» 
Arabic Bulgarian Chinese Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Finnish French German Greek Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Italian Japanese Korean Latvian Lithuanian Malagasy Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swedish Thai Turkish Vietnamese
Arabic Bulgarian Chinese Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Finnish French German Greek Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Italian Japanese Korean Latvian Lithuanian Malagasy Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swedish Thai Turkish Vietnamese

definition - le fiabe son fantasia

definition of Wikipedia

   Advertizing ▼

Wikipedia

Partecipa all'assemblea di Wikimedia Italia il 20 marzo a Pistoia

Le fiabe son fantasia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

   
File:Nuvola mimetypes charnotfound.PNG
Le fiabe son fantasia
serie TV anime
Il logo della Serie Tv
Titolo originaleGrimm Meisaku Gekijou
AutoreFratelli Grimm (Le fiabe del focolare)
Regia
  • Kazuyoshi Yokota
  • Fumio Kurokawa
Sceneggiatura
  • Jiro Saito
  • Kazuyoshi Yokota
  • Shigeru Omachi
  • Takayoshi Suzuki
Character design
  • Hirokazu Ishiyuki
  • Shuichi Ishii
  • Shuichi Seki
  • Susumu Shiraume
  • Tetsuya Ishikawa
  • Yasuji Mori
Animazione
  • Fumio Kurokawa (direttore)
  • Hirokazu Ishiyuki (direttore)
  • Kazuyoshi Yokota (direttore)
  • Shinya Hanai (direttore)
  • Shuichi Ishii (direttore)
  • Takayoshi Suzuki (direttore)
  • Tetsuya Ishikawa (direttore)
Direzione artisticaMidori Chiba
StudioNippon Animation
Musiche
  • Hideo Shimazu
  • Kouichi Morita
ReteTV Asahi
1ª TV21 ottobre 198730 marzo 1988
Episodi47 (completa) (due stagioni - 24+23)
Aspect ratio4:3
Durata ep.22 min
Rete italianaCanale 5
1ª TV it.1989
Episodi it.47 (completa)
Durata ep. it.22'
Censura it.fermi immagine e taglio di una scena
Dialoghi it.
Doppiaggio it.Paolo Torrisi (direzione)
GenereFiaba
Nippon Animation
Anime e manga (uso del template)
Le fiabe son fantasia (グリム名作劇場 Grimm Meisaku Gekijou?) è una serie d'animazione prodotta tra il 1987 e il 1988 dalla Nippon Animation, tratta da Le fiabe del focolare (Kinder und hausmarchen) di Jacob e Wilhelm Grimm.

La serie è stata prodotta in due stagioni. Gurimu Meisaku Gekijou (グリム名作劇場?) è stata trasmessa in Giappone dal network TV Asahi dal 21 ottobre 1987 al 30 marzo 1988, per un totale di 24 episodi. Shin Gurimu Meisaku Gekijou (新グリム名作劇場?) è stata trasmessa sempre da TV Asahi dal 2 ottobre 1988 al 26 marzo 1989. In Italia i 47 episodi complessivi sono stati trasmessa da Canale 5 nel 1989.

La serie è la trasposizione delle più celebri fiabe dei fratelli Grimm, quali Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata, Hansel e Gretel, ecc.

Indice

Trama

Poiché la serie si articola di più episodi, ciascuno contenente una differente narrazione, di seguito sono riportate le trame dei singoli episodi.

Prima stagione

L'orchestra di Brema (ep. 1)

Un asino, un cane, un gatto e un gallo, ormai ritenuti vecchi e inutili dai loro padroni, decidono di comune accordo di recarsi nella città di Brema per formare una banda musicale. Giunti presso l'abitazione di alcuni briganti, con un trucco li terrorizzano e li costringono alla fuga, rimanendo così proprietari di tutti i loro averi e rinunciando per sempre al sogno di raggiungere Brema.

L'episodio è abbastanza fedele alla fiaba dei Fratelli Grimm, eccetto che nel finale. Infatti, nel racconto originale, dopo che i quattro animali hanno fatto fuggire i briganti, uno di questi ultimi fa ritorno alla casa con l'intenzione di riprenderne possesso, ma nuovamente viene messo nel sacco dagli animali e fuggito dal capo brigante, per giustificare l'esito fallimentare della sua missione, racconta che la casa è infestata dagli spiriti maligni. Nella versione Nippon, la storia termina dopo che i briganti fuggono la prima volta.

Hansel e Gretel (ep. 2)

Hansel e Gretel, i due figli di un povero boscaiolo, vengono abbandonati nella foresta, all'insaputa del padre, dalla loro perfida matrigna e, involontariamente, cadono vittima del tranello di una diabolica strega che, per mezzo di una casa interamente costruita di dolci, li attira per potersene nutrire. Grazie ad una serie di astuzie e senza mai perdere il coraggio, i due fratellini uccidono la strega e ritornano a casa dal loro padre.

In questo episodio le differenze, nonostante venga mantenuta la trama di base, sono molte. Nella fiaba originale, sono il padre e la matrigna (anche se il padre è più riluttante) a decidere di abbandonare i figli nel bosco e non la matrigna sola, come nella versione Nippon. Poi, la strega nella versione Nippon si trasforma in un demone per attaccare i fratelli e questi ingaggiano un'aspra lotta, alla fine della quale la strega finisce nel forno e muore bruciata. Nella fiaba, come ben si sa, tutto ciò è inesistente e la strega muore, spinta nel forno da Gretel che ha intuito che la donna vuole cucinarla insieme al fratello.

Il Principe Ranocchio (ep. 3-4)

Una principessa, recatasi a giocare con la sua palla d'oro presso uno stagno al centro di un gran bosco, accidentalmente smarrisce il suo prezioso balocco tra le acque dello stagno. Un ranocchio (in realtà, un principe sotto incantesimo) promette di riportargliela solo se la fanciulla acconsentirà a portarlo nel suo castello, farlo mangiare dal suo piatto e farlo dormire nel suo letto. La principessa promette ma, riavuta la sua palla, fugge via. Il ranocchio la segue e la costringe a mantenere la sua promessa, nonostante la giovane ne sia tremendamente imbarazzata. La sera, una volta a letto, la principessa non potendo sopportare oltre la compagnia del ranocchio, lo scaglia irata contro il muro, uccidendolo. Pentita del suo gesto, scoppia in singhiozzi e improvvisamente al posto del ranocchio compare un bellissimo principe che le chiede di sposarlo.

La storia viene narrata in due episodi della serie ed è molto fedele alla fiaba originale, eccetto che nella versione Nippon, il fatto che il ranocchio sia un principe vittima di un sortilegio viene quasi subito rivelato allo spettatore. Inoltre, nella versione originale, il servitore del principe, Enrico, dopo che il suo padrone era stato trasformato in ranocchio, si era legato intorno al cuore tre cerchi di ferro per evitare che si spezzasse per il gran dolore sofferto. I cerchi saltano via mentre Enrico scorta i novelli sposi al castello del padre del principe, facendo credere a quest'ultimo che la carrozza stia andando in pezzi. Tutto questo, nella versione Nippon, viene omesso.

Cappuccetto Rosso (ep. 5)

Cappuccetto Rosso, una graziosa bambina, viene mandata dalla mamma a portare dei pasticcini e una bottiglia di vino alla nonna ammalata, che abita nel folto del bosco. Strada facendo, la piccola incontra il lupo cattivo che tenta di divorarla, ma viene soccorsa in tempo da un cacciatore di passaggio. Il lupo, senza darsi per vinto, precede la piccola alla casa della nonna e la divora. Subito dopo, indossati gli abiti della nonna, inganna e divora anche la bambina. Provvidenzialmente, il cacciatore, trovato il lupo addormentato nella casa della nonna, libera le malcapitate dal suo stomaco e vi mette in loro vece un mucchio di pietre. Il lupo, dopo essersi svegliato, viene trascinato in fondo a una vallata dal peso delle pietre nel suo stomaco.

L'episodio segue fedelmente il racconto originale senza rendere la storia particolarmente truce o paurosa.

L'oca d'oro (ep. 6)

Il maggiore di due fratelli, Franz, viene mandato dal padre a far legna nel bosco, portando con sé come pasto delle frittelle dolci e un bottiglia di vino, che il giovane rifiuta sgarbatamente di dividere con un povero mendicante incontrato nel bosco. Il mendicante è in realtà uno gnomo, che si vendica del giovane facendolo ferire con la sua accetta (il sangue che sgorga copioso dal braccio del ragazzo è stato censurato con un fermo immagine di circa 3 secondi nella versione italiana dell'anime). In seguito, viene mandato a tagliare la legna, con del pane raffermo e della birra acida come pranzo, il fratello minore, Hans, chiamato da tutti "Grullo" per la sua semplicità e ingenuità. Il giovane, a differenza del fratello, divide volentieri il suo pasto con il vecchio gnomo che, colpito dal suo buon cuore, gli fa dono di un'oca d'oro con la magica virtù di far incollare alle sue piume chiunque osi toccarla, ad eccezione del suo possessore. Inevitabilmente, quando il giovane arriva in città, molti sono coloro che rimangono attaccati alle piume dell'oca sino a formare una buffa processione che riesce a fare ridere la principessa del regno, da tre anni in uno stato di costante malinconia. Grata ad Hans per quanto ha fatto per lei, la principessa lo sposa e tutti gli uomini "prigionieri" dell'oca sono magicamente liberati dallo gnomo che la riprende con sé e parte alla volta di un nuovo villaggio.

Nonostante l'episodio sia fedele alla storia originale, si possono notare alcune differenze: i fratelli, in origine, erano tre, due cattivi e Hans, buono; il finale dell'originale è molto diverso da quello Nippon. In origine, dopo che la principessa ride, il re ,suo padre, non volendo concedere la sua mano al sempliciotto, lo sottopone ad altre tre prove (portargli un uomo capace di bere un'intera cantina di vino; portargli un uomo capace di mangiare da solo un'intera infornata di panini; costruire una nave capace di andare per mare e per terra) che il giovane supera brillantemente con l'aiuto dello gnomo.

Il Gatto con gli stivali (ep. 7-8)

Alla morte del vecchio mugnaio, i suoi tre figli si spartiscono la magra eredità: il maggiore ha ricevuto il mulino, il mezzano l'asino e il minore, di nome Max, il gatto. Quest'ultimo non è un gatto come altri, ma una bestia molto scaltra che si risolve a fare del suo padrone un gran signore. Dopo essersi procurato un cappello e un paio di stivali, facendo spendere al suo padrone gli ultimi denari rimastigli, si reca nella foresta e cattura delle pernici che porta in dono al re del luogo, dicendogli che sono un omaggio del suo padrone, il Conte Friederich Sauerkraut Von Heineken. Il bravo gatto continua a portare doni al re, conquistandosi la sua fiducia e il suo rispetto, non solo per sé ma anche per il suo fantomatico padrone. Un giorno, Max e il suo gatto vedono in lontananza giungere una carrozza: sono il re insieme alla principessa, sua figlia, che stanno facendo una passeggiata. Grazie ad un nuovo inganno, il gatto presenta il suo padrone come conte al re, che decide di scortarlo fino al suo castello. Il gatto precede la carrozza e arriva nei pressi del palazzo del Re Stregone e convince i suoi braccianti a dire al re di passaggio che le terre che stanno lavorando sono di proprietà del Conte Von Heineken. Giunto al castello dello Stregone, stuzzicando la sua vanità, il gatto riesce a farlo trasformare in un topo e così lo divora. Il castello, ora libero dal perfido mago, diviene così la dimora di Max che sposa la principessa e, una volta divenuto re, nomina il Gatto con gli stivali primo ministro.

Anche questa storia viene narrata in due episodi e segue fedelmente il racconto dei Fratelli Grimm. Nonostante sia meglio conosciuta nella versione di Charles Perrault, la fiaba è stata trascritta anche dai Fratelli Grimm, benché non figuri nella raccolta ufficiale, ma nel corpus delle "Fiabe espunte", in mezzo alle fiabe tolte dalla collezione perché ritenute dai fratelli non originarie della Germania.

Biancarosa e Rosarossa (ep. 9)

Due graziose sorelline, Biancarosa e Rosarossa, vivono con la mamma in una casetta ai margini di un bosco. Una sera d'inverno, le fanciulle ricevono la visita di un orso parlante che domanda ospitalità per tutto l'inverno. La madre accetta subito e le sorelline, nonostante l'iniziale diffidenza, diventano buone amiche dell'animale. Giunta la primavera, l'orso lascia la casa e fa ritorno nel bosco, con gran dolore delle ragazze, soprattutto di Biancarosa che si è cordialmente affezionata all'amico. Un giorno, Biancarosa e Rosarossa incontrano nel bosco uno gnomo dispettoso e successivamente un principe che cerca il fratello scomparso. Le ragazze così scoprono che l'orso altri non è che il principe sparito, trasformato in orso dallo gnomo malvagio, che tenta di uccidere le sorelle. L'intervento dell'orso provoca la morte del perfido omino e la rottura del maleficio. L'orso ritorna così principe e chiede la mano di Biancarosa, mentre il fratello quella di Rosarossa.

L'episodio è fedele alla fiaba originale, eccetto per il fatto che è stato dato maggiore peso nella trama al fratello del Principe Orso, innamorato di Rosarossa. Il character design dell'episodio è stato curato da Shuichi Seki.

