angelo), Io sono Garganico, Punto di Stella (Peschici),

Economia

Ulivi di Carpino

Agricoltura ed allevamento

L'attività economica principale è l'agricoltura, in particolare la coltivazione delle olive e degli ortaggi.Carpino, "Citta dell'Olio", produce circa 25.000 quintali di olio, fra i più pregiati e rinomati d’Italia.Rinomata anche la coltivazione delle fave che, nella varietà autoctona (più piccole e leggermente più dolci), sono un prodotto molto apprezzato che gode del Presidio del Parco Nazionale del Gargano

L'allevamento, un tempo molto sviluppato, ora è essenzialmente costituito da ovini, si cerca di incrementare l'allevamento dei bovini. Particolare è l'allevamento delle vacche Podoliche, una razza di origine ucraina introdotta con l'invasione dei Barbari, che forniscono un latte dalle superbe qualità organolettiche.

Artigianato

Le candide telerie pugliesi erano apprezzate in tutto il Mediterraneo fin dai tempi più remoti. Nelle zone archeologiche del Parco Nazionale del Gargano sono stati ritrovati reperti tipici di questa antica attività, come i pesi da telaio e le spole che testimoniano la diffusione dell'arte della tessitura nel Gargano fin dal tardo Neolitico. Reperti, risalenti all'epoca greca, testimonianti questa attività sono stati ritrovati anche tra i ruderi delle antiche 'villae' romane del Gargano, tra cui quella di Avicenna (Piana di Carpino).L'arte va sempre più raffinandosi nel corso dei secoli fino ad arrivare al 1866 quando, così come riportato nella 'Statistica' del prefetto Scelsi, il numero dei telai di tutta la Capitanata è prossimo ai 2500 di cui 250 carpinesi.Da qualche anno le giovani imprenditrici delle cooperative 'Telaio di Carpino' e 'Penelope' che, dopo un periodo di specifica formazione professionale, hanno fatto rivivere la tradizione rincominciando a produrre i manufatti in fibre naturali, rispettando la tradizione nell'innovazione.

L'iniziativa è stata ideata dall'associazione Italia Nostra Gargano e dalla sua presidente Menuccia Fontana che presentò il 'Progetto Penelope' fin dall'Istituzione del Parco e permise all'artigianato tessile di "risorgere"

Infrastrutture e trasporti

Strade

Ferrovia

La stazione si trova a 2 km dal centro abitato. La linea, delle Ferrovie del Gargano, è la Peschici-San Severo

Amministrazione

Sindaco: Rocco Manzo (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0884 900711
Posta elettronica: sindaco@comunecarpino.it

Veduta del Lago di Varano

Gemellaggi

Note

  1. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/7/2009
  2. ^ Dati "Ilmeteo.it"

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

 

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