Biancaneve (ep. 10-13)

Grazie alla complicità del suo buon amico e compagno di giochi, Klaus, la principessa Biancaneve riesce a fuggire dal castello del padre, per trovare rifugio nella contea limitrofa dalla persecuzione della Regina, sua matrigna, invidiosa della sua bellezza. Purtroppo, addentratisi nel bosco, i due ragazzi incontrano un cacciatore, assoldato dalla matrigna di Biancaneve per ucciderla. La fanciulla riesce a scappare, separandosi però da Klaus. Il cacciatore la insegue, ma viene ucciso da un cinghiale. Biancaneve, sola nel bosco, viene apparentemente attaccata da un branco di lupi, che in realtà sono buoni amici dei sette nani che vivono in una casa nel bosco e che decidono di accogliere la giovane sfortunata. La Regina cattiva, però, viene a sapere dal suo specchio magico, che quotidianamente la informa su chi sia la donna più bella, che l'odiata figliastra è ancora viva e così, travestita da merciaia, tenta di ucciderla, soffocandola con una stringa. Ma i nani riescono a salvare la fanciulla prima che accada l'inevitabile. La Regina, però, non si dà per vinta e, con l'aiuto di una vecchia strega che abita nei sotterranei del castello, assume le sembianze di una mendicante e offre a Biancaneve una mela avvelenata, che uccide la fanciulla. Nel frattempo i nani trovano Klaus e suo cugino, un Principe, che vagano nella foresta alla ricera di Biancaneve. Tornati a casa, trovano Biancaneve priva di vita e inseguono la malvagia Regina che riesce a mettere fuori combattimento il Principe e Klaus, ma che viene presto dilaniata dai lupi, amici di Biancaneve. La povera principessa viene deposta in una bara di vetro e viene pianta da tutti coloro che l'hanno amata e che avevano sperato potesse finalmente ritrovare la felicità, quand'ecco giungere un orso, amico anch'esso della fanciulla, che urta la bara e fa sì che, per lo scossone, il boccone di mela avvelenata esca dalla bocca di Biancaneve. La fanciulla, tra la gioia dei presenti, riprende vita e viene condotta al castello del Principe, dove ne diviene sposa.

La famosa storia di Biancaneve è narrata in 4 episodi della serie che seguono con fedeltà la narrazione dei Grimm, aggiungendo altresì elementi innovativi e personaggi inesistenti nell'originale, come Klaus, il compagno di giochi di Biancaneve. Tra le differenze generali vi sono: l'età della protagonista, in originale una bambina di sette anni, nella versione Nippon un'adolescente; il cacciatore nell'originale non è un personaggio negativo e lascia libera Biancaneve, portando alla Regina, come prova della morte della rivale, il fegato e i polmoni di un cinghiale; la Regina cerca di uccidere Biancaneve tre volte, non due: una volta con una stringa, una volta con un pettine avvelenato e infine con una mela; in originale, non è l'urto dell'orso a provocare il risveglio di Biancaneve, ma uno dei servitori del Principe che, inciampando in un ramo, lascia cadere la bara che stava trasportando al castello del padrone; la morte della Regina avviene al matrimonio di Biancaneve con il principe, dove viene costretta a calzare delle scarpe di ferro roventi.

I Magnifici sei (ep. 14)

Un soldato, dopo tre anni di guerra, viene ripagato dal suo avido sovrano con solo tre soldi come viatico. Il giovane promette vendetta e con l'aiuto di sei uomini, ognuno dotato di una capacità straordinaria, riesce ad impadronirsi di tutte le ricchezze del regno e a scacciare il re tiranno e la sua avida figlia.

L'episodio segue molto fedelmente il racconto originale I sei che si fan strada per il mondo.

L'Acqua della vita (ep. 15)

Un re è gravemente ammalato e l'unico rimedio per curarlo è la miracolosa Acqua della vita. Il figlio primogenito del re, Franz, persuaso che il padre lo nominerà suo successore, parte alla ricerca della preziosa Acqua. Nel bosco, incontra un vecchio che dorme su un albero e lo importuna con prepotenza. Il vecchio, in realtà lo Spirito della Foresta, lo maledice e lo spedisce in una remota palude. Poco tempo dopo, il figlio minore del re, il principe Joseph parte alla ricerca del fratello e dell'Acqua della Vita. Anche lui incontra lo Spirito della Foresta che, vista la sua gentilezza, chiede a tutti gli animali del bosco e al Vento del Nord se sanno dove si tovi l'Acqua della Vita. Il Vento del Nord indica a Jospeh il luogo esatto in cui l'acqua si trova, un castello vittima del sortilegio di uno Spirito Maligno che ne ha imprigionato la principessa e tutti gli abitanti. Joseph riesce a sconfiggere lo Spirito Maligno e a salvare la principessa Anne, ma prima che lei possa scoprire il suo nome, egli corre a raccogliere l'Acqua della Vita in una borraccia e torna al castello paterno. Per strada, il giovane incontra Franz in fin di vita e gli offre un sorso d'acqua magica. Franz, ripresi i sensi, temendo che il padre possa nominare suo successore Joseph, sostituisce l'Acqua della Vita con acqua di palude. Il re non trae quindi alcun giovamento dall'Acqua offertagli da Joseph, ma guarisce quando gli viene offerta la vera Acqua della Vita dal perfido Franz, il quale sostiene che Joseph abbia attentato alla vita del padre. Il re, fuorviato dalle trame di Franz, dà ordine al capo degli arcieri di condurre Joseph nel bosco e di ucciderlo. Il giovane viene risparmiato e trova rifugio e lavoro in un mulino. Ha inizio la cerimonia di incoronazione di Franz, che viene interrotta dalla principessa Anne, che scoperto l'identità del suo salvatore, è corsa ad offrirgli la corona del suo regno e la sua mano. Peccato che la principessa non riconosca in Franz il suo salvatore e chieda di Joseph, facendo venire a galla la verità e smascherando il diabolico piano di Franz che viene imprigionato. La principessa viene a sapere, però, che Joseph è stato ucciso, come crede il re. Disperata, la giovane riprende la via verso il castello, quando, disperata, viene colta da un malore ed è costretta a sostare presso un mulino. Il mulino è proprio quello dove lavora Joseph, dopo essere scappato, e i due, riconoscendosi reciprocamente, si ricongiungono con gioia.

L'episodio modifica molti aspetti della fiaba originale. Per esempio, nell'originale i principi erano tre, non due oppure il finale era molto più lungo e complesso nell'originale, dove la principessa fa lastricare d'oro la strada che conduce al suo palazzo e dice alle sue guardie di ricevere solo colui che entrerà galoppando al centro della strada senza badare di sciuparla.L'unico a farlo è il suo salvatore.

Barbablù (ep. 16)

La bella Josephine vive insieme ai tre fratelli nel folto di un bosco, sognando che un giorno il principe azzurro la troverà e la sposerà. Il sogno pare avverarsi quando, un giorno, una carrozza si ferma di fronte alla casetta del bosco e un uomo domanda la giovane in sposa per il suo padrone. Nonostante il contrasto dei fratelli, l'ingenua fanciulla accetta e viene scortata in un ricco palazzo, dove conosce il suo futuro sposo, un vecchio nobiluomo dalla barba completamente blu, che incute alla giovane un enorme spavento. Ad ogni modo, abituatasi alla presenza del marito, per la fanciulla inizia una vita ricca e agiata che le modifica completamente il carattere, trasformandola in una donna viziata e boriosa. Un giorno, Barbablù parte per un viaggio, lasciando la custodia del castello a Josephine, consentendole di aprire tutte le porte del castello eccetto quella che è aperta da una piccola chiavetta d'oro. La giovane accetta, ma dopo aver visto tutte le immense ricchezze del castello, vinta dalla curiosità e persuasa che nella stanza proibita vi siano delle ricchezze inenarrabili, apre la porta. All'interno si trovano i cadaveri di molte donne: le precedenti mogli di Barbabù. Tutt'intorno ai cadaveri, vi sono dei vasi con delle rose bianche che diventano improvvisamente rosse e cominciano a perdere i petali che al contatto col suolo diventano sangue. Josephine, terrorizzata, esce dalla stanza chiudendo la porta alle spalle. Una brutta sorpresa l'attende: dalla chiave d'oro che apre la porta proibita, quale segno del patto infranto, inizia a sgorgare del sangue e, per quanto la fanciulla tenti di ripulirla, il sangue continua a colare. Inevitabile quindi che Barbablù al suo ritorno la scopri. L'uomo reagisce molto violentemente e, furioso per l'ennesimo tradimento, tenta di ucciderla per aggiungerla alla sua macabra collezione. Fortuna vuole che i fratelli di Josephine, da tempo alla sua ricerca, giungano in tempo per fermare Barbablù e ucciderlo. Un albero infuocato, colpito da un fulmine, precipita nel castello che prende fuoco e Josephine e i fratelli scappano via. Un'ultima inquadratura mostra Josephine, non più mondana e frivola, inginocchiata fuori dal castello, nell'atto di pregare, forse per l'anima di Barbablù, mentre cade la pioggia e il castello del delitto va in fiamme.

L'episodio, puntando su scene macabre e terrificanti, segue molto puntigliosamente il dettato dei Grimm (anche Barbabù è una fiaba espunta e non figura nella raccolta ufficiale). Notare come Shuici Seki, che ha curato il character design dell'episodio, ha fatto sì che Barbablù assomigliasse in maniera impressionante al re Enrico VIII d'Inghilterra, la cui condotta è più che assimilabile a quella di Barbablù.

Jorinde e Joringel (ep. 17)

Due innamorati, Jorinde e Joringel, si recano nel bosco per fare una passeggiata ma cadono vittima della trappola di una Strega cattiva che trasforma Jorinde in un uccellino e impedisce a Joringel di avvicinarsi al suo castello, pena la trasformazione in una statua di pietra. Nonostante, le numerose traversie, Joringel trova il mezzo per rompere il maleficio della strega: un magico fiore rosso. Grazie ad esso, Joringel sconfigge la strega, tramutandola in un topolino e libera Jorinde e tutte le fanciulle prigioniere sotto forma di uccelli.

L'episodio segue fedelmente il racconto originale salvo un particolare: nella fiaba, la Strega può assumere le sembianze di gatto o civetta per tutto il giorno e riprendere le sue vere forme solo per pochi attimi al crepuscolo. Nell'anime, la Strega assume a suo piacimento sempre le sembianze di un gatto.

La Bella Addormentata nel bosco (ep. 18)

Per la nascita della principessa Rosaspina, il re decide di dare un grande banchetto al quale invita, perché siano di buono auspicio alla neonata, dodici delle tredici streghe del reame. La tredicesima strega, furiosa per l'affronto subito, si presenta comunque alla festa e maledice la bambina, augurandole di morire il giorno del suo quindicesimo compleanno dopo essersi punta ad un fuso. La dodicesima strega, non potendo annullare il maleficio, decide di mitigarlo e fa sì che la principessa non muoia ma cada in un sonno profondo per cento anni, in capo ai quali sarà svegliata da un principe. Il re, per prevenire la malasorte, ordina di dare alle fiamme tutti i fusi del regno. Passa il tempo. Giunge il giorno del quindicesimo compleanno di Rosaspina e con esso il compimento della maledizione: infatti, la fanciulla, attirata in una vecchia torre dal melodioso suono di un'arpa, trova in cima una stanza da letto nella quale la strega cattiva, sotto le sembianze di un'anziana signora, sta filando del lino all'arcolaio. La principessa si offre di filare al suo posto se lei le insegnerà come suonare la splendida aria udita poc'anzi e la donna finge di accettare. Porgendole il fuso, la strega la punge intenzionalmente, e Rosaspina si abbandona sul letto della stanzetta, vinta da un improvviso senso di stanchezza. La strega fa in modo che il sonno si propaghi per tutto il castello e vi fa crescere intorno una folta siepe di rose selvatiche per impedire a chiunque l'accesso. I cento anni trascorrono e, come stabilito, un principe di passaggio ode provenire da oltre la siepe una malinconica melodia e gli pare di vedere la bella principessa addormentata. Avvicinatosi al castello, magicamente la siepe di rose svanisce e il principe può entrare. Giunto in cima alla torre, vi trova la principessa addormentata, circondata da rovi e spine. Mentre si accosta a lei per darle un bacio, il giovane di punge un dito con la spina di una rosa e sulla bocca di Rosaspina cade una goccia di sangue. Le gote della fanciulla riprendono colore ed ella si sveglia e con lei tutto il castello. La maledizione è finita. Il principe e Rosaspina si sposano.

L'episodio, pur concedendodi qualche libertà, segue con fedeltà il soggetto originale, insistendo attraverso scene visibilmente intense sul vero significato della storia, ovvero il passaggio dall'adolescenza all'età adulta e la maturazione sessuale.

Il vecchio Sultano (ep. 19)

Sultano, un vecchio cane, per paura di essere abbattuto dal suo padrone perché ormai troppo vecchio come cane da guardia, si mette d'accordo con un lupo per riconquistare la fiducia del suo padrone. I due inscenano il finto rapimento del bambino del padrone da parte del lupo e il suo pronto recupero da parte di Sultano. Il padrone, colpito dal coraggio del vecchio cane, decide di tenerlo ancora con sé. Ma al lupo, in cambio del suo aiuto, Sultano ha promesso un paio di pecore dal gregge del padrone e quando il lupo viene a reclamare il suo compenso, Sultano, per non tradire la fiducia del suo padrone, lo mette in fuga abbaiando furiosamente contro di lui. Il lupo giura vendetta e si mette d'accordo con un cinghiale per sistemare per le feste Sultano, mentre quest'ultimo chiede aiuto al vecchio gatto di famiglia per vincere la lotta contro il lupo. L'indomani, Sultano si reca nel bosco e il lupo e il cinghiale scorgendo in lontananza la coda diritta del gatto spuntare da dietro le spalle del vecchio cane, credono che questo si sia portato un fucile e voglia ucciderli. Si nascondono terrorizzati in cima ad un albero e quando Sultano si avvicina, all'udire l'accaduto, scoppia insieme al gatto in una gran risata , alla quale si uniscono anche il lupo e il cinghiale. Lo screzio viene così risolto senza danni e i due si riappacificano.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale.

Re Barba di Tordo (ep. 20)

La superba principessa Elena dileggia con disprezzo ogni pretendente alla sua mano e il re, suo padre, giura di darla in moglie al primo mendicante di passaggio. La punizione non tarda ad arrivare e la giovane si trova presto sposa di un umile menestrello. La vita da contadina, le umiliazioni, le privazioni e le fatiche forgieranno il carattere della principessa che diverrà una donna matura e assennata. Alla fine, il menestrello si rivelerà essere uno dei pretendenti che Elena aveva soprannominato per via della sua barba a punta, "Re Barba di Tordo" e la giovane tornerà al suo stato principesco, questa volta con il cuore sgombro da superbia e arroganza.

L'episodio segue fedelmente la fiaba originale.

Lo Spirito Maligno della foresta (ep. 21)

Tre soldati disertori, per sfuggire al loro esercito che li sta cercando ovunque, si rifugiano in una tetra foresta. Il più giovane di loro, Nicholas, sostiene che preferirebbe ad una situazione simile di vendere l'anima al diavolo. Detto fatto, ecco apparire innanzi ai tre amici stupefatti il demone Belzebù che li trascina, loro malgrado, all'inferno. Qui, però, i tre, poiché non sono ancora morti, non possono essere trattenuti e Belzebù si mette d'accordo con suo nonno, il Diavolo in persona, su come fare per prendere possesso delle loro anime. Il Diavolo suggerisce di sottoporli a tre indovinelli, cui se sbaglieranno le risposte, dovranno rinunciare a ogni speranza di salvezza. Ben nascosto, Nicholas osserva il colloquio tra Belzebù e il Diavolo e riesce anche ad apprendere le risposte dei primi due enigmi. Al momento della prova, Nicholas riesce così ad indovinare esattamente i primi due indovinelli ma al terzo non riesce proprio a dare risposta. Chiamando a suo soccorso gli Angeli del Paradiso, questi gli rivelano la soluzione e i tre disertori sono liberi di tornare sulla terra, giusto in tempo per essere ritrovati dal loro esercito e per riprendere la fuga.

L'episodio è una libera rinarrazione della fiaba "Il Diavolo e sua nonna". Nell'originale, i tre soldati, dopo aver disertato, ricevono dal diavolo illimitate ricchezze, a patto che dopo sette anni essi rispondano esattamente a tre indovinelli. In caso contrario, egli si impossesserà delle loro anime. Trascorsi i sette anni, uno dei soldati si reca nella caverna dove abita il Diavolo e qui, con la complicità della vecchia Nonna Diavola, scopre le risposte agli indovinelli.

La Principessa dalle scarpette rosse (ep. 22)

La principessa Geneviève e le sue due sorelle minori si recano ogni notte in un luogo segreto, ove danzano instancabilmente fino a logorare le loro scarpe. Il re, temendo per la loro salute, emana un editto, per mezzo del quale fa sapere al popolo che chi riuscirà nel giro di tre giorni e tre notti a scoprire dove le principesse vanno a ballare, potrà prendere in sposa la sua preferita. Coloro che invece falliranno nell'impresa, verranno chiusi in prigione. Molti provano a risolvere l'enigma, ma inutilmente poiché vengono abilmente ingannati da Geneviève che fa bere loro del vino drogato. Solo un soldato, sospettando l'inganno, riesce a raggirare le principesse e a seguirle in un palazzo sotterraneo circondato da un giardino in cui crescono alberi d'argento, d'oro e di diamante. Il palazzo, per quanto meraviglioso, è in realtà la residenza di alcuni spiriti maligni che, sotto le mentite spoglie di affascinanti cavalieri, hanno intenzione di uccidere le principesse. Il soldato, dopo aver ingannato due spiriti maligni, si impadronisce di un mantello dell'invisibilità e di un paio di stivali magici con il potere di portare il loro proprietario ovunque voglia. Il giovane riesce così a salvare le tre principesse dalla minaccia incombente e a sconfiggere gli spiriti maligni una volta per tutte. Portate al re come prove dell'esistenza del palazzo sotterraneo delle foglie di argento, di oro e di diamante, il soldato convola a nozze con Geneviève.

L'episodio è liberamente tratto dalla fiaba "Le scarpette logorate dal ballo", e ne mantiene le linee generali, con accanto alcune notevoli differenze: le principesse danzanti, in origine, non sono tre, bensì dodici; il soldato non ottiene il mantello magico e gli stivali con un inganno da degli spiriti maligni, ma gli vengono dati da una misteriosa vecchietta prima di recarsi al castello per tentare di risolvere il mistero delle principesse; i cavalieri con cui le principesse ballano non sono spiriti maligni, ma principi stregati, la cui fine nella fiaba originale non è ben chiarita.Le principesse che danzano con gli spiriti maligni è un motivo riscontrabile in una versione di questa storia, raccolta in Capo Verde, dallo stesso titolo di quella dei Grimm. Il giovane che sottrae gli elementi magici agli spiriti maligni con un inganno si trova invece in una'altra fiaba dei Fratelli Grimm, anch'essa trasposta nell'anime, "La Sfera di cristallo".

Cenerentola (ep. 23-24)

Dopo la morte di entrambi i genitori, la povera Cenerentola viene costretta a svolgere le più umili mansioni domestiche dalla crudele signora Pompadour, sua matrigna, e dalle sue figlie, con l'unico conforto dell'amicizia dei piccioni del giardino.Il giorno del ventesimo compleanno del principe, viene organizzato al castello un gran ballo al quale sono invitate tutte le fanciulle in età da marito. Purtroppo Cenerentola, nonostante voglia parteciparvi con tutto il cuore, viene costretta a restare a casa dalla matrigna perché non possa metterla in imbarazzo di fronte alla nobiltà. Fortunatamente, Cenerentola scopre che l'albero che cresce al centro del giardino della sua casa è in grado di esaudire i desideri ed ottiene così uno splendido vestito per poter andare alla festa e un paio di graziose scarpette d'oro, promettendo di tornare a casa prima del tramonto e di renderli all'albero. Giunta a palazzo, Cenerentola rimane a spiare il ballo dal parco senza entrare per paura di essere riconosciuta dalla matrigna e dalle sorellastre. Qui, la giovane incontra il principe che, annoiato, sta cercando di sfuggire alle pressioni del padre di trovarsi una dama da prendere in moglie. Inoltre, il giovane ammette di detestare i balli, perché non è capace di ballare. Cenerentola si offre allora di insegnarglielo e i due danzando e chiacchierando si innamorano l'uno dell'altro. Cenerentola, però, ha paura di rivelare il suo nome e le sue umili condizioni e di essere respinta, perciò fugge via, seguita dal principe, dal gran ciambellano (incaricato dal re di scoprire l'identità della misteriosa fanciulla) e dalla matrigna che ha riconosciuto la sua figliastra nella bella sconosciuta. Mentre attraversa il bosco in fretta e al galoppo, Cenerentola smarrisce una delle sue scarpette d'oro, ma arriva a casa appena in tempo e, con l'aiuto dei piccioni, si cambia e restituisce il vestito e la scarpetta spaiata all'albero magico. Dopodiché, la giovane si nasconde in cucina. Arriva il principe che chiede della misteriosa dama, ma la matrigna risponde che in casa, a parte le sue figlie, non vi sono altre fanciulle. Il gran ciambellano, nel frattempo, trova nel bosco la scarpetta d'oro e riferisce al re che la giovane amata dal principe è sicuramente la figlia della signora Pompadour (ignorando che la donna abbia ben due figlie). Il re incarica l'uomo di andare a prendere di nascosto la signora Pompadour e questa sua avvenente figlia e di portarla al castello per farla incontrare con il principe. La matrigna, alla notizia, porta con sè le due figlie, suscitando lo stupore del ciambellano, convinto che la signora avesse solo una figlia, cosa che avrebbe reso più facile l'incontro con il principe, del quale entrambe le ragazze ammettono di essere l'innamorata prescelta. Cenerentola, vedendo allontanarsi la carrozza con a bordo la famiglia adottiva, va dall'albero magico a chiedere di nuovo il vestito e le scarpe per andare al castello, ma viene fermata dalla matrigna, tornata di nascosto per impedirle qualsiasi mossa. Infatti, la perfida donna chiude in soffitta Cenerentola e fa abbattere l'albero magico. La fanciulla viene, nonostante tutto, liberata dai suoi amici piccioni e riesce a raggiungere il castello, ove nel frattempo le sorellastre stanno provando la scarpetta d'oro davanti al re e alla regina per vedere quale delle due sia effettivamente la donna amata dal principe. All'arrivo di Cenerentola, il principe la riconosce come la sua vera sposa e la matrigna e le sorellastre vengono cacciate via.

La fiaba viene narrata negli ultimi due episodi della prima stagione e più che seguire la versione dei Fratelli Grimm, di cui riprende solo gli elementi di base, essa viene raccontata seguendo il modello della versione Disney del 1950.

Seconda stagione

La Sfera di cristallo (ep. 1)

Il giovane Anton si sveglia preoccupato nel cuore di una tempestosa notte di luna piena . Ha udito degli strani rumori provenire dal piano di sotto e avverte i suoi fratelli maggiori, Georg e Sebastian, i quali, profondamente seccati, gli intimano di rimettersi a dormire. Anton, però, decide di andare a controllare ed assiste ad una scena agghiacciante: nella stanza da basso, un'orrenda strega sta richiamando le forze del male per nutrirsi ancora una volta del sangue della bella principessa del Castello del Sole d'Oro, sua prigioniera con cui essa comunica attraverso uno specchio magico. Il macabro rituale ha presto fine e la strega ringiovanisce e assume le fattezze della madre di Anton, mentre la principessa si trasforma in un cadavere putrescente. Anton scopre che la donna che lui credeva essere sua madre era in realtà la strega che, gelosa della bellezza della donna, si era nutrita del suo sangue per ringiovanire e si era sostituita a lei. Ora, la perfida strega, accortasi della presenza di Anton, decide di rivelarsi a lui e ai suoi fratelli e i giovani fuggono via terrorizzati. La strega però con le sue arti magiche trasforma Georg in un'aquila e Sebastian in una balena, ma non riesce a trovare Anton che decide di partire alla volta del Castello del Sole d'Oro per salvare la principessa. Cammin facendo, Anton mormora parole di vendetta e insulti verso la Strega ed essa, percependo l'odio che il giovane nutre nei suoi confronti, perde tutta la sua bellezza che ritorna alla principessa prigioniera, che riprende vita. La strega, furiosa, lancia un incantesimo per fermare il mormorare di Anton e il giovane si ritrova improvvisamente al Castello incantato e chiede alla principessa come si può rompere il maleficio e uccidere la strega. La fanciulla rivela che l'unico modo è trovare la Sfera di Cristallo, custodita nel corpo di un toro mostruoso, a guardia di una sorgente situata nelle viscere di una montagna. Molti hanno già provato, ma senza successo e la principessa ripone la sua ultima speranza in Anton e gli fa promettere di non nominare mai la strega, poiché essa lo ritroverebbe senza fallo, al solo percepire che qualcuno sta parlando di lei. Anton riesce a trovare il mostro e ad ucciderlo, rinvenendo così la magica sfera di cristallo, liberando la principessa e i suoi fratelli dai sortilegi della strega e a distruggere la medesima.

L'episodio si concede molte libertà nei confronti della fiaba originale, dove la strega era davvero la madre dei tre fratelli che venivano trasformati dalla maga per paura che volessero detronizzarla. Il più giovane è l'unico a salvarsi e decide di salvare una principessa prigioniera di un mago e riesce a raggiungere il suo palazzo (il Castello del Sole d'Oro) dopo aver sottratto con l'inganno a dei giganti un cappello che porta il suo possessore ovunque voglia. Saputo della sfera di cristallo, il giovane riesce a trovarla con l'aiuto dei suoi fratelli (sotto forma di aquila e balena) e salva la principessa dal mago.

Le nozze della Signora Volpe (ep. 2)

Il Signor Volpe dalle nove code, sospettando che la moglie gli sia infedele, decide di fingersi morto per metterla alla prova. La "vedova" ci mette poco a trovarsi un nuovo marito e il redivivo Signor Volpe la scaccia via di casa. Solo alla fine si rende conto di aver commesso una grave sciocchezza e di essersi lasciato trascinare da gelosie e sospetti privi di fondamento, autocondannandosi ad una vita di solitudine.

L'episodio, notevole per il finale amaro, nonostante nel complesso la storia venga narrata con ironia, riprende la fiaba "Le nozze di Madama Volpe", di cui i Grimm avevano dato due versioni differenti: la prima è quella da cui è stato tratto l'episodio, con un finale negativo; la seconda, invece, presenta alcune importanti modifiche e un lieto fine.

La Bella e la Bestia (ep. 3)

Un uomo, prima di partire per una fiera di paese, chiede alle sue tre figlie cosa desiderino che egli porti loro come regalo. Elena, la maggiore, chiede un bel vestito; Anna, la mezzana, un paio di scarpette; Maria, la minore, una rosa. Quest'ultimo dono è per l'uomo il più difficile da reperire, in quanto si è nel cuore dell'inverno. Mentre l'uomo sta facendo ritorno a casa, desolato per non essere riuscito a trovare il dono per la figlia prediletta, si ferma meravigliato di fronte a un sontuoso palazzo situato nel bosco. Il giardino di questo palazzo è a metà in primavera, con tutti i fiori più belli in boccio, e a metà in inverno, ricoperto di neve e con alberi spogli. L'uomo riesce così a trovare la rosa per Maria, ma viene sorpreso dal padrone del palazzo, un'orrenda Bestia che promette di perdonargli il furto e di risparmiargli la vita, a condizione che l'uomo conduca al suo cospetto la figlia minore entro otto giorni. Il padre, suo malgrado, accetta e fa ritorno a casa, dove viene accolto dalle figlie con gioia. Passa più di una settimana e l'uomo non si è ancora deciso a mantenere la parola data alla Bestia, la quale si presenta una sera e porta via Maria, tra lo sgomento e l'orrore generale. Al castello, inizialmente, Maria mostra di non gradire la compagnia del mostro, vinta com'è dalla nostalgia di casa, ma ben presto si rende conto che la Bestia cela dietro l'aspetto mostruoso, un carattere buono e generoso e tra i due si instaura una profonda e sincera amicizia che si trasforma col tempo in amore. Maria è però preoccupata per il padre, del quale non ha più notizie da mesi e la Bestia le mostra uno specchio fatato, capace di far vedere chiunque si voglia, indipendentemente da dove si trovi. Maria viene così a sapere che il padre si è gravemente ammalato ed è presso a morire per il dolore, e chiede alla Bestia di accordarle il permesso di andarlo a trovare, prima che sia tardi e promette di tornare allo scadere di otto giorni. Una volta a casa, Maria riabbraccia le sorelle e il padre, il quale però, già molto debole, non regge alla gran gioia di averla ritrovata e spira. La sofferenza provata è così grande che Maria, allo scadere degli otto giorni, dimentica di fare ritorno dalla Bestia. Quando finalmente ritorna, una brutta sorpresa l'aspetta: il castello ora è completamente avvolto in un rigido inverno e la Bestia è morta di dolore non vedendola tornare. La giovane disperata le dichiara tutto il suo amore e avviene il miracolo: la Bestia scompare e al suo posto appare un bellissimo principe che rivela alla giovane di essere stato trasformato in mostro da una strega cattiva e che adesso l'incantesimo è stato spezzato. Il castello torna allo splendore di un tempo e Maria e il principe si sposano.

L'episodio è la fedele trasposizione di un'altra fiaba espunta dei fratelli Grimm, "Storia del giardino metà d'estate e metà d'inverno", che nella raccolta ufficiale venne sostituita da un'altra versione de "La Bella e la Bestia", dal titolo L'allodola canterina saltellante che i Grimm reputarono più consona allo spirito del loro lavoro, che prevedeva di raccogliere e compilare solo fiabe di origine tedesca, mentre la prima versione da loro trascritta presentava troppi elementi in comune con la più famosa versione francese di Madame de Beaumont.

Il cavolo magico (ep. 4)

Un giovane cacciatore fa dono del suo pasto ad un povero vecchio, il quale lo ripaga rivelandogli il luogo in cui si trovano due preziosi oggetti: un mantello magico che porta il suo possessore ovunque voglia e una piccola sfera d'orata che, se inghiottita, fa si che ogni mattina il suo possessore trovi, sotto il guanciale su cui ha dormito, una moneta d'oro. Una volta ottenuti i magici oggetti, il giovane incontra nel bosco una bellissima fanciulla che lo invita a passare la notte in casa sua. Lì, il cacciatore diviene il centro delle mire della madre della fanciulla, una perfida strega, disposta a tutto pur di impossessarsi del mantello e della sfera magici. Facendo bere al cacciatore una bevanda magica, questi sputa senza avvedersene la sfera d'orata che viene inghiottita prontamente dalla figlia della strega e con un nuovo sotterfugio la ragazza convince il giovane a recarsi con il suo mantello nel mezzo di un deserto e da lì, essendo riuscita a sottrarglielo, fa ritorno a casa. Il cacciatore medita vendetta e dopo aver errato senza meta, alla fine trova un orto dove crescono due diversi tipi di insalata: una che trasforma chi la mangia in asino e un'altra che fa riassumere le proprie sembianze. La magica insalata diviene il mezzo con cui il giovane attua la sua vendetta e, facendola mangiare alla strega e a sua figlia, le trasforma in asini, che poi vende a un ortolano, con l'intesa che picchierà l'asina più vecchia senza darle cibo e che farà fare vita da signora all'asina più giovane, poiché ancora egli ne è in fondo innamorato. Ben presto l'asina più vecchia muore, e l'ortolano inizia a maltrattare impietosamente l'asina più giovane e il cacciatore decide di riprenderla con sé e di farla tornare fanciulla. Questa si inginocchia e implora il giovane di perdonarla per tutto il male causatogli e il cacciatore la perdona e decide di sposarla.

L'episodio segue con fedeltà la storia originale, fatta eccezione per alcuni particolari: è una vecchia, non un vecchio, nella fiaba originale, a consigliare il giovane su dove si trovino il mantello e il cuore di uccello (non una sfera) magici; la strega e sua figlia non sono povere ma abitano in un castello e hanno una serva che viene anch'essa trasformata in asina dal cacciatore; mentre si trova nel deserto, il cacciatore, nella fiaba originale, incontra dei giganti che gli rivelano il modo di fuggire dal deserto.

Raperonzolo (ep. 5)

Un uomo, per procurare alla moglie incinta dell'insalata fresca, ruba nell'orto di una strega che, coltolo in flagrante, gli fa promettere, in cambio della sua lattuga, di donarle il figlio che nascerà. L'uomo, per avere salva la vita, promette. Nasce una bambina e la strega la porta via con sé. I genitori, dopo l'iniziale sconforto, si consolano con i figli a venire e dimenticano la loro primogenita, chiamata Raperonzolo dalla strega. La fanciulla viene chiusa in una torre nel cuore della foresta dalla strega, sua madre adottiva, per timore che qualcuno possa portargliela via, dato che la bellezza di Raperonzolo non potrà mai lasciare indifferenti i cuori dei giovanotti. La torre è senza porte né scale ed ha un'unica finestrella in cima, da dove Raperonzolo, lasciando pendere i suoi lunghi capelli, fa arrampicare e scendere la strega, allorché viene a farle visita. Un giorno, un principe vede Raperonzolo e se ne innamora perdutamente. Così, fingendosi la strega, riesce a raggiungere la cima della torre e a incontrare Raperonzolo che si innamora a sua volta del giovane. I due concordano di fuggire insieme e Raperonzolo prega il suo innamorato di portarle della corda con cui intrecciare una scala per scendere dalla torre. Gli incontri tra i giovani si susseguono, senza che la strega abbia il minimo sospetto. Una sera, però, il principe, dopo aver trascorso una notte d'amore con Raperonzolo, si desta al mattino tardi e fugge via, purtroppo visto dalla strega che, furiosa per essere stata ingannata, recide le lunghe chiome a Raperonzolo e la spedisce con un incantesimo in un lontano deserto. Quella sera, il principe ritorna e trova ad aspettarlo nella torre la strega che , nel tentativo di ucciderlo, lo fa precipitare dalla finestrella. Il giovane atterra illeso su di un cespuglio di rovi che gli feriscono gravemente gli occhi, rendendolo cieco. Ora, il povero ragazzo vaga disperato alla ricerca di Raperonzolo, resa più difficile che mai a causa della sua menomazione. Trascorrono molti anni e un giorno, il principe arriva nel deserto dove abita Raperonzolo con il figlio avuto dalla loro relazione. I due possono finalmente abbracciarsi e, miracolosamente, il principe, dopo che le lacrime di Raperonzolo gli sono cadute sugli occhi, riacquista la vista.

L'episodio segue fedelmente il soggetto originale, tranne in pochi particolari: la madre di Raperonzolo chiedeva al marito di procurarle dei raperonzoli (vegetali di difficile identificazione) e non della lattuga ed è, per ricordare la sciocchezza compiuta dai suoi genitori, che la strega chiama la bimba Raperonzolo; nelle prime edizioni de "Le fiabe del focolare", la relazione tra il principe e Raperonzolo veniva scoperta dalla strega, quando la fanciulla le faceva notare che i vestiti non le entravano più molto bene, perché, ingenua com'era, non sapeva di essere rimasta incinta. Questo episodio suscitò un po' di scalpore tra il pubblico borghese di allora e venne censurato dai fratelli Grimm che lo sostituirono con la versione canonica, in cui Raperonzolo, mentre fa arrampicare la strega sui suoi capelli, lascia accidentalmente cadere il fatto che il principe è molto più leggero da trasportare, scoprendo le carte in tavola; per ultimo, nella fiaba originale, Raperonzolo aveva due gemelli dal principe e non solo un figlio maschio, come nell'anime.

La vecchia nel bosco (ep. 6)

Una carrozza signorile sta attraversando il bosco in un assolato pomeriggio estivo. A bordo vi sono, oltre ai proprietari, anche alcuni servi, tra cui la giovane Lisbeth. Improvvisamente la strega che vive nel bosco appare e insieme ai folletti, suoi scagnozzi, distrugge la carrozza e uccide tutti i presenti, fatta eccezione per Lisbeth che riesce a sfuggire dalle girnfie dei mostriciattoli. Scende la notte e la fanciulla è sola e spaventata nell'immenso bosco, quando ecco comparire un gufo parlante che le dona delle chiavi con cui aprire un albero il cui tronco cavo è coperto da una porta. All'interno, la fanciulla trova una stanza da letto, del cibo e bei vestiti. I giorni passano piacevoli grazie anche alla compagnia del gufo, che si scopre essere un uomo incantato dalla strega del bosco. Lisbeth per ripagare il suo gentile ospite, gli domanda in che modo possa rompere il maleficio e il gufo spiega: dovrà recarsi nel castello della strega, entrare dentro e trovare un anello magico, il cui potere saprà rendergli la forma umana, e tutto questo nel più assoluto silenzio. La giovane affronta con coraggio i folletti della strega e la medesima e riesce a trovare l'anello magico, uccidendo le diaboliche creature e distruggendo il loro covo. Una volta tornata dal gufo con l'anello, questi scompare e la giovane si sente improvvisamente toccare alle spalle: sono i rami di un albero che indossano l'anello e poi si trasformano lentamente in un bellissimo principe, il gufo stregato. Tutti gli alberi riassumono sembianze umane e si rivelano essere i servi del principe. Quest'ultimo prende in moglie Lisbeth.

L'episodio segue con una certà fedeltà il soggetto originale, presentando comunque sostanziali cambiamenti: la carrozza su cui viaggia Lisbeth, come serva, non viene attaccata dalla strega ma da una banda di briganti; il principe sotto incantesimo ha le sembianze di una colomba, non di un gufo; la strega della fiaba non è la demoniaca creatura raffigurata nell'anime e non possiede poteri invincibili, ma una vecchia maga cattiva dai poteri molto limitati. Basti pensare che nella fiaba, la strega non vive in un castello, ma in una capannuccia e non usa poteri magici per scacciare Lisbeth (innominata nella fiaba), ma la prende a colpi di scopa.

Il tumulo (ep. 7)

Un vecchio avido proprietario terriero sfrutta i suoi braccianti, pagandoli una miseria. Una sera, l'uomo riceve la visita del diavolo che gli annuncia la sua prossima dipartita e, visti le sue numerose colpe, la discesa all'inferno. L'uomo, terrorizzato, decide di compiere una buona azione per attenuare la sua pena e per poter sperare nel perdono divino. L'occasione si presenta alla sua porta quando uno dei contadini che lavorano presso di lui, viene a domandargli a prestito quattro moggi di grano. Il padrone gliene promette otto, a condizione che il contadino venga, in caso di sua morte, a vegliare per tre notti il suo tumulo. Il contadino promette e il padrone, il giorno seguente, muore. Il contadino si ritrova suo malgrado a dover mantenere la promessa, domandandosi il perché di una così peculiare richiesta. Il mistero viene svelato la terza notte di veglia da un soldato, capitato nel cimitero durante il suo girovagare. Questi rivela al contadino che la veglia delle tre notti viene fatta solo nel caso in cui il diavolo cerchi di prendere l'anima del defunto per trascinarla seco all'inferno. E infatti, ecco apparire il diavolo che reclama quanto è suo, ma il soldato e il contadino promettono di lasciare il tumulo e di rinunciare alla veglia, solo quando il diavolo riempirà lo sitvale del soldato di denaro. Il diavolo va a prendere il denaro, mentre il soldato buca la suola del suo stivale e scava una lunga fossa nel terreno e vi poggia di sopra lo stivale bucato. Così quando il diavolo vi versa dentro le monete, queste non bastano mai a riempire lo stivale. Il diavolo è costretto a fare più viaggi, per trasportare le monete, e quando scopre la beffa, ormai è troppo tardi. L'alba è arrivata e il suo potere sull'anima del padrone ha termine. Il diavolo torna all'inferno, mentre il contadino e il soldato pregano per il padrone, ora un angelo del paradiso.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale.

Il Lupo e la Volpe (ep. 8)

Un lupo famelico prende al suo servizio una volpe debole e paurosa, ma altresì molto scaltra. Il malvagio lupo non fa altro che domandare cibo, senza essere mai pienamente soddisfatto, e la volpe, conoscendo la debolezza del suo padrone tiranno, lo conduce nella cantina di una casa di contadini, da cui si entra attraverso una stretta botola. Il lupo, dopo essersi ingozzato per benino, non riesce più a passare per la botola e viene ucciso dai contadini che lo scoprono nella cantina. La volpe fa ritorno nel bosco, lieta di essersi finalmente liberata dal padrone importuno.

L'episodio segue con fedeltà la favola originale, tranne che in un particolare. Nella favola, la volpe attenta alla vita del lupo, con la scusa di procurargli del cibo, per tre volte: una volta, facendogli rubare degli agnellini da un gregge e facendogli rischiare di morire ucciso dai pastori; un'altra volta facendogli rubare delle focacce lasciate a raffreddare sul davanzale di una finestra dalla moglie di un contadino, il quale scoprendo il lupo tenta di ucciderlo; infine portandolo nella cantina di un altro contadino, e qui il lupo viene ucciso. Nell'anime, il primo tentativo da parte della volpe di liberarsi del lupo è stato sostituito con il secondo della favola originale e il secondo, invece, è stato cambiato, prendendo spunto dal poemetto di Goethe "Renardo, la volpe", dove la volpe convince il lupo a pescare nel ghiaccio immergendo la sua coda in un piccolo buco sulla lastra ghiacciata, che gelandosi intorno alla coda del lupo, gliela recide di netto.

Mamma Holle (ep. 9)

Una vedova vive con due figlie, Elaine e Hildegarde, in una casetta al limitare di un bosco. Elaine è la figlia naturale della vedova ed è brutta e infingarda, mentre Hildegarde è la figlia acquisita dal secondo matrimonio della donna, ed è buona, bella e operosa. Tutte queste buone virtù, rendono Hildegarde odiosa agli occhi della matrigna e della sorellastra che la costringono a svolgere i mestieri di casa più triviali ed ingrati. Unici amici della fanciulla sono il gallo e la galline del cortile. Una volta, nel cuore di un gelido inverno, la crudele matrigna costringe Hildegarde a filare del lino accanto al pozzo fuori casa. La fanciulla obbedisce e, nonostante il freddo pungente, fila senza sosta fino a far sanguinare le sue fragili dita. Delle gocce di sangue cadono sul fuso e la giovane lo immerge nelle acque gelide del pozzo per ripulirlo, ma accidentalmente lo lascia cadere e questo finisce sul fondo del pozzo. La matrigna impone alla figliastra di recuperarlo a qualunque costo e la giovane, preda della disperazione, si tuffa nel pozzo e perde i sensi. Quando riapre gli occhi, Hildegarde si ritrova nel giardino meraviglioso di Mamma Holle, la buona fata di orribile aspetto che, secondo le credenze tedesche, fa nevicare sulla terra sprimacciando i cuscini del suo letto. Mamma Holle prende con sè Hildegarde e si affeziona subito a lei per la sua operosità ed efficienza. Col tempo, però, Hildegarde inizia a sentire nostalgia di casa e chiede a Mamma Holle il permesso di tornare nel suo mondo. La buona fata acconsente e, prima di lasciarla partire, le rende il suo fuso e fà sì che il suo vestito si ricopra di monete d'oro, come premio per la sua diligenza. Nel vederla tornare, la matrigna e la sorellastra la tempestano di domande su come si sia procurata tutto quell'oro e Hildegarde racconta loro ingenuamente di Mamma Holle. La malvagia matrigna, spinta dall'avidità, decide di mandare dalla fata anche sua figlia Elaine e la spinge nel pozzo. Una volta, nel mondo di Mamma Holle, Elaine, benché desideri ardentemente di arrivare alla fortuna toccata ad Hildegarde, non riesce a vincere la sua pigrizia e la sua negligenza e, in casa di Mamma Holle, non fa altro che poltrire o combinare guai (tanto che sul mondo non nevica più per un bel pezzo). Alla fine, Mamma Holle licenzia Elaine e fà sì che il suo vestito venga ricoperto da letame e pece, come castigo per la sua ingordigia e la sua pigrizia.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale, la fiaba "Fata Piumetta", ma allo stesso tempo se ne scosta in un particolare. Quando Hildegarde arriva nel regno di Mamma Holle (Fata Piumetta), trova prima un enorme forno con dentro un panino che la prega di sfornarlo e poi un albero di mele che la prega di essere scrollato, perché non riesce più a sostenere il peso dei suoi frutti. In entrambi i casi, Hildegarde dimostra la sua generosità e buona volontà, aiutando sia il melo che il pane; al contrario, Elaine, senza smentire la sua pigrizia, rifiuta di dare loro aiuto, quando li incontra durante il suo viaggio nel regno di Mamma Holle. Tutto questo, nell'anime, è stato omesso, ed è stato sostituito da un incontro tra le protagoniste con un coniglio bianco con il panciotto e l'orologio, chiara citazione di Alice nel paese delle meraviglie.

I sei cigni (ep. 10)

Durante una battuta di caccia, un re, inseguendo un cinghiale, si smarrisce nella foresta. Una vecchia strega gli offre la possibilità di fare ritorno al castello, a condizione che l'uomo sposi sua figlia, una donna bellissima, ma malvagia.Il re, pur di rivedere i suoi figli (nati dal suo precedente matrimonio), decide di acettare la proposta della strega. Una volta al castello, vengono celebrate le nozze. La matrigna, però, sembra non gradire particolarmente la presenza dei figliatri, in tutto sette (sei maschi e una femmina) e il re, accortosi di ciò, teme per l'incolumità dei suoi bambini. I suoi timori si rivelano fondati, quando una notte i bambin vengono aggrediti nel sonno da un gigantesco e mostruoso serpente, che il re scopre essere il frutto di un incantesimo della sua seconda moglie per uccidere i suoi figli. Terrorizzato, il re nasconde i suoi figli in un castello romito in mezzo alla foresta, che può essere raggiunto solo grazie ad un fuso magico che ne indica la strada. La matrigna, però, scopre subito il nascondiglio dei principi e, impadronitasi del fuso magico, si reca nel bosco e con un sortilegio trasforma i sei figliastri in sei cigni reali. Nell'euforia del momento, la perfida dimentica completamente la figliastra, che invece fugge via all'inseguimento dei suoi fratelli. Li ritrova in un lago, dopo molti giorni di cammino, e qui essi le rivelano l'unico sistema per rompere il maleficio: la fanciulla dovrà tessere ad uncinetto sei maglie fatte di crisantemi e non dovrà rivolgere parola ad alcuno per sei anni. La principessa si mette subito al lavoro e passano cinque anni. Un giorno, un principe trova la giovane a tessere in cima ad un albero e, colpito dalle sue grazie, la conduce nel suo castello, dove la prende in moglie. Nove mesi più tardi, alla coppia reale nasce un bel bambino. I nobili e i notabili dei regni vicini vengono a rendere omaggio al principe neonato, e tra questi, con grande orrore della principessa, vi è anche la perfida regina, sua matrigna. Questa, riconosciuta la figliastra, si accorge del suo inveterato silenzio e capisce che la fanciulla sta tentando di rompere il suo incantesimo. Le rivela così di avere ucciso il re, suo padre, nel tentativo di farla gridare dal dolore o di farla parlare, sapendo che se la giovane parlerà prima dello scadere dei sei anni, i suoi fratelli moriranno. Ma la giovane resta muta e versa silenti lacrime di dolore. La regina non si dà per vinta e, durante la notte, le porta via il bambino, lo nasconde nella foresta e con una magia fa sì che dalla bocca della principessa stilli del sangue, per far credere a tutti che la giovane sia in realtà una lamia (ovvero una strega che uccide i bambini per nutrirsi del loro sangue). Non potendo dire nulla per difendersi, la principessa viene condannata ad essere arsa viva sul rogo. Fortunatamente, sopraggiungono i sei cigni che, indossando le maglie di crisantemi ormai ultimate, riprendono il loro aspetto originario. La principessa può finalmente parlare e svelare l'intrigo della matrigna cattiva che, nel tentativo di salvarsi, con un incantesimo fa alzare un forte vento per spazzare via tutti i presenti, ma con il solo risultato di riattizzare le fiamme del rogo che le lambiscono il corpo, uccidendola.Con somma gioia del principe e della principessa, uno dei fratelli ha tra le mani il bambino che la strega aveva nascosto nella foresta. Ora, la vita riprende serena e la principessa e i sei fratelli vivono per sempre felici.

Contrariamente a quanto avviene nell'anime, nella fiaba originale la matrigna non tenta di uccidere i figliastri con un serpente ma li trasforma direttamente in cigni, dopodiché non viene più menzionata nel racconto. La vera antagonista della storia è la madre del principe che, non approvando la sposa scelta dal figlio, la accusa di essere una strega mangiabambini.Inoltre nella fiaba, la prinipessa ha tre figli dal principe che le vengono portati via dalla suocera malvagia e non uno solo, come nell'anime. Nella fiaba, la principessa non incontra i suoi fratelli in un lago, ma in una casa abitata da briganti. I principi, inoltre nel soggetto originale, riassumono le loro sembianze naturali per un quarto d'ora dopo il tramonto, mentre nell'anime essi restano cigni per tutto il giorno (particolare che ricorda un'altra fiaba dei Grimm, simile a "I sei cigni", dal titolo "I dodici fratelli", dove i principi assumono le perenni sembianze di corvi). L'ultima differenza è nel finale, dove nella fiaba il sesto fratello rimane per la vita con un'ala di cigno al posto del braccio sinistro, perché alla sua maglia mancava una manica, cosa che nell'anime non avviene.

Millepelli (ep. 11)

Nel cuore di una notte tempestosa, una principessa fugge dal castello paterno per evitare un amaro destino. Giunta nel folto di una lontana foresta, la giovane, per nascondere la sua bellezza, si avvolge in uno strano mantello, intessuto di diverse pelli di animali. Il giorno seguente, il re del paese e il suo seguito trovano la principessa nel tronco cavo di un albero e la conducono al castello, dove la fanciulla viene assunta come aiutante del cuoco di corte. A vedere il suo buffo aspetto, il cuoco e la servitù le affibiano il nomignolo di "Millepelli" e iniziano a dileggiarla crudelmente. Nessuno è a conoscenza del triste passato della principessa, che la tormenta ogni notte in sogno: il re, suo padre, aveva promesso al capezzale della sua sposa, di riprendere moglie solo a condizione di trovare una donna bella come lei e con gli stessi capelli biondi. Il re, impazzito per il dolore di aver perduto la moglie, aveva deciso di adempiere alla sua promessa e, preda della follia, aveva scelto di risposarsi con sua figlia (la principessa "Millepelli"), poiché era l'unica a somigliare in bellezza e per i biondi capelli alla defunta regina. La principessa, nella speranza di ritardare le nozze, aveva chiesto al padre di procurarle tre abiti (uno d'oro come il sole, uno d'argento come la luna e uno fulgido come le stelle del firmamento) e un mantello fatto di un pelo di ogni animale esistente al mondo. Il re era riuscito ad avere gli abiti e il mantello e aveva tentato di usare violenza alla fanciulla, che disperata era fuggita via dal castello. Il re, completamente impazzito , aveva accidentalmente provocato un incendio che aveva distrutto l'intero castello e ucciso tutti coloro che vi dimoravano.La principessa, ora sguattera nel castello del giovane re che l'aveva trovata nel bosco, vive con questa terribile ombra nel suo cuore e il trauma subìto le impedisce di potere completamente fidarsi di un uomo e di amarlo, cosa che le causerà un terribile conflitto interiore quando si renderà conto di essersi invaghita del giovane re, che sempre la tratta con riguardo e rispetto.Un giorno, al castello, viene dato un gran ballo a cui vengono invitate tutte le donne in età da marito, tra le quali il re sceglierà la sua sposa. Millepelli decide di prendervi parte di nascosto e, indossato l'abito colore del sole, attira l'attenzione del re e danza con lui per tutta la serata, dopodiché la principessa scappa via per tornare di nuovo ad essere la povera sguattera "Millepelli". La sera successiva viene dato un nuovo ballo e la principessa partecipa con il vestito color di luna. L'ultima sera, Millepelli , questa volta con l'abito color delle stelle, decide di rivelare al re la sua identità e i suoi sentimenti, ma una volta entrata nella sala, lo vede ballare con un'altra donna. La paura di perdere l'uomo che ama spingono la principessa a mettere nel brodo destinato al re come cena un anello che il re aveva notato alla sua mano mentre danzavano la sera prima. Il re, trovato l'anello, capisce che Millepelli è in realtà la sua innamorata e la sposa.

L'episodio segue fedelmente la trama del soggetto originale, eccetto che in pochi dettagli: nella fiaba, il re, padre della principessa, non è pazzo ma perfettamente conscio di stare per commettere un incesto; nell'anime, la principessa si fa riconoscere dal re di cui è innamorata mettendo un anello nella sua zuppa, mentre nella fiaba la fanciulla cerca di farsi riconoscere dal re senza successo per due volte e in ogni occasione mettendo nella zuppa del re un piccolo oggetto d'oro, alla fine, durante l'ultimo ballo, il re le dona un anello che poi lo stesso riconosce al dito di Millepelli, comprendendone la vera identità.

Fratellino e Sorellina (ep. 12)

Rose e Rodolphe sono due fratellini orfani di entrambi i genitori che, per sfuggire ai maltrattamenti della loro perfida matrigna, scappano nel fitto di un'oscura foresta. La loro matrigna, in realtà una strega malvagia, lancia un incantesimo a tutte le fonti e le sorgenti del bosco, cosìcché quando i fratellini saranno costretti a bere, verranno mutati in animali. Rodolphe cade vittima del sortilegio e si trasforma in cerbiatto, nonostante Rose abbia tentato di impedirgli di bere l'acqua stregata. Rose decide di rinunciare a raggiungere il più vicino villaggio per chiedere aiuto, per timore che qualche cacciatore possa fare del male a Rodolphe, così si ritira insieme al fratellino in una capanna abbandonata nel bosco. Passano gli anni e il re del paese, durante una battuta di caccia, tenta di catturare Rodolphe, ma il cervo riesce a sfuggirgli e a rifugiarsi nella capanna del bosco. Il re lo segue di soppiatto e, dopo aver visto Rose, se ne innamora perdutamente e conduce la fanciulla al suo castello dove la prende in moglie. Dopo qualche tempo, Rose dà alla luce un bellissimo bambino. Nel frattempo, la strega ha scoperto che i due figliastri sono ancora in vita e, invidiosa della loro buona sorte, decide di rapire Rose e di condurla in cima a una montagna incantata, per lasciarla morire di fame. Il re piomba nella più cupa disperazione per avere perduto la sposa e non sa darsi pace. Una notte, di fronte alla balia del principino, appare Rose che, dopo avere allattato il piccolo, sospira tristemente e svanisce. La balia riferisce il tutto al re, il quale decide di vegliare insieme a lei quella notte stessa. Ancora una volta, Rose appare per allattare suo figlio, e il re le chiede dove si trovi adesso. La giovane racconta del maleficio della matrigna e rivela che la sua presenza al castello è possibile solo grazie alla sua forza di volontà di rivedere e accudire il figlioletto, ma che ormai le forze la stanno abbandonando perché il suo corpo sta per morire. Il re si reca in cima alla montagna incantata e riesce a soccorrere in tempo la sua sposa, prima che sia troppo tardi. L'amore del re ha distrutto il sortilegio della strega che perde così ogni potere sui due fratelli. Rodolphe riprende le sue sembianze umane e Rose ritorna felice al fianco del suo sposo. La strega si lascia morire di fame nella foresta, furiosa per non essere riuscita a distruggere la felicità dei due innocenti fratelli.

L'episodio segue fedelmente la trama originale, tranne che in parte dell'intreccio. Infatti, nell'anime, è stato omesso completamente il personaggio della figlia guercia della strega che, con un incantesimo, assume le sembianze di Rose (chiamata sempre Sorellina, nella fiaba) e si sostituisce a lei, dopo averla uccisa. Nella fiaba, è quindi il fantasma di Sorellina che appare alla balia per accudire il bambino, e non la fanciulla stessa grazie alla forza del suo amore.

I quattro fratelli ingegnosi (ep. 13)

Quattro fratelli partono per il mondo alla ventura, ognuno per una diversa strada. Il primo diventa un dotto astrologo, il secondo un provetto cacciatore, il terzo un impareggiabile ladro e l'ultimo un ottimo sarto. Quando la principessa del loro regno viene rapita da un terribile drago, i quattro decidono di unire le loro abilità per riuscire insieme nell'impresa di liberarla. L'esito sarà vittorioso, ma condurrà ad un terribile dilemma: avendo tutti e quattro contribuito equamente al salvataggio dalla principessa, chi di loro avrà più diritto di ottenerne la mano?

L'episodio segue fedelmente il soggetto originale.

Lo spirito nella bottiglia (ep. 14)

Un boscaiolo e suo figlio si recano nella foresta a far legna. Il ragazzo spera di poter guadagnare abbastanza denaro che gli consenta di tornare all'università di medicina, che è stato costretto a lasciare per colpa della sua indigenza. Il lavoro di boscaiolo, però, si rivela assai duro per il giovane studente, il quale preferisce andare a cercar nidi piuttosto che aiutare il padre. Durante il suo vagabondare, il ragazzo ode una voce provenire dai piedi di una quercia. Lì, il ragazzo trova una bottiglia con dentro un piccolo diavoletto rosso, il quale lo prega di liberarlo. Il buon ragazzo apre così la bottiglia ed ecco venirne fuori un gigantesco spirito maligno che lo minaccia di morte. Il giovane, per evitare di essere divorato dal mostro, riesce con un'astuzia a farlo ritornare nella bottiglia e a rinchiudervelo nuovamente. Lo spiritello lo prega di rendergli la libertà, promettendogli di non fargli alcun male e di fargli dono di un magico fazzoletto capace di mutare qualunque oggetto in puro e prezioso argento. Il ragazzo affatto persuaso lo libera e questo, dopo avergli dato il fazzoletto magico, va per la sua strada.Il giovane non esita a testare le qualità del fazzoletto sull'accetta del padre e comprende che lo spirito ha detto il vero. Con il ricavato della vendita dell'acetta mutata in argento, il ragazzo compera cibo e bevande per il suo povero babbo. Quest'ultimo, una volta a conoscenza dell'intera faccenda, si rallegra con il figlio perché adesso potrà, con i soldi ottenuti, ritornare all'università e ultimare gli studi per diventare dottore, ma il ragazzo ride del vecchio e gli spiega come non avrà più bisogno di andare all'università, dato che potrà guadagnare più facilmente e senza fatica grazie al fazzoletto. Il padre lo rimbrotta e cerca di fargli capire che da tutto questo non potrà mai cavarne nulla di buono, ma il ragazzo infastidito scappa di casa. Ora, il ragazzo si dedica alla vendita degli oggetti tramutati in argento con il fazzoletto e sperpera i denari guadaganti giocando d'azzardo e vivendo con dissolutezza. Il povero boscaiolo, nel frattempo, lasciato solo a lavorare duramente, si ammala ben presto di tubercolosi e, prima di morire, prega il figlio, accorso al suo capezzale, di distruggere il fazzoletto e di guadagnarsi il pane onestamente. Ma il ragazzo, dopo un primo momento, decide di non rinunciare ai benefici ottenuti dal fazzoletto, ma in quel preciso istante esso si distrugge di fronte ai suoi occhi sbalorditi. Il giovane, in preda al dolore e all'ingordigia, decide di tornare nel bosco, per chiedere allo spirito maligno un nuovo fazzoletto, ma questo lo rinchiude in una bottiglia che seppellisce ai piedi della grande quercia. La storia termina con un boscaiolo e il suo giovane figlio che si recano nella foresta a far legna. Il ragazzo spera di poter guadagnare con il suo lavoro tanti soldi con cui poter andare all'università a studiare; al centro della foresta, dai piedi di una quercia, si ode una vocetta pregare di essere liberata... la storia sta per ripetersi.

L'episodio segue la fiaba originale con fedeltà, ma ne modifica completamente il finale. Mentre nella fiaba, il finale vedeva il protagonista fare ritorno all'università e diventare un famoso e rispettato dottore, grazie anche al fazzoletto che, nella fiaba originale, aveva inoltre il potere di guarire qualunque ferita o malattia, nell'anime invece il finale viene modificato in negativo, quasi a voler far intendere ai giovani destinatari della serie tv che non si può ottenere nulla senza un minimo sacrificio e che non sempre la facile ricchezza è sinonimo di felicità.

La Stufa di ferro (ep. 15)

Smarritasi in una cupa foresta, una principessa incontra una stufa di ferro in grado di muoversi e di parlare, poiché trattasi in realtà un principe stregato. Quest'ultimo indica alla fanciulla la strada per tornare al castello paterno, facendole promettere di ritornare, liberarlo dalla stufa e sposarlo; la principessa promette e ritorna al castello. Il re, però, non vuole permettere che la sua unica figlia sposi una stufa, così manda in vece sua una serva con indosso gli stessi abiti della principessa, ma la stufa la rimanda indietro pregandola di far venire la principessa. La giovane, messa alle strette, decide di mantenere la parola data, nonostante la riluttanza del padre. Giunta nel bosco, la principessa raschiando il ferro con un pugnale, alla fine riesce a liberare il principe, ma non gli promette di sposarlo, poiché, nonostante il giovane sia gentile e di bell'aspetto, ella non conosce i suoi veri sentimenti nei suoi confronti. Appare la giovane strega che ha lanciato al principe il sortilegio, poiché si era rifiutato di diventare immortale e di sposarla. La strega ritrasforma il principe in una stufa e lo porta con sè al suo castello. La principessa le corre dietro, nel tentativo di raggiungerla, ma invano. In quel momento incontra due rospi, i quali sono due servitori del principe anch'essi sotto incantesimo, che le spiegano come ritrovare il principe: dovrà attraversare un'alta montagna di rovi, abitata da terribili morti viventi e guadare un fiume dalla corrente impetuosa senza l'ausilio di una barca. Grazie al suo innato coraggio, la principessa riesce a superare le prove brillantemente e a trovare il castello della strega. Qui, la giovane riesce ad entrare donando alle sentinelle i gioielli contenuti in una noce magica donatale dai rospi. Entrata nel castello, la principessa ritrova il principe, ma questi, dopo essere stato liberato dalla stufa dalla strega ed aver subito numerosi abusi psicologici, si è completamente dimenticato della principessa e sembra deciso a diventare immortale e a sposare la strega, sua carceriera. Ma la principessa riesce a fermarlo, dicendogli di avere capito il motivo che l'ha spinta a correre tutti quei pericoli: si è innamorata di lui. L'amore puro della fanciulla rompe il maleficio e sconfigge la strega. Il principe e la principessa si sposano e vivono felici e contenti.

Molte sono le differenze tra l'episodio e la fiaba originale: prima che la principessa si decida a mantenere la promessa, il re manda dal principe nella stufa, la figlia di un mugnaio prima e dopo la figlia di un porcaro; il motivo per cui la strega ha lanciato al principe il maleficio non è precisato nella fiaba ed essa non compare mai, salvo essere menzionata all'inizio della narrazione come autrice del sortilegio ai danni del principe; nella fiaba, dopo aver liberato il principe, la principessa vuole tornare al castello per dire addio al padre e il principe acconsente, a patto che la giovane non pronunci più di tre parole. Il divieto viene infranto e il principe ricade vittima della maledizione e finisce in un castello lontano, dove la castellana, approfittando del fatto che lui abbia perso memoria della sua promessa sposa, si fidanza con lui; la principessa inocontrava la regina dei rospi e non i servitori del principe trasformati in rospi, anche se, alla fine della fiaba, tutti i rospi diventano umani (come nell'anime) e l'albero dove vivono si trasforma in un castello, che viene donato al principe; la regina dei rospi dona alla principessa tre noci magiche; la principessa affronta tre prove per ritrovare il principe: scalare una montagna di vetro, attraversare tre spade affilate e guadare un gran fiume; nella fiaba, una volta arrivata al castello dove dimora il principe, la principessa si fa assumere come sguattera e, aprendo una delle noci magiche, vi trova dentro un bel vestito e lo vende alla castellana in cambio di una notte con il suo fidanzato. La perfida acconsente, ma versa del sonnifero nel vino del principe, cosicché la fanciulla non riesce a svegliarlo. La cosa si ripete per altre due notti, e alla fine il principe, rifiutando di bere il vino, ritrova la sua vera sposa.

Pelle d'Orso (ep. 16)

Johan, un povero soldato di ritorno da una lunga guerra, si ritrova a stringere un patto con il diavolo: dovrà indossare per sette anni una pelle d'orso, senza mai toglierla, né lavarsi, né tagliarsi le unghie, né farsi la barba; in cambio, il demonio gli farà dono di una borsa magica sempre piena di denaro, del quale potrà disporre liberamente durante il periodo di prova e, allo scadere dei sette anni, gli fornirà tanto denaro quanto gliene occorrerà per il resto della vita. Johan, nonostante rischi la salvezza della sua anima, accetta. Inizia così il suo triste peregrinare, crudelmente deriso e allontanato dagli uomini per via del suo aspetto rozzo e selvatico. Magrado tutto, Johan riesce a farsi benvolere dalla gente povera, cui egli fa cospicue donazioni in denaro grazie alla borsa magica. Durante il viaggio, il giovane aiuta un mercante sull'orlo del fallimento a rimettere in sesto le sue finanze e l'uomo, per riconoscenza, gli promette in moglie quale delle sue tre figlie più gli piacerà. Le maggiori, Gisella e Tetra, si rifiutano di sposare Johan, ma la minore, Christina, accetta con piacere. Johan dona alla fanciulla la metà di un anello, conservando per sé l'altra metà, promettendole di tornare da lei solo dopo qualche anno, e riprende il suo errare senza meta. Finalmente i sette anni terminano e Johan è libero. Dopo che il diavolo, ammettendo la sconfitta, lo libera dalla pelle d'orso e gli elargisce un'ingente quantità di monete d'oro, Johan, completamente rimesso a nuovo, ritorna da Christina, però senza farsi riconoscere per mettere alla prova la sua fedeltà, e la domanda in sposa. Al rifiuto della giovane, che si dice legata per sempre con amore all'"uomo dalla pelle d'orso", Johan rivela la propria identità e i due innamorati possono riabbracciarsi.

L'episodio segue la fiaba con fedeltà, tranne in pochi particolari: nella versione originale, il diavolo dona al soldato (senza nome nella fiaba) la sua giacca verde magica, le cui tasche sono sempre piene di denaro, e non una borsa come nell'anime; nel finale della fiaba, poi, le sorelle di Christina (anche lei senza nome nella fiaba originale), verdi di invidia, si toglievano la vita e il diavolo si recava dal soldato per dirgli che la sua anima non gli serviva più, poiché ne aveva guadagnate due invece.

La lepre e il porcospino (ep. 17)

Dopo la messa della domenica, tutti i bambini del villaggio si riuniscono attorno al vecchio nonno che racconta loro, come è solito fare ogni domenica, una storia: la storia di come il porcospino riuscì con l'astuzia a battere la lepre sbruffona in una gara di corsa.

L'episodio segue con fedeltà la fiaba dei Grimm, ma nell'anime è stato aggiunto il prologo del nonno raccontastorie e, nel corso della narrazione, sono stati inseriti altri due racconti: la volpe che sfidò il granchio ad una gara di corsa, che viene raccontata dal porcospino al figlioletto; la lepre e la tartaruga, la celebre favola di Esopo, che viene narrata dalla moglie del porcospino, per ricordare come tutti hanno la possibilità di dimostrare il loro vero valore, a dispetto della propria natura.

Il Rugginoso (ep. 18)

Il gigante Hans di Ferro, custode del fiume nella foresta, viene catturato e imprigionato dalle guardie del re. Nel castello, il figlio del re, un ragazzo capriccioso ed egoista, sta giocando con la sua palla d'oro, quando questa gli sfugge di mano, finendo nelle segrete del castello, dove è tenuto prigioniero Hans. Il ragazzo per riavere la palla libera il gigante, il quale lo porta con sé nella foresta e lo mette a guardia del fiume. Ma il ragazzo si addormenta, incurante del suo dovere, e le acque del fiume si increspano. Il gigante si inquieta con il principe e gli dice di guardare la sua immagine riflessa nelle acque del fiume. Il ragazzo si specchia e vede un orribile mostro. Hans lo allontana dal bosco, dicendogli di imparare ad assumersi le sue responsabilità e di imparare a comprendere il suo prossimo. Dopo aver lavorato come maniscalco e come marinaio, il ragazzo trova lavoro come aiuto-giardiniere in un lontano castello. Qui, si innamora della principessa. Scoppia la guerra e il principe corre a chiedere aiuto ad Hans per sgominare il nemico, desideroso di aiutare il popolo. Hans gli chiede di specchiarsi adesso nelle acque del fiume e il principe vede un bellissimo ragazzo. Hans, dopo aver compreso che il ragazzo ha imparato la lezione, gli fornisce un'armatura splendente e un esercito con il quale il principe riesce a vincere la guerra e a salvare il regno. Il re gli offre la mano di sua figlia, come premio per il suo valore, e il giovane accetta.

Molte sono le differenze tra la fiaba originale e l'episodio dell'anime, tanto che sembrano due storie differenti. Una semplice fiaba simil-Cenerentola è diventata così un racconto di formazione e di crescita psicologica, sempre in linea con lo spirito originario della narrazione fiabistica.

Il Prode piccolo Sarto (ep. 19)

Un sarto si esalta per aver ucciso 7 mosche in un colpo che decide di indossare una tunica con la scritta '7 in un sol colpo' e viaggiare per il mondo a far conoscere a tutti la sua impresa. Lungo il cammino prende un uccellino che aveva la zampa incastrata su un rovo e se lo mette in tasca. Poco dopo si imbatte in un gigante che gli blocca la strada, il gigante lo sfida a ridurre in polvere la roccia, il sarto prende dalla tasca del formaggio e gli fa credere che riesce a far gocciolare acqua dalla pietra, allora il gigante lo sfida a lanciare un masso in aria, il sarto prende l'uccellino e lo libera facendogli credere che riesce a far volare i sassi, a quel punto il gigante impressionato lo lascia passare. Arrivato nei pressi di un palazzo reale viene portato al cospetto del re che gli chiede di diventare consigliere militare. Gli altri consiglieri sentendosi minacciati convincono il re a liberarsi di quell'individuo assegnandogli delle prove rischiose promettendogli in cambio metà del suo regno e la mano della principessa. La prima prova consiste nell'uccidere 2 salamandre giganti, nella seconda deve catturare un unicorno, nella terza prova deve uccidere un cinghiale gigante. Il sarto supera tutte le prove e si guadagna la riconoscenza del capo delle guardie per avergli salvato la vita. Quando giunge al castello scopre che la principessa è brutta, per riprendersi dallo shock quella sera si ubriaca e per errore svela la sua vera identità. Quando il re viene a saperlo ordina che il sarto venga eliminato, ma grazie alla complicità del capo delle guardie mette in fuga tutti i soldati. Il re gli offre tutto il regno in cambio del suo perdono, ma il sarto spaventato all'idea di sposarsi con la principessa, scappa a gambe levate.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale.

Il Re di Macchia e l'Orso (ep. 20)

L'orso è il re di tutti i quadrupedi che vivono nella foresta e un giorno si reca a far visita a Forasiepe (detto Re di Macchia) che governa tutti gli esseri volanti. Qui però viene trattato a pesci in faccia dai suoi figli e lui gli risponde per le rime. Una volta giunto a casa il Re di Macchia scopre che i suoi figli faranno lo sciopero della fame finché l'orso non si scuserà con loro e così va a casa dell'orso che non vuole sentire ragioni e gli dichiara guerra. Mentre fervono i preparativi il Re di Macchia manda una zanzara a spiare le mosse del nemico scoprendo il suo punto debole. Quando la lotta comincia sarà sufficiente far abbassare la coda alla volpe per vincere la guerra. All'orso non resta altro da fare che inchinarsi umiliato davanti ai figli del Re di Macchia.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale.

Tremotino (ep. 21)

Elga, figlia di un mugnaio, per colpa dell'arroganza del padre è costretta a filare la paglia e a trasformarla in oro per ordine del re. Durante la notte, appare un folletto che l'aiuterà a compiere il prodigio in cambio di una collana. L'indomani, il re, stupefatto, ordina nuovamente ad Elga di filare altra paglia in oro e ancora una volta il folletto viene in aiuto della fanciulla in cambio di un anello. Il giorno dopo il re decide di prendere in sposa la figlia del mugnaio a condizione che compia il prodigio un'ultima volta. Quella notte Elga, non avendo più oggetti da donare al folletto, acconsente, in cambio del suo aiuto, a cedergli il suo figlio primogenito quando nascerà. Il giorno seguente il re sposò Elga e quando nacque l'erede al trono, il folletto si ripresentò come promesso. Tuttavia Elga non vuole cedergli il figlio; il folletto come atto di generosità le dà una via di fuga: se Elga riuscirà ad indovinare il suo nome entro 3 giorni, lui sparirà per sempre. Il re, che stava origliando dietro la porta, chiede spiegazioni ad Elga ed infine ordina che 30 uomini percorrano l'intero regno a caccia di nomi di folletto e raduna tutti gli uomini di scienza al castello per scoprire i probabili nomi che hanno i folletti. Tutti gli sforzi sono vani, ma all'ultimo giorno alcuni viandanti dicono al re di aver sentito dei folletti cantare una canzone che conteneva un nome insolito. Fatto sta che non appena Elga dice "Tremotino" il folletto scompare per sempre.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale.

L'Ondina della Pescaia (ep. 22)

Un mugnaio ottiene un forziere pieno d'oro dall'Ondina in cambio del suo primogenito quando nascerà, ma quando ciò avviene tiene per sè il figlio e gli farà promettere di non avvicinarsi mai alla pescaia. Gli anni passano e il figlio diventa un cacciatore, si sposa con una donna e fanno un figlio; mentre il cacciatore insegue un cervo si avvicina senza volere alla pescaia e finisce inghiottito. La moglie non vedendolo ritornare lo cerca dappertutto e infine temendo il peggio si reca alla pescaia e qui viene trascinata sul fondo della pescaia. Al suo risveglio incontra una donna vecchia che le dona un pettine d'oro e le dice che per salvare il marito deve recarsi vicino alla pescaia durante una notte di luna piena e pettinarsi senza far cadere il pettine. Il piano non funziona e la moglie ci riprova con un arcolaio d'oro, e infine suonando una canzone con un'ocarina d'oro, ma i suoi sforzi non servono a ricongiungersi col marito. La vecchia signora allora trasforma entrambi in rane affinché l'ondina non li veda, ma i due finiscono per separarsi. Solo qualche mese dopo riusciranno a rincongiungersi grazie alla melodia dell'ocarina.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale, benché venga omesso il fatto che il figlio dei due muoia di fame.

Comare Morte (ep. 23)

Per onorare la promessa fatta al mugnaio per aver rifiutato l'aiuto del Signore, la Morte regala all'ultimogenito del mugnaio un'erba miracolosa che fa guarire da ogni malattia. Non tutti possono essere salvati: se la Morte si trova al capezzale la medicina salverà il malato, ma se si trova ai piedi del letto significa che la sua ora è giunta. All'inizio il figlio è riluttante ma col passare del tempo si fa corrompere dal denaro diventando sempre più ingordo al punto che pur di far soldi gioca la Morte (rivoltando il letto) salvando il re da una fine certa. La Morte si arrabbia ma decide di chiudere un occhio per la promessa fatta col mugnaio. Un giorno il figlio viene chiamato dal re per salvare sua figlia che sta male. Davanti alla principessa il figlio si commuove e riesce a salvarla capovolgendola sul letto. A questo punto il figlio viene risucchiato in un luogo pieno di candele che rappresentano la durata della vita di ogni essere umano. La Morte prende i resti della candela consumata della principessa e la getta in cima a quella del figlio decretandone la sua fine.

L'episodio segue con fedeltà il soggetto originale nella sua prima versione, tranne per il fatto che il mugnaio incontra anche il diavolo, ma ne rifiuta l'aiuto. Nella seconda versione la principessa è adulta e il protagonista ne resta ammaliato, salvandola il re la darà in sposa al protagonista che non ci pensa due volte a contravvenire alle regole. Una volta giunto nella stanza delle candele il protagonista supplicherà la Morte di accendere una candela lunga per vivere con la principessa, ma proprio nel momento in cui sta per accendersi la candela la Morte la spegne uccidendo il protagonista.

Censure e tagli

Per approfondire, vedi la voce Adattamento e censura degli anime.

La serie non risparmia scene di violenza, atteggiamenti ambigui, scene di nudo (tutti elementi che, in patria, hanno creato non pochi problemi alla serie, che venne chiusa prematuramente), essendo stata intenzione specifica degli autori seguire scrupolosamente il dettato dei Fratelli Grimm e accentuandone, talvolta in maniera radicale, i toni macabri e gli aspetti oscuri.

In Italia, fatta eccezione per una piccola censura dell'episodio 6, sono state risparmiate moltissime altre scene decisamente forti per un pubblico infantile. Per esempio nell'episodio 22 della prima stagione (La principessa dalle scarpette rosse), si vede la principessa Geneviève danzare con un orrido demone, il quale ad un certo punto le lecca bramosamente il collo. Oppure nell'episodio 10 della seconda stagione (I sei cigni), si può assistere al rogo della strega, antagonista della fiaba, completamente nuda. Un altro caso si ha nell'episodio 11 della seconda stagione (Millepelli), dove si vede la protagonista costretta a fuggire dal castello del re, suo padre, che ha in animo di sposarla. Perfino nella puntata di Hansel e Gretel, si vede la strega cattiva sfogliare un libro dove si riconosce chiaramente la raffigurazione del Diavolo come il Grande Becco ed esempi del genere si trovano per tutta la serie.

Scene tagliate nell'edizione italiana

  • In tutti gli episodi della prima stagione e nei primi due della seconda è stato applicato un fermo immagine per coprire la scritta in kanji "Grimm Meisaku Gekijo" che compariva a metà episodio.
  • Nell'episodio 6 della prima stagione (L'oca d'oro) è stata censurata una sequenza dove compariva del sangue ed è l'unico taglio degno di nota dell'edizione italiana.

Sigle

Sigla iniziale giapponese
Niji no Hashi (虹の橋?), musica di Kouichi Morita, arrangiamento di Nozomi Aoki, testi di Michio Yamagami è interpretata da Ushio Hashimoto
Sigla finale giapponese
Watashi no Machi wa Merry-Go-Round (私の町はメリーゴランド?), musica di Kouichi Morita, arrangiamento di Nozomi Aoki, testi di Michio Yamagami è interpretata da Ushio Hashimoto
Sigla iniziale e finale italiana
Le fiabe son fantasia testo di Alessandra Valeri Manera. musica di Massimiliano Pani è interpretata dal Coro dei Piccoli Cantori di Milano

Doppiaggio

Il doppiaggio italiano è stato eseguito presso lo studio Deneb Film di Milano sotto la direzione di Paolo Torrisi che ha curato anche i dialoghi italiani. La traduzione dei testi dal giapponese è di Marina Mocetti Spagnuolo.

Nell'edizione italiana ogni fiaba è stata doppiata da un gruppo diverso di doppiatori. Di seguito sono elencati i doppiatori di alcuni episodi.

Personaggi di "Biancaneve"Voce italiana
BiancaneveDonatella Fanfani
BamboloPietro Ubaldi
MammoloAntonio Paiola
GongoloGianpaolo Rossi
DottoAntonello Governale
BrontoloMario Scarabelli
CuccioloDavide Garbolino
EoloQuinto Cavallera
KlausStefano Dondi
Regina cattivaValeria Falcinelli
PrincipeGianfranco Gamba
Personaggi di "L'oca d'oro"Voce italiana
Hans, "il GrulloGabriele Calindri
FranzDaniele Demma
PadrePietro Ubaldi
Elda, prima locandieraDebora Magnaghi
Seconda locandieraRoberta Gallina Laurenti
Terza locandieraGiusy Di Martino
PreteQuinto Cavallera
SacrestanoPaolo Torrisi
ReGianpaolo Rossi
Primo ContadinoMario Scarabelli
Secondo ContadinoStefano Albertini
Personaggi di "Jorinde e Joringel"Voce italiana
JorindeNadia Biondini
JoringelDiego Sabre
StregaLidia Costanzo
ClarissaRoberta Gallina Laurenti
Personaggi di "Re Barba di Tordo"Voce italiana
Principessa ElenaMarcella Silvestri
Re Barba di TordoDaniele Demma
ReTony Fuochi
MendicanteRossana Bassani
MercanteMaurizio Scattorin
Personaggi di "La Principessa dalle scarpette rosse"Voce italiana
Principessa GenevièveKarin Giegerich
Seconda PrincipessaMarina Massironi
Terza PrincipessaEmanuela Pacotto
RePietro Ubaldi
SoldatoGianfranco Gamba
AraldoDaniele Demma
Spirito MalignoPaolo Torrisi
Secondo spirito malignoMario Scarabelli
Re degli Spiriti MaligniGabriele Calindri
Personaggi di "Le nozze della Signora Volpe"Voce italiana
Signor VolpeOrlando Mezzabotta
Signora VolpeDania Cericola
HankGianfranco Gamba
Spirito MalignoGabriele Calindri
Personaggi di "La Bella e la Bestia"Voce italiana
BellaDania Cericola
BestiaPietro Ubaldi
PadreMaurizio Scattorin
Personaggi di "Cenerentola"Voce italiana
CenerentolaDonatella Fanfani
MatrignaLia Barbieri
1° SorellastraAlessandra Karpoff
2° SorellastraMarinella Armagni
Albero magicoPietro Ubaldi
ReTony Fuochi
ReginaAnnamaria Mantovani
PrincipeGabriele Calindri
Gran CiambellanoMario Scarabelli
ColombiEmanuela Pacotto
Mario Scarabelli
Personaggi di "La Bella Addormentata nel bosco"Voce italiana
RosaspinaDaniela Fava
ReMaurizio Scattorin
ReginaLidia Costanzo
PrincipeStefano Dondi
StregaElisabetta Cesone
Personaggi di "Hansel e Gretel"Voce italiana
HanselVeronica Pivetti
GretelDebora Magnaghi
StregaGrazia Migneco
PadrePietro Ubaldi
Personaggi di "Raperonzolo"Voce italiana
RaperonzoloDaniela Fava
StregaGrazia Migneco
Padre di RaperonzoloDiego Sabre
Madre di RaperonzoloGiusy di Martino
PrincipeIvo De Palma
Personaggi di "Fratellino e Sorellina"Voce italiana
RoseMarcella Silvestri
RodolpheVeronica Pivetti
MatrignaLidia Costanzo
PrincipeMarco Balzarotti
Personaggi di "Biancarosa e Rosarossa"Voce italiana
BiancarosaDaniela Fava
RosarossaAnna Bonel
MadreKarin Giegerich
Principe orsoMarco Balzarotti
Fratello del PrincipeGuido Rutta
Personaggi di "I sei cigni"Voce italiana
PrincipessaAnna Bonel
1° principeDaniele Demma
2° principeGianfranco Gamba
3° principePaolo Torrisi
4° principeDiego Sabre
5° principeLuigi Rosa
6° principeStefano Dondi
ReOrlando Mezzabotta
Strega del boscoTullia Piredda
Regina cattivaValeria Falcinelli
PrincipeGabriele Calindri
Personaggi di "L'insalata magica"Voce italiana
CacciatoreGabriele Calindri
StregaValeria Falcinelli
Figlia della stregaMarcella Silvestri
Personaggi di "Cappuccetto Rosso"Voce italiana
Cappuccetto RossoNadia Biondini
NonnaGrazia Migneco
MadreKarin Giegerich
CacciatorePietro Ubaldi
LupoMario Scarabelli

Episodi

La serie è formata da due stagioni, una da 24 episodi e l'altra da 23. Entrambe le stagioni sono state trasmesse in Italia per la prima volta su Canale 5 nel 1989.

Titolo italiano
GiapponeseKanji」 - Rōmaji
In onda
Giappone
Stagione 1 (24 episodi)
1L'orchestra di Brema
「ブレーメンの音楽隊」 - Bureemen no ongaku tai
21 ottobre 1987
2Hansel e Gretel
「ヘンゼルとグレーテル」 - Henzeru to Gureeteru
28 ottobre 1987
3Il principe ranocchio - parte 1
「かえると王女(前編)」 - Kaeru to ōjo ( zenpen )
4 novembre 1987
4Il principe ranocchio - parte 2
「かえると王女(後編)」 - Kaeru to ōjo ( kōhen )
11 novembre 1987
5Cappuccetto rosso
「赤ずきん」 - Akazukin
18 novembre 1987
6L'oca d'oro
「金のがちょう」 - Kin no ga chō
25 novembre 1987
7Il gatto con gli stivali - parte 1
「長靴をはいた猫(前編)」 - Nagagutsu o hai ta neko ( zenpen )
2 dicembre 1987
8Il gatto con gli stivali - parte 2
「長靴をはいた猫(後編)」 - Nagagutsu o hai ta neko ( kōhen )
9 dicembre 1987
9Biancarosa e Rosarossa
「ゆき白とばら紅」 - Yuki shiro to bara beni
16 dicembre 1987
10Biancaneve - parte 1
「白雪姫 その1」 - Shirayuki Hime sono 1
23 dicembre 1987
11Biancaneve - parte 2
「白雪姫 その2」 - Shirayuki Hime sono 2
30 dicembre 1987
12Biancaneve - parte 3
「白雪姫 その3」 - Shirayuki Hime sono 3
6 gennaio 1988
13Biancaneve - parte 4
「白雪姫 その4」 - Shirayuki Hime sono 4
13 gennaio 1988
14I magnifici sei
「6人のごうけつ」 - 6 nin no go uke tsu
20 gennaio 1988
15L'acqua della vita
「命の水」 - Inochi no mizu
27 gennaio 1988
16Barbablù
「青ひげ」 - Ao hi ge
3 febbraio 1988
17Jorinde e Joringel
「ヨリンデとヨリンゲル」 - Yorinde to Yoringeru
10 febbraio 1988
18La bella addormentata nel bosco
「いばら姫」 - Nobara Hime
17 febbraio 1988
19Il vecchio sultano
「ズルタンじいさん」 - Zurutan jiisan
24 febbraio 1988
20Re barba di Tordo
「つぐみのひげの王さま」 - Tsugumi no hi ge no ōsama
2 marzo 1988
21Lo spirito maligno della foresta
「悪魔と大魔王」 - Akuma to dai maō
9 marzo 1988
22La principessa dalle scarpette rosse
「踊りぬいてボロボロになる靴」 - Odori nui te boroboro ni naru kutsu
16 marzo 1988
23Cenerentola - parte 1
「シンデレラ(前編)」 - Shinderera ( zenpen )
23 marzo 1988
24Cenerentola - parte 2
「シンデレラ(後編)」 - Shinderera ( kōhen )
30 marzo 1988
Stagione 2 (23 episodi)
1La sfera di cristallo
「水晶の玉」 - Suishō no tama
2 ottobre 1988
2Le nozze della signora Volpe
「おくさま狐のご婚礼」 - Oku sama kitsune no go konrei
9 ottobre 1988
3La bella e la bestia
「夏の庭と冬の庭の話」 - natsu no niwa to fuyu no niwa no hanashi
16 ottobre 1988
4L'insalata magica
「キャベツろば」 - Kyabetsu roba
23 ottobre 1988
5Raperonzolo
「ラプンツェル」 - Rapuntsujēru
30 ottobre 1988
6La vecchia nel bosco
「森のなかのばあさん」 - Mori no naka no baasan
13 novembre 1988
7Il tumulo
「どまんじゅう」 - Do manjū
20 novembre 1988
8Il lupo e la volpe
「狼と狐」 - ookami to kitsune
27 novembre 1988
9Mamma Holle
「ホレのおばさん」 - Hore no obasan
4 dicembre 1988
10I sei cigni
「六羽の白鳥」 - Roku wa no hakuchō
11 dicembre 1988
11Millepelli
「千びき皮」 - sen biki gawa
18 dicembre 1988
12Fratellino e sorellina
「姉と弟」 - Ane to otōto
25 dicembre 1988
13I quattro fratelli ingegnosi
「名人四人兄弟」 - meijin yon nin kyōdai
15 gennaio 1989
14Lo spirito nella bottiglia
「ガラス瓶の中の化け物」 - Garasubin no naka no bakemonoe
22 gennaio 1989
15La stufa di ferro
「鉄のストーブ」 - Tetsu no sutoobu
29 gennaio 1989
16Pelle d'orso
「熊の皮をきた男」 - kuma no kawa o ki ta otoko
5 febbraio 1989
17La lepre e il porcospino
「兎とはりねずみ」 - Usagi to hari nezumi
12 febbraio 1989
18Il Rugginoso
「鉄のハンス」 - tetsu no hansu
19 febbraio 1989
19Il prode piccolo sarto
「勇敢なチビの仕立て屋」 - Yūkan na chibi no shitateya
26 febbraio 1989
20Il re di Macchia e l'orso
「みそさざいと熊」 - Misosazai to kuma
5 marzo 1989
21Tremotino
「妖精の名前」 - yōsei no namae
12 marzo 1989
22L'ondina della pescaia
「池に住む水の魔女」 - Ike ni sumu mizu no majo
19 marzo 1989
23Comare Morte
「死神の名づけ親」 - Shinigami no naduke oya
26 marzo 1989

Voci correlate

Collegamenti esterni

  • Portale Anime e manga
  • Portale Letteratura

 

All translations of le fiabe son fantasia


sensagent's content

  • definitions
  • synonyms
  • antonyms
  • encyclopedia

  • definizione
  • sinonimo

Dictionary and translator for handheld

⇨ New : sensagent is now available on your handheld

   Advertising ▼

sensagent's office

Shortkey or widget. Free.

Windows Shortkey: sensagent. Free.

Vista Widget : sensagent. Free.

Webmaster Solution

Alexandria

A windows (pop-into) of information (full-content of Sensagent) triggered by double-clicking any word on your webpage. Give contextual explanation and translation from your sites !

Try here  or   get the code

SensagentBox

With a SensagentBox, visitors to your site can access reliable information on over 5 million pages provided by Sensagent.com. Choose the design that fits your site.

Business solution

Improve your site content

Add new content to your site from Sensagent by XML.

Crawl products or adds

Get XML access to reach the best products.

Index images and define metadata

Get XML access to fix the meaning of your metadata.


Please, email us to describe your idea.

WordGame

The English word games are:
○   Anagrams
○   Wildcard, crossword
○   Lettris
○   Boggle.

Lettris

Lettris is a curious tetris-clone game where all the bricks have the same square shape but different content. Each square carries a letter. To make squares disappear and save space for other squares you have to assemble English words (left, right, up, down) from the falling squares.

boggle

Boggle gives you 3 minutes to find as many words (3 letters or more) as you can in a grid of 16 letters. You can also try the grid of 16 letters. Letters must be adjacent and longer words score better. See if you can get into the grid Hall of Fame !

English dictionary
Main references

Most English definitions are provided by WordNet .
English thesaurus is mainly derived from The Integral Dictionary (TID).
English Encyclopedia is licensed by Wikipedia (GNU).

Copyrights

The wordgames anagrams, crossword, Lettris and Boggle are provided by Memodata.
The web service Alexandria is granted from Memodata for the Ebay search.
The SensagentBox are offered by sensAgent.

Translation

Change the target language to find translations.
Tips: browse the semantic fields (see From ideas to words) in two languages to learn more.

last searches on the dictionary :

4104 online visitors

computed in 0.063s

I would like to report:
section :
a spelling or a grammatical mistake
an offensive content(racist, pornographic, injurious, etc.)
a copyright violation
an error
a missing statement
other
please precise:

Advertize

Partnership

Company informations

My account

login

registration

   Advertising ▼